Ecomuseo della montagna pistoiese

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Ecomuseo della Montagna Pistoiese
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàMontagna pistoiese
IndirizzoPiazzetta Achilli 7, 51028 Gavinana, San Marcello Piteglio, Pistoia
Caratteristiche
Apertura1990
Sito web

L'ecomuseo della Montagna Pistoiese è un ecomuseo in parte all'aperto, situato sui monti omonimi, che comprende varie aree tematiche, dalle attività protoindustriali a quelle della vita quotidiana.

L'ecologia, o meglio l'integrazione dell'uomo con la natura è la chiave di questo museo disseminato sul territorio montano pistoiese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel 1988 su iniziativa dell'Assessorato alla cultura della Provincia di Pistoia l'ecomuseo è attivo dal 1990: è un insieme di 6 itinerari all’aperto, musei, poli didattici e manufatti storici che permettono di conoscere la Montagna Pistoiese sull'Appennino settentrionale toscano, attraverso i segni che il rapporto fra uomo e ambiente ha lasciato durante secoli di storia.

Un ambiente essenziale, dove l’acqua e il bosco hanno fornito materia prima ed energia, utilizzata dagli abitanti per impianti produttivi semplici e ingegnosi: ferriere, ghiacciaie, molini.

Il 22 novembre 2011 è nata l’Associazione Ecomuseo della Montagna Pistoiese che gestisce tutto il sistema ecomuseale e ha sede a Gavinana nello storico Palazzo Achilli, Punto Informativo Centrale dell'Ecomuseo: destinato all'accoglienza dei visitatori, dispone di spazi attrezzati per conferenze, sala informatica, laboratori, spazi espositivi; vi vengono allestite esposizioni temporanee ed organizzate lezioni e incontri sulla storia e la natura della Montagna Pistoiese, corsi e laboratori per adulti e bambini; il Palazzo ospita anche l'Archivio Sonoro sulle tradizioni orali della Montagna Pistoiese, minuzioso lavoro di ricerca che ha riportato alla luce centinaia di canti, stornelli, filastrocche registrati dalla viva voce degli informatori locali; e il Centro Mario Olla che mette a disposizione una ricca serie di testimonianze e documenti dell'emigrazione dalla montagna nei secoli XIX e XX.

Itinerari[modifica | modifica wikitesto]

