Storia del doppiaggio in Italia

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Il doppiaggio in Italia nasce ufficialmente nei primi anni trenta a Roma, città che continua a detenere il primato nella realizzazione di edizioni italiane di opere cinematografiche e televisive.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Con l'avvento del sonoro nel 1927, il mercato del cinema americano, il maggior esportatore di pellicole in Europa, subì un brusco calo. I cinematografi europei non erano infatti attrezzati per proiettare pellicole sonore, in più alcuni regimi erano restii alla proiezione di film che non fossero in lingua locale. In questo periodo in Italia i film sonori di importazione venivano ammutoliti e aggiunte delle didascalie intervallate alle immagini, trasformandoli di fatto in film muti, ma allungando notevolmente la durata degli stessi fino quasi a raddoppiarla. Data la mole di lavoro richiesta per questa pratica, aggiunta allo snaturamento che essa apportava all'opera, si dovette cercare una soluzione. Il primo esperimento di post-sincronizzazione in lingua italiana fu eseguito nel 1929 negli studi californiani della Fox, dove il montatore Louis Loeffer e l'attore italoamericano Augusto Galli doppiarono una scena del film Maritati ad Hollywood: nacque così il doppiaggio. Il risultato fu deludente, ma aprì la strada alla soluzione tanto cercata; le maggiori case di produzione iniziarono quindi ad assumere attori italoamericani o italiani emigrati negli Stati Uniti col compito doppiare i film da spedire in Italia. Il primo film ad essere doppiato interamente in lingua italiana è Carcere diretto da George W. Hill e prodotto dalla Metro-Goldwyn-Mayer; anche qui il risultato fu una recitazione con forti accenti americani. In seguito, la stessa Metro fece doppiare nei suoi studi di Culver City i film La sivigliana di Charles Brabin e Trader Horn di W.S. Van Dyke.

Tuttavia, fino alla fine del 1930, l'arrivo dei film sonori in Italia fu soggetto a restrizioni, sia dal punto di vista tecnico, per colpa delle sale non attrezzate, sia da quello politico, a causa dei provvedimenti del regime che non vedeva di buon occhio le pellicole straniere. Dopo il 1930, lo Stato permise di proiettare dette pellicole ma con la sovrapposizione dei dialoghi italiani o con l'immissione di sfondi neri e didascalie come quelle dei film muti.

Nel 1931 la Metro-Goldwyn-Mayer, per non perdere la distribuzione in Italia, con la direzione di Carlo Boeuf intensificò la pratica del doppiaggio con gli attori Augusto e Rosina Galli, Argentina Ferraù, la cantante Milly e Francesca Braggiotti. Il successo immediato del film doppiato fu dovuto al fatto che una parte consistente della popolazione italiana era all'epoca analfabeta e non poteva quindi seguire i film sottotitolati.

Nel frattempo la Fox, che oltre l'esperimento di due anni prima non aveva più doppiato i propri film, visto il restringimento del regime fascista e il successo della Metro dovuto alla pratica del doppiato, ingaggiò oltre al già citato Louis Loeffler, Alberto Valentino, il fratello del divo Rodolfo, come dialoghista, l'attore caratterista Frank Puglia come direttore di doppiaggio, e Franco Corsaro come primo doppiatore. Il primo film ad essere doppiato dalla Fox fu nel 1931 Tu che mi accusi di Victor Fleming, doppiatori Franco Corsaro, Luisa Caselotti, Agostino Borgato e Guido Trento.

Fino ad allora, oltre ad usufruire del doppiaggio l'industria americana girava più versioni dei film più accreditati per poi distribuirli nei vari paesi. Un esempio di questa pratica era rappresentata dalla coppia di comici Stan Laurel e Oliver Hardy, che giravano ogni scena dei propri film in diverse lingue, fra cui l'italiano. Tra il 1932 e il 1933 il doppiaggio dei film della coppia venne affidato a Carlo Cassola e Paolo Canali, due studenti a Roma per ragioni di studio, che imitarono la buffa cadenza italo americana che avevano Laurel & Hardy quando parlavano italiano.

La Paramount, che nel frattempo aveva assistito da spettatrice alla nascita del nuovo metodo, decise anch'essa di adoperare questa pratica, creando però uno stabilimento centrale a Joinville-le-Pont, in Francia, dove poter mandare gli attori di ogni Paese europeo, Italia compresa, a doppiare le edizioni europee dei propri film. Il primo film ad essere doppiato in questi studi è Il dottor Jekyll di Rouben Mamoulian, con Fredric March doppiato da Olinto Cristina, fino ad allora attore teatrale e radiofonico. A seguire Il segno della croce di Cecil B. DeMille, sempre con protagonista March doppiato da Franco Schirato.

