Dr. John Thorndyke

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Il numero 5 di King's Bench Walk, Inner Temple, Londra, dove viveva il dottor Thorndyke.

Il dottor John Evelyn Thorndyke è un personaggio letterario, inventato dallo scrittore di gialli Richard Austin Freeman. Il personaggio era originariamente un dottore in medicina, che poi si dedica all'attività forense laureandosi in legge e diventando professore di medicina legale. Thorndyke è protagonista di 21 romanzi e 40 racconti e si può definire come il primo investigatore scientifico della letteratura gialla.

Il personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Copertina del romanzo L'affare D'Arblay (The D'Arblay Mystery), I Gialli Mondadori 23, 1931.

All'epoca della sua prima avventura, L'impronta scarlatta, ambientata intorno ai primi del '900, Thorndyke ha circa 35 anni. Come accade a diversi personaggi di fantasia, resta più o meno immutato nel tempo e nei romanzi ambientati alla fine degli anni trenta ha sempre l'aspetto di un uomo sulla quarantina o poco più.

«Per quanto riguarda la sua età. Quando fece il suo debutto presso il pubblico dei lettori dal portone del numero 4 [sic] di King's Bench Walk aveva tra i trentacinque e i quarant'anni. Dato che questo avveniva trent'anni fa, ora dovrebbe avere più di sessantacinque anni. Ma non è così. Se devo lasciare che invecchi con me, non c'è bisogno però di accollargli anche le infermità dell'età e posso (nel suo caso) mettere un freno agli anni che passano. Probabilmente non ha più di cinquant'anni, dopo tutto!»

(Richard Austin Freeman, Meet Dr Thorndyke[1])

Fisicamente è alto e snello, e di aspetto piacevole:

«Quando Thorndyke prese posto nel banco, io lo guardai con un senso di irragionevole sorpresa, sentendo che non mi ero mai reso conto completamente di che uomo fosse il mio amico nell'aspetto esteriore. Avevo spesso notato la forza pacata, l'infinita intelligenza, il fascino e il magnetismo del suo volto; ma non avevo mai apprezzato ciò che ora più mi colpiva: Thorndyke era davvero l'uomo più bello che avessi mai visto. [...] Non era solo l'imponenza della figura alta, eretta e dignitosa, ma l'effettiva simmetria e bellezza del volto stesso che ora catturava la mia attenzione.»

(Richard Austin Freeman, L'impronta scarlatta)

Malgrado queste attrattive esteriori, nei romanzi Thorndyke resterà sempre scapolo e privo di legami sentimentali. Thorndyke vive a Londra, in compagnia del suo domestico, in una casa al numero 5A di King's Bench Walk, nella zona di Inner Temple. L'edificio ospita, oltre al suo appartamento, un laboratorio completo attrezzato per indagini chimiche, fotografiche, microscopiche e di altro genere.

Il metodo[modifica | modifica wikitesto]

Il metodo di Thorndyke si basa sulla raccolta di ogni elemento fisico utile alle indagini (come polvere, terra, residui di foglie ed erba, ecc.) che viene accuratamente analizzato; partendo da qui, Thorndyke comincia a fare le sue deduzioni, prendendo in considerazione le motivazioni del crimine. Le analisi sono profonde e sistematiche, anticipando i metodi dei moderni laboratori della polizia scientifica, e non trascurano alcun dettaglio o ramo dello scibile. Thorndyke si interessa non solo di materie tipiche del campo di conoscenza di un medico come l'antropologia o la tossicologia[2], ma anche di biologia, chimica, archeologia[3], zoologia, botanica e altro ancora. Le accurate osservazioni dei fatti sono poi da lui incasellate in uno schema mentale che è fortemente induttivo. Rispetto all'uso della logica da parte di altri investigatori come Sherlock Holmes, basato maggiormente sull'abduzione, Thorndyke può essere considerato più vicino al prototipo del positivista:

«"Non mi piace la parola 'ipotesi' in bocca a un uomo di scienza. Cosa intendi per 'ipotesi'?
La sua espressione era del tutto scherzosa, ma io volli prendere sul serio la sua domanda, e risposi: "Per ipotesi intendo una conclusione a cui si arriva senza dati."
"Impossibile!" esclamò con finta severità, "soltanto uno sciocco bell'e buono arriva a una conclusione senza dati!"
"Allora devo rivedere la mia definizione all'istante" ribattei, "diciamo che un'ipotesi è una conclusione tratta da dati insufficienti."
"Così va meglio" disse, "ma forse sarebbe ancor meglio dire che un'ipotesi è una conclusione particolare e definita dedotta da fatti che propriamente ne producono solo una generale e indefinita."»

(Richard Austin Freeman, L'impronta scarlatta)

In base a questi assunti Thorndyke si rifiuta categoricamente di rivelare le sue conclusioni prima di avere le prove a supporto dei suoi ragionamenti e afferma di non sapere con certezza di essere sulla pista buona fino al momento dell'esperimento finale:

«"Avevo molti sospetti, ma non un singolo fatto concreto."»

