Ducato di Turingia

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Ducato (Langraviato) di Turingia
Ducato (Langraviato) di Turingia - Stemma
Dati amministrativi
Nome ufficialeHerzogtum (Landgrafschaft) Thüringen
CapitaleNon specificata
Dipendente daFrancia orientale
poi parte del Sacro Romano Impero
Politica
Forma di governoMonarchia
Nascita632 con Radulfo di Turingia
CausaIstituzione del ducato
Fine1440 con Federico IV di Turingia
CausaCessione alla Sassonia
Territorio e popolazione
Religione e società
Religioni preminentiCristianesimo
Religione di StatoCattolicesimo
Religioni minoritarieEbraismo
Evoluzione storica
Preceduto daTerritorio dei Turingi
Succeduto daCOA family de Landgrafen von Hessen.svgLangraviato d'Assia
Coat of arms of Saxony.svgElettorato di Sassonia

Il Ducato di Turingia fu una marca di frontiera del regno merovingio dell'Austrasia, fondato nel 632 da re Dagoberto I dopo che le sue truppe ebbero sconfitto quelle della confederazione slava di Samo nella Battaglia di Wogastisburg. Venne ricreato nell'Impero carolingio ed i suoi duchi vennero nominati dai re di Germania sino a quando venne assorbito dai duchi sassoni nel 908. Dal 1111/12 circa il territorio venne governato dai Langravi di Turingia come principi del Sacro Romano Impero.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Regno franco nel 486 circa, con il reame di Turingia ad est

L'ex regno dei Turingi sorse all'epoca delle invasioni barbariche seguite al declino dell'Impero unno nell'Europa centrale a metà del V secolo, culminato nella loro sconfitta nel 454 nella Battaglia del fiume Nedao. Con Basino abbiamo il primo re di Turingia documentato attorno al 500 circa, che governò su uno stato che si estendeva dal fiume Meno a sud. Suo figlio e successore, Ermanfrido, sposò Amalaberga, nipote del re degli ostrogoti Teodorico il Grande, allora capo delle incursioni nei territori dei franchi merovingi ad ovest. Ad ogni modo, quando re Teodorico morì nel 526, essi presero l'occasione per invadere le terre della Turingia ed infine riportarono una vittoria nella battaglia del fiume Unstrut del 531. Re Teuderico di Reims riuscì ad intrappolare Ermanfrido a Zülpich (Tolbiacum) dove l'ultimo re di Turingia venne ucciso. Sua nipote la principessa Radegonda venne rapita da re Clotario I e morì in esilio nel 586.

Il regno di Turingia venne diviso: il territorio a nord del monte Harz passò alle tribù sassoni, mentre i franchi si spostarono nella parte meridionale del fiume Meno. Le parti ad est del fiume Saale andarono sotto il controllo franco e vennero prese dagli Slavi polabiani.

Ducato merovingio[modifica | modifica wikitesto]

Il regno franco con la marca di Turingia

Il primo duca (dux) documentato della Turingia fu un nobiluomo locale chiamato Radulfo, installato da re Dagoberto nel 632. Radulfo fu in grado di rendere sicuro il confine franco sul fiume Saale dalle incursioni save. Ad ogni modo, secondo la Cronaca di Fredegar, nel 641/2 le sue vittorie "gli diedero alla testa" ed egli si alleò con Samo e si ribellò al successore di Dagoberto, re Sigeberto III, al punto da autoproclamarsi re (rex) di Turingia.[1][2] Una spedizione punitiva guidata dal Maggiordomo di Palazzo franco Grimoaldo fallì e Radulfo fu in grado di mantenere posizioni semi-autonome. Il suo successore nella dinastia ducale, Hedan, supportò l'attività missionaria nel ducato, ma perse il controllo della Turingia dopo l'ascesa dei Pipinidi all'inizio dell'VIII secolo. Un conflitto con Carlo Martello attorno al 717–19 pose fine alla sua autonomia.[3]

