Economia del Marocco

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Marocco.

L'economia del Marocco è in fase di notevole sviluppo. La crescita economica, costante a partire dal 2003, ha consentito di frenare l'emigrazione e migliorare esportazioni, infrastrutture e afflusso di capitali esteri. In ogni caso, il Marocco resta al 129º posto su 187 secondo l'Indice di sviluppo umano nel 2013.[1] Risolvere il sottosviluppo delle aree settentrionali e meridionali del Marocco, rimangono tra le priorità principali del paese. Il Sud si trova in una posizione scomoda a causa dell'isolamento geografico.

Agricoltura, allevamento e pesca[modifica | modifica wikitesto]

I principali prodotti agricoli sono costituiti da cereali, canna da zucchero, agrumi, legumi, pomodori, olive (il Marocco è uno dei maggiori esportatori di olio di oliva), dove il Marocco è l'unico produttore mondiale dell'olio di argan, e dai prodotti dell'allevamento. Con i suoi 17 porti il Marocco è tra i maggiori paesi nella attività ittica, anche industriale.

Una coltivazione a parte è quella della cannabis coltivata nella regione del Rif a partire dal secolo XVII.[2] Secondo il Rapporto mondiale delle Nazioni Unite 2004 droga, il Marocco è considerato il più grande produttore di cannabis del mondo. Secondo tale relazione, la sua coltivazione e trasformazione rappresentava lo 0,57% del PIL nazionale del Marocco nel 2002. Circa l'88% della cannabis consumata in Europa proviene dalla regione del Rif in Marocco.[3] In aggiunta a ciò, il Marocco è un punto di transito per la cocaina dal Sud America destinata all'Europa occidentale.[4]

Estrazione mineraria[modifica | modifica wikitesto]

Il Marocco risulta un paese povero di petrolio e di gas naturale, di cui è un paese importatore di entrambi le risorse (a differenza degli altri Stati arabi che sono invece ricchi produttori e grandi esportatori di entrambe le risorse); mentre risulta ricco di fosfati, di cui è il terzo produttore mondiale (dopo Cina e Stati Uniti), ma ampiamente al primo posto per le riserve (detiene circa il 70% delle riserve mondiali conosciute), di cui è il principale esportatore mondiale. I principali siti di estrazione dei fosfati si trovano a Khouribga, a Ben Guerir, a Youssoufia e a Bou Craa (nel Sahara occidentale).[5] Nel paese sono presenti inoltre miniere di cobalto (8º produttore mondiale), di piombo (13º produttore mondiale), di zinco (16º produttore mondiale), di argento (17º produttore mondiale), di manganese, di ferro, di rame, di carbone, di oro e di antimonio.

Industria[modifica | modifica wikitesto]

L'industria marocchina è tra le più attive dell'Africa. Molto sviluppate sono le industrie agroalimentari e tessili, ma negli ultimi decenni l'industria si è sviluppata anche nei settori dell'industria chimica, petrolchimica, elettronica, automobilistica (Laraki, Renault, Nissan), informatica e navale, con i porti di Tangeri e di Casablanca, che sono entrambe tra i più trafficati dell'Africa. Pregiati sono i tappeti e i prodotti dell'artigianato.

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Grandi centri commerciali del Marocco, Borsa di Casablanca e Bank Al-Maghrib.

Commercio interno, finanza, servizi alle imprese, servizi alle persone, comunicazione, università, scuola pubblica e turismo.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Il Marocco si è affermato come una delle maggiori mete turistiche dell'Africa settentrionale, in particolare per quanto riguarda il turismo organizzato. Le mete più visitate sono le cosiddette città imperiali e il deserto del Sahara.

Si può trovare: turismo di tipo culturale (civiltà amazigh, fenicia, romana, araba, spagnola e francese); di tipo naturale (dalle vette innevate dell'Atlante al deserto del Sahara) e balneare con le spiagge atlantiche e mediterranee.

Il numero di turisti negli ultimi anni si valuta su poco più di 10 milioni (2013), la metà proveniente dall'Europa in testa Francia, Germania e Spagna.

Commercio estero[modifica | modifica wikitesto]

Il Marocco ha firmato nel 1996 un trattato con l'UE, che è entrato in vigore nel 2000, con l'obiettivo di creare entro il 2012 una zona di libero scambio nei termini del Processo di Barcellona. Nel mese di gennaio del 2006 è entrato in vigore un accordo di libero scambio con gli USA, che dovrebbe portare sia a un'espansione delle esportazioni verso un mercato potenzialmente molto redditizio, sia a un aumento dei flussi di investimento in entrata.

Politica economica[modifica | modifica wikitesto]

Il governo è impegnato a perseguire politiche volte a favorire una più rapida crescita economica e a ridurre la disoccupazione e la povertà. La crescita inadeguata è stata infatti identificata, sia dal FMI sia dal governo, come il principale punto di debolezza dell'economia del paese negli ultimi dieci anni, senza considerare poi le forti disparità di reddito presenti tra l'élite urbana e il resto della popolazione.

La Banca Mondiale e il FMI stimano che il Marocco necessiti di un tasso di crescita medio annuo superiore al 7% per poter intervenire in modo significativo sulla disoccupazione e sulla povertà. In ogni caso, il governo ha fatto progressi riguardo ad alcune di queste problematiche: ha realizzato significativi miglioramenti dell'ordinamento economico attraverso il rafforzamento dei diritti di proprietà e la riforma della normativa sul lavoro, grazie ai quali si è assistito a un rapido incremento della nascita di nuove aziende; ha migliorato il sistema di supervisione del settore bancario e ha liberalizzato i comparti dell'energia e delle telecomunicazioni.

Il governo ha anche ammesso che per accelerare la crescita sono necessarie ulteriori riduzioni delle tariffe doganali e una semplificazione del regime del commercio. Sono stati infine identificati numerosi interventi di politica industriale volti a ridurre i costi e incrementare la produttività dell'industria marocchina, e le autorità confidano che questa razionalizzazione permetterà di raddoppiare il valore dell'output industriale entro il 2013. Il governo sembra ormai pronto a lanciare anche una radicale riforma del settore agricolo per ridurre la dipendenza dai cereali, altamente sensibili a periodi di siccità, e aumentare la superficie coltivata con piante ad alto valore aggiunto, come gli ulivi. Occorre però considerare che tale politica accelererà il processo di inurbamento della popolazione: se tale fenomeno non verrà adeguatamente gestito, aumenterà sensibilmente il rischio dell'insorgere di tensioni sociali e politiche.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Indices & Data | Human Development Reports (HDR) | United Nations Development Programme (UNDP)
  2. ^ Historique de la culture de cannabis au Maroc d'après l'UNODC
  3. ^ Mildt - Mission interministérielle de lutte contre la drogue et la toxicomanie
  4. ^ The World Factbook
  5. ^ Vedi la scheda su mining-technology.com

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