Ejército Argentino

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Ejército argentino
Seal of the Argentine Army.svg
Stemma dell'Esercito argentino
Descrizione generale
Attiva 1810 - oggi
Nazione Argentina Argentina
Servizio Fuerzas Armadas de la República Argentina
Tipo esercito
Dimensione 38,500 personale attivo (2014)[1]
16,000 riservisti (2014)[1]
Quartier Generale Secretaría General del Ejército, Buenos Aires
Motto Nació con la Patria en Mayo de 1810
(Nato con la patria nel maggio del 1810)
Battaglie/guerre Guerra d'indipendenza argentina
Guerre d'indipendenza ispanoamericana
Invasione luso-brasiliana
Guerra argentino-brasiliana
Guerra della Confederazione
Guerra civile in Uruguay
Guerra del Río de la Plata
Guerra della triplice alleanza
Conquista del deserto
Guerra sporca
Operazione Soberanía
Guerra delle Falkland
Guerra del Golfo
Missioni di peacekeeping UNPROFOR
UNFICYP
Kosovo Force
MINUSTAH
Anniversari 29 maggio (Día del Ejército Argentino)
Sito internet www.ejercito.mil.ar
Parte di
Comandanti
Comandante in Capo Presidente Cristina Fernández de Kirchner
Capo di stato maggiore Tenente generale Luis Alberto Pozzi
Capo cerimoniale Generale d'armata Ricardo Cundom

[senza fonte]

Voci su unità militari presenti su Wikipedia

L'esercito argentino (in spagnolo Ejército Argentino) è la componente terrestre delle Fuerzas Armadas de la República Argentina (le forze armate dell'Argentina), composte anche dalla Fuerza Aérea Argentina e dall'Armada de la República Argentina. L'esercito è formato da circa 52.500 uomini, ed il 29 maggio festeggia il giorno della sua fondazione (avvenuta, appunto, il 29 maggio 1810).

Durante il ventesimo secolo le alte gerarchie dell'esercito si sono rese protagoniste di numerosi colpi di stato contro le autorità democratiche argentine e alcuni generali hanno guidato brutali regimi autoritari, rendendosi colpevoli di gravissimi atti di violenza repressiva contro un gran numero di oppositori attivi della dittatura e contro la popolazione civile.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Diverse spedizioni armate vennero inviate nel Perù superiore (ora Bolivia), in Paraguay, in Uruguay e in Cile per combattere le forze spagnole e garantire l'indipendenza recentemente acquisita dall'Argentina. La più famosa di queste spedizioni fu quella guidata dal generale José de San Martín, che guidò un esercito di 5000 uomini tra le Ande per espellere gli spagnoli dal Cile e in seguito dal Perù. Mentre le altre spedizioni non riuscirono nel loro obiettivo di portare tutte le dipendenze dell'ex Vicereame del Río de la Plata sotto il nuovo governo di Buenos Aires, impedirono agli spagnoli di schiacciare la ribellione.

Durante le guerre civili della prima metà del XIX secolo, l'esercito argentino venne frazionato sotto la guida dei cosiddetti caudillos ( "leader" o "signori della guerra"), leader provinciali che intrapresero una guerra contro l'amministrazione centralista di Buenos Aires. Tuttavia, l'esercito venne per breve tempo nuovamente unificato durante la guerra con l'impero brasiliano (1824-1827).

Fu solo con l'istituzione di una Costituzione, (che proibiva esplicitamente alle province di mantenere loro forze militari) e di un governo nazionale riconosciuto da tutte le province, che l'esercito divenne un'unica forza, assorbendo le milizie provinciali più vecchie. L'esercito continuò a combattere la guerra della Triplice Alleanza nel 1860 insieme al Brasile e all'Uruguay contro il Paraguay. Dopo la guerra, l'esercito venne coinvolto nella Conquista del Desierto ("Conquista del deserto") dell'Argentina: la campagna per occupare la Patagonia e sradicarne i nativi, che condusse a saccheggi ed incursioni in tutto il paese.

Anni 1880–1960[modifica | modifica wikitesto]

Soldati dell'esercito argentino con l'uniforme standard nel 1938, notare la somiglianza con l'uniforme della Wehrmacht.

