Dracula (film 1931)

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Dracula
Bela lugosi dracula.jpg
Primo piano di Bela Lugosi nelle vesti di Dracula
Lingua originaleinglese, ungherese, latino
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1931
Durata85 min (vers. originale)
75 min (vers. 1936)
Dati tecniciB/N
rapporto: 1,37:1
Generefantastico, orrore
RegiaTod Browning
SoggettoBram Stoker (romanzo), Hamilton Deane, John L. Balderston (spett. teatrale)
SceneggiaturaGarrett Fort
ProduttoreTod Browning, Carl Laemmle Jr.
Casa di produzioneUniversal Pictures
Distribuzione in italianoRai
FotografiaKarl Freund
MontaggioMaurice Pivar
MusichePhilip Glass
ScenografiaCharles D. Hall
CostumiEd Ware, Vera West
TruccoJack Pierce
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Primo ridoppiaggio (1993)

Secondo ridoppiaggio (2003)

Dracula è un film del 1931 diretto da Tod Browning. Adattamento dell'omonimo spettacolo teatrale di Broadway del 1927, è una delle più note trasposizioni cinematografiche dell'omonimo romanzo di Bram Stoker del 1897. Il film è interpretato da Bela Lugosi ed Edward Van Sloan, che avevano già recitato nelle rispettive parti di Dracula e Van Helsing nello spettacolo teatrale, nei ruoli che li resero famosi. Nel 1931 è stato il sesto film più popolare al box office statunitense.[1]

Nel 2000 il film è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Renfield, un agente immobiliare, viene mandato in Transilvania per definire e concludere l'acquisto dell'abbazia di Carfax da parte di un certo conte Dracula. Questi, grazie ai suoi poteri mentali, soggioga Renfield e lo costringe a servirlo, portandolo alla pazzia.

Arrivati a Londra, Renfield viene rinchiuso in manicomio, mentre il conte transilvano fa la conoscenza dei suoi futuri vicini di casa, la cui figlia Mina, sta per andare in sposa a un collega di Renfield, Jonathan Harker. Dracula riesce a sedurre Mina e la sua amica d'infanzia Lucy, ma Harker, grazie all'aiuto dell'eminente professor Abraham Van Helsing, riesce a sconfiggere il conte, piantandogli un paletto nel cuore.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo di Bram Stoker era stato già trasposto al cinema nel 1922 con il film Nosferatu il vampiro del regista F. W. Murnau, ma senza aver ottenuto in via ufficiale i diritti. La vedova di Stoker fece causa alla produzione, il giudice decise in suo favore, e fu ordinato di distruggere tutte le copie esistenti del film di Murnau.[3]

In aggiunta, la storia di Dracula era già rappresentata da molti anni nei teatri di Broadway a New York, quando il giovane produttore Carl Laemmle Jr. stanziò un grosso budget per un film altrettanto ambizioso: trasporre l'adattamento teatrale del romanzo stokeriano in un film dove la parte del conte transilvano sarebbe stata recitata dall'istrionico Lon Chaney, "l'uomo dai mille volti". Chaney però morì pochi mesi dopo di cancro alla gola, avendo appena potuto dare sfoggio della sua voce bella e versatile.

La scelta cadde sull'attore ungherese Bela Lugosi che, con il suo accento mitteleuropeo (le battute erano recitate conoscendone a memoria il suono), calcava già da tempo le platee interpretando proprio il personaggio di Dracula. Il ruolo del professore ammazzavampiri venne affidato a Edward Van Sloan che, così come Lugosi, interpretava già un ruolo nell'adattamento teatrale di Dracula, quello del professor Abraham Van Helsing.

Secondo quanto riportato da David Manners, interprete nel film di John Harker, la produzione fu abbastanza problematica e disorganizzata,[4] con l'abitualmente meticoloso Tod Browning che lasciò la regia al direttore della fotografia Karl Freund in molte scene, rendendolo di fatto una sorta di regista non accreditato del film.

Versione in lingua spagnola[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Drácula (film).

