Eberhard (azienda)

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Eberhard & Co.
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StatoSvizzera Svizzera
Forma societariaAzienda privata
Fondazione1887 a La Chaux-de-Fonds
Fondata daGeorges-Lucien Eberhard
Sede principaleLa Chaux-de-Fonds
Persone chiave
Prodottiorologi di lusso
Sito webwww.eberhard-co-watches.ch/en/

La Maison Eberhard & Co. è un'azienda di alta orologeria svizzera, fondata nel 1887 a La Chaux-de-Fonds da Georges-Lucien Eberhard.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla fondazione al 1950[modifica | modifica wikitesto]

Fondata nel 1887 da Georges-Lucien Eberhard, un artigiano dell'orologeria di 22 anni nato a Saint-Imier nel 1865, l'azienda inaugura il primo stabilimento nel 1907 in via Léopold Robert sempre a La Chaux-de-Fonds. Nel 1919 lancia il suo primo cronografo monopulsante da polso[1].

Negli anni trenta, con alla guida il figlio, Maurice Eberhard, amante dell'Italia al punto da andare a Napoli per comprarsi le camicie,[2] produce nuovi cronografi automatici, scelti come segno distintivo per gli ufficiali della Regia Marina Militare del Regno d'Italia.

Nel 1935 viene lanciato sul mercato un crono a due pulsanti con complicazione flyback. L’interesse verso la cronografia spinse la Casa a proporre, entro la fine del decennio, anche il crono “tri-compax” (con tre sotto contatori) e un rattrapante, in grado di cronometrare due eventi iniziati nello stesso istante, ma di differente durata.

La serie di cronografi Extra Fort è introdotta negli anni quaranta[1]. Il nome serviva a far capire che la cassa in oro era più robusta dei suoi predecessori, la cui maggior sottigliezza della cassa ne causava flessioni. Peculiarità dell’Extra Fort era poi la sua configurazione a due pulsanti, con il pulsante a ore 2 che si occupava delle funzioni di start, stop e reset, mentre il pulsante a ore 4 era “a slitta”: slittando verso l’alto faceva interrompere il movimento della sfera dei secondi cronografici.

Negli anni Cinquanta il modello solo tempo da polso più diffuso era l'Eberhard mod 30, chiamato così perché riporta la cifra 30 a fianco del marchio. Si tratta di un orologio con piccoli secondi a ore sei, e la maggior parte dei modelli prodotti sono placcati in oro e il movimento a carica manuale adottato era l'Eberhard 137, derivato da meccaniche Zenith.

Nel 1957 viene presentato il Contodat, primo cronografo al mondo con datario visibile in una sola finestra: erano già stati lanciati vari cronografi di altre marche con gran data, con datario periferico o con subdial, mentre nessuno aveva mai realizzato un crono con datario digitale in un'unica finestra. Questo segnatempo monta il calibro 310/82, figlio di uno dei più belli di sempre, il 310/8, realizzato per Eberhard da Depraz, e già montato sugli Extra Fort coevi.

Eberhard da donna metà anni 40

Sulla fine del decennio, la casa presenta anche il suo primo subacqueo, lo Scafograf, inizialmente impermeabile a 100 metri, con indici al 3, 6, 9 e 12 triangolari, rilanciato in versione “heritage” nel 2021, e chiamata per l’appunto “Scafograf 1959”, impermeabile a 300 metri.

1960 - 1980[modifica | modifica wikitesto]

Calibro AS 1017 personalizzato Eberhard, fine anni '50

Negli anni Sessanta, l’Extra Fort viene poi affiancato da un crono più sportivo, il Contograf, che otterrà un notevole successo, tanto che il modello, aggiornato, è presente a catalogo ancora oggi.

