Doomsday - Il giorno del giudizio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Doomsday - Il giorno del giudizio
Doomsday.jpg
Scena del film
Titolo originale Doomsday
Lingua originale Inglese
Paese di produzione Regno Unito
Anno 2008
Durata 105 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere azione, fantascienza, orrore
Regia Neil Marshall
Soggetto Neil Marshall
Sceneggiatura Neil Marshall
Produttore Benedict Carver, Steven Paul
Produttore esecutivo Marc D. Evans, Trevor Macy, Peter McAleese, Andrew Rona
Casa di produzione Crystal Sky Pictures, Intrepid Pictures, Rogue Pictures
Distribuzione (Italia) Medusa Film
Fotografia Sam McCurdy
Montaggio Neil Marshall, Andrew MacRitchie
Effetti speciali Kevin Adcock, Vesna Giordano
Scenografia Simon Bowles
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Doomsday - Il giorno del giudizio (Doomsday) è un film horror fantascientifico del 2008, scritto e diretto da Neil Marshall.

Il film è uscito nel circuito cinematografico italiano il 29 agosto 2008, seguendo di pochi mesi l'uscita statunitense avvenuta il 14 marzo 2008.

Trama[modifica | modifica sorgente]

In Scozia si accende il focolaio di un virus denominato "Il Mietitore" (Reaper) che decima la popolazione, attraversando poi tutto il Regno Unito. Poiché sembra non esserci né una cura né un vaccino, la Scozia viene isolata dal resto del mondo attraverso muri, sistemi AA lungo la vecchia via del Vallo di Adriano e con minamento dei mari, per paura di una pandemia fatale per l'umanità; ma per quest'azione il mondo volta le spalle alla Gran Bretagna dando il via ad una crisi economica perdurante.

Nel 2035, trent'anni dopo lo scoppio dell'epidemia in Scozia, alcuni casi di Reaper si verificano a Londra, nonostante le elevate misure di sicurezza; per scoprire il motivo dell'espansione del virus, viene inviato in Scozia un team di soldati, allo scopo di ricercare una possibile cura. La squadra dissalda il varco del muro e si addentra con due mezzi blindati, andando subito a sbattere contro una mandria di vacche.

I militari perquisiscono un edificio dove uno scienziato, prima della quarantena forzata, stava effettuando approfondite analisi. Ben presto però il gruppo viene attaccato da alcuni sopravvissuti. Il maggiore del gruppo viene catturato, ma riesce a evadere, imbattendosi, nel frattempo, nella sorella di Sol - il capo dei ribelli - che è anche la figlia dello scienziato che la squadra stava cercando.

Durante la fuga, il gruppo viene catturato proprio dai guerrieri dello scienziato; dopo rocambolesche avventure, alcuni membri della squadra riescono a fuggire in un tunnel, dove trovano un cellulare e una nuova Bentley, con cui si danno alla fuga, venendo allo stesso tempo intercettati. Dopo uno scontro finale con la banda di Sol, in cui questi ha la peggio, gli scampati vengono finalmente raggiunti da un elicottero, dove la figlia dello scienziato, che è risultata immune al virus, viene trasportata via per le ricerche sull'antidoto.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il regista Neil Marshall una volta risiedeva vicino alle rovine del vallo di Adriano, una fortificazione romana in Inghilterra costruita per difendersi dagli attacchi degli abitanti della Scozia (scoti). Iniziando a considerare l'idea di un confine tra Inghilterra e Scozia come unica figura geografica plausibile nella quale inserire la costruzione di un Muro di separazione credibile a livello narrativo (es. sarebbe stato impossibile fare ciò tra la linea di confine di Canada e Stati Uniti). Inoltre, la Scozia è patria di numerosi castelli e fortezze, cosa che ha contribuito fortemente a indicarla come ambientazione nella concezione di Marshall. Nel 2003, il regista iniziò seriamente a concepire una storia sulla ricostruzione del Muro, non più come mezzo di contrasto a un nemico umano ma a un virus letale; inserendogli elementi medievali e futuristici[1]:

(EN)
« I had this vision of these futuristic soldiers with high-tech weaponry and body armour and helmets—clearly from the future—facing a medieval knight on horseback. »
(IT)
« Ho avuto questa visione futuristica di questi soldati con armamenti ad alta tecnologia e giubbotti antiproiettile ed elmetti - chiaramente dal futuro - di fronte a un cavaliere medievale a cavallo. »
(Marshall sulla concezione del film.)

