Ecosia

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Ecosia
sito web
Logo
Ecosia homepage 2020-8-6.png
pagina di Ecosia in inglese nel 2020
URLwww.ecosia.org e info.ecosia.org
Tipo di sitoMotore di ricerca
LinguaTedesco, inglese, spagnolo, francese, italiano, nederlandese, svedese
ProprietarioChristian Kroll
Creato daChristian Kroll
Lancio7 dicembre 2009[1]
Fatturatopubblicità
Stato attualeattivo
SloganSearch the web to plant trees...

Ecosia è un motore di ricerca, gestito dall'omonima azienda Ecosia GmbH con sede a Berlino, di cui Christian Kroll è il fondatore e proprietario[2]; l'azienda dichiara di donare l'80% dei proventi derivanti dalla pubblicità online a programmi di riforestazione in varie parti del mondo.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Pagamenti di Ecosia al WWF e a TNC (The Nature Conservancy)

Il motore di ricerca Ecosia è stato creato da Christian Kroll a Wittenberg (Germania)[4], ed è il successore del motore di ricerca locale Xabbel[5], di Forestle[6] e di Znout[7], da lui sempre ideati; Forestle e Znout hanno cessato l'attività nell'agosto 2013 e i loro url sono stati reindirizzati sul sito di Ecosia.[7]

Ecosia è stato reso disponibile su internet il 7 dicembre 2009, in concomitanza della conferenza ONU sui cambiamenti climatici di Copenaghen, con il supporto tecnologico di Microsoft Bing e di Yahoo!, e la pubblicizzazione da parte del WWF.[1]

La società che gestisce Ecosia promise di donare almeno l'80% dei propri introiti, generati dai click degli utenti sulle inserzioni pubblicitarie, al programma del WWF di salvaguardia della foresta pluviale tropicale presso il fiume Juruena, nel comune brasiliano di Apuí.[1][8]

Dal 2009 fino a luglio 2013, la società Ecosia ha quindi collaborato con il WWF per preservare il Juruena National Park e il Tumucumaque Conservation Landscape, raccogliendo 1,3 milioni di euro.[9]

Dal 2010 fino al 2015, la società Ecosia ha collaborato con The Nature Conservancy[10][11], che gestisce il programma Plant a Billion Trees, impegnato a favore della riforestazione della foresta atlantica brasiliana.[12]

Dal 2015 la società Ecosia supporta diversi partner in Burkina Faso.[13]

Nell'ottobre 2020, la società di Ecosia ha lanciato il progetto TreeCard, cioè una carta di debito che devolve l'80% delle commissioni ai progetti di rimboschimento di Ecosia.[14]

Funzionamento[modifica | modifica wikitesto]

I guadagni di Ecosia provengono dai click degli utenti sulle inserzioni pubblicitarie presenti nei risultati di ricerca[15], grazie ad una tecnologia sviluppata da Yahoo!.[senza fonte]

La collaborazione di Ecosia con i diversi rivenditori online consente agli utenti di donare attraverso i loro acquisti in rete. Quando si cerca un prodotto con Ecosia, nei risultati di ricerca compaiono dei link affiliati, denominati Ecolinks, accanto ai rivenditori partecipanti e, una volta attivati, una percentuale del denaro speso per l'acquisto del prodotto (fino al 5%) viene donata automaticamente a Ecosia, che utilizza questi guadagni e i ricavi pubblicitari per finanziare i progetti affiliati.[senza fonte]

Progetti ambientali[modifica | modifica wikitesto]

Riforestazione[modifica | modifica wikitesto]

Parte dei guadagni di Ecosia vengono utilizzati in progetti finalizzati a piantare alberi, che assorbendo l'anidride carbonica dall'atmosfera grazie al processo di fotosintesi, contrastano le emissioni antropiche di anidride carbonica e i correlati problemi ambientali dell'aumento dell'effetto serra e dell'acidificazione degli oceani.

Inoltre Ecosia ha dichiarato sulla sua pagina Facebook di avere nel tempo fornito lavoro a circa 30.000 persone grazie ad i suoi progetti di riforestazione.[senza fonte]

In Ghana[modifica | modifica wikitesto]

A causa del disboscamento, del sovrapascolo e del clima incerto nel nord del Ghana, il fiume Daka, che è alla base delle attività di centinaia di villaggi che utilizzano le sue acque per bere, lavarsi, cucinare e per l'agricoltura, è rimasto prosciugato per mesi. Con la collaborazione di Tree Aid[16], Ecosia ha finanziato il rimboschimento delle sponde del fiume con alberi da frutto (baobab e karitè), per supportare un collettivo di donne commercianti e fornire sostentamento alle comunità locali, oltre che protezione dall'erosione fluviale.[17]

Nel nord-est del Ghana, in collaborazione con Eco Restore[18], Ecosia ha finanziato la piantumazione di alberi nativi per supportare l'agricoltura di sussistenza a mezzo milione di persone.[17]

Gli alberi che sono stati dichiarati piantati dal 2017 al 2020 sono 1,36 milioni, su una superficie di 760 ettari. Molte delle specie arboree piantate sono sia autoctone sia in pericolo di estinzione, e sono: Khaya senegalensis, Afzelia africana, Pterocarpus erinaceus, Ceiba pentandra, Parkia bilobosa, Borassus aethiopum.[17]

In Spagna[modifica | modifica wikitesto]