In contemporanea alla produzione di questo film in lingua inglese ne venne girata anche una versione in spagnolo. Mentre di giorno si girava la versione in inglese, durante la notte, utilizzando gli stessi set, ne veniva girata una seconda versione con un differente cast e sotto la direzione di un altro regista, George Melford. La versione in castigliano e ungherese del film utilizza tecniche di ripresa più sofisticate e pionieristiche rispetto alla versione in lingua inglese, quali le carrellate e i posizionamenti della macchina da presa, anche se la recitazione è meno raffinata.[5] A lungo ritenuta perduta, una copia del Dracula spagnolo venne ritrovata negli anni settanta e restaurata.[6][7] Questa versione è stata inclusa come extra nella "Classic Monster Collection" in DVD del 1999, nella "Legacy Collection" in DVD del 2004, nella "75th Anniversary Edition DVD" del 2006, e nel cofanetto "Universal Monsters: The Essential Collection" in Blu-ray del 2012.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola è totalmente priva di musica, tranne che nei titoli di apertura (dove viene usata la musica per il balletto Il lago dei cigni - Lebedinoe ozero - di Tchaikovsky). Nel 1999 Philip Glass fu scelto per comporre delle musiche per accompagnare il film (in diverse edizioni in DVD è presente anche l'opzione per selezionare tali musiche).

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Quando il film debuttò al Roxy Theatre di New York il 12 febbraio 1931 (e due giorni dopo nel resto degli Stati Uniti), i giornali dell'epoca riportarono la notizia che alcuni spettatori si erano sentiti male a causa delle immagini orrorifiche mostrate sullo schermo. Questa pubblicità, orchestrata dallo studio cinematografico, accrebbe la curiosità del pubblico nei confronti della pellicola, che quindi affollò i cinema. Dracula si rivelò un grosso successo al botteghino con un profitto di oltre 700,000 dollari, il maggior incasso del 1931 per la Universal.[8]

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Il film arrivò in Italia direttamente in televisione, venendo trasmesso su Rai 2 il 20 aprile 1986 col titolo Dracula primo[9]; il doppiaggio fu diretto da Edmo Fenoglio su dialoghi di Deborah Jacquier. Nel 1993 fu ridoppiato per la distribuzione in VHS dalla E.C.T. per conto della Prima Immagine; questo doppiaggio fu realizzato senza avere a disposizione la colonna internazionale, così che musica e suoni vennero sostituiti quasi completamente (fanno eccezione i titoli di testa e di coda). Nel 2004 il film fu distribuito in DVD con un nuovo ridoppiaggio diretto da Renato Cecchetto.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il film venne generalmente ben accolto dalla critica cinematografica. Mordaunt Hall del The New York Times lo definì "il migliore dei molti film del mistero", descrivendo la regia di Browning "evocativa" e l'interpretazione di Helen Chandler "eccellente".[10] Variety elogiò la pellicola per la sua "ambientazione straordinariamente efficace satura di atmosfera raccapricciante" e scrisse: "Viene difficile pensare che chiunque possa solo eguagliare l'interpretazione del vampiro da parte di Bela Lugosi, e l'efficacia del suo accento mitteleuropeo che si adatta così bene al personaggio".[11] Film Daily descrisse il film "un buon melodramma" e lodò anche la prova d'attore di Lugosi, definendola "splendida" e rimarcando il fatto di come egli avesse creato "uno dei più singolari e potenti ruoli cinematografici di sempre".[12] Time definì Dracula "un melodramma eccitante, non buono come avrebbe potuto essere, ma una spanna sopra ogni altro film del mistero".[13] John Mosher del The New Yorker scrisse invece una recensione negativa del film, notando "che l'intera faccenda dei vampiri era trattata in maniera piuttosto piatta e scialba".[14] Il Chicago Tribune scrisse che il film non era così spaventoso come veniva descritto o come la versione teatrale, definendolo "troppo ovvio e scontato" e "troppo evidenti i tentativi di spaventare", ma concluse scrivendo che Dracula era "un thriller abbastanza soddisfacente".[15]

