Dracocephalum ruyschiana

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Melissa di Ruysch
Dracocephalum ruyschiana 2.jpg
Dracocephalum ruyschiana
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Tribù Mentheae
Genere Dracocephalum
Specie D. ruyschiana
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi I
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Sottofamiglia Nepetoideae
Tribù Mentheae
Sottotribù Nepetinae
Nomenclatura binomiale
Dracocephalum ruyschiana
L., 1753
Nomi comuni

Testa di drago di Ruysch

La melissa di Ruysch (nome scientifico Dracocephalum ruyschiana L., 1753) è una pianta perenne della famiglia delle Lamiaceae.[1]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome generico (Dracocephalum) deriva da due parole greche per "drago" e "testa" ( = testa di drago) e fa riferimento alla particolare forma della corolla di queste piante.[2][3] Il termine specifico (ruyschiana") è stato dato in ricordo del botanico e anatomo olandese Frederick Ruysch (1638–1731), professore di botanica ad Amsterdam.[4]

Il nome scientifico della specie è stato definito da Linneo (1707 – 1778), conosciuto anche come Carl von Linné, biologo e scrittore svedese considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione "Species Plantarum - 2: 595. 1753"[5] del 1753.[6]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Descrizione delle parti della pianta
Il portamento
Le foglie
Infiorescenza
I fiori

Queste piante arrivano ad una altezza di 10 - 30 cm. La forma biologica è camefita suffruticosa (Ch suffr), sono piante perenni e legnose alla base, con gemme svernanti poste ad un'altezza dal suolo tra i 2 ed i 30 cm (le porzioni erbacee seccano annualmente e rimangono in vita soltanto le parti legnose). In alcuni casi la forma biologica può essere considerata anche emicriptofita (piante erbacee, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve). Tutta la pianta di questa specie è più o meno glabra (o eventualmente minutamente pelosa).[3][7][8][9][10][11][12]

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono del tipo fascicolato.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

La parte aerea del fusto è legnosa, eretta con peli lanosi addensati soprattutto ai nodi. La sezione del fusto è tetragona (quadrangolare) a causa della presenza di fasci di collenchima posti nei quattro vertici.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie, sessili o subsessili, lungo il fusto sono disposte in modo opposto (in genere a 2 a 2) e ogni coppia successiva è disposta ad angolo retto rispetto la sottostante (disposizione decussata). La forma della lamina delle foglie è intera (semplice) con contorno lineare oppure lineare-lanceolato; la base è strettamente cuneata, l'apice è acuto. Sono scarsamente pelose sulle venature. Le stipole sono assenti. Dimensione delle foglie: larghezza 3 - 5 mm; 30 - 40 mm.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

Le infiorescenze sono formate da alcuni fiori (2 - 4) raccolti in più verticilli da 4 a 6 nodi sovrapposti formanti nell'insieme una infiorescenza cilindrica e compatta. Le brattee dell'infiorescenza sono simili alle foglie (ovato-ellittiche) ma più piccole (lunghe metà del calice) con apice auto e densamente cigliate sui bordi.

Fiore[modifica | modifica wikitesto]

I fiori sono ermafroditi, zigomorfi, tetrameri (4-ciclici), ossia con quattro verticilli (calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (5-meri: la corolla e il calice, ossia il perianzio, sono a 5 parti).

  • Formula fiorale. Per la famiglia di queste piante viene indicata la seguente formula fiorale:
X, K (5), [C (2+3), A 2+2] G (2), supero, 4 nucule[8][10]
  • Calice: il calice del fiore è del tipo gamosepalo e bilabiato (subzigomorfo), con forme campanulate e terminate con 5 denti acuti subuguali con struttura più o meno 3/2. La superficie del calice, pubescente, è percorsa da una decina (da 13 a 15) di nervature longitudinali. Lunghezza del tubo: 6 - 7 mm. Lunghezza dei denti: 3 - 4 mm. Quello superiore è largo 3 - 4 volte gli altri.
  • Corolla: la corolla, gamopetala, è a simmetria bilabiata (zigomorfa) con struttura 1/3 (oppure 2/3) terminante con 4 lobi patenti (i due petali superiori sono concresciuti). Il tubo è diritto con forme cilindrico-campanulate ed è ricoperto in parte dal calice. Il labbro superiore è patente-ricurvo (simile ad un cappuccio); il labbro inferiore ha tre lobi: uno grande centrale e due minori laterali. I lobi sono appena smarginati. La parte interna della corolla è priva dell'anello di peli. Il colore è azzurro-violetto. Lunghezza della corolla: 25 - 30 mm.
  • Androceo: gli stami sono quattro (manca il mediano, il quinto) didinami (una coppia è più lunga); sono tutti fertili e generalmente sono inclusi nel tubo corollino. I filamenti, adnati alla corolla, sono paralleli e ravvicinati al labbro superiore della corolla. Le antere, hanno forme più o meno arrotondate, mentre le teche sono due e divaricate (divergono di 180°). I granuli pollinici sono del tipo tricolpato o esacolpato.
  • Gineceo: l'ovario è supero (o anche semi-infero) formato da due carpelli saldati (ovario bicarpellare) ed è 4-loculare per la presenza di falsi setti divisori all'interno dei due carpelli. La placentazione è assile. Gli ovuli sono 4 (uno per ogni presunto loculo), hanno un tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule).[13]. Lo stilo inserito alla base dell'ovario (stilo ginobasico) è del tipo filiforme e più o meno lungo come gli stami. Lo stigma è bifido con lobi subuguali. Il nettario è un disco alla base e intorno all'ovario più sviluppato anteriormente e ricco di nettare.
  • Fioritura: da (giugno) luglio a agosto.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