La desertificazione in corso in Spagna ha spinto Ecosia a finanziare il rimboschimento di circa 138.000 alberi su una superficie di 240 ettari dal 2017 al 2020. La principale causa della desertificazione si ritiene essere l'agricoltura intensiva, che ha deprivato il suolo degli elementi nutritivi necessari alle piante.[19]

L'approccio scelto da Ecosia, in collaborazione con l'Asociación Alvelal[20], è stato quello dell'agricoltura rigenerativa. Le specie autoctone piantate sono state il Pinus halepensis, il Juniperus phoenicea e oxycedrus, il Quercus ilex e coccifera e il Rhamnus lycioides.[19]

Emissioni zero[modifica | modifica wikitesto]

Ecosia è un motore di ricerca CO2 neutrale, cioè in grado di compensare il 100% delle emissioni di anidride carbonica causate dal server, dall'infrastruttura, dagli uffici e dai dispositivi degli utenti attraverso i progetti attuati dal partner myclimate[21], come "avoid – reduce – offset" e "do the best and offset the rest".[senza fonte]

Progetti umanitari[modifica | modifica wikitesto]

Inoltre utilizza il 100% dei ricavi dello strumento Ecolinks per finanziare il suo programma di “progetti Ecosia”, in cui gli utenti votano per decidere come questi fondi dovrebbero essere redistribuiti tra i progetti umanitari e ambientali scelti in precedenza.[senza fonte]

L'azienda Ecosia rientra tra le imprese sociali ed è certificata come B-corporation da B-Labs.[22]

Obiettivi futuri[modifica | modifica wikitesto]

La missione di Ecosia è quella di “coltivare concretamente un mondo più sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico”[23], finanziando la riforestazione di un miliardo di nuovi alberi nella foresta atlantica entro il 2020.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) WWF, Clicks to help save Amazon, su wwf.panda.org, 3 dicembre 2009. URL consultato il 7 aprile 2021.
  2. ^ (EN) Ecosia, Imprint, su info.ecosia.org. URL consultato il 7 aprile 2021.
  3. ^ (EN) Where Ecosia plants trees | Projects by country, su The Ecosia Blog. URL consultato il 16 aprile 2020.
  4. ^ (EN) Ecosia GmbH, Berlin, Germany, su www.northdata.com. URL consultato il 25 giugno 2021.
  5. ^ (EN) How was Ecosia founded?, su Ecosia's FAQ. URL consultato il 7 aprile 2021.
  6. ^ How it works - Forestle, su web.archive.org, 12 settembre 2008 (archiviato dall'url originale il 12 settembre 2008).
  7. ^ a b (EN) Fall cleaning: Forestle, Znout and Treely discontinued, su The Ecosia Blog, 10 settembre 2013. URL consultato il 25 giugno 2021.
  8. ^ Monika Röper, Juruena Apuí Conservation Block. Phase II: Consolidation of the block. Evaluation brief (PDF), in WWF analysis, gennaio 2013.
  9. ^ Ecosia.org: The Search Engine That Plants Trees (Update) | Sustainable Brands, su sustainablebrands.com. URL consultato il 16 aprile 2020 (archiviato dall'url originale l'11 marzo 2014).
  10. ^ The Nature Conservancy, Companies We Work With: Ecosia (XML), su nature.org. URL consultato il 10 aprile 2021 (archiviato dall'url originale il 13 settembre 2013).
  11. ^ Arianna Mortellaro, Ecosia, il motore di ricerca che salva l’ambiente, su Architettura Ecosostenibile: bioarchitettura e sostenibilità, 17 gennaio 2010. URL consultato il 24 agosto 2019.
  12. ^ (EN) Plant a Billion Trees, su Plant a Billion Trees.
  13. ^ (EN) New project, more trees, su The Ecosia Blog, 13 gennaio 2015. URL consultato il 16 aprile 2020.
  14. ^ (EN) Welcome to TreeCard: Here's How it Works, su TreeCard Blog, 13 ottobre 2020.
  15. ^ (EN) How does Ecosia make money?, su Ecosia's FAQ. URL consultato il 7 aprile 2021.
  16. ^ (EN) Tree Aid | Growing trees to tackle poverty in Africa, su TREE AID. URL consultato il 27 giugno 2021.
  17. ^ a b c (EN) Ecosia's trees in Ghana, su The Ecosia Blog, 1º ottobre 2018. URL consultato il 27 giugno 2021.
  18. ^ (NL) Regenerating Shea Parklands across a savannah landscape, su 4 Returns. URL consultato il 27 giugno 2021.
  19. ^ a b (EN) Your trees in Spain, su The Ecosia Blog, 15 novembre 2019. URL consultato il 27 giugno 2021.
  20. ^ (ES) Asociación AlVelAl | Agroecología, su alvelal. URL consultato il 27 giugno 2021.
  21. ^ (EN) How does Ecosia neutralize its CO2 emissions?, su The Ecosia Blog, 25 settembre 2013. URL consultato il 24 agosto 2019.
  22. ^ Ecosia GmbH | Certified B Corporation, su bcorporation.net. URL consultato il 16 aprile 2020.
  23. ^ (EN) Melissa Castellanos, 'Green Google Alternative' Ecosia: Founder Christian Kroll on the Green Search Engine that Could, su Latin Post, 29 novembre 2013. URL consultato il 24 agosto 2019.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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