Magazzino del ghiaccio restaurato della Madonnina (Le Piastre), parte dell'Ecomuseo della montagna pistoiese
  1. Itinerario del ghiaccio L'Itinerario del ghiaccio, contraddistinto dal colore azzurro, permette al visitatore di ripercorrere la storia della produzione del ghiaccio naturale, sviluppatasi nella Montagna Pistoiese dalla fine del '700 ai primi decenni del '900 che aveva il suo asse principale nella Valle del Reno. Per ottenere il ghiaccio, nei mesi invernali si deviava l'acqua del fiume Reno in appositi bacini, detti "laghi"; con il freddo della notte sopra i laghi si formava uno spesso strato di ghiaccio, che veniva poi spaccato e immagazzinato in blocchi all'interno delle ghiacciaie, dove si conservava fino all'estate, quando veniva venduto nelle città vicine (Pistoia, Firenze, Bologna) per usi alimentari e sanitari.
    • Comparto produttivo del ghiaccio della Madonnina (Via Modenese SR 66 - Loc. Le Piastre).
    • Polo didattico del Ghiaccio - (Via della Noce - Pracchia) Raccoglie una ricca documentazione fotografica ed audiovisiva su questa attività protoindustriale. Espone inoltre attrezzi originali e due plastici: uno che riproduce la Ghiacciaia della Madonnina e l'altro una delle prime fabbriche di ghiaccio artificiale.
    • Percorso Trekking - Munendosi di un adeguato abbigliamento, è possibile percorrere liberamente o con una guida ambientale escursionistica che descriverà gli aspetti naturalistici, un sentiero di ca. 9 Km che parte da Le Piastre e arriva a Pontepetri, ricalcando in parte il tracciato storico della Via Romea Nonantolana. Il percorso offre una vista suggestiva: anche a occhio nudo infatti si potrà osservare la vallata di Pistoia e Firenze e riconoscere il Campanile di Giotto.
    • Spunti per la didattica - Storia locale, mestieri del passato, paesaggio, fisica, orografia, meteorologia, viabilità, riflessioni sull'acqua e i suoi usi, prove di orientamento.
  2. Itinerario del Ferro Questo itinerario racconta la storia della siderurgia toscana in epoca pre-industriale: la tradizione della lavorazione del ferro sulla Montagna Pistoiese ha origini molto antiche e sembra risalire almeno all’Alto Medioevo. A partire dal XV secolo i Medici approfittarono dei fitti boschi e dell’abbondanza di acqua, che garantivano forza motrice e combustibile, per impiantare sul territorio numerose fucine e ferriere. Già nel XVI secolo la Montagna Pistoiese costituiva il primo polo siderurgico del Granducato di Toscana. Il ferro, proveniente dall’Isola d’Elba, veniva trasportato fino a Pisa a bordo di navi, per poi risalire il corso del fiume Arno e del Torrente Ombrone fino a Pistoia. Da qui proseguiva a dorso di mulo fino alla montagna. La lavorazione del ferro sulla Montagna Pistoiese proseguì fino al XIX secolo, quando ebbe avvio una fase di progressivo declino. Infatti gli stabilimenti toscani non furono capaci di competere con la moderna siderurgia europea che già da tempo aveva sviluppato tecniche di fusione più efficaci, fondate sull’uso del carbon coke.
    • Museo del Ferro (Via La Piana - Pontepetri) - Il museo, contraddistinto dal colore rosso, espone attrezzi utilizzati per la lavorazione del ferro provenienti dalle antiche ferriere dislocate sulla montagna.
    • Giardino didattico (Pontepetri) - Sottostante al museo e a suo completamento, troviamo il Giardino Didattico nel quale sono visibili le macchine idrauliche, due grandi ruote in legno e un maglio che si muovono grazie alla forza motrice dell'acqua.
    • Percorso Trekking - Proseguendo dal Giardino didattico si imbocca il sentiero della Ferriera (ca. 600 metri) fino alla presa d'acqua sul torrente Maresca. La gora che scorre accanto al percorso, riattivata nel 2003 contestualmente alla costruzione delle macchine idrauliche, alimentava l'antica Ferriera di Pontepetri, risalente al XVIII secolo e demolita nel 1978.
    • Antica Ferriera Papini - (Via del Teso - Maresca) Attestata fin dal XV secolo, è probabilmente la più antica ferriera della Toscana ancora esistente. Conserva pressoché intatti molti macchinari originali (magli, fucine, forno e un ingegnoso sistema per la produzione dell’aria compressa). Ricordata in un documento del 1542, nel 1561 venne acquistata dalla Magona Granducale, la compagnia che controllava la produzione del ferro nello Stato Mediceo. La ferriera fu utilizzata con continuità fino alla fine del XVII secolo e nel 1776 è ricordata insieme a quelle di Pracchia, Mammiano e San Felice nel censimento industriale ordinato da Pietro Leopoldo. Nel 1788 fu ceduta a privati. Acquistata dai Bizzarri, passò in seguito alla famiglia Strufaldi e quindi alla famiglia Papini che l’ha tenuta per oltre un secolo in attività, fino alla fine degli anni Ottanta del Novecento. A causa dei recenti anni di abbandono la ferriera versava in cattive condizioni conservative che riguardavano soprattutto le coperture, puntellate in più parti, ma anche i manufatti presenti al suo interno, nonché i macchinari a energia idraulica. L'Ecomuseo ne ha proposto e curato il restauro, iniziato nel 2014, grazie ad un finanziamento europeo e alle risorse di altri enti della Montagna; la Ferriera restaurata è stata inaugurata a settembre 2016. L'opificio custodisce ancora antichi macchinari idraulici e meccanici, oltre a utensili quali mole, trapani, incudini, morse, martelli e tenaglie, strumenti che, insieme allo stesso edificio, sono di grandissima importanza per la ricostruzione storica della lavorazione del ferro sulla Montagna Pistoiese.
