Duomo di Polistena

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Polistena.

Duomo di Polistena (RC)
Polistena - Chiesa Matrice S Marina Vergine02.jpg
StatoItalia Italia
RegioneCalabria Calabria
LocalitàPolistena
ReligioneCattolica
DiocesiDiocesi di Oppido Mamertina-Palmi
Stile architettonicoBarocco
Sito web[1]

Il duomo di Polistena[1][2] nota anche come "chiesa matrice" è la principale chiesa di Polistena ed è stata dedicata a santa Marina, patrona della città. L'attuale chiesa risale però al 1786 poiché la chiesa originale è stata distrutta nel terremoto del 1783.[3]. Un altro terremoto, quello del 1908, provocò danni così gravi all'intero edificio sacro che fu sul punto di venire abbattuto, ma poi fu invece recuperato con un massiccio restauro tra il 1930 e il 1932, e la restituzione al culto dei cittadini.[4].

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Facciata[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa presenta una facciata semplice ma imponente su disegni di Francesco Jerace con un alto campanile e nella parte superiore si conserva una scultura di santa Marina Vergine. L'interno è invece a tre navate, più altre due cappelle dedicate al Santissimo Sacramento e a san Rocco.

Abside[modifica | modifica wikitesto]

L'altare centrale è in marmi policromi, e al centro è posizionata la nicchia lignea (ebanista Francesco Formica) al cui interno è conservata la statua sempre lignea di santa Marina (opera di Vincenzo Zaffiro nel 1835). Sopra il coro ancora in legno, progettato dagli ebanisti polistenesi Giuseppe e Giovanni Silipo (1893), vi sono altre due raffigurazioni di santa Marina, con due tele laterali del pittore Diego Grillo che descrivono momenti della vita di Santa Marina[5]; infine al di sopra della nicchia, vi è una tela absidale del pittore polistenese Ugo Borgese che raffigura i quattro evangelisti con al centro Gesù (1962).

Transetto[modifica | modifica wikitesto]

L'opera più importante presente nella parte destra del transetto è senza dubbio la Pala Marmorea della Deposizione, bassorilievo cinquecentesco[6] proveniente dalle macerie dell'antica Chiesa Madre, e collocato nella attuale chiesa nel 1822.[7] La Pala,[8] secondo Francesco Jerace è opera di Giovanni Merliani da Nola, mentre per Fortunato Morani è di scuola michelangiolesca. Sopra la Pala Marmorea è collocato un quadro dell'Eucaristia del pittore Brunetto Aloi del 1840. Dalla parte sinistra del transetto invece vi è un altare in stucchi e una Madonna del Carmelo e al di sopra di esso una tela della Deposizione, donata dalla pittrice Perla Panetta nel 2014.

Cappella del Santissimo Sacramento[modifica | modifica wikitesto]

Posta oltre la parte destra del transetto, in tale cappella si conserva l'altare del Santissimo Sacramento, opera dello scultore Francesco Jerace (1893), che è sovrastato da una tela (metri 4 x 2) raffigurante l’Ultima cena anch'essa di Jerace e dipinta nel 1904[9].

Cappella di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

Essa è posizionata dalla parte opposta della precedente cappella, in fondo alla navata sinistra, ed è caratterizzata dalla presenza di una nicchia molto simile a quella dell'altare centrale, che contiene all'interno una pregevole statua sempre lignea di san Rocco, che alcuni studiosi attribuiscono a Fortunato Morani nato 1773 ad inizio '800[10][11]; ai lati della statua di san Rocco vi sono altre due statue, quella in cartapesta di san Biagio del Morani e quella di san Felice, mentre in altre due piccole nicchie laterali sono custodite rispettivamente la statua dell'Immacolata, e una reliquia di santa Marina, precisamente una costola, che si trova in un reliquiario d'argento e che viene portata in processione durante la festa insieme alla statua. Tale reliquia arrivò a Polìstena nel 1870 per intercessione del vescovo polistenese Domenico Maria Valensise.[12]

Navata centrale[modifica | modifica wikitesto]

Nella navata centrale si ammira in tutta la sua magnificenza il soffitto a cassettoni dorati, opera dei fratelli polistenesi Pasquale e Francesco Mancuso, con al centro la Resurrezione di Lazzaro, grandiosa tela realizzata agli inizi del 1900 da Carmelo Zimatore di Pizzo Calabro;[13]. Sempre nella navata centrale si trovano alcuni medaglioni in carboncino che raffigurano dei santi, eseguiti dal polistenese Giuseppe Grio, e il fonte battesimale recuperato dall'antica chiesa, con base marmorea del 1782 e con intaglio ligneo sulla parte superiore eseguito da scultori locali.

Navata sinistra[modifica | modifica wikitesto]

All'ingresso si nota un dipinto raffigurante il martirio di sant'Andrea, sempre opera dell'artista Zimatore[14]; da qui in poi è un susseguirsi di statue, tra cui quelle lignee di san Nicola e dell'Addolorata, opere eseguite la prima da Francesco Morani la seconda da Vincenzo Morani (fratelli) da un crocifisso con ai lati i busti lignei, scolpiti dall'artista napoletano Gennaro Franzese, di santa Chiara e di santa Veneranda, quest'ultima già appartenuta alla chiesetta di Santa Veneranda, anch'essa andata in rovina con il terremoto del 1783 [15]; e infine vi è l'altare di san Michele con annessa statua lignea[16].E per ultimo altare e Madonna del Carmine scolpita da Fortunato Morani nato nel 1773 ed altare in stucchi eseguito dal figlio Francesco intorno al 1831 a devozione della Signora Pavia.