Nel 1961 la Maison provvede inoltre a lanciare sul mercato un segnatempo resistente ai campi magnetici: ecco che, come avevano già fatto Omega con il Railmaster, Rolex con il Milgauss e IWC con l’Ingenieur, Eberhard propone al pubblico lo Scientigraf, resistente all’elettromagnetismo grazie all’adozione della gabbia di Faraday, e contraddistinto dagli stessi indici triangolari già visti sullo Scafograf.

La casa di La Chaux-de-Fonds inoltre non trascura neppure il pubblico femminile, con la produzione di classici "nanette" in oro dalle dimensioni estremamente contenute (spesso con casse dal diametro inferiore ai 20 mm).

Alla fine degli anni sessanta, dopo la morte della figlia e del genero in un incidente stradale in Italia,[2] Maurice Eberhard incontra qualche difficoltà finanziaria e tratta con le banche per cedere l'azienda. La rileva nel 1969[3] Palmiro Monti, già distributore italiano della casa, un lombardo trentenne di Cermenate, studi di ragioneria e famiglia benestante.[2]

I due decenni successivi saranno decisamente duri per Eberhard, come per numerose altre case orologiere svizzere. Nonostante ciò, la casa di La-Chaux de Fonds, già unitasi a inizio anni Sessanta nel consorzio CEH (Centro Elettronico Orologiero), adotta il calibro BETA21, che segue di poco il primo quarzo della storia dell’orologeria, il Seiko Astron. A differenza del quarzo giapponese, il BETA21 sarà un flop per tutte le aziende che lo adotteranno, dimostrandosi troppo complesso, costoso da produrre e difficile da riparare, ma si tratterà per sempre di un punto di partenza nell’adozione dei movimenti a batteria. Dal punto di vista dello stile degli orologi, negli anni ’70 Eberhard realizza orologi che riprendono lo stile di Rolex Datejust, Cartier Tank e Royal Oak, dei veri e propri hommage.

Di maggior successo è invece la linea di orologi al quarzo Sirio, spesso proposto in dual-tone acciaio e oro e con dimensioni comprese fra i 25 e i 30mm circa. La peculiarità è quella di proporre una ghiera poligonale recante i numeri romani. Buona parte dei segnatempo del periodo vengono venduti con la scritta Royal Quartz sul quadrante.

Nella seconda metà degli anni ’80 si riaccende, almeno in parte, la passione per gli orologi meccanici: è così che la casa di La-Chaux-de Fonds realizza l’Eberhard Replica, una riproduzione del cronografo anni ’30 fornito dalla Maison alla Regia Marina Militare Italiana, declinato in varie versioni con cassa in oro, argento o vermeil. Molti dei calibri incassati (Lemania, Valjoux ed Excelsior Park a seconda dei casi) non erano altro che giacenze di magazzino della Maison che venivano montati in casse moderne. Alcuni di questi segnatempo aggiungevano alle funzioni crono anche le indicazioni del calendario completo adottando il più recente Valjoux 7761.

Coppia di Eberhard d'oro da donna (cosiddetti "nanette" per le loro piccole dimensioni) a carica manuale di fine anni '50 - inizio anni '60. Il bracciale oro è stato aggiunto after market, in quanto questi orologi venivano proposti con cinturino in pelle.

Il legame tra velocità e case orologiere non può non toccare anche Eberhard, che nel 1986 lancia il Chronomaster Frecce Tricolori in versione cronografo, crono GMT, solo tempo e GMT, che tra l’altro fu uno dei primi orologi della casa a montare la corona “marignan”, priva della classica zigrinatura e con al suo posto delle piccole sfere che ne consentono una migliore presa.

Del 1987 è il Navymaster, altro cronografo, realizzato, questo, per celebrare il centesimo anniversario dell’azienda. Altri cronografi di questo periodo sono il Mareoscope, con complicazione del ciclo delle maree, e il Diascope, con indicazione del secondo fuso orario, entrambi facenti parte della collezione Champion.