    • Ponte sospeso di San Marcello Pistoiese (Mammiano Basso) Questo affascinante ponte, risalente al 1922, rappresenta uno dei ponti pedonali più lunghi al mondo 227 m di luce libera e un'altezza massima di 36 m dal sottostante fiume Lima. In origine questa struttura costituiva un'importante scorciatoia per i lavoratori che si recavano alle fabbriche SMI di Mammiano, provenendo dal versante opposto del torrente Lima. L'idea di costruirlo fu di Vincenzo Douglas Scotti, allora direttore del laminatoio di Mammiano.
    • Ferrovia Porrettana - Inaugurata nel 1864. fu una delle prime linee ferroviarie del Regno d'Italia. Lunga 99 Km, unisce Pistoia a Bologna passando dall'Appennino Pistoiese e attraversa 47 gallerie scavate nelle montagna.
    • Spunti per la didattica - energia e energie rinnovabili, metallurgia, meccanica, mestieri del passato, storia locale, viabilità (Porrettana), paesaggio e dimostrazione di forgiatura e battitura del ferro con gli Artigiani della Montagna.
  3. Itinerario dell'Arte Sacra e della Religiosità Popolare
    • Museo diocesano d'Arte Sacra (Popiglio) L'itinerario dell'arte sacra, contraddistinto dal colore viola, trova il suo fulcro nella Pieve di Santa Maria Assunta di Popiglio, arricchita nel corso dei secoli XVI e XVII dalla presenza di preziose opere d'arte e paramenti liturgici, donati come ex voto da una ricca famiglia di popigliesi residenti a Roma, i Vannini. Grazie a loro la Pieve, che possiede un organo del '600 dell'organaro romano Giuseppe Testa, espone all'interno del Museo Diocesano rari esempi di barocco romano.
    • Polo didattico dell'arte sacra e della religiosità popolare (Via delle Corti - Popiglio) - Dalla Piazza principale dove si trova la Chiesa, percorrendo un breve percorso lastricato, si raggiunge il Polo didattico nel quale è possibile svolgere attività pratiche di tessitura e filatura della lana con l'ausilio di piccoli telai.
    • Ponte di Castruccio Castracani e le antiche dogane - esempio di ponte medievale, costruito nel 1317 dal condottiero lucchese Castruccio Castracani. Un tempo segnava il confine tra Lucca e Pistoia, come testimoniano le antiche dogane che all'epoca controllavano il passaggio dei carri di merci, situate sulla riva sinistra del fiume Lima, recentemente restaurate e adibite ad agriturismo. La struttura è mèta di un percorso rogazionale che si snodava da Popiglio per propiziare il buon esito dei raccolti.
    • Spunti per la didattica - Storia dell'arte e arti minori, viabilità storica, iconografia religiosa, ambienti del Medioevo, storia del tessuto e prova pratica di tessitura.
  4. Itinerario della vita quotidiana L'itinerario, contraddistinto dal colore giallo, permette al visitatore di confrontare le proprie abitudini moderne con quelle dei nostri predecessori, mettendo in evidenza come nell'arco di pochi decenni sia cambiato il nostro rapporto con il lavoro, con la manualità e con l'ambiente che ci circonda.
    • Museo della Gente dell'Appennino Pistoiese (Via degli Scoiattoli - Rivoreta) - il museo propone un viaggio nella vita della gente di questo territorio dai secoli scorsi ai giorni nostri, stimolando il visitatore a calarsi nella dimensione del "fare con le mani".
    • Laboratorio del Giocattolo (Rivoreta) - All'interno del museo troviamo il Laboratorio del giocattolo, nel quale è possibile dare vita a semplici giochi con materiali di riciclo; e il Laboratorio della Lana, dove mettere in pratica le nostre abilità nell'arte della tessitura.
    • La via della Castagna (Via di Paoluccio) e la Via del Carbone (Orsigna) - Percorrendo un sentiero in discesa intervallato da due ponti realizzati secondo un progetto di Leonardo da Vinci, si incontrano un metato, utilizzato ancor oggi per l'essiccazione delle castagne e il Molino di Giamba, a due palmenti funzionante ad acqua, costruito nel 1820; restaurato agli inizi del 2000 viene usato per la macinatura delle castagne raccolte nei boschi limitrofi. A completamento del percorso, è possibile visitare un castagneto didattico. Proseguendo per un sentiero sterrato, dopo il Molino, il visitatore potrà osservare la ricostruzione della capanna del carbonaro ed una carbonara didattica in sezione che spiega il processo di combustione della legna attraverso il quale si otteneva il carbone. Merita fare un piccolo accenno alla val d'Orsigna e ricordare quanto Tiziano Terzani l'abbia amata, in quanto considerato luogo di pace, immerso in una natura incontaminata. In loc. Casa Cucciani è possibile ammirare un imponente albero al quale lo scrittore aveva applicato degli occhi (per questo denominato "albero con gli occhi") per insegnare a tutti il rispetto per la natura.
