Ekaterina Geladze

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Ketevan Geladze

Ketevan Geladze, russificato in Ekaterina Geladze (in georgiano ქეთევან გელაძე; in russo Екатери́на Гео́ргиевна Гела́дзе, Ekaterina Georgievna Geladze; Gambareuli, 5 febbraio 1858Tbilisi, 4 giugno 1937), fu la madre di Iosif Stalin, futuro leader dell'Unione Sovietica dal 1924 al 1953.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ekaterina nacque a Gambareuli, villaggio pertinente a Gori, in una famiglia di servi della gleba emancipati nel 1861 a seguito dell'abolizione della schiavitù da parte dello zar Alessandro II. Nel 1874 si sposò con Vissarion Džugašvili e, dopo alcuni figli morti infanti, ebbe nel 1878 Iosif, il futuro Stalin.

Dovette subire le violenze del marito e, dopo il suo abbandono di fatto, mantenne il figlio facendo lavori di pulizia, di cucito e di lavanderia per famiglie più ricche. Donna molto pia e legata alla religione ortodossa, cercò di indirizzare il figlio alla carriera ecclesiastica, facendogli frequentare prima la scuola parrocchiale di Gori e quindi il seminario di teologia a Tbilisi.[1]

Anche quando il figlio prese il potere non andò mai a Mosca. Dal canto suo, neanche Stalin fu molto assiduo nelle sue visite alla madre. Questo almeno fino al 1935, quando si recò da lei perché gravemente malata. N. Kipshidze, un medico che curò Keke in vecchiaia, ricordò il colloquio tra questa e Stalin nel quale egli chiese: "Perché mi avete picchiato così duramente?". "Questo è il motivo per cui sei venuto così bene" rispose Keke. In cambio, sua madre gli chiese: "Josif, cosa esattamente sei adesso?" "Ricordate lo zar? Bene, io sono come uno zar" rispose Stalin. "Sarebbe stato meglio se tu fossi divenuto un sacerdote" fu la risposta della madre[2]. Morì il 4 giugno 1937 a 79 anni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I primi passi del despota in corriere.it
  2. ^ Stalin di Hiroaki Kuromiya, pag. 2

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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