Egle Becchi

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Egle Becchi

Egle Becchi (Trieste, 21 maggio 1930) è una pedagogista e storica italiana dell'infanzia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Si è laureata all’Università di Milano, dove è stata assistente di pedagogia e ha insegnato come professore incaricato. Diventata professore ordinario di prima fascia, nel 1972, è stata docente nelle Università di Ferrara e Pavia, dove ha tenuto corsi di pedagogia generale e sociale e di storia della pedagogia, fino al 2005.

Nel 1961 pubblica la sua prima opera sulla pedagogia della Gestalt, avviando un percorso di studio dove la coniugazione fra sapere dell’educare e scienze antropiche è al centro della riflessione, con particolare interesse per approcci sperimentali. Di questi analizza gli aspetti metodologici, le implicazioni valutative, operando sovente una verifica empirica. Da tale prospettiva ha istituito a luoghi elettivi della sua ricerca l’asilo nido e la scuola dell’infanzia. L’attenzione e il lavoro nelle istituzioni pubbliche prescolari motiva i suoi studi sulla figura del bambino non solo nell’attualità, ma anche nella sua storia. In quest’area di ricerca Egle Becchi ha saputo indirizzare - non solo in Italia - il lavoro di molti studiosi, contribuendo a sondare un campo originale di studio quale la storia dell’infanzia, avviando e guidando lavori di ricostruzione diacronica, dove l’indagine è stata condotta anche con partner singoli o con gruppi, impegnandosi a mettere a punto termini originali, dotati di valenza euristica storiografica, quale il costrutto di “cultura dell'infanzia”.[senza fonte]

Emerita dell’Università di Pavia, ha avuto la medaglia d’oro quale benemerita della scuola, della cultura e dell’arte[senza fonte].

Va ricordata l’attività di ricerca e di insegnamento svolta da Egle Becchi anche all'estero, specie in ambito europeo, in qualità di rappresentante dell’Italia per il Conseil de l’Europe (1973-1977) nella elaborazione del Thesaurus dei concetti pedagogici; come responsabile per l’Italia dello IEA pre-primary (1997 – 2001); come Gastprofessor presso l’Università di Siegen (2001).

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • La pedagogia della ‘Gestalt’, La Nuova Italia, 1961
  • (a cura di) Il bambino sociale. Privatizzazione e deprivatizzazione dell’infanzia, Feltrinelli, 1979
  • (con B. Vertecchi, a cura di), Manuale critico della sperimentazione e della ricerca educativa, FrancoAngeli, 1983
  • (a cura di), Storia dell’educazione, La Nuova Italia, 1987
  • (a cura di), I bambini nella storia, Laterza, 1994
  • (a cura di), Manuale della scuola del bambino dai tre ai sei anni, Franco Angeli, 1995
  • (con D. Julia, a cura di), Storia dell’infanzia, Laterza, 1996, coedizione francese e traduzione cinese)
  • Sperimentare nella scuola. Storia, problemi, prospettive, La Nuova Italia, 1997
  • (con A. Bondioli, a cura di, Valutare e valutarsi nelle scuole dell’infanzia del Comune di Pistoia. Un modello di formazione degli insegnanti, Edizioni Junior, 1997
  • (con A. Semeraro, a cura di), Archivi d’infanzia. Per una storiografia della prima età, La Nuova Italia, 2001
  • (con M. Ferrari), Cultura per l'infanzia e cultura dell'infanzia: analisi di due casi", Annali di Storia dell'educazione e delle istituzioni scolastiche, XIV, 2007, pp. 177–122.
  • Una pedagogia del buon gusto. Esperienze e progetti dei servizi per l’infanzia del comune di Pistoia, FrancoAngeli, 2010
  • Maschietti e bambine. Tre storie con figure, ETS, 2011

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