Edward Bach

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Edward Bach

Edward Bach (pron. inglese Batch [bætʃ], pronuncia gallese Bac, simile alla pronuncia tedesca gutturale[1][ˈbax], ma meno marcata[2][3]; Moseley, 24 settembre 1886Didcot, 27 novembre 1936) è stato un medico e scrittore britannico, famoso per le sue teorie mai confermate dalla pratica e mai validate scientificamente, che da lui hanno preso nome, i cosiddetti Fiori di Bach.

Firma di Edward Bach

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Edward Bach, nato a Moseley, oggi piccolo sobborgo di Birmingham, nelle West Midlands dell'Inghilterra, crebbe nelle campagne del Galles, la terra della sua famiglia;[4] manifestò sin da bambino una forte sensibilità per ogni forma di vita, che sarà determinante per la formazione e le scelte fatte da adulto.[5]

A sei anni prese la decisione di fare il medico. Si laureò, in medicina, nel 1912 allo University College di Londra.[6]

Appena laureato, Bach fece molta pratica ospedaliera, che all'inizio sembrava entusiasmarlo e interessarlo. Tuttavia si distaccò presto dai colleghi che egli giudicava concentrarsi più sulla malattia che sulla personalità generale del paziente, mentre lui aveva un approccio meno meccanicistico.[5]

Le prime scoperte[modifica | modifica wikitesto]

Il desiderio di ricerca di un nuovo tipo di cura spinse il dottor Bach ad abbandonare il reparto di chirurgia dell'Ospedale dello University College, appena un anno dopo il suo ingresso, e a passare a quello di immunologia. Fu così che Bach cominciò a dedicarsi alle ricerche sui batteri.[6]

Malattia e guarigione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1914, allo scoppio della Prima guerra mondiale, Bach fu riformato alla visita di leva a causa delle sue precarie condizioni fisiche, ma nonostante tutto gli fu affidata la responsabilità di quattrocento posti letto nell'Ospedale dove si era laureato. Nell'aprile 1917 morì la giovane moglie Gwendoline (sposata nel 1913) di difterite[7]: il matrimonio era però in crisi a causa della relazione extraconiugale di Bach con Kitty Light, dalla quale aveva avuto una figlia nel 1916. Un mese dopo, a maggio, Bach sposò Kitty.[4] Nel luglio 1917, dopo una grave emorragia, gli venne diagnosticato un tumore alla milza, che gli fu asportato. I chirurghi gli diedero comunque tre mesi di vita, a causa della diffusione di metastasi anche nel fegato.[8]

Bach decise di reagire a questa notizia dalle conseguenze apparentemente inevitabili passando il proprio tempo in laboratorio, assorbito completamente dai propri esperimenti. Ma i tre mesi passarono, e Bach non morì; la malattia regredì, fino a scomparire del tutto, e non si ripresentò per molti anni[4][9]. Fu così che Edward Bach teorizzò che un grande interesse, una finalità precisa e seguire la propria missione nella vita portavano a ritrovare la salute ed erano di aiuto nella guarigione delle malattie. Su questo principio, infatti, si fonderanno, più tardi, i suoi rimedi.[6]

L'incontro con l'omeopatia[modifica | modifica wikitesto]

Durante gli studi sui vaccini si imbatté nell'Organon, il testo principale di Samuel Hahnemann, il medico tedesco fondatore dell'omeopatia. Nel lavoro di Hahnemann trovò un'affinità col proprio pensiero: entrambi erano dell'opinione che bisognava curare il malato, e non la malattia. A differenza di Bach, però, Hahnemann utilizzava anche erbe velenose, cosa che Bach non condivideva considerandola una pratica "invasiva" per l'organismo.[6]

Bach, che aveva una concezione deista e olistica[4], il 25 novembre del 1918, attratto dallo spiritualismo e dalla filantropia, si affiliò alla massoneria, nella Loggia Madre d'Inghilterra di Londra; nella sede di Warwickshire, venne iniziato come apprendista con la tessera n. 3846 (alla pratica spirituale massonica dedicherà anche alcune pubblicazioni).[4][10][11][12]

Intanto, rimasto affascinato dal lavoro dell'omeopata tedesco, cominciò a sintetizzare nuovi vaccini, chiamati nosodi che dovevano essere somministrati per bocca. I sette vaccini orali chiamati "sette nosodi di Bach" vennero acclamati entusiasticamente dagli ambienti della medicina alternativa e largamente utilizzati non solo nel Regno Unito, ma anche in Germania e negli Stati Uniti.[6]