Tra il 1880 e il 1930 l'esercito cercò di diventare una forza professionale senza il coinvolgimento attivo nella politica, anche se molte figure politiche -il presidente Julio Argentino Roca, per esempio- beneficiarono del passato di una carriera militare. L'esercito impedì la caduta del governo in una serie di rivolte condotte dai Radicali. Nel frattempo, le forze armate, in generale, e l'esercito, in particolare, contribuirono a sviluppare l'instabile frontiera meridionale dell'Argentina e il suo nascente complesso industriale.

La principale influenza straniera nel corso di questo periodo fu, nel complesso, la dottrina prussiana (e quindi tedesca). In parte a causa di ciò, durante entrambe le guerre mondiali la maggior parte degli ufficiali sostenne i tedeschi, più o meno apertamente, mentre la marina militare argentina favoriva invece i britannici.

Nel 1930, un piccolo gruppo di forze dell'esercito (non più di 600 soldati) deposero il presidente Hipólito Yrigoyen senza molta risposta dal resto dell'esercito e dalla marina militare. Questo fu l'inizio di una lunga storia d'intervento politico da parte dei militari. Un altro colpo di stato, nel 1943, fu responsabile per aver portato un oscuro colonnello alla ribalta politica: Juan Perón.

Anche se Perón ebbe l'appoggio dei militari durante i suoi due mandati consecutivi (1946-1952 e 1952-1955), il suo governo sempre più repressivo alienò molti ufficiali, che alla fine portò ad una rivolta militare che lo rovesciò nel settembre 1955. Tra il 1955 e nel 1973 l'esercito e il resto delle forze armate divennero vigili sul possibile riemergere del peronismo in campo politico, portando a due nuovi colpi di stato contro presidenti eletti nel 1962 (deposizione di Arturo Frondizi) e nel 1966 (cacciata di Arturo Illia). Va notato che le lotte politiche erosero la disciplina e la coesione all'interno dell'esercito, nella misura in cui vi fu la lotta armata tra le unità militari contendenti nel corso dei primi anni '60.

Gli anni '60 e la giunta militare[modifica | modifica wikitesto]

Truppe argentine nel 1977.

Il governo militare che governò l'Argentina tra il 1966 e il 1973 vide le crescenti attività di gruppi come i Montoneros e l'ERP, e anche un movimento sociale molto importante. Durante i primi mesi del governo di Hector Campora, piuttosto moderato e peronista di sinistra, presero posto circa 600 conflitti sociali, scioperi e occupazioni di fabbriche.[2] Dopo il massacro di Ezeiza del 20 giugno 1973, il peronismo si spaccò in destra e sinistra, mentre lo squadrone della morte della Tripla A, organizzato da José López Rega, il più vicino consigliere di María Estela Martínez de Perón, iniziò una campagna di omicidi contro gli avversari di sinistra. Ma Isabel Perón stessa venne estromessa durante il colpo di stato del marzo 1976 da una junta militare.

Il nuovo governo militare, autonominatosi Proceso de Reorganización Nacional, pose fine alle campagne di guerriglia, ma ben presto si seppe che avevano avuto luogo metodi estremamente violenti e gravi violazioni dei diritti umani, in quella che la dittatura chiamò "guerra sporca"—un termine rifiutato dai giuristi durante il Processo delle giunte del 1985. Il Batallón de Inteligencia 601 (il 601° Battaglione d'Intelligence) divenne famoso durante questo periodo. Era un servizio segreto militare speciale istituito alla fine del 1970, attivo nella guerra sporca e nell'Operazione Condor, e si sciolse nel 2000.[3] Il suo personale raccolse informazioni e s'infiltrò nei gruppi di guerriglia ed organizzazioni dei diritti umani, compì uccisioni coordinate, rapimenti ed altri abusi. L'unità ha inoltre partecipato all'addestramento dei Contras del Nicaragua con l'assistenza degli Stati Uniti, anche da parte di John Negroponte.