Paolo Mereghetti nel suo Il Mereghetti. Dizionario dei film assegna alla pellicola due stelle definendola importante soprattutto per avere "rilanciato la moda del fantastico e dell'orrore che avrebbe trovato grande seguito in altri film della Universal".[16]

Rudy Salvagnini nel suo Dizionario dei film horror dà tre stellette al film definendo l'opera "piuttosto statica e verbosa, ma che pur tradendo l'origine teatrale e il fatto di essere sta realizzata agli albori del sonoro", è diventata un classico. In conclusione, Salvagnini loda l'interpretazione di Bela Lugosi e di Dwight Frye nel ruolo di Renfield.[17]

Censura[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu inizialmente distribuito con una durata complessiva di 85 minuti; quando venne ridistribuito nel 1936, le maglie della censura si erano fatte più strette. Per questa ragione, due scene furono tagliate. Il taglio più significativo fu un epilogo dove Edward Van Sloan ammoniva gli spettatori che, nonostante avessero assistito a un'opera di finzione, i vampiri esistevano veramente![3][18] L'epilogo venne eliminato per paura che potesse incoraggiare la gente a credere nel soprannaturale. La scena viene brevemente mostrata nel documentario Road to Dracula, ma non è stata restaurata e reinserita nelle moderne edizioni del film.[3] Il secondo taglio riguarda le urla fuori inquadratura di Dracula alla fine del film quando Van Helsing gli pianta un paletto nel cuore, e le grida di Renfield quando viene ucciso da Dracula; entrambi gli effetti sonori sono stati successivamente reintegrati nelle versioni del film per il mercato home video in VHS, Laserdisc e DVD (tranne che nell'edizione "Legacy Collection" del 2004[19]).

Eredità e lascito culturale[modifica | modifica wikitesto]

Dwight Frye è Renfield

Attualmente, Dracula è ampiamente considerato un classico della sua epoca e del suo genere. Nel 2000, il film è stato scelto per l'inserimento nel National Film Registry dalla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti quale opera "culturalmente, storicamente, o esteticamente significativa". Il canale via cavo statunitense Bravo ha inserito Dracula al 79º posto nella classifica The 100 Scariest Movie Moments.[20]

Da molti critici ed appassionati di Cinema, l'interpretazione di Bela Lugosi del personaggio è considerata essere l'interpretazione "definitiva" di Dracula. A causa della sua magnetica performance, Dracula divenne il ruolo caratteristico di Bela Lugosi, e rese il "suo" Dracula un'icona culturale, e l'attore stesso una leggenda del ciclo horror della Universal Pictures.

Tuttavia, il ruolo di Dracula si sarebbe rivelato per Lugosi sia una benedizione sia una maledizione. Nonostante il suo trascorso di interprete teatrale di successo in vari ruoli, dal momento che Lugosi indossò il mantello del vampiro, nonostante i suoi tentativi contrari, rimase per sempre "imprigionato" nel ruolo del conte Dracula.[21]

Inoltre, il film è stato inserito dall'American Film Institute nelle seguenti liste:

Collezionismo[modifica | modifica wikitesto]

I manifesti cinematografici originali del 1931 sono molto rari e vengono considerati veri e propri pezzi da collezione dall'alto valore di mercato, con quotazioni che superano i 100,000 dollari. Nel 2009, un poster originale di Dracula appartenuto all'attore Nicolas Cage è stato battuto all'asta per 310,700 dollari.[25]

Dracula one sheet movie posters.jpeg

Iconografia[modifica | modifica wikitesto]

Un graffito di strada raffigurante Bela Lugosi come Dracula

Questo film, e il dramma teatrale degli anni venti di Deane & Balderston, contribuirono in maniera massiccia all'iconografia di Dracula nell'immaginario popolare, sebbene differisca molto dal romanzo di Stoker. Nel libro e nel film muto Nosferatu il vampiro (1922), l'aspetto di Dracula è quello di un essere repellente; Lugosi invece interpreta il Conte come un elegante uomo maturo di bell'aspetto, affascinante e aristocratico.[3] La battuta del film diventata un classico, dove Dracula dice: «I never drink ... wine» ("non bevo mai ... vino"), è una trovata originale del film e non compare nel romanzo di Stoker.[3]