Nel 1924 presentò ad un Congresso una relazione intitolata Tossicemia intestinale e la sua relazione con il cancro, nella quale sottolineava che la tossicemia intestinale traeva la sua origine in errori dovuti principalmente alla dieta e secondariamente all'infezione che accadeva soltando quando le condizioni dell'intestino erano abnormali. Da un punto di vista della storia naturale la specie umana era senza dubbio predisposta a vivere cibandosi di frutta e prodotti di natura vegetale dei tropici, ed é certo che l'attuale metodo di cottura, di conservazione e manomissione non era consentito nell'ordine universale delle cose. Offriva la sua relazione per 3 ragioni: 1. un numero enorme di malattie croniche potevano essere trattate con successo sulla base di queste considerazioni; 2. il beneficio ottenuto era dovuto al miglioramento generale dell'organismo e non al trattamento locale. 3.il 25% di tutti i casi di cancro considerati inoperabili, trattati con questo metodo mostravano un miglioramento temporaneo, sollievo dai sintomi, e in linea generale un'aspettativa migliore di vita. Proseguiva elencando esattamente quali erano le mancanze dovute all'assenza di cibi allo stato naturale, come l'assenza di vitamine, di sostanze necessarie al contenuto batterico ai fini della pulizia dell'intestino, della presenza di sostanze che potevano facilmente originare tossine, come ad esempio l'eccesso di proteine della carne. La dieta necessaria al ripristino delle normali funzioni dell'intestino consisteva nell'eliminare tutte le forme di carne cucinata e mantenere il paziente con una dieta composta esclusivamente da vegetali, frutta, noci e cereali. Il monte di tossine prodotte nell'intestino si riduceva enormemente già con solo questo tipo di comportamento e in seguito potevano essere usati i nosodi, nella dose più piccola possibile.[senza fonte]

Da qui fino al 1930 si dedica a tempo pieno alla sintesi dei vaccini nei suoi laboratori ed al lavoro nel suo studio. Scritti e conferenze ne ampliano la fama tanto da essere considerato il "secondo Hahnemann".[4]

I fiori[modifica | modifica wikitesto]

« La salute è il nostro patrimonio, un nostro diritto. È la completa e armonica unione di anima, mente e corpo; non è un ideale così difficile da raggiungere, ma qualcosa di facile e naturale che molti di noi hanno trascurato »

(Edward Bach)

Contemporaneamente Bach lavora sul "mentale", cioè sul tipo di personalità dei pazienti, notando che ad ognuno dei sette ceppi batterici corrispondono delle note caratteriali predominanti. Quando è certo che ai sette gruppi batterici corrispondono altrettante personalità specifiche, egli afferma di aver dimostrato la fondatezza delle proprie convinzioni, cioè che curando i pazienti a seconda delle loro tipologie caratteriali si otterrebbero risultati al di là di ogni aspettativa.[4]

Tra il 1928 ed il 1930, Bach scopre i primi tre fiori: Impatiens, Mimulus, Clematis.[4]

Nel giro di poco tempo decide di lasciare Londra per dedicarsi completamente a questa nuova scoperta che significò rinunciare ad uno studio già ben avviato, alla fama e alla sicurezza del denaro (da quel momento non volle più esser pagato per i suoi consigli e le sue prestazioni e visse esclusivamente delle donazioni che gli venivan fatte) spinto solo dalla sicurezza che la strada intrapresa era giusta e valida.

Sapeva che non voleva sostanze tossiche e piante velenose e che il rimedio, nella sua preparazione, non doveva esser troppo artefatto.

I "dodici guaritori"[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le pratiche descritte non sono accettate dalla medicina, non sono state sottoposte a verifiche sperimentali condotte con metodo scientifico o non le hanno superate. Potrebbero pertanto essere inefficaci o dannose per la salute. Le informazioni hanno solo fine illustrativo. Wikipedia non dà consigli medici: leggi le avvertenze.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Fiori di Bach.

Nel 1932 Bach aveva scoperto e raccolto dodici fiori base che erano - secondo lui - in grado di curare altrettanti stati d'animo. Tali fiori chiamò i dodici guaritori, che sono:

  • Rock Rose per sopire il panico;
  • Mimulus per paure riconosciute;
  • Cerato per la richiesta di consigli ad altri;
  • Scleranthus per l'indecisione tra due scelte;
  • Gentian per lo scoraggiamento;
  • Water Violet per le persone troppo riservate;
  • Impatiens per l'impazienza;
  • Agrimony per il tormento nascosto dietro una facciata allegra;
  • Chicory per l'amore di tipo possessivo;
  • Vervain per l'entusiasmo eccessivo;
  • Clematis per i sognatori e chi non vive nel presente;
  • Centaury per chi non sa dire di no.