I "decreti d'annichilimento"[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Operativo Independencia.
Zone militari dell'Argentina, 1975–83

Nel frattempo, il guevarista Esercito Rivoluzionario Popolare (ERP), guidato da Roberto Santucho e ispirato dalla teoria del focolaio di Che Guevara, iniziò un'insurrezione rurale nella provincia di Tucumán, sulle montagne a nord-ovest dell'Argentina. Iniziò la campagna con non più di 100 uomini e donne delle forze di guerriglia marxista dell'ERP e la concluse con circa 300 in montagna (tra cui i rinforzi sotto forma degli élite Montoneros, forti di 65 uomini della Compañía de Monte (Compagnia della Giungla), e la Compagnia Urbana dell'ERP Decididos de Córdoba),[4] che l'esercito argentino riuscì a sconfiggere, ma a caro prezzo.

Il 5 gennaio del 1975, un aereo da trasporto DHC-6 dell'esercito venne abbattuto vicino alle montagne Monteros, a quanto pare abbattuto dai guerriglieri.[5] Tutti i tredici a bordo rimasero uccisi. I militari ritengono che una mitragliatrice pesante abbia abbattuto l'aereo.[6]

In risposta, Ítalo Luder, presidente dell'Assemblea Nazionale, che agiva come presidente ad interim sostituendosi a Isabel Perón, che era malata per un breve periodo, firmò nel febbraio 1975 il decreto presidenziale segreto 261, che ordinava all'esercito di neutralizzare e/o annientare l'insurrezione a Tucumán, la più piccola provincia dell'Argentina. L'Operativo Independencia diede il potere alle forze armate di "eseguire di tutte le operazioni militari necessarie con l'effetto di neutralizzare o annientare l'azione degli elementi sovversivi che agiscono nella Provincia di Tucumán."[7][8] Santucho dichiarò una "zona liberata" lunga 620 miglio (1 000 km) a Tucuman e chiese la protezione filo-sovietica dei suoi confini, così come un corretto trattamento dei guerriglieri catturati come prigionieri di guerra.[9]

La Quinta Brigata dell'esercito argentino, allora composta dal 19°, dal 20° e dal 29° Reggimento di Fanteria da Montagna[10] e comandata dal generale di brigata Acdel Vilas, ricevette l'ordine di passare a Famaillà, ai piedi dei monti Monteros, l'8 febbraio 1975. Mentre combatteva la guerriglia nella giungla, Vilas si concentrò nello sradicare il sostegno alla rete ERP nelle città, usando tattiche poi adottate a livello nazionale, così come una campagna di azione civica. Le tecniche utilizzate dalle forze di sicurezza argentine non sono diverse dalle loro omologhe statunitensi e francesi in Vietnam.

Nel luglio del 1975, un commando anti-guerriglia venne incaricato di missioni di ricerca e distruzione in montagna. Le forze speciali dell'esercito scoprirono il campo base di Santucho nel mese di agosto, poi fecero irruzione nella sede urbana dell'ERP nel mese di settembre. La maggior parte del personale generale della Compañia de Monte venne ucciso nel mese di ottobre e venne disperso entro la fine dell'anno. [senza fonte]

La leadership della forza di guerriglia rurale venne in gran parte sradicata e molti dei guerriglieri e dei simpatizzanti civili dell'ERP a Tucumán vennero uccisi o scomparvero forzatamente. Gli sforzi per frenare l'attività di guerriglia rurale a Tucumán, tuttavia, rimasero senza successo nonostante l'uso di 24 elicotteri trasporto truppe Bell UH-1H Huey statunitensi recentemente arrivati. Ai primi di ottobre, la 5a Brigata subì un duro colpo per mano dei Montoneros, quando più di un centinaio, e forse diverse centinaia [11], di Montoneros e sostenitori vennero coinvolti nell'Operazione Primicia, l'operazione più elaborata della "guerra sporca", che coinvolse il dirottamento di un aereo civile, la presa in consegna dell'aeroporto provinciale, l'attacco al 29° Reggimento di Fanteria (che si era ritirato nelle caserme nella provincia di Formosa), la cattura del suo nascondiglio di armi, e, infine, la fuga in aereo. Una volta che l'operazione era finita, fuggirono verso una zona remota nella provincia di Santa Fe. L'aereo, un Boeing 737, finalmente atterrò su un campo di coltura, non lontano dalla città di Rafaela.

