Edda (cantante)

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Stefano Rampoldi, in arte Edda (Milano, 26 luglio 1963), è un cantautore italiano.

Edda
NazionalitàItalia Italia
GenereMusica d'autore
Indie rock
Periodo di attività musicale1988 – in attività
Strumentochitarra
Gruppo attualesolista
Gruppi precedentiRitmo tribale
Album pubblicati11
5 da solista
6 con i Ritmo tribale
Studio10
Live1
Sito ufficiale

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Stefano Rampoldi è un cantante e chitarrista, nato e divenuto famoso nell'ambito della musica rock milanese degli anni novanta e tornato nuovamente al successo dal 2009 come solista.

Con i Ritmo tribale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ritmo tribale.

È stato la voce del gruppo Ritmo tribale, formatosi negli anni ottanta a Milano. Innovatore e sperimentatore del canto in senso espressionistico, ha rivoluzionato il modo di cantare dell'intera generazione successiva. La band è stata punto di riferimento di giovani artisti e Manuel Agnelli ha più volte dichiarato l'importanza di Edda nell'ispirazione della nuova generazione rock italiana degli anni Novanta; [senza fonte] e gli ha dedicato il brano Come vorrei, presente in Hai paura del buio?

Con i Ritmo tribale Edda ha pubblicato 6 album: Bocca chiusa (1988), Kriminale (1990, il primo in cui assume il ruolo di cantante), Ritmo tribale (1991), Tutti Vs. tutti (1992), Mantra (1994) e Psycorsonica (1995). Negli anni novanta i Ritmo tribale si sono affermati come una delle rock band più famose d'Italia[senza fonte] e hanno tenuto concerti in tutta Europa, negli Stati Uniti e in Algeria.

Nel 1996, durante il tour di Psycorsonica, Edda esce dal gruppo. Lui dichiara di essersi "perso" causa i suoi problemi con la droga[1] e di essere andato via per questo, gli altri sostengono che è stato mandato via dal gruppo per i suoi problemi di tossicodipendenza.[2] Il suo posto come cantante nel gruppo viene preso da Andrea Scaglia. Edda sparisce dalle scene, va in India, si disintossica, fa parte degli Hare Krishna,[3] trova lavoro nei cantieri come montatore di ponteggi edilizi.[4]

Ritorno sulle scene da solista[modifica | modifica wikitesto]

Ricompare dopo un silenzio di 12 anni, nel 2008 su YouTube con un proprio canale, dove pubblica alcuni brani registrati in casa. Si crea così nuova curiosità attorno alla figura di Edda, che viene messo sotto contratto dalla Niegazowana, e comincia a lavorare ad alcuni brani che segneranno il suo debutto solista. In questo percorso lo accompagneranno i musicisti ed amici Andrea Rabuffetti e Walter Somà.[5]

Il 6 giugno 2009 ha presentato il disco in anteprima assoluta al MI AMI Festival di Milano.

Nell'estate del 2009 pubblica il primo disco da solista, Semper biot (frase in dialetto milanese che vuol dire "sempre nudo"), registrato in inverno a Milano presso le Officine Sonore e al Noise Factory e scritto a quattro mani con Walter Somà.[6] Il ruolo di produttore artistico è affidato a Taketo Gohara, mentre Andrea Rabuffetti ha suonato molti strumenti all'interno dell'album, in cui Edda si è avvalso della collaborazione di altri numerosi artisti, tra cui Alessandro Stefana e Mauro Pagani. L'album è stato preceduto dal singolo Fango di Dio.

Nel settembre 2010 esce l'EP In orbita, registrato dal vivo presso Radio Capodistria e composto da 5 brani, tra cui la cover di Suprema del cantautore marchigiano Moltheni. Nello stesso mese al PalaSharp, in occasione della festa dell'Unità, si è esibito in duetto con Manuel Agnelli e gli Afterhours cantando il brano Milano.[senza fonte]

Il 28 febbraio 2012 pubblica il secondo album solista Odio i vivi, sempre con la collaborazione di Walter Somà alla composizione e Taketo Gohara alla produzione. Il disco ottiene i favori della critica: è finalista della Targa Tenco 2012 nella categoria "Album dell'anno"[7] e permette ad Edda[8] di vincere il PIMI (Premio promosso dal Meeting delle Etichette Indipendenti) come "miglior solista".[9]

Nel 2013 collabora con IlVocifero nella canzone Persona plurale presente nell'Ep Amorte.

Nell'ottobre 2014 pubblica il suo terzo album da solista Stavolta come mi ammazzerai?.

Il 24 febbraio 2017 esce il suo quarto disco solista, Graziosa Utopia, che arriva nuovamente finalista al Premio Tenco 2017. Da marzo 2017[fino a quando?], il tour di Edda conta 44 date in Italia.[senza fonte]

A luglio 2017 partecipa al progetto di Mauro Ottolini Come ti vedono gli altri, reunion per Luigi Tenco, alla quale partecipano tra gli altri Gino Paoli, Daniele Silvestri, Alberto Fortis, Rossana Casale, Roy Paci e che si concretizza in un doppio CD registrato al teatro Ristori di Verona con l'Orchestra Sinfonica dei Colli Morenici diretta dallo stesso Ottolini: Edda interpreta Un giorno dopo l'altro.

A settembre 2017 il brano Huomini, dei Ritmo tribale, viene inserito nell'album La mia generazione, di Mauro Ermanno Giovanardi. Dice Giovanardi: " brano che con la voce di Stefano 'Edda' Rampoldi ha dato il la un po' a tutti quelli che hanno cantato rock in italiano da quel momento in poi ".[10]

A fine settembre 2017 inizia il tour invernale di Graziosa Utopia.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Con i Ritmo tribale[modifica | modifica wikitesto]

Solista[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

EP (live)[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Edda, in L'ultima Thule, 11 settembre 2013. URL consultato il 28 gennaio 2018.
  2. ^ Luca Paisiello, Ritmo Tribale, in Il Rock è morto?, Edizioni RockShock, 25 novembre 2017, ISBN 978-88-275-2251-6. URL consultato il 28 gennaio 2018.
  3. ^ Edda, la graziosa utopia dell’ultimo outsider del rock, in LaStampa.it. URL consultato il 28 gennaio 2018.
  4. ^ Edda, come sopravvivere alla vita, in XL Repubblica.it. URL consultato il 28 gennaio 2018.
  5. ^ ondarock, su ondarock.it.
  6. ^ Edda Concerto Edda Teatro Blu Milano Tour Edda
  7. ^ rockit, su rockit.it.
  8. ^ Edda odia i vivi? - il Capitano Cook incontra Stefano Rampoldi
  9. ^ ilmucchio.it Archiviato il 22 dicembre 2012 in Internet Archive.
  10. ^ (http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/musica/2017/09/20/giovanardi-la-mia-generazione-del-rock_5fc62d99-7002-4b9b-a674-abcb8e1093de.html)..

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]