Edmund Leach

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Edmund Ronald Leach (Sidmouth, 7 novembre 1910Cambridge, 6 gennaio 1989) è stato un antropologo britannico. È famoso soprattutto per i suoi studi sul campo negli altopiani birmani, dove analizzò la struttura sociale Kachin (a partire dal 1939).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

A partire dagli anni trenta, Leach segue i corsi di antropologia sociale di Bronisław Malinowski e Raymond Firth alla London School of Economics.[1] Opera un viaggio di studi in Birmania nel 1939 e durante tutta la guerra è ufficiale nell'esercito birmano.[1] Nel 1947,[1] pubblica una tesi sulla società kachin[2] intitolata Political Systems of Highland Burma (1954). Secondo Georges Balandier, questo testo «contribuisce a stabilire una antropologia politica moderna e propone una critica delle teorie dominanti introducendo il punto di vista dinamico nell'antropologia sociale».[3]

Entra all'Università di Cambridge nel 1953[4] et diventa provost del King's College nel 1966, posto che occuperà fino al 1979.[1]

Si è interessato di parentela e ha pubblicato nel 1970 uno dei primi libri dedicati a Claude Lévi-Strauss. Secondo Adam Kuper, «Leach fu l'unico antropologo britannico che fece dei seri sforzi per sviluppare l'analisi mitologica di Lévi-Strauss».[5] Ma «mentre Lévi-Strauss si interessava all'uomo in generale e alla società in generale, Leach preferiva studiare gli attori di società specifiche».[6] Egli considera che «Leach fu il più entusiasta e il più originale tra gli antropologi sociali britannici che si ispirarono allo strutturalismo».[7]

Leach ha criticato severamente la classificazione per tipologia in ambito antropologico, tracciando la strada verso l'antropologia cognitiva.[3] A partire da Leach non si può più classificare gli uomini secondo i loro colori, la loro taglia ecc. per studiarli. La sua teoria mette in evidenza il fatto che la tipologia non permette di cogliere delle veritù in antropologia.[8] L'etnologo francese Marc Augé scrive: «Sono convinto, grazie a Edmund Leach, che l'oggetto proprio dell'antropologia non è l'individuo come tale o lo psichismo individuale, né le grandi logiche sociali come tali, o le istituzioni, ma quanto permette di passare dall'uno all'altro, dagli individui alle istituzioni o dagli individui ad altri individui, e che corrisponde alla costruzione del simbolico, della relazione presa in un sistema di rappresentazioni».[9]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sistemi politici birmani. La struttura sociale dei Kachin, Raffaello Cortina, Milano, 2011 (ed. or. 1954)
  • Rethinking Anthropology, Robert Cunningham and Sons Ltd., 1961
  • Pul Eliya: a village in Ceylon, Cambridge University Press., 1961
  • A Runaway World?, London: BBC, 1968
  • Genesis as Myth and other essays, Jonathan Cape, 1969
  • Lévi-Strauss, Fontana Modern Masters, 1970
  • Claude Lévi-Strauss, Viking Press, 1970
  • Culture and Communication: The Logic by Which Symbols are Connected, Cambridge University Press, 1976
  • Social Anthropology, Oxford University Press, 1982
  • The Essential Edmund Leach Volume 1 and Volume 2, Yale University Press, 2001

Letteratura secondaria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Stanley J. Tambiah, Edmund Leach. An Anthropological Life, Cambridge University Press, 2002, p. 3
  2. ^ Adam Kuper, L'anthropologie britannique au XXe siècle, Karthala, 2000, p. 183.
  3. ^ a b Georges Balandier, «Edmund Ronald Leach 1910-1989», Universalia 1990, Encyclopædia Universalis, 1990, p. 604-605.
  4. ^ Adam Kuper, op. cit., p. 151.
  5. ^ Adam Kuper, op. cit., p. 198.
  6. ^ Adam Kuper, op. cit., p. 204.
  7. ^ Adam Kuper, op. cit., p. 211.
  8. ^ Marcel Raikin, Une introduction à la philosophie, Céfal, 2002, p. 146.
  9. ^ Raphaël Bessis, Dialogue avec Marc Augé - Autour d'une anthropologie de la mondialisation, L'Harmattan, 2004, p. 19.
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