In seguito, 12 soldati e 2 poliziotti[12] vennero uccisi e diversi feriti. La raffinatezza dell'operazione, le macchine della fuga e le case sicure che usarono per fuggire dal luogo dello schianto-atterraggio, suggeriscono che vennero coinvolti diverse centinaia di guerriglieri e di loro sostenitori.[13] Le forze di sicurezza argentine ammisero che 43 soldati dell'esercito erano stati uccisi in azione a Tucuman, anche se questa cifra non tiene conto della polizia, dei soldati della gendarmeria e dei soldati che sono morti difendendo le loro caserme nella provincia di Formosa il 5 ottobre 1975. Entro dicembre 1975 i militari argentini avrebbero potuto, con qualche pretesa giustificazione, dichiarare che stavano vincendo la 'guerra sporca', ma furono costernati di non trovare alcuna prova della vittoria finale.

Il 23 dicembre del 1975, diverse centinaia di combattenti dell'ERP[14] con l'aiuto di centinaia di sostenitori sotterranei, messo in scena una battaglia a tutto campo con il 601° Battaglione dell'Arsenale, a nove miglia (14 km) da Buenos Aires, e occuparono quattro stazioni di polizia locali e un quartier generale del reggimento.[15] 63 guerriglieri,[16] sette soldati dell'esercito e tre poliziotti rimasero uccisi.[17] Oltre 20 civili rimasero uccisi nel fuoco incrociato. Molte delle morti civili si verificarono quando i guerriglieri e i militanti di supporto bruciarono 15 autobus urbani[18] nei pressi dell'arsenale per ostacolare rinforzi militari. Questo sviluppo ebbe ramificazioni di vasta portata. Il 30 dicembre 1975, i guerriglieri urbani esplosero una bomba all'interno del quartier generale dell'esercito a Buenos Aires, ferendo almeno sei soldati.[19]

Il movimento dei Montoneros utilizzò con successo sommozzatori in infiltrazioni sottomarine e tirò il molo dove era in costruzione l'incrociatore argentino ARA Santísima Trinidad il 22 agosto 1975. La nave venne effettivamente immobilizzata per diversi anni.

La cooperazione francese[modifica | modifica wikitesto]

Il giornalista francese Marie-Monique Robin ha trovato negli archivi del Quai d'Orsay, il ministero degli affari esteri francese, il documento originale che prova che un accordo del 1959 tra Parigi e Buenos Aires instaurava una "missione militare francese permanente", formata da veterani che avevano combattuto nella guerra d'Algeria, e che si trovava negli uffici del capo di stato maggiore dell'esercito argentino. Ha mostrato come il governo di Valéry Giscard d'Estaing collaborò segretamente con la giunta di Jorge Rafael Videla in Argentina e con il regime di Augusto Pinochet in Cile.[20]

I deputati verdi Noël Mamère, Martine Billard e Yves Cochet deposero, il 10 settembre 2003, una richiesta per la costituzione di una Commissione parlamentare sul "ruolo della Francia nel sostegno di regimi militari in America Latina (1973-1984)" presso la Commissione degli affari esteri dell'Assemblea nazionale, presieduta da Edouard Balladur. A parte Le Monde, i giornali rimasero in silenzio su questa richiesta.[21] Tuttavia, il deputato Roland Blum, responsabile della Commissione, rifiutò di ascoltare Marie-Monique Robin, e pubblicò nel dicembre 2003 un rapporto di 12 pagine qualificato da Robin come il summum di malafede. Esso sosteneva che non era stato firmato nessun accordo, nonostante l'accordo trovato da Robin nel Quai d'Orsay[22][23]

Quando il ministro degli affari esteri Dominique de Villepin si recò in Cile nel febbraio 2004, affermò che non si era verificata alcuna cooperazione tra la Francia e i regimi militari.[24]

Guerra delle Falkland[modifica | modifica wikitesto]

Posizione di mortaio da 120 mm dell'esercito argentio nelle Falkland, 1982
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra delle Falkland.

All'inizio dell'aprile 1982 l'esercito argentino contribuì con le forze per l''Operazione Rosario', l'invasione delle isole Falkland del 1982 e l'occupazione che ne seguì. Le forze dell'esercito affrontarono anche lo sbarco anfibio a San Carlos Water il 21 maggio, e combatterono gli inglesi a Goose Green, sul Monte Kent, e nelle battaglie intorno Port Stanley che portarono al cessate il fuoco del 14 giugno seguito dalla resa delle truppe argentine.