Sequel[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1936, cinque anni dopo l'uscita del film originale, la Universal distribuì La figlia di Dracula, un diretto sequel di Dracula che inizia immediatamente dopo la fine del film precedente. Un terzo capitolo, Il figlio di Dracula con Lon Chaney Jr., seguì nel 1943. Il Conte tornerà in vita in altre tre pellicole della Universal di metà anni quaranta: Al di là del mistero (1944), La casa degli orrori (1945) e nella commedia Il cervello di Frankenstein (1948). La Universal scritturò Lugosi nella parte di Dracula solo nel sopracitato film comico di Gianni e Pinotto,[26] dando invece il ruolo a John Carradine negli altri due film, sebbene Carradine non avesse lo stesso carisma dell'attore ungherese. Lugosi interpretò un vampiro in altri tre film durante la sua carriera,[27] e questo contribuì all'errata percezione da parte del pubblico che lui abbia interpretato Dracula al cinema in molti altri film.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Carla Laemmle in Dracula (1931)
  • Carla Laemmle, nipote del produttore Carl Laemmle e cugina di Carl Laemmle Jr., partecipò al film in un ruolo non accreditato. È la ragazza con gli occhiali all'inizio del film che legge sulla carrozza che sta portando Renfield a Borgo Passo. Nel 2014, a 104 anni d'età, la Laemmle era l'unica persona ancora in vita ad aver preso parte alla pellicola.
  • I peasani all'inizio del film pregano in lingua ungherese, e i cartelli nel villaggio sono scritti anch'essi in ungherese. Ciò perché quando Bram Stoker scrisse il romanzo originale, Borgo Passo era situato tra la Transilvania e l'attuale Ungheria. Questa zona del mondo era all'epoca parte del Regno di Ungheria e dell'Impero austro-ungarico. Attualmente l'area fa parte della Romania.[28]
  • Non accreditate, le attrici Geraldine Dvorak, Cornelia Thaw e Dorothy Tree interpretarono nel film le tre mogli vampire di Dracula.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dracula (1931) - Curiosità e citazioni, Silenzio in Sala. URL consultato l'8 giugno 2017.
  2. ^ (EN) Librarian of Congress Names 25 More Films to National Film Registry, Library of Congress, 27 dicembre 2000. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  3. ^ a b c d e Documentario The Road to Dracula (1999) e commento audio di David J. Skal, Dracula: The Legacy Collection (2004), Universal Home Entertainment, n. Catalogo 24455
  4. ^ Nel corso di un'intervista con lo scrittore David J. Skal, David Manners (Jonathan Harker) dichiarò di essere rimasto così negativamente impressionato dal caos produttivo, da non voler più rivedere il film in tutti i restanti 67 anni della sua vita. Fonte: commento audio del film nel 2-DVD set Dracula: The Legacy Collection, Universal Studios Home Entertainment (2004)
  5. ^ Speciali DVD The Legacy Collection
  6. ^ Tom Weaver, Michael Brunas e John Brunas, Universal Horrors: The Studio's Classic Films, 1931–1946, McFarland, 2007, p. 35, ISBN 0-7864-9150-7. URL consultato il 24 marzo 2013.
    «For decades it remained a lost film, scarcely eliciting minimal interest from the studio which produced it.».
  7. ^ Dracula (1930), dvdreview.com. URL consultato il 25 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 9 maggio 2013).
    «Universal's original negative had already fallen into nitrate decomposition by the time the negative was rediscovered in the 1970s.».
