Economia mista

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L'economia mista è un sistema economico che comprende aspetti e caratteristiche di più sistemi economici, combinando ad esempio elementi capitalistici (economia di mercato) con concetti legati a una maggiore presenza e influenza statale in ambito economico (economia pianificata).

Fondamenti[modifica | modifica sorgente]

Dopo la seconda guerra mondiale, la maggior parte dei paesi occidentali, soprattutto quelli industrializzati, hanno accolto principi interventisti e si sono creati dei presupposti per un nuovo sistema economico. I compiti dello stato sono diventati più numerosi, ed esso ha assunto un ruolo guida nell'economia. Lo stato ha adottato adeguati strumenti di politica economica a sostegno della produzione e dell'occupazione e impiegando in maniera opportuna la spesa pubblica. Alla dottrina del disimpegno è subentrata quella dell'intervento e lo Stato ha acquistato una fisionomia particolare, secondo le diverse realtà economico-sociali di ogni paese, l'Italia e la Francia presentano alcune caratteristiche tipiche dell'economia mista, dove il settore economico non è più solo privato, ma presenta la convivenza tra le attività economiche svolte dai privati e quelle svolte dallo Stato:

  • I mezzi di produzione sono perlopiù di proprietà privata, ma esistono anche imprese pubbliche;
  • Le imprese hanno la gestione della produzione, che però è condizionata dalle forze sociali e dagli interventi statali;
  • Lo Stato fornisce determinati servizi (difesa, giustizia, sanità, istruzione, trasporti);
  • Lo Stato, per mezzo di organi particolari, svolge un intervento regolatore della vita economica per evitare le crisi economiche;
  • Le scelte economiche fondamentali delle imprese e delle famiglie sono libere;
  • I prezzi sono definiti dal mercato a seconda della domanda e dell'offerta, lo Stato può però intervenire per modificare i prezzi di certi beni (energia elettrica, gas ecc) per renderli più o meno accessibili alla popolazione;
  • La gestione delle imprese è caratterizzata dal rispetto di norme stabilite dallo stato a tutela dei lavoratori, della sicurezza degli impianti e a tutela dell'ambiente.

La programmazione economica[modifica | modifica sorgente]

Interventi programmati[modifica | modifica sorgente]

Lo Stato acquista una funzione economico-sociale rilevante, poiché i suoi interventi economici sono coordinati secondo un programma. La programmazione economica è il mezzo per organizzare gli interventi di politica economica per realizzare uno sviluppo equilibrato del sistema, attenuando gli squilibri tra classi sociali, settori e zone diverse. Per attivare la programmazione il governo predispone un programma economico-sociale sia per l'economia pubblica che per quella privata (es. DPEF).

Obiettivi[modifica | modifica sorgente]

La programmazione tende a indirizzare e coordinare i comportamenti dei soggetti economici, ma lasciandoli liberi di compiere le proprie scelte. Le imprese sono libere di scegliere che cosa, quanto, come produrre e, le famiglie sono libere di prendere decisioni di acquisto così il livello di produzione globale non è prefissato come nelle economie collettiviste, ma è determinato attraverso il mercato.

I limiti dell'economia mista[modifica | modifica sorgente]

Negli ultimi trent'anni il sistema a economia mista, ha rivelato i limiti dell'assistenzialismo, il quale è stato soggetto di svariate critiche.

Lo Stato ha modificato la fisionomia di stato sociale, che assicura ai cittadini una serie di servizi che migliorano le loro condizioni di vita (istruzione pubblica, sanità pubblica, abitazione, sport, cultura), trasformandosi in Stato assistenziale (vedi Welfare), distribuendo denaro alle imprese sotto forma di sovvenzioni e alle famiglie sotto forma di sussidi. Nonostante ciò alcuni economisti sostengono che l'intervento dello Stato sia indispensabile, e deve realizzarsi correttamente, secondo precise regole di efficienza ed essere attuato con l'ausilio di una programmazione consapevole, mentre è da evitare il disintervento. In alcuni paesi ad economia mista, lo Stato, in seguito alle difficoltà economiche in cui si è venuto a trovare, ha messo in atto politiche di disintervento o deregolamentazione, sia in campo economico che sociale, ridimensionando il proprio ruolo.

Un po' dovunque, in Europa, in Asia e in America Latina, la cessione di imprese di proprietà pubblica è diventata una priorità per diminuire il debito pubblico. La Francia e l'Italia son i maggiori protagonisti di questi cambiamenti.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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