Soldati dell'esercito argentino nelle Falkland.

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Gli eventi della 'sporca guerra', insieme alla sconfitta nella guerra delle Falkland, portarono i militari a cedere il potere ad un governo civile nel 1983.

Dagli anni '80 ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Il veicolo leggero Gaucho, progettato con il Brasile

Dal momento del ritorno al governo civile nel 1983, i militari argentini vennero ridotti sia nel numero che nel bilancio e, per legge, non possono più intervenire in conflitti civili interni. Sono diventati più professionali, soprattutto dopo che è stata abolita la coscrizione.

Nel 1998 all'Argentina venne concesso lo status di maggiore alleato non-NATO da parte degli Stati Uniti. Il moderno esercito argentino è pienamente impegnato in missioni internazionali di peacekeeping sotto i mandati delle Nazioni Unite, in aiuti umanitari e in emergenze di soccorso.

Nel 2010 l'esercito incorporò gli APC corazzati su ruote cinesi Norinco da schierare con le sue forze di peacekeeping.[25]

Un grave problema dell'esercito attuale è che la maggior parte delle sue unità di combattimento sono sotto la forza di manodopera a causa delle limitazioni di bilancio; l'attualequando?[non chiaro] Tabella di Organizzazione ed Equipaggiamento venne stabilita in un periodo durante il quale l'esercito poteva contare su budget più alti e soldati arruolati.[senza fonte] I piani attuali prevedono l'espansione delle unità di combattimento finché tutte le unità di combattimento non saranno ancora a piena forza, non appena i vincoli di bilancio consentiranno l'induzione di nuovi volontari.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Stato Maggiore dell'Esercito[modifica | modifica wikitesto]

L'esercito è guidato da un Capo di Stato Maggiore nominato direttamente dal Presidente. L'attuale Capo di Stato Maggiore (dal settembre 2008) è il generale Luis Alberto Pozzi.[senza fonte] Lo Stato Maggiore dell'Esercito ( Estado Mayor General del Ejército ) comprende il Capo di Stato Maggiore, un Vice Capo di Stato Maggiore e i Capi di Stato Maggiore dei sei dipartimenti ( Jefaturas ). Gli attuali dipartimenti di Stato Maggiore (conosciuti anche con i loro numeri romani) sono:

  • Personale (Jefatura I - Personal)
  • Intelligence (Jefatura II - Inteligencia)
  • Operazioni (Jefatura III - Operaciones)
  • Logistica (Jefatura IV - Material)
  • Finanza (Jefatura V - Finanzas)
  • Welfare (Jefatura VI - Bienestar)

Lo Stato Maggiore include anche l'Ispettorato Generale e il Segretariato Generale.

Ci sono anche una serie di comandi e direzioni responsabili per lo sviluppo e l'attuazione delle politiche all'interno dell'esercito in materia di aree tecnologiche e operative e gestione degli affari amministrativi. A partire dal 2005 questi includono i seguenti:

  • Comando di Comunicazioni ed Informatica (Comando de Comunicación e Informática)
  • Comando di Educazione e Dottrina (Comando de Educación y Doctrina)
  • Comando del Genio (Comando de Ingenieros)
  • Comando di Rimonta e Veterinaria (Comando de Remonta y Veterinaria)
  • Comando di Sanità (Comando de Sanidad)
  • Comando Logistico del Materiale (Comando Logístico de Material)
  • Direttorato di Questioni Storiche dell'Esercito (Dirección de Asuntos Históricos del Ejército)
  • Direttorato di Ricerche, Sviluppo e Produzione (Dirección de Investigación, Desarrollo y Producción)
  • Direttorato di Pianificazione (Dirección de Planeamiento)
  • Direttorato del Trasporto (Dirección de Transporte)
  • Direttorato dello Stato Maggiore (Dirección del Estado Mayor General del Ejército)