Nell'849, la parte orientale della turingia venne organizzata come limes Sorabicus, o marca sorbiana e posta sotto il diretto controllo di un duca denominato Taculfo. Negli Annali di Fulda il suo titolo viene indicato come dux Sorabici limitis, "duca della frontiera Sorbiana", ma lui ed i suoi successori divennero comunemente noti come duces Thuringorum, "duchi dei Turingi", dal momento che avevano potere su quello che un tempo era l'antico ducato.[4] Dopo la morte di Taculfo nel 873, i Sorbi insorsero con una rivolta ed egli venne succeduto da suo figlio Radulfo II. Nell'880, re Ludovico rimpiazzò Radulfo con Poppone, suo uomo di fiducia. Poppone istigò una guerra con la Sassonia nell'882 e nell'883 con suo fratello Egino combatté una guerra civile per il controllo della Turingia dalla quale quest'ultimo uscì vittorioso.[5] Egino morì nell'886 e Poppone riprese il controllo. Nell'892, re Arnolfo rimpiazzò Poppone con Corrado. Questo fu un atto di benevolenza del re verso la casata di Corrado, i Corradini appunto, che ben presto entrarono in lotta coi Babenberg di Poppone. Il governo di Corrado ad ogni modo fu piuttosto breve principalmente per la mancanza di un supporto locale.[6] Venne rimpiazzato da Burcardo, il cui titolo nel 903 era marchio Thuringionum, "margravio dei Turingi". Burcardo dovette difendere la Turingia dalle incursioni dei Magiari e venne ucciso in battaglia il 3 agosto 908.[7][8] Fu questi l'ultimo duca registrato di Turingia. Il ducato era il più piccolo dei cosiddetti "giovani ducati originari", e venne assorbito dalla Sassonia alla morte di Burcardo,[9] quando i figli di Burcardo vennero alla fine espulsi dal duca Enrico l'Uccellatore nel 913. I Turingi rimasero un popolo distinto, e nel medioevo la loro terra venne organizzata sulla base di un langraviato.[10]

Langraviato[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Wartburg
Il langraviato di Turingia circondato dal Sacro Romano Impero nel XIII secolo.

Con l'emergere del Regno di Germania dalla Francia orientale nel X secolo, il ducato originario di Turingia già non esisteva più. Gran parte della Turingia venne controllata dai conti di Weimar e dai margravi di Meissen. Secondo il cronista medievale Tietmaro di Merseburg, il magravio Eccardo I (m. 1002) venne nominato duca dei Turingi. Dopo il suo assassinio nel 1002, il conte Guglielmo II di Weimar si fece portavoce dei Turingi presso Enrico II di Germania. Nel 1111/12 il conte Ermanno I di Winzenburg venne nominato langravio di Turingia ed è la prima menzione di una successione dalla Sassonia, il quale ad ogni modo si schierò col papato nella lotta per le investiture.

Nel frattempo, l'aristocratico francone Ludovico il Saltatore (1042–1123) pose le basi per l'erezione del castello di Wartburg, che divenne residenza dei suoi disendenti che, a partire da suo figlio Luigi I prestarono servizio come langravi di Turingia. Luigi I aveva sposato la contessa francona Edvige di Gudensberg ed era divenuto anche erede dei suoi possedimenti in Turingia ed in Assia. Strenuo alleato di re Lotario II di Germania contro gli Hohenstaufen, venne nominato langravio di Turingia nel 1131. La dinastia mantenne il langraviato attraverso fiere lotte contro gli Hohenstaufen ed i Guelfi, cambiando fazione a seconda delle circostanze.

Oltre a Wartburg, i langravi Ludovingiani avevano eretto altre residenze come il Castello di Neuenburg presso Friburgo ed il Castello di Marburg in Assia. Nell' "Età d'oro" degli Hohenstaufen, la Turingia divenne un centro della cultura lingua alto-tedesca media, sintetizzata dal leggendario Sängerkrieg di Wartburg, o dal ministero di Sant'Elisabetta d'Ungheria, figlia di re Andrea II d'Ungheria. Quando il langravio Ludovico IV la sposò nel 1221, la dinastia Ludovingiana divenne nota tra le più importanti del Sacro Romano Impero. Sotto il governo dei langravi privilegi comunali vennero conferiti a Mühlhausen e Nordhausen che divennero Libere città imperiali, mentre la città più grande, Erfurt, rimase possedimento dell'principi-arcivescovi di Magonza. I langravi mantennero stretti legami con l'Ordine Teutonico, consentendo loro di aprire diverse commende ad est della Saale, come ad Altenburg ed a Schleiz, con sede amministrativa del baliaggio turingio a Zwätzen presso Jena.

