Dustin Nguyen (attore)

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Dustin Nguyen al Bangkok International Film Festival nel 2007.

Dustin Nguyen, , al secolo Nguyen Xuan Tri (Saigon, Sud Vietnam, 17 settembre 1962), è un attore, regista, sceneggiatore, specialista in arti marziali vietnamita con cittadinanza vietnamita naturalizzato statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La madre di Dustin Nguyen, My Le, era attrice e ballerina e suo padre, Xuan Phat, era un attore, sceneggiatore e produttore cinematografico nel Vietnam del Sud[1]. La famiglia lasciò il Vietnam nell'aprile del 1975 quando giunsero i Viet Cong comunisti e le forze del Nord Vietnam, l'Esercito Popolare Vietnamita[2].

Sul lato degli affari, Nguyen ha una esclusiva linea di gioielleria in argento chiamata "Imperial Rose Collections". Il suo design unico e artistico riscuote molto successo a Hollywood e in Giappone. Attualmente vive a Los Angeles.

La famiglia arrivò a Guam, da qui furono trasferiti in un campo profughi a Fort Chaffee, Arkansas e finalmente, con l'assisteza di una chiesa Metodista furono trasferiti a Des Peres, Missouri, un'area suburbana di St. Louis[2][3]. Dopo che Nguyen si fu diplomato alla Garden Grove High School di Garden Grove in California frequentò l'Orange Coast College[4] laureandosi in Scienze della comunicazione. Nguyen pratica molte arti marziali incluso Muay Thai, Taekwondo, Escrima e Jeet Kune Do.[2]

Dopo un incidente d'auto avvenuto il 3 settembre 2001 che lasciò paraplegica la moglie Angela Rockwood-Nguyen la coppia divenne sostenitrice attiva della The Christopher and Dana Reeve Paralysis Resource Center (facente parte del Christopher and Dana Reeve Foundation). In quello stesso incidente perse la vita l'attrice Vietnamita-americana Thuy Trang, un membro del cast originale dei Power Rangers. Nguyen si è separato dalla moglie nel 2011[5].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nguyen ha debuttato come attore in Magnum, P.I., interpretando la parte di un combattente per la liberazione cambogiano. Successivamente venne la sua partecipazione come membro fisso in due serie che lo resero maggiormente famoso, sono Harry Truman in 21 Jump Street e Johnny Loh in V.I.P..[4]. In molte serie televisive è comparso come guest star, inclusa General Hospital, Highlander e SeaQuest DSV, interpretando il ruolo di Capo William Shan. Più oltre fu la volta di un cameo in Charlie's Angels. Nguyen ebbe anche una audizione per interpretare il ruolo di Liu Kang nel film Mortal Kombat, ma perse la parte a favore di Robin Shou. Nel 1993 ha interpretato il ruolo di un uomo vietnamita inviato a combattere contro i Viet Cong, nel film Tra cielo e terra. Successivamente, fino ad oggi, ha recitato in molti altri film e quasi sempre sfoggiando le sue capacità di combattente.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Film TV[modifica | modifica wikitesto]

Serie TV[modifica | modifica wikitesto]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Film[modifica | modifica wikitesto]

Serie TV[modifica | modifica wikitesto]

Regia[modifica | modifica wikitesto]

Film[modifica | modifica wikitesto]

Serie TV[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

Film[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Eirik Knutzen, One Jump ahead, Toronto Star, 4 luglio 1987. URL consultato il 29 gennaio 2013.
  2. ^ a b c (EN) Vivien Lou Chen, Jobless Actor Rejects Asian Stereotypes Series, in The Los Angeles Times, 1º maggio 1992. URL consultato il 29 gennaio 2013.
  3. ^ (EN) Patricia Brennan, Dustin Nguyen Out Of Saigon And Into TV, su cglass.vinu.edu, Washington Post, 13 dicembre 1987. URL consultato il 29 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 10 gennaio 2008).
  4. ^ a b (EN) Robert Levine, Taking a Big Leap From `Jump Street' After finding success in the '80s on the police show, Dustin Nguyen is moving into films and `seaQuest' while sharpening his martial arts skills. Series: FAST TRACK: Up and Comers in Arts and Entertainment * One in a Series, in The Los Angeles Times, 24 maggio 1994. URL consultato il 29 gennaio 2013.
  5. ^ (EN) Angela Rockwood profile, Sundance Channel (archiviato dall'url originale il 13 marzo 2013).

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