Edward Gardner

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Edward Gardner
Edward Gardner.JPG
Edward Gardner
NazionalitàRegno Unito Regno Unito
(Gloucester)
GenereMusica classica
Periodo di attività musicale1997 – in attività
Etichetta
Sito ufficiale

Edward Gardner OBE (Gloucester, 22 novembre 1974) è un direttore d'orchestra inglese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gardner è nato a Gloucester[1] e ha cantato come corista nella Cattedrale di Gloucester. Da giovane ha suonato pianoforte, clarinetto e organo.[2] Ha frequentato la King's School, Gloucester e l'Eton College. Presso l'Università di Cambridge ha continuato come studente di musica ed è stato uno studioso di coro al King's College Choir. Aveva cominciato la direzione di coro a Eton e continuò a dirigere a Cambridge.[3] Ha inoltre studiato alla Royal Academy of Music, dove tra i suoi insegnanti c'era Colin Metters[4]. Si è laureato alla RAM nel 2000.

Dal 1997 fino al 2002 Gardner è stato direttore musicale della Wokingham Choral Society, incarico precedentemente ricoperto da Graeme Jenkins, Paul Daniel e Stephen Layton. Nel 1999, mentre era ancora studente presso la Royal Academy of Music, Gardner diventò répétiteur al Festival di Salisburgo, su invito di Michael Gielen, perché l'altro répétiteur si era ammalato.[5] Gardner successivamente fu incaricato come direttore assistente di Mark Elder presso The Halle Orchestra per 3 anni.[6] Nel 2003 Gardner è stato nominato direttore musicale del Glyndebourne on Tour e assunse la carica formalmente nel 2004.[7] Ha ceduto questo posto nel 2007.

Nel 2005, Gardner è stato vincitore dello Young Artist Award della Royal Philharmonic Society (RPS).[8] Nel marzo 2006 è stato nominato direttore musicale della English National Opera.[9][10] Assunse formalmente l'incarico nel maggio 2007, con un contratto iniziale di 3 anni.[11] Sebbene non ci sia stato alcun comunicato stampa formale dell'estensione del suo contratto con ENO, Gardner ha pubblicamente dichiarato nel 2011 i suoi piani di lavorare con ENO almeno fino al 2015.[12] Nel mese di gennaio 2014 ENO ha annunciato la conclusione prevista del mandato di Gardner come direttore musicale nel 2015.[13]

Nel settembre 2010, la City of Birmingham Symphony Orchestra annunciato la nomina di Gardner come suo prossimo direttore ospite principale, con efficacia da settembre 2011, con un contratto iniziale di 3 anni, per 3-4 settimane di concerti a stagione.[14][15] Concluse il suo mandato di direttore ospite principale alla CBSO nel mese di luglio 2016.[16] Al di fuori del Regno Unito, a febbraio 2013, Gardner è stato allo stesso tempo nominato il prossimo direttore principale ospite della Orchestra Filarmonica di Bergen, efficace agosto 2013, e il prossimo direttore principale dell'orchestra, efficace con la stagione 2015 -2016. Il suo contratto iniziale, come direttore principale è per 3 anni.[17][18]