A questo punto, Bach cominciò anche a divulgare i suoi rimedi. Tra il 1929 e il 1934, oltre ad alcuni articoli per gli addetti ai lavori, scrisse due libretti divulgativi: Guarisci te stesso (Heal Thyself) e I dodici guaritori e altri rimedi (The Twelve Healers and Other Remedies), che contenevano le informazioni anticipate nel precedente volumetto Libera te stesso (Free Thyself).

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1934 si trasferì definitivamente in una casa di Mount Vernon, piccolo villaggio nell'Oxfordshire.[13] L'ultimo passo consistette nell'individuazione dei fiori capaci di curare anche le varie sfumature degli stati d'animo che i "Dodici" individuavano. Fu così che individuò "I sette aiutanti" e ancora altri diciannove fiori. Nel 1935 i rimedi erano diventati 38.[4]

Il 24 settembre 1936, giorno del suo compleanno, venne celebrato pubblicamente e lesse in pubblico alcuni suoi scritti alla Masonic Hall di Wallingford, cosa che ripeté ad ottobre.[4]

Il 27 novembre 1936, a cinquant'anni, Edward Bach si spense nel sonno a Didcot, in una casa di cura vicino alla sua abitazione, dove era da poco ricoverato[4][13], felice di aver portato a termine quella che sentiva esser stata la sua missione. La causa della morte, secondo il certificato, fu «sarcoma e scompenso cardiaco», dovuto una recidiva del tumore dopo 19 anni.[2][13]

La sua casa di Mount Vernon, lasciata in eredità alla stretta collaboratrice Nora Weeks, sua esecutrice testamentaria[13], oggi è sede di una fondazione in suo onore e di un museo.[13]

Il Bach Centre[modifica | modifica wikitesto]

Il Bach Centre, a Mount Vernon, nell'Oxfordshire, contea dell'Inghilterra, fu la casa e il luogo di lavoro del dottor Bach durante gli ultimi anni della sua vita. Qui egli condusse le sue ricerche sui suoi 38 rimedi. Gli studiosi del Bach Centre continuano ancora oggi a preparare le tinture madri dai fiori, dalle foglie, dalle cortecce e uno dall'acqua di una sorgente del Galles seguendo le precise indicazioni lasciate da Bach. Il centro offre anche servizi di divulgazione attraverso lezioni al pubblico e pubblicazioni per chi è già "esperto", ed è quindi aperto liberamente ai visitatori.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

In italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • Guarire con i Fiori - Nuova Ipsa, Palermo.
  • I fiori curativi e altri rimedi - Giunti editore
  • Essere se stessi - Macro Edizioni
  • Libera te stesso - Macro Edizioni

In inglese[modifica | modifica wikitesto]

  • Twelve Great Remedies (1933)
  • The Twelve Healers and Four Helpers (1933)

Pubblicazioni su giornali scientifici[modifica | modifica wikitesto]

  • The Relation of Vaccine Therapy to Homeopathy by Edward Bach M.B., B.S., D.P.H., The British Homeopathic Journal in April 1920
  • The Nature of Serum Antitrypsin and its Relation to Autolysis and the Formation of Toxins by F.H. Teal and E. Bach, The Proceedings of The Royal Society of Medicine.
  • The Relation of Autotryptic Titre of Blood to Bacteria Infection and Anaphylaxis by F. H. Teal and E. Bach, The Proceedings of The Royal Society of Medicine
  • The fate of ‘washed spores' on inoculation into animals, with special reference to the
  • Nature of Bacterial Toxaemia. by F.H. Teal and E. Bach, in Journal of Pathology and Bacteriology

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ come in Johann Sebastian Bach
  2. ^ a b Bach's system: about dr. Bach
  3. ^ Judy Howall, John Ramsell - Guarire con i fiori di Bach. Guida pratica alla floriterapia, pag. 52
  4. ^ a b c d e f g h i j k Dr. Bach's life
  5. ^ a b Edward Bach
  6. ^ a b c d e Bach: bio
  7. ^ Bio
  8. ^ Mechthild Scheffer (2001). The Encyclopedia of Bach Flower Therapy. Rochester, Vermont: Healing Arts Press. pp. 13–5.
  9. ^ M. Scheffer, Il grande libro dei fiori di Bach, Corbaccio,Milano 2000, 23
  10. ^ Timeline of Edward Bach
  11. ^ Life and works of Edward Bach, Chapter 9
  12. ^ La Vita e l'Opera di Edward Bach, conferenza di Eduardo Horacio Grecco, DVD registrato a Roma il 2 giugno 2006, per Centro diffusione e didattica della floriterapia di Bach Elenco conferenze: [1]
  13. ^ a b c d e Julian Barnard, Bach Flower Remedies: Form and Function, pag. 307

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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