Navata destra[modifica | modifica wikitesto]

Percorrendo la navata, si nota una pala d'altare raffigurante l'Immacolata con S. Marina ed altri santi (attribuita al Colloca)[17]; l'altare e la statua di santa Rita, la statua di Maria Ausiliatrice e infine quella del Sacro Cuore di Gesù (con annesso altare marmoreo del 1935)[18].

Approfondimenti[modifica | modifica wikitesto]

Sono inoltre presenti un confessionale che porta scolpita la data del 1783, dei preziosi paramenti sacri, un archivio parrocchiale con registri che datano a partire dal 1586, e le vetrate dell'artista polistenese Giuseppe Niglia[19].

Festività e ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

In agosto la parrocchia, e tutta la città, celebra la festa di santa Marina Vergine protettrice di Polistena. L'origine della festa è molto antica, ma viene celebrata con la "Teoria dei santi" (ovvero la "Processione delle 26 statue di Polistena")[20][21] dal periodo post terremoto del 1783, che provocò oltre 2000 vittime, distruggendo l'intera città. Quando Polistena si riprese da questa calamità ha avuto la necessità di ricorrere all'intercessione della santa patrona e di tutti i santi presenti nella cittadina, portandoli in gran festa per le vie del paese, questa usanza fu praticata sino 1960; solo quarant'anni dopo, era il 1998, la processione con la "Teoria dei Santi" fu ripristinata grazie alla volontà dell'arciprete don Giuseppe Demasi e da un comitato che sostiene questa importante tradizione.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Elenco parroci dal 1573[modifica | modifica wikitesto]

  • Sigismondo Mangeruga (1573-1586)
  • Giuseppe Ragonesi (1586-1609)
  • Giovan Francesco Marafioti (1609-1638)
  • Vincenzo Luccisano (1638-1647)
  • Giuseppe Palermo (1647-1659)
  • Giovan Matteo Romeo (1659-1661)
  • Giulio Cesare Marafioti (1661-1667)
  • Francesco Marafioti (1667-1682)
  • Scipione Contestabile Milano (1682-1688)
  • Francesco Giacomo Rovere (1688-1728)
  • Giuseppe Rovere (1728-1760)
  • Antonio Longo (1760-1761)
  • Francesco Francone (1761-1779)
  • Nicola Antonio Montiglia (1783-1818)
  • Rosario Prenestino (1819-1822)
  • Francesco Zerbi (1833-1868)
  • Domenico Lidonnici (1874-1889)
  • Francesco Grio (1889-1890)
  • Domenico Rodinò Toscano (1890-1926)
  • Luigi Guido (1926-1957)
  • Francesco Luzzi (1957-1971)
  • Rocco Jaria (1971-1972)
  • Giovanni Amendolia (1972-1984)
  • Giuseppe Demasi (1984-presente)[22]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Duomo di Polistena - MobItaly: Turismo in Calabria
  2. ^ Parrocchia Santa Marina Vergine - Duomo di Polistena
  3. ^ Polistena News: Cose da vedere
  4. ^ Vincenzo Fusco, "Dolce paese...", 1991, Editrice Jone
  5. ^ Giovanni Russo, "Polistena nelle immagini di ieri", 1985, Edizioni Priulla, Palerno
  6. ^ Domenico Valensise Monografia di Polistena, pag.141-142-143-144
  7. ^ Piazza Scala la pala marmorea di Polistena
  8. ^ Foto della pala marmorea della Deposizione
  9. ^ Comune di Polistena (sito ufficiale)
  10. ^ Vincenzo Fusco, "Dolce paese...", 1991, Editrice Jone
  11. ^ Giovanni Russo, "Polistena, storia, arte e cultura, Laruffa Editore, 2003, pag.10
  12. ^ Vincenzo Fusco, "Dolce paese...", 1991, Editrice Jone
  13. ^ Carmelo Zimatore | ILISSO
  14. ^ http://www.santamarinapolistena.it/ChiesadiSantaMarinaV/tabid/58/Default.aspx
  15. ^ Chiesa di Santa Marina Vergine
  16. ^ Alessandra Anselmi, "Collezionismo e politica culturale nella Calabria vicereale borbonica e postunitaria", pag. 235
  17. ^ Giovanni Russo, "Polistena, storia, arte e cultura", Laruffa Editore, 2003, pag.10
  18. ^ Giovanni Russo, Polistena, La festa del Sacro Cuore di Gesù e l'istituzione della guardia d'onore nel 1897, Dicembre 2014
  19. ^ Ferdinando Sergio, "Polistena ieri e oggi", F.lli Gigliotti Editore, 2001
  20. ^ La processione dei 26 santi di Polistena
  21. ^ Processione unica in Italia con 26 statue
  22. ^ Vincenzo Fusco, "Polistena Storia sociale e politica, 1221-1979", Edizioni Parallelo 38, Reggio Calabria, 1981, pag.525

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]