Organizzazione campale[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni '60 l'esercito fu riorganizzato in cinque Corpi d'Armata. Tale struttura sostituì la vecchia struttura basata sulle divisioni seguendo il modello francese. Ci fu un'ulteriore riorganizzazione, nel 1991, quando le brigate furono assegnate a sei nuove divisioni, due di stanza a Santa Cruz e a Mendoza.[26]

Fino alla fine del 2010, la Prima, Seconda e Terza Divisione dell'Esercito vennero designate come Secondo, Terzo e Quinto Corpo d'Armata ( Cuerpos de Ejército ), rispettivamente, senza comandi a livello di divisione intermedi. Queste redesignazioni ebbero luogo nel quadro di una profonda riorganizzazione delle strutture amministrative e di comando delle forze armate. Due ulteriori Corpo d'Armata, il Primo e il Quarto, erano già stati sciolti nel 1984 e nel 1991, rispettivamente, con le loro unità dipendenti riassegnate negli altri tre Corpi d'Armata.

Struttura dell'Esercito argentino (clicca per allargare)

A partire dal 2011, le forze dell'esercito sono raggruppate geograficamente in tre divisioni dell'esercito ( Divisiones de Ejército ), ognuna più o meno equivalente in termini di organizzazione nominale ad una divisione dell'esercito americano (+). Ogni divisione dell'esercito ha una superficie di responsabilità su una specifica regione del paese; la Prima Divisione copre il nord-est del paese, la Seconda Divisione copre il centro e il nord-ovest dell'Argentina e la Terza Divisione copre il sud e la Patagonia. Oltre alle tre divisioni dell'esercito, la Forza d'Intervento Rapido ( Fuerza de Despliegue Rápido , FDR) costituisce un ulteriore quarta formazione a livello divisionale, mentre il Presidio Militare di Buenos Aires opera in modo indipendente da qualsiasi comando delle dimensioni di una divisione. Ci sono anche diversi gruppi separati, tra cui un gruppo anti-aereo e il gruppo dell'Aviazione dell'Esercito.

Ogni divisione ha un numero variabile di brigate corazzate, forze meccanizzate e fanteria.

A partire dal 2011, l'esercito argentino ha dieci brigate:

  • Due brigate corazzate (1a e 2a),
  • Tre brigate meccanizzate (9a, 10a e 11a),
  • Tre brigate di montagna (5a, 6a e 8a),
  • Una brigata paracadutisti (4a) e
  • Una brigata della giungla (12a).

Nota: La 7ª Brigata di Fanteria è stata sciolta all'inizio del 1985, mentre la 3ª Brigata di Fanteria è stata trasformata in una formazione motorizzata che è stata, alla fine, sciolta nel 2003.

A seconda del tipo, ogni brigata comprende 2-5 Reggimenti di Cavalleria o Fanteria, uno o due gruppi di artiglieria, uno squadrone di cavalleria esploratrice, un battaglione o un'unità formato compagnia del Genio, una compagnia d'intelligence, una compagnia delle comunicazioni, una compagnia di comando e un un'unità formato battaglione di supporto logistico. I termini "reggimento" e "gruppo", che si trovano nelle designazioni ufficiali di cavalleria, fanteria e artiglieria, sono utilizzati per ragioni storiche. Durante la guerra d'indipendenza argentina, l'esercito argentino mise in campo le unità del reggimento di dimensioni tradizionali. I 'reggimenti' sono più accuratamente descritti come battaglioni; le unità di dimensioni simili che non appartengono ai servizi di cui sopra sono indicati come "battaglioni". In aggiunta al loro servizio, i reggimenti e i gruppi vengono anche specificati in funzione della zona delle operazioni (di fanteria di montagna, Fanteria della Giungla, Cavalleria di Montagna), le loro attrezzature (Cavalleria Corazzata, Cavalleria Leggera, Fanteria Meccanizzata) o la loro formazione speciale (Paracadutisti, Commando, Assalto Aereo, Cazadores di Montagna o Cazadores della Giungla). I reggimenti sono costituiti da quattro sottounità di manovra (compagnie in reggimenti di fanteria e squadroni in reggimenti di cavalleria), un comando e una sub-unità di supporto, per un totale di 350-700 soldati.

Nel 2006 venne creata una Forza d'Intervento Rapido sulla base della 4ª Brigata Paracadutisti.