1990[modifica | modifica wikitesto]

È di inizio anni ’90 il Tazio Nuvolari, un cronografo bi-compax, animato da un Valjoux 7750 a cui mancano i piccoli secondi continui, con contatori al 6 e al 12 dalla misura inferiore ai 40 mm e riportante sul quadrante a ore 9 una tartaruga, recante, sul carapace, le iniziali del leggendario pilota mantovano. Questo modello è presentato anche in versione da tasca. Particolarmente interessante è la vicenda legata a questo simbolo: le prime referenze del Nuvolari, infatti, proponevano la tartaruga cosiddetta “aperta”, quindi con testa e zampe visibili, che tuttavia ben presto dovette lasciare spazio al semplice carapace in quanto la Maison Certina anni prima aveva registrato il logo della tartaruga per contraddistinguere i propri segnatempo caratterizzati da un sistema di impermeabilizzazione della cassa chiamato DS (cioè Double Security) ed esistente tutt’oggi. Ragion per cui i Nuvolari cosiddetti “a tartaruga aperta” sono oggi piuttosto ricercati. Nel corso dei decenni questo orologio è stato declinato in varie versioni, con funzione rattrapante, con l’aggiunta di un terzo sotto quadrante, solo tempo, e anche in versione “Mouvement Gravé”, cioè con calibro interamente inciso e visibile dal fondello a vista. Il legame tra Eberhard e Nuvolari però non è casuale: si dice, infatti, che il “Mantovano Volante” possedesse un Eberhard da taschino. Questo sodalizio è testimoniato anche dalla partnership che la Maison di La-Chaux-de-Fonds ha instaurato con il Gran Premio Nuvolari fin dalla sua origine, che da oltre 30 anni coinvolge autovetture storiche per lo svolgimento di una gara di regolarità.

Nel 1993 nasce il Quadrangolo, orologio automatico, anche cronografo, con cassa di forma e corona appositamente brevettata chiamata “sabord”, dotata di clip che ne garantisce impermeabilità ed elevata robustezza. Coeva è pure la collezione Les Courbees, con cassa rettangolare. Nello stesso periodo è stata presentata anche la linea Les Quantiemes, contraddistinta da dress watch al quarzo o automatici di dimensioni contenute, con cassa in materiale pregiato e la complicazione del calendario, in alcune varianti anche perpetuo, leggibile attraverso i subdials rotondi in linea con la moda dell’epoca.

Nel 1996 Eberhard lancia un orologio solo tempo a carica manuale: il Traversetolo, prodotto ancora oggi, un dress watch con vaghe ispirazioni da field watch, declinato in tantissime versioni diverse (anche cronografo), e animato, nella sua versione solo tempo, da un Unitas. La storia del Traversetolo è una storia di amicizia che intercorreva tra la Maison di La Chaux-de-Fonds e il proprietario di una gioielleria di Traversetolo, in provincia di Parma, che perse la vita durante una rapina all’interno del suo negozio, e per questo motivo Eberhard decise di inserire in collezione un segnatempo con questo nome, a ricordo dell'amico tragicamente scomparso.

È dell’anno seguente l’8 Jours, un altro solo tempo manuale con indicatore di riserva di carica che garantisce, come intuibile dal nome, una riserva di carica di ben 8 giorni, resa possibile da grande bariletto e due molle sovrapposte per una lunghezza totale di circa un metro e mezzo. Il calibro manuale ETA 7001 è stato in questo caso pesantemente modificato per consentire l’alloggio del bariletto. Per il pubblico femminile viene presentata invece la collezione Desirée, una via di mezzo tra un segnatempo e un bracciale.