Nel 1932 però, un regio decreto-legge disponeva che qualora un film straniero fosse stato doppiato all'esterno del Regno d'Italia questi non poteva essere proiettato nelle sale italiane. Nel Regno il monopolio di produzione e distribuzione cinematografica era nettamente dominato dalla Cines-Pittaluga, con a capo Emilio Cecchi e direttore Mario Almirante, che nell'estate del 1932 aprì a Roma il primo stabilimento di doppiaggio italiano; il primo film ad essere doppiato è A me la libertà! di René Clair, dove si possono riconoscere le voci di Gino Cervi e Corrado Racca.[1][2]

Miranda Bonansea doppiatrice di Shirley Temple negli anni 30

Nello stesso periodo nacquero altre case di doppiaggio, come la Fotovox, fondata dall'ingegnere Gentilini e diretta da Franco Schirato, l'Itala Acustica diretta da Vincenzo Sorelli, e la Fono Roma, fondata dall'ingegnere Salvatore Persichetti, che diventò lo stabilimento primario nel settore grazie alla 20th Century Fox, alla Paramount e alla Warner Bros. che le affidarono le edizioni italiane dei propri film. La Metro-Golden-Mayer aprì un proprio stabilimento, sempre a Roma, il quale affidò come dialoghista e doppiatore Augusto Galli e sua moglie Rosina; vennero qui doppiati Il campione di King Vidor e Ingratitudine di Clarence Brown, definiti dalla critica italiana i migliori doppiaggi mai sentiti fino a quel momento.[senza fonte]

Da allora, in Italia, la pratica di doppiare i film fu praticamente adottata da tutta l'industria cinematografica, anche perché favorita dal Piano Marshall, che poneva le basi per una "colonizzazione culturale" dei paesi usciti sconfitti dal conflitto mondiale anche attraverso lo stanziamento per l'Italia di 800 milioni di dollari per l'acquisto di film americani, e una quota destinata al doppiaggio degli stessi film.[3]

L'Italia è una delle nazioni che più utilizza il doppiaggio, e vanta grandi artisti in questo settore. Le principali città in cui si realizza il doppiaggio sono Roma, dove si doppia dal 1932, e Milano, che ha dato inizio a una propria tradizione di doppiatori negli anni settanta.

La scuola romana[modifica | modifica wikitesto]

La prima generazione (anni trenta)[4][modifica | modifica wikitesto]

Il doppiaggio in Italia nasce a Roma nel 1932 sia per la lavorazione dei primi film sonori, che per l'edizione di film stranieri, essendo le Case di produzione delle prime pellicole sonore e gli studi attrezzati per il doppiaggio attivi in quel periodo solo nella capitale.

Lydia Simoneschi durante una sessione di doppiaggio nel 1951 con una giovanissima Maria Pia Di Meo, che all'epoca aveva 12 anni

Gli anni trenta del doppiaggio possono essere divisi in due lustri; fino al 1935 circa il doppiaggio era ancora rudimentale. I maggiori interpreti erano attori teatrali o attori di prosa radiofonica; tra essi Mario Ferrari, Romano Calò, Romolo Costa, Corrado Racca, Gero Zambuto, Oreste Bilancia, Carlo Lombardi, Gino Cervi, Paolo Stoppa, Mario Besesti, Olinto Cristina, Augusto Marcacci, Giulio Panicali, Mercedes Brignone, Sandro Ruffini, Augusto Galli e sua moglie Rosina, Francesca Braggiotti, Tina Lattanzi, Lydia Simoneschi, Andreina Pagnani, Rina Morelli, Giovanna Scotto, Marcella Rovena, Nella Maria Bonora, Lola Braccini, Dina Perbellini, una giovane Anna Magnani e la bambina prodigio Miranda Bonansea, doppiatrice italiana ufficiale di Shirley Temple. Dal 1935 in poi il doppiaggio andò migliorandosi sempre più, tanto che molti film doppiati soltanto un paio di anni prima vennero ridoppiati. Da qui iniziò a costituirsi un blocco di doppiatori specializzati nel ramo doppiaggio, tra cui Stoppa, Besesti, Cristina, Marcacci, Panicali, Ruffini, Lattanzi, Simoneschi, Pagnani, Morelli e Scotto, e subentrarono in modo costante altri nomi quali Emilio Cigoli, Lauro Gazzolo, Gualtiero De Angelis, Carlo Romano, Renata Marini, Wanda Tettoni e la giovane Rosetta Calavetta.

Alcuni degli attori che hanno iniziato il lavoro negli anni trenta sono andati avanti fino agli anni ottanta, altri sono approdati alla traduzione e adattamento dei dialoghi, sino alla direzione del doppiaggio, pertanto si consiglia di verificare le rispettive biografie.

La seconda generazione (anni quaranta)[modifica | modifica wikitesto]

Fanno parte della seconda generazione di doppiaggio i doppiatori attivi dagli anni quaranta in poi. Tra questi Giuseppe Rinaldi, Pino Locchi, Stefano Sibaldi, Giorgio Capecchi, Renato Turi, Gianfranco Bellini, Mario Pisu, Dhia Cristiani, Flaminia Jandolo e i giovanissimi Corrado Pani, Luciano De Ambrosis, Germana Calderini e Maria Pia Di Meo.