Nel 2008 venne creata un Gruppo Forze Operazioni Speciali comprendente due compagnie Commando, una compagnia delle forze speciali e una compagnia Operazioni Psicologiche.

Ruoli e Obbiettivi[modifica | modifica wikitesto]

L'esercito serve la patria per contribuire alla difesa nazionale e al sostentamento del governo, al fine di proteggere i suoi princìpi vitali come: l'Indipendenza, la Sovranità, l'integrità territoriale e la protezione della vita e della libertà degli abitanti.

Gradi[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiali Sottufficiali e Truppa
Grado argentino Corrispondente
Teniente General[27] Tenente generale
General de División Generale di divisione
General de Brigada Generale di brigata
Coronel Mayor * Senior Colonel
Coronel Colonnello
Teniente Coronel Tenente colonnello
Mayor Maggiore
Capitán Capitano
Teniente Primero Primo tenente
Teniente Tenente
Subteniente Sottotenente
Grado argentino Corrispondente
Suboficial Mayor Primo maresciallo luogotenente
Suboficial Principal Primo maresciallo
Sargento Ayudante Sergente maggiore capo
Sargento Primero Sergente maggiore
Sargento Sergente
Cabo Primero Caporale maggiore scelto
Cabo Caporale maggiore
Voluntario Primero Caporale
Voluntario Segundo Soldato
Voluntario Segundo en Comisión Soldato

Armamento[modifica | modifica wikitesto]

Sotto è elencato l'armamento dell'esercito argentino nel 2009.

Armi della fanteria[modifica | modifica wikitesto]

Nome Tipologia Calibro Origine Immagine
FN P35 Pistola 9mm Belgio Belgio Pistol Browning HP american.jpg
FMK-3 Mitra (arma) 9mm Argentina Argentina
M16A1 Fucile d'assalto 5.56mm Stati Uniti Stati Uniti Usarmy m16a2.jpg
M4 Carabina 5.56mm Stati Uniti Stati Uniti M4A1 ACOG.jpg
M16A2 Fucile d'assalto 5.56mm Stati Uniti Stati Uniti
Steyr AUG Fucile d'assalto 5.56mm Austria Austria AUG A1 407mm 03.jpg
FN FAL Fucile d'assalto 7.62mm Belgio Belgio Un FN FAL version Para.jpg
FARA 83 Fucile d'assalto 5.56mm Argentina Argentina
FN MAG Mitragliatrice 7.62mm Belgio Belgio
M2HB Mitragliatrice 12.7mm Stati Uniti Stati Uniti Machine gun M2 1.jpg

Granate, sistemi anti-aereo e anti-carro[modifica | modifica wikitesto]

Nome Tipologia Quantità Origine note
GME-FMK2-M0 Granata (arma) Argentina Argentina
Mk 19 AGL Lanciagranate Stati Uniti Stati Uniti
M72 LAW Lanciarazzi Stati Uniti Stati Uniti
AT4 Missile anticarro Svezia Svezia
Model 1968 cannone senza rinculo Argentina Argentina
Model 1974 FMK-1 cannone senza rinculo Argentina Argentina
Mathogo Missile anticarro Argentina Argentina
BGM-71 TOW Missile anticarro Stati Uniti Stati Uniti
RBS-70 Missile terra-aria Svezia Svezia

Artiglieria da campo[modifica | modifica wikitesto]

Nome Tipologia Quantità Origine Immagini
M-101 105mm Obice 60 Stati Uniti Stati Uniti M2-105-mm-howitzer-batey-haosef-1.jpg
OTO Melara Mod 56 105mm Obice 70 Italia Italia Hellenic Army - Airmobile gun - 7220.jpg
CITEFA Model 77 155mm Obice 109 Argentina Argentina
CALA 30 155mm Obice 2 Argentina Argentina
M-114 155mm Obice 48 Stati Uniti Stati Uniti

Semoventi d'artiglieria[modifica | modifica wikitesto]

Nome Tipologia Quantità Origine Immagini
VCTM mortaio semovente 50 Germania Germania/Argentina Argentina
AMX Mk F3 Obice semovente 24 Francia Francia
VCA Palmaria Obice semovente 19 Argentina Argentina/Italia Italia VCA 155.JPG
SLAM PAMPERO Lanciarazzi multiplo 4 Argentina Argentina
SLAM SAPBA Lanciarazzi multiplo 50 Argentina Argentina

