Duomo di Urbino

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Duomo di Urbino
Urbino, duomo 02.JPG
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Marche.svg Marche
LocalitàUrbino-Stemma.png Urbino
ReligioneCattolica
TitolareMaria
Arcidiocesi Urbino-Urbania-Sant'Angelo in Vado
ArchitettoGiuseppe Valadier
Stile architettonicoNeoclassico
Inizio costruzione1789, su edifici precedenti
Completamento1801

Coordinate: 43°43′29.86″N 12°38′11.08″E / 43.72496°N 12.63641°E43.72496; 12.63641

Interno

Il Duomo di Urbino è la chiesa principale della città e cattedrale dell'arcidiocesi di Urbino-Urbania-Sant'Angelo in Vado. Si è mantenuta della grandezza simile alla precedente cattedrale rinascimentale, demolita dal terremoto del 1789, ed è stata ricostruita in gusto neoclassico; misura in lunghezza 64,5 m, in larghezza 36,8 m e in altezza 50 m. È dedicata a Santa Maria Assunta. Nel novembre del 1950 papa Pio XII la elevò alla dignità di basilica minore.[1]

Storia e Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Fondata nel 1021, in sostituzione di una precedente chiesa fuori le mura, la cattedrale urbinate aveva una pianta originariamente ruotata di 90° rispetto a quella attuale ed era di dimensioni assai minori. Ricostruito nel XV secolo su istanza di Federico da Montefeltro, il duomo di Urbino fu edificato secondo un progetto semplicissimo e spoglio, a tre navate su bianchi piloni, secondo un progetto attribuito al senese Francesco di Giorgio Martini, che in quegli anni era architetto di fiducia del duca. L'edificio fu terminato nel 1604.

Questa singolare opera del Rinascimento andò perduta con i due terremoti del 3 giugno 1781 e del 12 gennaio 1789 che causarono il danneggiamento della facciata e il crollo della cupola, rispettivamente. Queste due calamità costrinsero gli urbinati a ricostruire la loro cattedrale, affidando il progetto della facciata all'architetto Camillo Morigia su un progetto da questi redatto nel 1784 su commissione dell'arcivescovo Domenico Monti, e la chiesa intera all'architetto romano Giuseppe Valadier, che concluse l'edificio nel 1801.

La facciata è in pietra del Furlo ed è ornata da cinque statue, che rappresentano le Virtù Teologali (Fede, Speranza e Carità) sul frontone, mentre sui due spioventi vi sono rappresentati Sant'Agostino (a sinistra) e San Giovanni Crisostomo (a destra). I pilastri della facciata terminano con eleganti capitelli in stile composito. Sotto al frontone è riportata l'iscrizione "STUDIORUM UNIVERSITATI FASTIGIUM", come ringraziamento all'Università per aver finanziato i lavori di realizzazione del tetto. La gradinata antistante il Duomo è stata sistemata in forme attuali nel 1859, su disegno dell'arcivescovo Alessandro Angeloni; presenta, al termine di una elegante balaustra, sulla sinistra la statua del Patrono San Crescentino e sulla destra la statua del Compatrono Beato Mainardo, Vescovo di Urbino.

Il raffinato interno, opera del Valadier, è un bell'esempio di stile neoclassico: a croce latina, con tre bianche navate coperte da volta a botte, è coronato, all'incrocio del transetto, da una maestosa cupola cassettonata.

Tra le opere d'arte si segnalano nella navata destra la Traslazione della Santa Casa di Loreto di Claudio Ridolfi (XVII secolo), il Martirio di San Sebastiano (1558) e la Santa Cecilia (1556-1561), entrambi opere di Federico Barocci; nella navata sinistra l’imperatore Eraclio porta la Croce di Palma il Giovane (1548-1628); l’Annunciazione di Raffaello Motta da Reggio (notizie dal 1550 al 1578). Nella Cappella della Concezione si trovano un’Assunta di Carlo Maratti (1707 circa) e la Natività della Vergine di Carlo Cignani (1709) e la bellissima Ultima Cena nella cappella del Sacramento 1590-1599), capolavoro indiscusso della maturità di Federico Barocci.

All'altare maggiore troneggia ll’Assunta con san Crescentino ed il beato Mainardo, opera di Cristoforo Unterberger (1794).

Nei pennacchi della cupola, i tondi con gli Evangelisti sono opere di artisti di scuola romana del XVIII secolo (tra cui Domenico Corvi e Giuseppe Cades). La pala dell'altar maggiore, che troneggia nell'abside, con la Madonna tra i santi protettori di Urbino, è di Cristoforo Unterperger.

Da segnalare anche le due statue in marmo di Raffaello Sanzio e del papa Clemente XI, realizzate rispettivamente da Carlo Finelli nel 1847 e da Francesco Moratti nel 1710.

L'organo è di Gaetano Callido del 1801 (op. 384), ampliato e trasformato a 2 tastiere da Luigi Giudici nel 1892; l'organo rimase sempre incerto nel funzionamento e ridotto in condizioni di totale abbandono, con somieri a vento irrecuperabili, costruiti in legno di pioppo completamente tarlati, cosicché nel 1980, dopo il parere favorevole della Soprintendenza, recuperando e inserendo tutto il materiale fonico del Callido e del Giudici, esso è stato completamente ricostruito e ampliato a trasmissione elettrica dal maestro organaro Alessandro Girotto.

L'edificio è attualmente chiuso al culto e alle visite a causa di lesioni alla controfacciata dovute al sisma del 30 ottobre 2016.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Negroni, Il Duomo di Urbino, Urbino 1993

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]