Eisenacher Straße (metropolitana di Berlino)

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U-Bahn.svg Eisenacher Straße
U-Bahnhof Eisenacher Straße, Bahnsteig.jpg
Stazione della metropolitana di Berlino
Gestore BVG
Inaugurazione 1971
Stato in uso
Linea linea U7
Localizzazione Berlino-Schöneberg
Tipologia stazione sotterranea, con banchina ad isola
Mappa di localizzazione: Berlino
Eisenacher Straße
Eisenacher Straße
Metropolitane del mondo

Coordinate: 52°29′22″N 13°21′01″E / 52.489444°N 13.350278°E52.489444; 13.350278

La stazione di Eisenacher Straße è una stazione della metropolitana di Berlino, sulla linea U7.

È posta sotto tutela monumentale (Denkmalschutz).[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Eisenacher Straße fu progettata come parte del prolungamento della linea 7 dall'allora capolinea di Möckernbrücke a Fehrbelliner Platz; tale tratta venne aperta all'esercizio il 29 gennaio 1971[2].

Nel 2018 la stazione di Eisenacher Straße, in considerazione della sua importanza storica e architettonica, venne posta sotto tutela monumentale (Denkmalschutz) insieme ad altre 12 stazioni rappresentative dell'architettura moderna dei decenni post-bellici.[3]

Strutture e impianti[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di una stazione sotterranea a due binari, uno per ogni senso di marcia, serviti da una banchina centrale ad isola; al centro di quest'ultima è posta una fila di pilastri che sostengono la struttura. Alle estremità della banchina sono poste due scale che conducono a due vestiboli d'accesso.

La veste architettonica della stazione venne disegnata da Rainer G. Rümmler: i pilastri centrali sono rivestiti da piastrelle gialle in ceramica, mentre le pareti laterali sono ricoperte da pannelli in eternit di colore verde che incorniciano una fascia orizzontale bianca su cui è riportato il nome della stazione. La combinazione di colori verde-giallo fu scelta per simboleggiare il paesaggio verdeggiante della Turingia, la regione in cui è posta la città di Eisenach che dà nome alla stazione[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) U-Bahnhof Eisenacher Straße, su stadtentwicklung.berlin.de.
  2. ^ Lemke, Poppel, op. cit., p. 69
  3. ^ (DE) Glückszahl: 13 Berliner U-Bahnhöfe unter Schutz, su moderne-regional.de. URL consultato il 15 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 16 novembre 2018).
  4. ^ (DE) Klaus Kurpjuweit, Der Architekt des Untergrunds, in Der Tagesspiegel, 24 maggio 2004.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Ulrich Lemke, Uwe Poppel, Berliner U-Bahn, 3ª ed., Düsseldorf, Alba, 1992, ISBN 3-87094-346-7.

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