(Richard Austin Freeman, L'occhio di Osiride)

Thorndyke esprime probabilmente il punto di vista del suo autore nei suoi frequenti richiami alle virtù artistiche e architettoniche della vecchia Londra, deplorando spesso i cambiamenti apportati dallo scorrere del tempo e dalla crescente speculazione edilizia. Nei suoi romanzi si ritrovano spesso descrizioni di edifici storici, alcuni dei quali in seguito scomparsi: ad esempio in ben due romanzi (L'ombra del lupo e L'inquilino sospetto) vi sono scene ambientate in Clifford's Inn, uno degli Inn of court, demolito nel 1934.

Personaggi fissi[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni personaggi sono ricorrenti nei romanzi e racconti del ciclo di Thorndyke:

  • Dottor Christopher Jervis: appare nel primo romanzo, L'impronta scarlatta. È il narratore in prima persona della maggior parte dei romanzi e dei racconti. È un amico e compagno di studi di Thorndyke che in seguito (nel romanzo Il mistero di New Inn 31) diventerà suo socio nella conduzione dello studio medico-legale. È sposato con Julia Gibson, da lui conosciuta in occasione della prima indagine che ha condiviso con Thorndyke.
  • Nathaniel Polton: è il tecnico di laboratorio, assistente e domestico di Thorndyke. È piccolo di statura, dal volto grinzoso e spesso sorridente; Thorndyke dice di lui "Sembra un decano di campagna o un giudice di cancelleria, ed era stato fatto apposta dalla Natura per essere professore di fisica."[4] È un esperto meccanico ed orologiaio, dotato di un talento innato per i lavori tecnici di qualsiasi tipo. Nel romanzo Mr. Polton Explains (1938), apprendiamo che, rimasto disoccupato, stava morendo di fame per strada quando fu ricoverato per inedia e polmonite nell'ospedale dove Thorndyke stava completando il tirocinio post-laurea. Il dottore, notando la sua esperienza, gli offrì così il posto di assistente nella pratica medico-legale che stava per aprire all'epoca.
  • Ispettore Miller: ispettore di Scotland Yard. È in buoni rapporti con Thorndyke, anche se spesso la sua tendenza a costruire ipotesi anziché attenersi strettamente ai fatti li porta ad essere in disaccordo. Spesso si presenta in casa del dottore per chiedere consiglio su casi complicati che richiedono le particolari doti di Thorndyke.
  • Ispettore Badger: ispettore di Scotland Yard. Meno simpatico e disponibile di Miller, accetta a volte malvolentieri l'intromissione di Thorndyke nei suoi casi; ciò nonostante, riconosce il valore del suo aiuto. Viene assassinato nel romanzo Il diabolico terzetto e Thorndyke non risparmierà tempo e sforzi per assicurare l'assassino alla giustizia.
  • Brodribb e Marchmont: avvocati. Spesso sottopongono i casi dei loro clienti a Thorndyke perché dia loro l'assistenza scientifica di cui possono necessitare. Legali della vecchia scuola, sono spesso sorpresi dalle innovazioni medico-legali apportate da Thorndyke.
  • Robert Anstey: avvocato, coetaneo e collega di Thorndyke, che spesso porta in tribunale i casi da lui elaborati. È vicino di casa di Thorndyke e risiede anche lui in King's Bench Walk, al numero 8A.[5][6]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Racconti[modifica | modifica wikitesto]

  • (raccolta inedita in Italia), John Thorndyke's Cases (titolo inglese, o Dr. Thorndyke's Cases - titolo americano, 1909)
    • Il cifrario moabita (The Moabite Cipher)[7]
    • Il pugnale d'alluminio (The Aluminium Dagger)[8]
  • (raccolta inedita in Italia) The Singing Bone (titolo inglese, o The Adventures of Dr Thorndyke - titolo americano, 1912)
  • (raccolta inedita in Italia) The Great Portrait Mystery and Other Stories, 1918[9]
  • (raccolta inedita in Italia) Dr. Thorndyke's Casebook (titolo inglese, o The Blue Scarab - titolo americano, 1923)
  • (raccolta inedita in Italia) The Puzzle Lock, 1925
  • (raccolta inedita in Italia) The Magic Casket, 1927

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Richard Austin Freeman, Meet Dr Thorndyke, in: "Dr Thorndyke's Crime File", New York, Dodd, Mead & Company, 1941.
  2. ^ Il diabolico terzetto (1932)
  3. ^ Il mistero Penrose (1936)
  4. ^ L'impronta scarlatta (1907)
  5. ^ L'occhio di gatto (1923)
  6. ^ Il cifrario moabita (1909)
  7. ^ Richard Austin Freeman, Il cifrario moabita, in: "Delitti in codice", Milano, Mondadori, 1977.
  8. ^ Richard Austin Freeman, Il pugnale d'alluminio, in: "I delitti della camera chiusa 2", Milano, Mondadori, 1977.
  9. ^ Questa raccolta contiene due racconti con protagonista il dottor Thorndyke, non pubblicati in altre antologie.
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