Edoardo Rixi

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Edoardo Rixi
Edoardo Rixi daticamera 2018.jpg

Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti
Durata mandato 13 settembre 2018 –
30 maggio 2019
Vice di Danilo Toninelli
Presidente Giuseppe Conte
Predecessore Riccardo Nencini
Successore Giancarlo Cancelleri

Sottosegretario di Stato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
Durata mandato 11 giugno 2018 –
13 settembre 2018
Cotitolare Michele Dell'Orco
Armando Siri
Presidente Giuseppe Conte
Predecessore Umberto Del Basso De Caro

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XVI, XVIII
Gruppo
parlamentare
Lega - Salvini Premier
Circoscrizione Liguria

Dati generali
Partito politico Lega Nord
Titolo di studio Laurea in economia e commercio
Università Università degli Studi di Genova
Professione Libero professionista

Edoardo Rixi (Genova, 8 giugno 1974) è un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Genova, si laurea in economia presso la locale università.

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Consigliere comunale[modifica | modifica wikitesto]

Da maggio 2002 a maggio 2007, ricopre la carica di consigliere comunale presso il Comune di Genova, in qualità di Capogruppo della Lega Nord.

Elezione a deputato nel 2008[modifica | modifica wikitesto]

Primo dei non eletti alla Camera dei deputati in Liguria nelle elezioni politiche italiane del 2008, nel febbraio 2010 è proclamato deputato della XVI legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione Liguria per la Lega Nord in sostituzione del deceduto Maurizio Balocchi. L'8 giugno 2010 si dimette da deputato, optando per la carica di consigliere regionale della Liguria, e viene sostituito dal collega di partito Gian Carlo Di Vizia[1].

Consigliere regionale[modifica | modifica wikitesto]

Viene eletto nel Consiglio regionale della Liguria nel 2010 e sceglie di lasciare Roma per Genova, quando la maggioranza era per la giunta di Claudio Burlando. Viene nominato Capogruppo della Lega in Consiglio Regionale, ed è membro di alcune commissioni consiliari regionali.

Candidatura a sindaco di Genova[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni amministrative italiane del 2012 viene candidato alla carica di sindaco di Genova, appoggiato dalla Lega Nord, raccogliendo il 4,70% dei voti e classificandosi al quinto posto, alle spalle di Marco Doria (eletto sindaco), Enrico Musso, Paolo Putti e Pierluigi Vinai.

Vice Segretario federale[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 novembre 2014 è nominato, da Matteo Salvini, vice segretario federale della Lega Nord, insieme a Riccardo Molinari. Il 26 febbraio 2016 viene sostituito a seguito della nomina di altri due nuovi vice nazionali.[2]

Candidatura ritirata a Presidente della Regione Liguria e nomina ad assessore regionale[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni regionali in Liguria del 2015 viene inizialmente candidato a Presidente della Regione, appoggiato dalla Lega Nord e dalla lista civica capitanata dal consigliere regionale uscente Matteo Rosso.

Ritira poi la sua candidatura il 1º aprile dopo l'accordo tra Forza Italia e Lega Nord, venendo sostituito da Giovanni Toti.[3]

Nelle elezioni, vinte dalla sua coalizione, Rixi entra in consiglio regionale grazie agli 11.000 voti ottenuti. L'8 luglio viene nominato Assessore regionale allo Sviluppo economico e Imprenditoria (Sviluppo economico, Industria, Commercio, Artigianato, Ricerca e Innovazione tecnologica, Energia, Porti e Logistica).[4]

Viceministro nel Governo Conte[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del 2018 viene candidato (come capolista) alla Camera dei deputati nelle liste della Lega in entrambi i collegi proporzionali liguri, oltre che in quello maggioritario Liguria 04 Genova, dove arriva secondo, venendo eletto deputato, come previsto dal cosiddetto Rosatellum[5], nel collegio proporzionale 02 e non in quello 01, della circoscrizione Liguria.[6] Il 20 aprile presenta le dimissioni, a decorrere dal giorno successivo, dal suo ruolo di Assessore regionale allo Sviluppo economico e Imprenditoria.[7] L'11 giugno 2018 viene nominato Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti del Governo Conte I (coalizione Lega-M5S).[8] Il 13 settembre 2018 il Consiglio dei Ministri lo nomina Viceministro delle Infrastrutture e Trasporti.[9] Il 30 maggio 2019 si dimette in seguito alla condanna per le spese pazze in Liguria e Matteo Salvini lo nomina subito responsabile nazionale Trasporti e Infrastrutture della Lega.[10]

