Eforato (Repubblica Napoletana)

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L'eforato è stato un organo costituzionale previsto dalla bozza di Costituzione della Repubblica Napoletana presentata nell'aprile 1799. Non entrò mai in funzione a causa della repentina caduta della Repubblica, dovuta alla ritirata dell'esercito francese nel giugno 1799 ed al ritorno sul trono napoletano dei Borbone.

L'eforato era un organo collegiale chiamato a vigilare sull'applicazione della Costituzione, con potere di monito sugli organi dello Stato, di proposta di eventuali modifiche e di abrogazione delle leggi ritenute incostituzionali. Dunque esercitava funzioni pressoché identiche a quelle dell'attuale Corte costituzionale, il cui modello sarebbe stato perfezionato solo dalla Costituzione austriaca del 1920.[1]

L'elaborazione dell'istituto, insieme a quella di molte altre originalità presenti nella Costituzione partenopea mai attuata, si deve al giurista lucano Mario Pagano.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovanni Guzzetta, Francesco Saverio Marini, Diritto pubblico italiano ed europeo, p. 511, Giappichelli, Torino, 2011 (III ed.).
  2. ^ Maria Rosa Di Simone, op. cit., p. 111.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maria Rosa Di Simone, Istituzioni e fonti normative dall'Antico Regime al fascismo, Giappichelli, Torino, 2007 ISBN 9788834876725

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]