Dripetide

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I matrimoni di Susa del 324 a.C., in un'incisione del XIX secolo. La coppia Efestione-Dripetide è rappresentata immediatamente a sinistra di quella principale (Alessandro-Statira)

Dripetide (in greco antico: Δρυπῆτις, Drypêtis; ... – Susa, 323 a.C.) è stata una principessa della dinastia achemenide in Persia, data in sposa al chiliarca Efestione dopo la conquista macedone dell'impero.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dripetide nacque tra il 350 e il 345 a.C., figlia di Statira I e Dario III di Persia. Quando il padre iniziò una campagna militare contro l'esercito invasore guidato da Alessandro Magno, fu accompagnato da Dripetide, insieme alla madre, alla sorella Statira e alla nonna Sisigambi.[1] A seguito della sconfitta di Isso del 333 a.C., Dario si diede alla fuga, lasciando la sua famiglia alla mercé alle truppe macedoni. Alessandro incontrò personalmente le donne abbandonate da Dario, promettendo anche di provvedere alle doti delle due ragazze.[1]

Sebbene Dario avesse provato ripetutamente a riscattare la sua famiglia, Alessandro la portò con sé fino al 331 a.C., lasciandola poi a Susa, al momento della partenza per l'India, con l'obiettivo di far imparare alle nobildonne il greco.[1]

Dripetide sposò, nel corso dei matrimoni di Susa della primavera del 324 a.C., Efestione, intimo amico, generale e braccio destro ("chiliarca") di Alessandro. Solo quattro mesi più tardi, però, Efestione morì lasciando Dripetide precocemente vedova.[1][2] Curzio Rufo ce la dipinge ancora piangente quando, dopo altri otto mesi, anche il Gran re seguì l'amico nella tomba.[3]

Molti storici accettano la versione di Plutarco secondo cui Dripetide fu assassinata nel 323 a.C., insieme alla sorella Statira, dalla prima moglie di Alessandro, Rossane, desiderosa di sbarazzarsi di tutte le possibili rivali nella successione.[1][4] Secondo la storica Elizabeth Donnelly Carney, invece, Dripetide, che non rappresentava un vero pericolo per Rossane in quanto non legata direttamente ad Alessandro, fu solamente oggetto di minacce da parte di quest'ultima,[4] e, in effetti, ad essere uccisa fu probabilmente Parisatide II (figlia e sorella dei precedenti imperatori persiani Artaserse III e IV), la quale pure è possibile fosse andata sposa ad Alessandro.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Heckel (2006), p. 116.
  2. ^ a b Carney (2000), p. 110.
  3. ^ Historiae Alexandri Magni Macedonis 10.15.20 (testo latino originale accessibile gratuitamente on-line in The Latin Library Curtius Rufus)
  4. ^ a b Carney (2000), p. 111.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Elizabeth Donnelly Carney, Women and Monarchy in Macedonia, Norman, University of Oklahoma Press, 2000, ISBN 0-8061-3212-4.
  • Waldemar Heckel, Who's who in the age of Alexander the Great: A prosopography of Alexander's empire, Malden, MA, Blackwell Publishing, 2006, ISBN 1-4051-1210-7.