Gruppo Amici della Montagna[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2011 fonda l'associazione Gruppo Amici della Montagna a cui aderiscono in maniera trasversale i consiglieri della Regione Liguria. Le finalità dell’associazione, che si è costituita con un proprio statuto, sono la promozione dell’azione legislativa dell’Assemblea per valorizzare la montagna ligure, promuovere lo sviluppo sostenibile, migliorare la qualità della vita degli abitanti, proteggere l’ecosistema, conservare e perpetuare le culture e le tradizioni delle montagne, rafforzare la “governance” dei territori montani. L’associazione opera senza scopo di lucro, attraverso l’impegno volontario e gratuito degli associati.

Il primo atto del Gruppo è stato la proposta di legge regionale per l'ordinamento della professione di Guida alpina, con lo scopo di creare un albo ligure.[11]

Nel 2016 il gruppo si ricostituisce in seno alla nuova legislatura regionale e Rixi viene riconfermato alla presidenza.[12]

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aprile 2015 risulta indagato, insieme ad altri consiglieri ed assessori, nell'ambito dell'indagine sulle "spese pazze" in Regione Liguria dal 2010 al 2012.[13] Ad inizio febbraio 2016 viene rinviato a giudizio.[14].

Il 30 maggio 2019 il Tribunale di Genova lo condanna a tre anni e cinque mesi di reclusione e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici per l'accusa di peculato e falso e gli vengono confiscati 56.807 euro; lo stesso giorno si dimette da viceministro.[15]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Variazione nella composizione della Camera dei Deputati Camera.it
  2. ^ Lega Nord, Rixi non è più il vice di Salvini La Repubblica
  3. ^ Regionali 2015, la svolta: Toti candidato, Rixi fa un passo indietro - IVG.it, in IVG.it - Le notizie dalla provincia di Savona, 1º aprile 2015. URL consultato l'8 marzo 2018.
  4. ^ Regione Liguria, Toti nomina la giunta: ci sono anche Ilaria Cavo e Scajola jr - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 8 luglio 2015. URL consultato l'8 marzo 2018.
  5. ^ Il Rosatellum dà priorità all'elezione nel collegio uninominale e, a seguire, qualora il deputato risulti eletto in più collegi plurinominali, è proclamato nel collegio nel quale la lista a cui appartiene ha ottenuto la minore percentuale di voti validi rispetto al totale dei voti validi del collegio.
  6. ^ Liguria, tutti gli eletti: 12 al centrodestra, 8 Movimento Cinque Stelle, 3 al Pd, 1 Leu, in Repubblica.it, 6 marzo 2018. URL consultato il 5 aprile 2018.
  7. ^ Edoardo Rixi dà dimissioni, Andrea Benveduti nuovo assessore Sviluppo Economico, in GenovaToday, 20 aprile 2018.
  8. ^ Governo Conte, Edoardo Rixi sottosegretario, in Repubblica.it, 12 giugno 2018. URL consultato il 19 giugno 2018.
  9. ^ Governo: Galli, Rixi e Fioramonti nominati viceministri - Tgcom24, in Tgcom24. URL consultato il 23 settembre 2018.
  10. ^ Rixi condannato si dimette, Salvini lo nomina responsabile nazionale Trasporti. URL consultato il 7 giugno 2019.
  11. ^ GRUPPO LIGURE "AMICI DELLA MONTAGNA" I membri e la proposta di legge sull'ordinamento delle Guide Alpine | MountainBlog, in MountainBlog, 24 giugno 2011. URL consultato il 20 ottobre 2016.
  12. ^ Gruppo amici della montagna. Rixi confermato presidente. Lauro e Melis vicepresidenti, su www.regione.liguria.it. URL consultato il 20 ottobre 2016.
  13. ^ Spese pazze in Regione Liguria, indagati in 27 tra consiglieri e assessori La Repubblica
  14. ^ Spese pazze in Liguria: a processo Rixi, vice di Salvini Archiviato il 30 novembre 2016 in Internet Archive. Il Secolo XIX
  15. ^ Spese pazze in Liguria, Edoardo Rixi condannato a tre anni e cinque mesi. Salvini: "Accetto le sue dimissioni", su Repubblica.it, 30 maggio 2019. URL consultato il 30 maggio 2019.

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