Due lettere anonime

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Due lettere anonime
Due lettere anonime3.jpg
Andrea Checchi e Giovanna Scotto
Paese di produzione Italia
Anno 1945
Durata 82 min
Dati tecnici B/N
rapporto: 1,37 : 1
Genere drammatico, guerra
Regia Mario Camerini
Soggetto Ivo Perilli
Sceneggiatura Mario Camerini, Carlo Musso, Vittorio Nino Novarese, Ivo Perilli, Turi Vasile
Produttore Carlo Ponti
Casa di produzione Lux-Ninfa
Distribuzione (Italia) Lux Film
Fotografia Massimo Terzano
Montaggio Baccio Bandini
Musiche Alessandro Cicognini
Scenografia Gastone Medin
Trucco Gustavo Hrdlicka
Interpreti e personaggi

Due lettere anonime è un film del 1945 diretto da Mario Camerini.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Bruno torna a casa in licenza dal fronte russo e scopre, dopo aver ricevuto una lettera anonima, che Gina, la ragazza che voleva sposare, si è messa con Tullio, il quale gestisce una tipografia in collaborazione coi tedeschi.

Dopo il proclama Badoglio dell'8 settembre 1943, Gina inizia a collaborare con la Resistenza italiana contro l'occupazione nazista. Lo stesso fa Bruno, che viene assunto nella tipografia dietro indicazione del vecchio proprietario, che ora guida un gruppo di partigiani. Ma Tullio, che si sente estraneo alle questioni politiche, non esiterà a tradire la fiducia dei vecchi amici.

La seconda lettera anonima è quella inviata al covo dei partigiani, dopo la cattura di Bruno, per chiedere un riscatto. Gina capisce che questa lettera, come la prima, è opera di Tullio, quindi va a chiedergli spiegazioni ed infine gli spara. Finita la guerra, Gina è ancora in prigione, ma Bruno le dice che, se c'è giustizia, potrà uscire presto.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato girato negli stabilimenti della Scalera, con l'organizzazione generale di Franco Piperno e la registrazione sonora R.C.A. Photophone curata dal tecnico del suono Tullo Parmegiani. Negativi di Felice Boschi, arredamenti di Gino Brosio e costruzioni di Italo Tancredi. La produzione è stata diretta da Ferruccio De Martino.

Ivo Perilli, oltre a firmare il soggetto, ha collaborato alla sceneggiatura ed ha svolto il ruolo di aiuto regista. Alla sceneggiatura ha collaborato anche lo stesso regista Mario Camerini.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il Morandini commenta: «Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-Roma città aperta in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira».

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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