Stemma dei langraviati d'Assia e Turingia, Codex Ingeram, c. 1459

L'ultimo langravio di Turingia Enrico Raspe raggiunse la nomina come governatore per conto dell'imperatore Federico II nel 1242. Ad ogni modo, quando Federico venne dichiarato deposto da papa Innocenzo IV nel 1246, egli si assicurò il sostegno degli arcivescovi Sigifredo III di Magonza e Corrado di Colonia e si fece eleggere egli stesso anti-re di Germania. Soprannominato ironicamente rex clericorum il suo governo rimase in disputa, pur essendo stato in grado di battere le truppe del figlio di Federico, Corrado IV l'anno successivo. La sua eredità venne contesa sia dalla casata dei Wettin col margravio Enrico III di Meissen, figlio di Giuditta di Turingia, che dalla duchessa Sofia di Brabante, figlia dell'ultimo langravio Ludovico IV - conflitto che portò alla Guerra di Successione turingia.

Come risultato, Enrico di Meissen ottenne il grosso della Turingia nel 1264, mentre i possedimenti assiani dei langravi andarono a costituire il Langraviato d'Assia sotto il governo del figlio di Sofia, Enrico I. I magravi di Meissen della dinastia dei Wettin mantennero il titolo langraviale. Alla morte del margravio Federico III di Meissen i suoi fratelli si divisero la sua eredità nel 1382 con la Divisione di Chemnitz, dove la Turingia pasò a Baldassarre. Alla morte del langravio Federico IV nel 1440, la Turingia passò a suo nipote l'elettore Federico II di Sassonia, eredità in conflitto con suo fratello Guglielmo III che portò nel 1445 alla Divisione di Altenburg ed alla Guerra fratricida sassone sulle terre dei Wettin. Le terre della Turingia passarono a Guglielmo III, e quando questi morì senza eredi nel 1482, l'elettore Ernesto ereditò il langraviato, unendo quindi tutte le terre dei Wettin sotto il suo controllo. Dopo il Trattato di Lipsia del 1485, la Turingia venne suddivisa nei Ducati ernestini e nei ducati albertini di Sassonia.

Governanti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sovrani di Turingia.

Duchi[modifica | modifica wikitesto]

"Vecchio" ducato originario
"Nuovo" ducato originario

Langravi di Turingia (1111-1440)[modifica | modifica wikitesto]

Winzenburgi[modifica | modifica wikitesto]

  • 1111/1112-1122 Ermanno I di Radelberg-Winzenburg (m. 1122)
  • 1122-1130 Ermanno II di Winzenburg (m. 1152)

Ludovingi[modifica | modifica wikitesto]

Wettin[modifica | modifica wikitesto]

Sotto il Sacro Romano Impero[modifica | modifica wikitesto]

Wettin[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Timothy Reuter, Germany in the Early Middle Ages, 800–1056, New York, Longman, 1991, p. 55, ISBN 0-582-08156-4.
  2. ^ Florin Curta, The Making of the Slavs: History and Archaeology of the Lower Danube Region, ca. 500–700, Cambridge, Cambridge University Press, 2001, pp. 61, 109, ISBN 0-521-80202-4.
  3. ^ Ian Wood, Before or After Mission: Social Relations across the Middle and Lower Rhine in the Seventh and Eighth Centuries, in Inge Lyse Hansen e Chris Wickham (a cura di), The Long Eighth Century: Production, Distribution and Demand, Leiden, Brill, 2000, pp. 149–166, ISBN 90-04-11723-7.
  4. ^ Timothy Reuter (a cura di), The Annals of Fulda, Manchester Medieval Series, Ninth-Century Histories, vol. II, Manchester, Manchester University Press, 1992, ISBN 0-7190-3457-4.
  5. ^ Reuter, Annali di Fulda, s. a. 882 e 883.
  6. ^ Reuter, Germany in the Early Middle Ages, 123.
  7. ^ Reuter, Germany in the Early Middle Ages, 129.
  8. ^ Antonio Santosuosso, Barbarians, Marauders, and Infidels: The Ways of Medieval Warfare, New York, MJF Books, 2004, pp. 148, ISBN 0-8133-9153-9.
  9. ^ Otis C. Mitchell, Two German Crowns: Monarchy and Empire in Medieval Germany, Bristol, IN, Wyndham Hall Press, 1985, pp. 90, ISBN 0-932269-66-4.
  10. ^ Reuter, Germany in the Early Middle Ages, 133.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gerd Tellenbach. Königtum und Stämme in der Werdezeit des Deutschen Reiches. Quellen und Studien zur Verfassungsgeschichte des Deutschen Reiches in Mittelalter und Neuzeit, vol. 7, pt. 4. Weimar, 1939.