Veicoli pesanti[modifica | modifica wikitesto]

Nome Tipologia Quantità Origine Immagini
M113 Veicolo trasporto truppe 520 Stati Uniti Stati Uniti M113IraqiFreedom.jpg
MOWAG Grenadier Veicolo trasporto truppe 47 Svizzera Svizzera
Alvis Tactica Veicolo trasporto truppe 9 Regno Unito Regno Unito
AMX-13 VCPC Veicolo trasporto truppe 30 Francia Francia
VCPC Veicolo di controllo e comando 9 Germania Germania/Argentina Argentina Tam paz.jpg
VCTP Veicolo da combattimento della fanteria 216 Germania Germania/Argentina Argentina
Panhard AML-90 Autoblindo 50 Francia Francia Panhard-AML-90-latrun-2.jpg
SK-105 Kürassier Carro armato 118 Austria Austria GuentherZ 2006-08 12 0891 Jagdpanzer Kuerassier OeBH.jpg
AMX-13/105 carro armato 56 Francia Francia AMX-13-latrun-2.jpg
Patagón carro armato 1 Argentina Argentina
TAM Carro armato 200 Germania Germania/Argentina Argentina TAM snorkel.JPG

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b International Institute for Strategic Studies: The Military Balance 2012, p.370
  2. ^ Hugo Moreno, Le désastre argentin. Péronisme, politique et violence sociale (1930-2001), Editions Syllepses, Paris, 2005, p.109 (FR)
  3. ^ Buenos Aires News - Argentina reveals secrets of 'dirty war', buenosairesnews.net. URL consultato il 24 dicembre 2014.
  4. ^ Paul H. Lewis, Guerrillas & Generals: The "Dirty War" in Argentina, Praeger Paperback, 2001, p. 126.
  5. ^ John Keegan, World Armies|page=22, Macmillan, 1983
  6. ^ TUCUMAN 1975: Avión del Ejército Argentino es derribado con ametralladoras antiaéreas
  7. ^ [E]l commando general del Ejército procederá a ejecutar todas las operaciones militares que sean necesarias a efectos de neutralizar o aniquilar el accionar de los elementos subversivos que actúan en la provincia de Tucumán (ES)
  8. ^ Decree No. 261/75. NuncaMas.org, Decretos de aniquilamiento.
  9. ^ Facts on File, p. 126 (1975)
  10. ^ English, Adrian J. Armed Forces of Latin America: Their Histories, Development, Present Strength, and Military Potential, Janes Information Group, 1984, p. 33
  11. ^ Martha Crenshaw, Terrorism in Context, 1995, p. 236, ISBN 978-0-271-01015-1.
  12. ^ The Montreal Gazette - Google News Archive Search, news.google.com. URL consultato il 24 dicembre 2014.
  13. ^ The Sydney Morning Herald - Google News Archive Search, news.google.com. URL consultato il 24 dicembre 2014.
  14. ^ monte chingolo guerrillas and generals - Google Search, google.co.uk. URL consultato il 24 dicembre 2014.
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  20. ^ Conclusione de Escadrons de la mort, l'école françaisedi Marie-Monique Robin (FR)
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  22. ^ « Série B. Amérique 1952-1963. Sous-série : Argentine, n° 74. Cotes : 18.6.1. mars 52-août 63 ».
  23. ^ RAPPORT FAIT AU NOM DE LA COMMISSION DES AFFAIRES ÉTRANGÈRES SUR LA PROPOSITION DE RÉSOLUTION (n° 1060), tendant à la création d'une commission d'enquête sur le rôle de la France dans le soutien aux régimes militaires d'Amérique latine entre 1973 et 1984, PAR M. ROLAND BLUM, Assemblea Nazionale (FR)
  24. ^ Argentine : M. de Villepin défend les firmes françaises, Le Monde, February 5, 2003 (FR)
  25. ^ vehículos Norinco de reciente provisión
  26. ^ Jane's Defence Weekly 2 February 1991
  27. ^ É equivalente a General de ejército.

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