La terza generazione (dagli anni cinquanta ai settanta)[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta dei doppiatori giovani o appena nati negli anni quaranta che hanno cominciato a farsi strada dagli anni cinquanta fino a tutti gli anni settanta. Alcuni di essi sono ancora in attività, soprattutto nelle vesti di direttore del doppiaggio. Tra essi Oreste Lionello, Nando Gazzolo, Massimo Turci, Elio Pandolfi, Cesare Barbetti, Ferruccio Amendola, Glauco Onorato, Sergio Tedesco, Renato Mori, Corrado Gaipa, Roberto Bertea, Giorgio Piazza, Fiorella Betti, Rita Savagnone, Melina Martello, Micaela Giustiniani, Vittoria Febbi, Sonia Scotti, Angiolina Quinterno.

La quarta generazione (anni settanta e ottanta)[modifica | modifica wikitesto]

I doppiatori maggiormente attivi o che hanno iniziato la carriera tra gli anni settanta ed ottanta: Tonino Accolla, Paolo Buglioni e Oreste Rizzini.

La quinta generazione (anni novanta)[modifica | modifica wikitesto]

I doppiatori maggiormente attivi o che hanno iniziato la carriera nel periodo tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni 1990:[5]

La scuola milanese[modifica | modifica wikitesto]

Il doppiaggio a Milano è nato nel 1932 (in pratica insieme a quello a Roma), ma si affermò solo a partire dagli anni ottanta quando Fininvest (oggi Mediaset) iniziò ad affidare le edizioni italiane dei cartoni animati mandati in onda sulle sue tre reti proprio alle cooperative di doppiaggio milanesi (in particolare alla Merak Film); in seguito verranno affidati alle cooperative lombarde anche i doppiaggi di alcuni telefilm e di varie soap opera e telenovelas sempre in onda sulle reti del gruppo Mediaset; tale ritardo per molto tempo ha di fatto comportato una minore qualità ed esperienza dei doppiatori milanesi rispetto a quelli delle cooperative romane essendo per anni utilizzati solo come voci fuori campo negli spot pubblicitari. Negli ultimi anni si è assistito però ad un notevole salto di qualità tanto che a partire dagli anni 2000 alle cooperative milanesi è stato iniziato ad essere affidato un numero sempre maggiore di telefilm ed ultimamente anche il doppiaggio di varie pellicole cinematografiche.

Fra le società di doppiaggio, le principali sono la Merak Film, Studio P.V. e VSI Group.

Altre società di doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Altre società di doppiaggio si trovano a Firenze, come Arkadia Group International, a Torino, come la Videodelta e la O.D.S., e Verona (VociNazionali).

Legislazione[modifica | modifica wikitesto]

Il settore del doppiaggio è regolato da un Contratto Nazionale di categoria[6].

Associazioni delle categorie del doppiaggio in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Le principali associazioni di categorie sono la ANAD. - Associazione Nazionale Attori Doppiatori; la AIDAC - Associazione Italiana Dialoghisti Adattatori Cinetelevisivi; e infine la ADAP - Associazione Doppiatori Attori Pubblicitari. Nel 2014 nasce la ANFD - Associazione Nazionale Fonici del Doppiaggio.

Manifestazioni dedicate al doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Fra le manifestazioni dedicate al doppiaggio il Festival del Doppiaggio Voci nell'Ombra, il Gran Galà del Doppiaggio Romics DD, il Leggio d'oro, Gran Premio Internazionale del Doppiaggio e il Premio Tonino Accolla.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ da Voci d'autore di Mario Guidorizzi, pag. 17 edizione settembre 1999 - articolo originale da La parola ripudiata di Mario Quargnolo
  2. ^ Sito Alessandro Rossi - Storia del Doppiaggio di Mario Guidorizzi (versione completa), alerossi.com. URL consultato il 13 marzo 2010 (archiviato dall'url originale il 5 dicembre 2003).
  3. ^ http://www.aidac.it/documenti/rs/peploe.pdf
  4. ^ le generazioni delle cooperative milanesi non coincidono con quelle delle cooperative romane (la prima generazione delle cooperative milanesi corrisponde alla quarta generazione delle cooperative romane).
  5. ^ Ciak si doppia, a Roma la prima scuola per bambini e ragazzi under 16 - Corriere della Sera
  6. ^ Il contratto è visibile sul sito del SAI (Sindacato attori italiani) - e su quello dell'AIDAC (Associazione Italiana Dialoghisti e Adattatori Cinetelevisivi)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gerardo Di Cola, Le voci del tempo perduto, DiCola Editrice, Chieti, 2004
  • Mario Quargnolo, La parola ripudiata edizioni La Cineteca del Friuli Gemona 1989

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]