Il frutto è uno schizocarpo composto da 4 nucule (tetrachenio) secche, con forme da ovoidi a oblunghe fortemente trigone, con superficie liscia e glabra. L'endosperma è scarso o assente.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[15] – Distribuzione alpina[16]))

Fitosociologia[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista fitosociologico alpino la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:[16]

  • Formazione: delle comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite
  • Classe: Juncetea trifidi
  • Ordine: Festucetalia spadiceae
  • Alleanza: Festucion variae

Ecologia[modifica | modifica wikitesto]

Questa specie è rara in quanto confinata in zone xerotermiche a clima continentale. Probabilmente è una specie di origine terziaria, ma mentre nel bacino pannonico e sarmatico l'areale si è contratto a causa delle oscillazioni climatiche, nelle Alpi la Dracocephalum ruyschian è reimmigrata nel periodo caldo susseguente all'ultima glaciazione.[9]

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza della specie (Lamiaceae), molto numerosa con circa 250 generi e quasi 7000 specie[10], ha il principale centro di differenziazione nel bacino del Mediterraneo e sono piante per lo più xerofile (in Brasile sono presenti anche specie arboree). Per la presenza di sostanze aromatiche, molte specie di questa famiglia sono usate in cucina come condimento, in profumeria, liquoreria e farmacia. La famiglia è suddivisa in 7 sottofamiglie: il genere Dracocephalum è descritto nella tribù Mentheae (sottotribù Nepetinae) appartenente alla sottofamiglia Nepetoideae.[7][17]

Il numero cromosomico di D. ruyschiana è: 2n = 14.[18]

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[1]

  • Dracocephalum alpinum Salisb.
  • Dracocephalum angustifolium Gilib.
  • Dracocephalum hyssopifolium Mart. ex Steud.
  • Dracocephalum spicatum (Mill.) Dulac
  • Ruyschiana fasciculata Clairv.
  • Ruyschiana ruyschiana (L.) House
  • Ruyschiana spicata Mill.
  • Zornia linearifolia Moench

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

Una specie simile a quella di questa voce è Dracocephalum austriacum (l'altra specie del genere Dracocephalum presente in Italia). La specie D. austriacum si distingue soprattutto per la forma divisa in lacinie delle foglie e una corolla più grande.

Altre notizie[modifica | modifica wikitesto]

La testa di drago di Ruysch in altre lingue è chiamata nei seguenti modi:

  • (DE) Nordischer Drachenkopf, Breg-Drachenkopf
  • (FR) Dracocéphale de Ruysch
  • (EN) Hyssop-leaved Dragonhead

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dracocephalum ruyschiana, su The Plant List. URL consultato il 30 marzo 2017.
  2. ^ David Gledhill 2008, pag. 146
  3. ^ a b Motta 1960, Vol. 2 - pag. 54
  4. ^ David Gledhill 2008, pag. 336
  5. ^ BHL - Biodiversity Heritage Library, biodiversitylibrary.org. URL consultato il 30 marzo 2017.
  6. ^ The International Plant Names Index, ipni.org. URL consultato il 30 marzo 2017.
  7. ^ a b Kadereit 2004, pag. 252
  8. ^ a b c Tavole di Botanica sistematica, dipbot.unict.it. URL consultato il 7 settembre 2015.
  9. ^ a b Pignatti, vol. 2 – pag. 473
  10. ^ a b c Judd, pag. 504
  11. ^ Strasburger, pag. 850
  12. ^ a b eFloras - Flora of China, efloras.org. URL consultato il 03 aprile 2017.
  13. ^ Musmarra 1996
  14. ^ Pignatti, vol. 2 – pag. 437
  15. ^ Conti et al. 2005, pag. 89
  16. ^ a b c d Aeschimann et al. 2004, Vol. 2 - pag. 134
  17. ^ Olmstead 2012
  18. ^ Tropicos Database, tropicos.org. URL consultato il 30 marzo 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • David Gledhill, The name of plants (PDF) [collegamento interrotto], Cambridge, Cambridge University Press, 2008.
  • Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica – Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole, 1996.
  • Richard Olmstead, A Synoptical Classification of the Lamiales, 2012.
  • Kadereit J.W, The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VII. Lamiales., Berlin, Heidelberg, 2004.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 2, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
  • D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004.
  • F.Conti, G. Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, ISBN 88-7621-458-5.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Milano, Federico Motta Editore. Volume 3, 1960.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]