Gardner ha diretto diverse registrazioni per la EMI Classics, tra cui collaborazioni con Alison Balsom e Kate Royal.[4][19][20] Ha anche firmato un contratto discografico con la Chandos Records,[21][22] che comprendeva registrazioni di musiche di Witold Lutosławski[23][24][25] e Benjamin Britten.[26]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2008, il RPS ha nominato Gardner suo direttore dell'anno.[27] Gardner è stato nominato Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico (OBE) nei Birthday Honours del 2012, per servizi alla musica.[28][29]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Gardner ha un figlio, Charlie, nato nel marzo 2010,[2][30] dal suo passato rapporto con la Balsom.[31][32][33]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Christopher Morley, From opera pit to podium of the CBSO, in Birmingham Post, 15 novembre 2007. URL consultato l'8 dicembre 2007.
  2. ^ a b Andrew Clark, Edward Gardner: 'success is a two-edged sword', in Financial Times, 11 settembre 2010. URL consultato il 26 settembre 2010.
  3. ^ Neil Fisher, Gladiator at the Coliseum, in The Times (London), 18 maggio 2007. URL consultato il 16 maggio 2008.
  4. ^ a b Michael Church, Edward Gardner: The man who rescued opera, in The Independent, 21 giugno 2009. URL consultato il 12 luglio 2009.
  5. ^ Charlotte Higgins, Enter the young pretender, in The Guardian, 19 aprile 2007. URL consultato l'8 dicembre 2007.
  6. ^ Neil Fisher, The good terrorists?, in The Times (London), 12 agosto 2005. URL consultato il 16 maggio 2008.
  7. ^ Louise Jury, Rising star of British music becomes ENO director at age of 31 [collegamento interrotto], in The Independent, 8 marzo 2006. URL consultato l'8 dicembre 2007.
  8. ^ Emma Love, Rising star: Edward Gardner, conductor, in The Observer, 30 aprile 2006. URL consultato l'8 dicembre 2007.
  9. ^ Richard Morrison, Young star takes baton in gamble to revive ENO, in The Times (London), 8 marzo 2006. URL consultato l'8 dicembre 2007.
  10. ^ Charlotte Higgins, Troubled opera company picks young conductor, in The Guardian, 8 marzo 2006. URL consultato l'8 dicembre 2007.
  11. ^ Rupert Christiansen, ENO needs a fresh beginning (XML), in Telegraph, 20 settembre 2007. URL consultato il 4 luglio 2008.
  12. ^ Rupert Christiansen, Edward Gardner interview for Simon Boccanegra, in Telegraph, 1º giugno 2011. URL consultato il 2 luglio 2011.
  13. ^ Mark Brown, English National Opera's Edward Gardner to leave, in The Guardian, 23 gennaio 2014. URL consultato il 26 gennaio 2014.
  14. ^ Edward Gardner appointed as Principal Guest Conductor of City of Birmingham Symphony Orchestra, City of Birmingham Symphony Orchestra, 10 settembre 2010. URL consultato il 26 settembre 2010 (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2011).
  15. ^ Christopher Morley, Dream come true for Edward Gardner, in Birmingham Post, 24 settembre 2010. URL consultato il 26 settembre 2010.
  16. ^ Rian Evans, CBSO/Gardner: Falstaff review – played in the highest of end-of-term spirits, in The Guardian, 14 luglio 2016. URL consultato il 18 agosto 2016.
  17. ^ Et kupp for Harmonien, in Norwegian Radio (NRK), 19 febbraio 2013. URL consultato il 28 febbraio 2013.
  18. ^ Edward Gardner to head the Bergen Philharmonic, in Gramophone, 18 febbraio 2013. URL consultato il 28 febbraio 2013.
  19. ^ Geoff Brown, Kate Royal: Midsummer Night, in The Times, 1º maggio 2009. URL consultato il 23 settembre 2009.
  20. ^ Alan Franks, Alison Balsom: 'don't compare me to Katherine Jenkins', in The Times, 11 settembre 2009. URL consultato il 23 settembre 2009.
  21. ^ Petroc Trelawny, English music desperately needs someone to replace the much-missed Richard Hickox (Music blog entry), in Telegraph, 15 ottobre 2009. URL consultato il 16 maggio 2010.
  22. ^ Fiona Maddocks, Gerald Finley: Great Operatic Arias(Chandos Opera in English), in The Guardian, 2 maggio 2010. URL consultato il 16 maggio 2010.
  23. ^ Andrew Clements, Lutosławski: Concerto for Orchestra; Symphony No 3; Chain 3 – review, in The Guardian, 14 ottobre 2010. URL consultato il 6 maggio 2011.
  24. ^ Andrew Clements, Lutosławski: Chantefleurs et Chantefables; Les Espaces du Sommeil; Paroles Tissées, etc – review: Crowe/Spence/Purves/BBC SO/Gardner (Chandos), in The Guardian, 1º settembre 2011. URL consultato il 26 gennaio 2014.
  25. ^ Fiona Maddocks, Lutoslawski: Orchestral Works III – review, in The Observer, 17 novembre 2012. URL consultato il 26 gennaio 2014.
  26. ^ Andrew Clements, Britten: Cello Symphony; Symphonic Suite from Gloriana etc – review, in The Guardian, 17 marzo 2011. URL consultato il 6 maggio 2011.
  27. ^ Michael Church, Edward Gardner: The man who rescued opera, in The Independent, 21 giugno 2009. URL consultato il 6 maggio 2011.
  28. ^ The London Gazette (PDF), nº 60173, 16 June 2012, p. 10.
  29. ^ Honours for Branagh and Jowell, in BBC, 16 giugno 2012. URL consultato il 16 giugno 2012.
  30. ^ Michael Tumelty, Raising the bar, in The Herald, 28 aprile 2010. URL consultato il 16 maggio 2010.
  31. ^ Alison Hoyle, The triumph of the trumpet majorette who became a Classical Brit, in The Daily Mail, 16 maggio 2009. URL consultato il 17 luglio 2009.
  32. ^ Classical music star Alison Balsom gets a tune out of dreaded vuvuzela, in Daily Mail, 19 giugno 2010. URL consultato il 26 settembre 2010.
  33. ^ Andy Whelan and Allan Hall, The music dies for 'trumpet crumpet' Alison Balsom and her Proms conductor, in Daily Mail, 18 aprile 2011. URL consultato il 6 maggio 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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