  8. ^ Mark A. Vieira, Hollywood Horror: From Gothic to Cosmic, New York, Harry N. Abrams, Inc., 2003, p. 35, ISBN 0-8109-4535-5.
  9. ^ Arrivano i magnifici dodici. Da Hollywood in tv gli inediti degli anni trenta, Stampa Sera, 18 aprile 1986
  10. ^ Mordaunt Hall, The Screen; Bram Stoker's Human Vampire, in The New York Times (New York), The New York Times Company, 13 febbraio 1931. URL consultato il 7 dicembre 2014.
  11. ^ Variety, 18 febbraio 1931, Dracula, New York, Variety, Inc., pag. 14.
  12. ^ Dracula, in Film Daily, New York, Wid's Films and Film Folk, Inc., 15 febbraio 1931, p. 11.
  13. ^ Eric D. Snider, What's the Big Deal? Dracula (1931), su Film.com, MTV Networks, 17 novembre 2009. URL consultato il 7 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2016).
  14. ^ John Mosher, The New Yorker, 21 febbraio 1931, The Current Cinema, New York, F-R Publishing Corporation, pag. 63.
  15. ^ Awed Stillness Greets Movie, about 'Dracula', in Chicago Tribune (Chicago), Tribune Publishing, 21 marzo 1931, p. 21.
  16. ^ Paolo Mereghetti, Il Mereghetti. Dizionario dei film (edizione 2002), Baldini & Castoldi, 2001, Milano, pag. 652, ISBN 88-8490-087-5.
  17. ^ Salvagnini, Rudy. Dizionario dei film horror, Corte del Fontero Editore, 2007, Venezia, pag. 226, ISBN 978-88-95124-02-5
  18. ^ Vieira, Hollywood Horror p. 29
  19. ^ Rewind @ www.dvdcompare.net – Dracula (1931), su dvdcompare.net.
  20. ^ Parhaat Netticasinot ja esittelyt – Tutustu ja lunasta suosituimmat casinobonukset!, su Parhaat Netticasinot ja esittelyt (archiviato dall'url originale il 4 novembre 2013).
  21. ^ (EN) William M. Kaffenberger Jr, Gary D. Rhodes e Ann Croft, Bela Lugosi in Person, Albany, GA, BearManor Media, 25 maggio 2015, ISBN 978-1-59393-805-5.
  22. ^ AFI's 100 Years...100 Thrills (PDF), American Film Institute. URL consultato il 20 agosto 2016.
  23. ^ AFI's 100 Years...100 Heroes & Villains (PDF), American Film Institute. URL consultato il 20 agosto 2016.
  24. ^ AFI's 100 Years...100 Movie Quotes (PDF), American Film Institute. URL consultato il 20 agosto 2016.
  25. ^ Andrew Pulver, The 10 most expensive film posters – in pictures, su the Guardian, 14 marzo 2012. URL consultato il 2 giugno 2016.
  26. ^ Michael G. Fitzgerald, Universal Pictures: A Panoramic History in Words, Pictures, and Filmographies, New Rochelle, New York, Arlington House Publishers, 1977, p. 60, ISBN 0-87000-366-6.
  27. ^ Mark of the Vampire (1935), The Return of the Vampire (1943) e Old Mother Riley Meets the Vampire (1952). Fonte: Fitzgerald, pag. 60
  28. ^ 41 Things We Learned del ‘Dracula’ Commentary, su filmschoolrejects.com, 9 ottobre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Gary D. Rhodes, Tod Browning's Dracula, 2015, Tomahawk Press, ISBN 0956683452
  • (EN) Clive Hirschhorn, The Universal Story, Octopus Books, Londra, 1983, ISBN 0-7064-1873-5
  • Andrea Ferrari, Il cinema dei mostri, Milano, Mondadori Electa, 2003, ISBN 88-435-9915-1.
  • Morando Morandini, Laura Morandini, Luisa Morandini, Il Morandini. Dizionario dei film, Bologna, Zanichelli, 2005, ISBN 88-08-11907-6.
  • Rudy Salvagnini, Dizionario dei film horror, Venezia, Corte del Fontero Editore, 2007, ISBN 978-88-95124-02-5.

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