Dura lex

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Dura Lex
AutoreDanila Comastri Montanari
1ª ed. originale2009
GenereRomanzo
SottogenereGiallo
Lingua originaleitaliano
SeriePublio Aurelio, un investigatore nell’antica Roma
Preceduto daNemesis
Seguito daTabula rasa

Dura lex è un giallo storico scritto da Danila Comastri Montanari pubblicato nel 2009, è la quindicesima indagine della serie del senatore Publio Aurelio Stazio. Le vicende si svolgono a Roma nel 47 d.C.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Due famiglie dell'aristocrazia romana sono colpite dalla misteriosa morte in culla dei piccoli eredi: Flavia Flora della gens Bulba sospetta che il figlio Sempronino Floriano sia stato assassinato in fasce da Bulbillo, figlio di primo letto del marito; Dalmatica, cognata di Gaio Glabro della domus Gavilii Barbati, perde il figlioletto Postumo, erede dei facoltosi nonni. Quest'ultimo muore mentre la madre si trova a una festa nella domus dei Servilii, sui Quirinale, durante la quale Publio Aurelio Stazio rincontra dopo diversi anni una sua vecchia fiamma, Urania Primigenia. La donna, approfittando dell'influenza che ancora ha sull'amico di un tempo, gli chiede di fare da “figura di riferimento” allo smidollato nipote Bulbillo.

Ben presto Publio Aurelio si trova coinvolto in una nuova indagine, perché sospetta che la morte di Postumo non sia accidentale: riesce inoltre a raccogliere testimonianze su un legame tra la morte di Sempronino Floriano, quella di Postumo e quella di un terzo bambino, Appio Accio, della cui morte è accusata la nutrice Isaura. Quest'ultima è difesa in tribunale da Statilia Vespilla, avvocatessa idealista e determinata che però non può esercitare nel foro a causa delle leggi restrittive. Publio Aurelio si offre di aiutarla con il proprio patrocinio legale.

La morte dei tre neonati fa pensare ad un unico colpevole e ad un'unica soluzione, ma diverse vicende intervengono a complicare le indagini di Aurelio: a causa di un diverbio con l'amica Pomponia non può avvalersi della sua collaborazione; l'intera familia di schiavi entra in sciopero e abbandona Aurelio; il suo collega Lentulo è intenzionato ad espellerlo dalla Curia.

Sullo sfondo delle intricate vicende, la forza delle superstizioni popolari, il tradizionale conservatorismo e la disonestà dei senatori e il femminismo ante litteram di Statilia.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Publio Aurelio Stazio: senatore consolare di Roma
  • Castore: il suo segretario
  • Paride: intendente di Aurelio
  • Pomponia: ricca matrona e amica di Publio Aurelio
  • Mummio Vero: vigile notturno
  • Bulbo Sempronino Floriano: morto in culla
  • Bulbo Sempronino Sr: suo padre
  • Flavia Flora: sua madre
  • Bulbo Sempronino Gratiano (Bulbillo): suo fratellastro
  • Urania Primigenia: nonna materna di Bulbillo
  • Gavilio Barbato Postumo: morto in culla
  • Cecilia Longina Dalmatica: sua madre
  • Gavilia Barbata: sua zia
  • Gaio Glabrio: marito di Gavilia
  • Pirippe: nutrice
  • Elettra: liberta di Dalmatica
  • Appio Accio Jr: morto in culla
  • Appio Accio Sr: suo padre
  • Isaura: popolana accusata di infanticidio
  • Statilia Vespilla: avvocatessa
  • Vespillo: prozio di Statilia
  • Cilo (Riccioli d'oro): giovane avvocato
  • Lentulo: padre coscritto
  • Tito Torquato Tricipitino il Balearico: padre coscritto
  • Mamerco: figlio bambino del Balearico
  • Burzio ed Equino: clientes del Balearico
  • Norico, Simmaco e Medullino: colleghi del Balearico
  • Simmaca e Medullina: matrone disinvolte
  • Strutto: energumeno della Suburra
  • Megellio: allenatore
  • Zopira: levatrice
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