2000-2020[modifica | modifica wikitesto]

Con l’avvento del Nuovo Millennio, viene presentata una riedizione dell’Extra Fort e soprattutto il Chrono4, nato nel 2001, un cronografo mai visto prima e nel suo piccolo rivoluzionario, animato da un movimento automatico ETA 2894 modificato dalla casa, che propone 4 sotto contatori allineati. Questa soluzione, brevettata da Eberhard, risulta ancora oggi unica nel suo genere. Il Chrono4 ottenne talmente successo che venne declinato in varie versioni nel corso degli anni, come il Bellissimo, più elegante, anche con fondello a vista, il Grande Taille, da 43 mm di diametro, il Géant, una variante con impermeabilità a 100 metri contro i 50 degli altri, e il Temerario, con cassa tonneau, i subdials disposti verticalmente e corona e pulsanti tipo “bullhead”, cioè con corona al 12 e pulsanti delle funzioni crono a ore 11 e a ore 1, risultato ottenuto ruotando il calibro di 90 gradi.

L’affinità col mondo delle corse viene inoltre rinnovata non solo con i più recenti modelli della collezione Nuvolari, ma anche con dei cronografi celebrativi di Alfa Romeo, come il Quadrifoglio Verde, la versione celebrativa dei 110 anni della Casa del biscione e il Chrono4 Géant Giulia GTA.

Nel 2012 si è festeggiato il 125esimo anniversario della maison di La Chaux-de-Fonds e viene realizzato in edizione limitata un cronografo Extra Fort con indici a bastoncino tranne i numeri 1, 2 e 5, applicati in numeri arabi, con cassa in acciaio o oro e con quadrante bianco o nero.

Nel 2017 l'azienda ha festeggiato i 130 anni con una serie di iniziative[3] tra cui la pubblicazione di un libro, "L'arte di sfidare il tempo". Per questo anniversario è stato presentato anche un Chrono4 130ème Anniversaire.

All'inizio del 2019 l'azienda, guidata da anni dalla figlia di Palmiro Monti, Barbara, ha deciso di tornare nella sede storica di La Chaux-de-Fonds, un palazzo barocco edificato dal fondatore e chiamato la Maison de l'Aigle per la riproduzione di un'aquila in cima alla cupola dello stabile.

Sempre nel 2019 viene presentato il modello 1887 Remontage Manuel, con meccanismo a carica manuale EB140, basato su un Sellita SW-200, ma fortemente rimaneggiato e ridisegnato. A ribadire il legame tra Eberhard e l'artigianalità italiana, il cinturino viene proposto anche in seta jacquard realizzato dal cravattificio Ulturale.

Nel 2021 è stata la volta del tributo allo Scientigraf: è infatti stata presentata una versione celebrativa del segnatempo con cassa da 41 mm, 100 metri di impermeabilità e calibro automatico Sellita SW-300. Sempre nel 2021 si è celebrato il ventesimo anniversario del Chrono4, per il quale è stata realizzata la versione speciale Chrono4 21-42.

I prodotti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2018 sono circa 16.000 gli orologi prodotti. Tra i modelli di rilievo il Traversetolo, solo tempo a carica manuale; il Chrono4 caratteristico cronografo di casa Eberhard con i 4 contatori disposti sulla stessa linea, brevettato ed unico cronografo nella storia dell'orologeria; il Tazio Nuvolari, cronografo creato in memoria del celebre pilota e quindi pensato per un pubblico appassionato di automobilismo; il 8 Jours che garantisce una autonomia di otto giorni, grazie a un dispositivo di carica brevettato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b [:it]Chi Siamo[:en]About us[:fr]QUI-SOMMES-NOUS[:zh]關於我們[:ru]О нас[:ja]エベラールの歴史[:], su Eberhard & Co Watches. URL consultato il 26 agosto 2022.
  2. ^ a b c Talento di famiglia. Eberhard, l'anniversario dei 130 anni, su arbiter.it, 2017. URL consultato il 10 aprile 2019.
  3. ^ a b Eberhard, 130 anni vissuti con stile, su repubblica.it, 9 ottobre 2017. URL consultato il 10 aprile 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giosué Boetto Cohen, L'arte di sfidare il tempo, Milano, Mondadori Electa, 2017 ISBN 978-8891814326

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