    • Spunti per la didattica - energie rinnovabili, storia locale, emigrazione, alimentazione, prodotti tipici, mestieri del passato, civiltà del castagno, tradizioni orali, paesaggio, dimostrazione di filatura della lana e costruzione di giocattoli con materiali di riciclo.
  5. Itinerario naturalistico Questo itinerario, contraddistinto dal colore verde, valorizza le specie botaniche e forestali tipiche dell'Appennino Pistoiese e documenta la presenza dell'uomo fin dall'età preistorica.
    • Orto Botanico Forestale (Via del Brennero 49, Abetone) - L'Orto Botanico Forestale di Abetone nasce nel 1987, promuove studi naturalistici e forestali sull'Appennino Settentrionale ed è di presidio per la conservazione della flora locale. Rappresenta pertanto un'istituzione scientifica preposta alla salvaguardia dell'identità naturale e culturale del territorio. Situato ad una quota di ca. 1300 m nella profonda e fresca Valle del torrente Sestaione, ospita, grazie al clima e alle temperature medie piuttosto basse, molte specie di tipo alpino, fra le quali spiccano alcuni "relitti glaciali" come l'Abete rosso (Picea abies), il Rododendro rosso (Rododendron ferrugineum), la Cicerbita alpina e altre specie soprattutto di torbiera.
    • Polo didattico - Fontana Vaccaia - Nel Polo didattico, l'Orto approfondisce vari aspetti naturalistici tipici della Montagna Pistoiese. Al suo interno e durante tutto il periodo estivo, si organizzano esposizioni temporanee e corsi formativi. Sono inoltre a disposizione di coloro che intendono visitarlo un erbario con essenze locali, microscopi binoculari per esercitarsi e spazi adibiti a mostre.
    • Centro naturalistico Archeologico dell'Appennino Pistoiese (Viale L.Orlando 100 - Campo Tizzoro) - Il Centro, situato all'interno delle ex scuole SMI, espone reperti geopaleontologici e zoologici che illustrano l'evoluzione antropologica e naturale del territorio montano.
    • Spunti per la didattica - evoluzione del paesaggio, flora e fauna locali, botanica, preistoria, storia locale, laboratori sulla biodiversità e giochi sulla natura.
  6. Itinerario della pietra Infine l'itinerario della Pietra, contraddistinto dal colore grigio, conduce il visitatore in un viaggio a ritroso nella storia della montagna, camminando lungo il tracciato medievale della Via Francesca della Sambuca che parte da Pavana e arriva fino a Sambuca Castello, antico borgo medievale fortificato e recentemente restaurato; su richiesta è visitabile la vicina Chiesa di S. Cristoforo e di S. Jacopo dove è presente un dipinto della scuola di Guido Reni.
    • Torre di Selvaggia Vergiolesi una rocca difensiva che deve il suo nome alla donna che ispirò il poeta stilnovista Cino da Pistoia. Su molte abitazioni della zona sono visibili maschere scolpite nella pietra, legate a rituali magici che contribuiscono a rendere suggestiva l'atmosfera.
    • Via Francesca della Sambuca - Sambuca Pistoiese.
    • Polo didattico della Pietra (Pavana) - Nel polo didattico della pietra sono esposti attrezzi ed oggetti appartenenti all'antico mestiere dello scalpellino, mestiere insegnato agli abitanti del luogo dai Maestri comacini.
    • Insediamento Altomedievale - Riserva Biogenetica dell'Acquerino - Nella Riserva di Acquerino sono visibili resti archeologici, frutto di un'intensa ricerca che ha interessato un'area di ca. 1600 m². I dati raccolti ed il ritrovamento di reperti ceramici databili tra il X ed il XII secolo durante gli scavi, consiglierebbero di interpretare il sito come un complesso monastico ben organizzato esistito durante l'Alto Medioevo e scomparso poco dopo la fondazione dell'Abbazia di Fontana Taona agli inizi dell'XI secolo.
    • Pieve di Furfalo (Marliana) - è una delle Pievi più antiche del territorio pistoiese, risalente al X secolo. I suoi resti sono situati nel bosco lungo un sentiero che collega Serra Pistoiese a Panicagliora.
    • Museo "Renzo Innocenti" (Torri - Sambuca Pistoiese) - il museo raccoglie nove sezioni che conservano attrezzi, utensili ed altri oggetti della vita quotidiana appartenenti al proprietario, Renzo Innocenti.
    • Spunti per la didattica - Viabilità storica (Via Francesca della Sambuca), storia locale, antichi mestieri, archeologia, paesaggio, dimostrazione di lavorazione della pietra.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Sito ufficiale, su ecomuseopt.it. Modifica su Wikidata
  • Mappa degli itinerari, su ecomuseopt.it.
  • Pieve di Santa Maria Assunta Popiglio, pistoia.turismo.toscana.it
  • Molino di Gaimba, orsigna.altervista.org
  • Orto Botanico Forestale di Abetone, ortobotanicoitalia.it