Economia del Madagascar

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Madagascar.

Antananarivo è la capitale e il principale centro economico del paese

L'Economia del Madagascar è al 2017 una delle più povere del mondo; con il 70% della popolazione che vive in povertà estrema, l'isola ha prodotto nel 2017 un PIL di 39,81 miliardi di dollari americani a parità di potere d'acquisto e di 10,56 miliardi in termini nominali. Secondo i dati del 2017 l'agricoltura produce il 23,7% del PIL, l'industria il 16% e il terziario il 60,3%[1]. L'economia dell'isola africana comunque in questi ultimi anni sta registrando una forte crescita, con tassi superiori al 4% annuo registrati nel 2017[2][3]; Il reddito pro-capite dell'isola viene spesso indicato come intorno ai 1600 dollari l'anno al 2017[4], uno dei più bassi del mondo, dato comunque in crescita dal 2012; Il prodotto interno lordo è anche in grande crescita[5]; è stata abbattuta anche la disoccupazione, che nel 2016 era pari al 2,1%[6].

Agricoltura e allevamento e pesca[modifica | modifica wikitesto]

Mercato locale in Madagascar

L'agricoltura offre prodotti come vaniglia (di cui l'isola è il primo produttore al mondo), caffè, chiodi di garofano, cacao, manioca, fagioli, banane, arachidi; prodotti zootecnici; vengono coltivati anche prodotti come riso, che rappresenta l'alimento principale della cucina malgascia, agave sisalana e il kenaf, tung, tabacco, lemon-grass, l'ylang-ylang; importante anche l'allevamento, praticato con i zebù malgasci, utilizzati sia per la produzione di carni sia per i lavori agricoli; altre specie d'allevamento comprendono caprini, ovini, suini e volatili da cortile; la pesca che è praticata lungo le coste e anche nelle lagune interne ha recentemente avuto un boom, grazie soprattutto all'esportazione dei gamberi.

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Estrazione dell'oro

L'industria malgascia è composta principalmente da piccole e medie aziende; la produzione industriale è in forte ascesa, infatti nel 2017 è cresciuta del 4.8%[7]; L'industria malgascia è ancora poco sviluppata; un settore produttivo è quello della manifattura tessile e della trasformazione dei prodotti agricoli. Il Madagascar importa materie prime, combustibili, macchinari, attrezzature industriali e prodotti chimici, mentre esporta prodotti del settore primario e minerali come grafite, cromite, mica; l'estrazione mineraria è soprattutto svolta da società straniere anche se le risorse del sottosuolo non sono abbondanti: sono stati recentemente scoperti grandi giacimenti di petrolio, risorsa questa che potrebbe avere un ruolo chiave nella crescita economica dell'isola africana[8].In base ai dati ufficiali, è scomparso circa il 70% delle foreste. La deforestazione, insieme all'intenso sfruttamento dei pascoli, ha causato l'erosione del suolo e avviato un processo di desertificazione. L'esportazione tessile e di abbigliamento è rivolta soprattutto agli Stati Uniti e ai mercati europei, e avviene rispettivamente nel contesto degli accordi African Growth and Opportunity Act e Everything But Arms.

Servizi e terziario[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Aree naturali protette del Madagascar.
Spiaggia in Madagascar

Il mercato di telefonia mobile è già liberalizzato e altamente competitivo; nel 2017 erano già attivi 8,730,499 di cellulari[9]; per quanto riguarda la linea fissa telefonica nel 2017 c'erano 68,792 linee fisse[10]; gli utenti di internet invece ammontavano a 1,151,563 al 2016[11]; In Madagascar vengono pubblicati tre quotidiani in lingua francese. Come nella maggior parte dei Paesi africani i media radiotelevisivi costituiscono il principale mezzo di diffusione delle informazioni, soprattutto nelle aree rurali.

Per quanto riguarda il settore bancario, negli anni 70' il governo istituì la Banca centrale della Repubblica malgascia (Banque Centrale de la République Magache). Sempre in quegli anni si formavano altre banche come la Malagasy National Development Bank, un'istituzione creditizia agricola e la National Investment Co., una banca d'investimento industriale. Nel giugno 1975, il governo di Ratsiraka ha nazionalizzato tutte le banche. Nel dicembre 1976 la Bankin'ny Tantsaha Mpamokatra (BTM) fu istituita come banca nazionale per lo sviluppo rurale, Bankin'ny Indostria (BNI) come banca nazionale per lo sviluppo industriale, e Banky Fampandrosoana ny Varotra (BFV) come banca nazionale per il commercio. C'era anche una cassa di risparmio e un sistema di conto corrente postale.

Le riforme economiche del 1988 hanno consentito per la prima volta investimenti privati ​​esteri nel settore bancario da quando le banche sono state nazionalizzate. Nel 1989, la Banque Nationale di Parigi è stata la prima banca francese ad aprire una banca privata, la BMOI, dal 1975.

Nel 2001 c'erano sei banche commerciali in Madagascar, tra cui Banque Malgache de l'Océan Indien (BMOI) e BNI-Credit Lyonnais (BNI-CL), entrambe controllate da istituti bancari europei; Union Commercial Bank (UCB) e State Bank of Mauritius (SBM), entrambi controllati da società mauriziane; BTM, controllato dalla Bank of Africa; e la Bank of New York (BFV / SG). Non ci sono scambi di titoli in Madagascar.

Nosy Iranja è una delle mete del turismo internazionale in Madagascar

Il turismo che ha grandi potenzialità di crescita soprattutto nelle coste grazie ad un mare incontaminato e nell'ecoturismo nei grandi parchi e riserve naturali, ha risentito dell'instabilità politica dell'isola; da pochi anni però è in forte ascesa; gli alberghi dagli anni 90 sono raddoppiati; il governo è intenzionato a far sviluppare a grande scala l'industria turistica, per cercare di ridurre la povertà estrema e incrementare così l'occupazione; le mete turistiche del Madagascar più famose sono la capitale Antananarivo, Andoany, Nosy Komba, Nosy Be. Altre mete che stanno diventando famose sono: Ambositra, Toamasina, Vatomandry, Antsirabe, Anakao, Morondava, Tolagnaro; per quanto riguarda l'ecoturismo in particolare i parchi principali sono il Parco nazionale di Andasibe-Mantadia, il Parco nazionale di Andohahela, il Parco nazionale di Andringitra, il Parco nazionale di Ankarafantsika, il Parco nazionale della Baia di Baly, il Parco nazionale dell'Isalo e molti altri; inoltre l'isola ha diverse aree protette e riserve speciali; un supporto al turismo è dato dall'aeroporto di Antananarivo-Ivato, che è lo scalo maggiore dell'isola e funge da hub per la compagnia di bandiera Air Madagascar. Nel 2016 sono sbarcati nell'isola africana 293.000 turisti con un incremento del 20% rispetto al 2015; per il 2017 il paese ha l'obiettivo di raggiungere i 366.000 visitatori, mentre per il 2018 le stime governative prevedono di raggiungere i 500.000 turisti annui[12][13].

Forza lavoro[modifica | modifica wikitesto]

Al 2017 c'era una forza lavoro di 13.400.000 abitanti, dato in forte crescita[14].

Altri dati[modifica | modifica wikitesto]

Altri indicatori economici di rilievo sono:[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]