Se alcuni possono aver comparato Doomsday a film catastrofici sull'impostazione del virus letale come 28 giorni dopo e 28 settimane dopo, invece, il prodotto di Marshall, differisce da essi per via della storia alla base: non viene presentato un virus che infetta le persone rendendole una sorta di zombi senzienti, ma una specie di peste che decima letteralmente la popolazione portando i pochi sopravvissuti a tornare a vivere in una società poco più che primitiva. Per rendere l'idea di primitivo, Marshall ha ricercato elementi delle comunità isolate che vivono allo stesso modo studiando le loro caratteristiche, sacrifici, tatuaggi tribali. Sebbene i sopravvissuti siano rappresentati come persone brutali, il regista ha spiegato d'aver mescolato "tonalità di grigio" in modo da rendere l'idea di una manipolazione governativa delle loro menti dietro certi atteggiamenti.[1]

Marshall ha spiegato che Doomsday è stato concepito come tributo a tutti quei film post apocalittici degli anni '70 e '80[2]:

(EN)
« Right from the start, I wanted my film to be an homage to these sorts of movies, and deliberately so. I wanted to make a movie for a new generation of audience that hadn't seen those movies in the cinema—hadn't seen them at all maybe—and to give them the same thrill that I got from watching them. But kind of contemporise it, pump up the action and the blood and guts. »
(IT)
« Fin dall'inizio, volevo che il mio film fosse un omaggio a questo genere di film, deliberatamente. Volevo realizzare un film per la nuova generazione di pubblico che non ha visto quei film al cinema - o forse non li aveva visti tutti -, magari dando loro la stessa sensazione che ho provato io a guardarli. Ma al tempo stesso, gonfiare l'azione, il sangue e budella. »

I film che il regista ha citato come chiaramente influenti sono particolarmente datati del periodo fantascientifico post apocalittico anni '70-'80, ma sono compresi nella lista di riferimenti anche film di genere diverso, di epoche diverse[2][3][4][5]: Zulu (1964), 2000: la fine dell'uomo (1970), 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra (1971), Un ragazzo, un cane, due inseparabili amici noto anche come Apocalypse 2024 (1975), I guerrieri della notte (1979), Interceptor (1979), Interceptor - Il guerriero della strada (1981), 1997: fuga da New York (1981), Excalibur (1981), Metalstorm (1983), La leggenda del re pescatore (1991), Waterworld (1995), Il gladiatore (2000) e I figli degli uomini (2006).

La Rogue Pictures incaricò Marshall della regia di Doomsday nell'ottobre 2005.[6] A poco più di anno di distanza, nel novembre 2006, l'attrice Rhona Mitra fu provinata e confermata per il ruolo di protagonista.[7]

Il Blackness Castle, dove si sono tenute parte delle riprese.

Con alla mano un bilancio di 17ml $[8], Marshall si dedica a un film il cui costo è tre volte superiore a quello messo insieme dei suoi precedenti prodotti, Dog Soldiers (2002) e The Descent (2005),[9] lavorando per la prima volta a un film a su ampia scala con "migliaia di comparse, complesse sequenze d'azione, esplosioni e inseguimenti automobilisti", contrariamente ai suoi abituali lavori a basso costo e con ambientazioni limitate[1].

La lavorazione è iniziata nel febbraio 2007 in Sud Africa[10], nazione nella quale grosso modo si sono svolte le riprese[8] per via di caratteri prettamente economici (risparmio di 1/3 del costo rispetto al girare in Regno Unito)[11]. Le riprese hanno coperto un arco di 66 giorni, dei quali 56 di essi in Sud Africa e i restanti in Scozia[12].

In Scozia, le riprese di seconda unità hanno coinvolto parti della città di Glasgow, incluso Haghill e il Blackness Castle nel West Lothian[13], quest'ultimo scelto in quanto alla troup era stato negato il consenso a girare al Doune Castle[12]. L'intero ciclo delle riprese scozzesi hanno coinvolto migliaia di comparse per la realizzazione di una serie di complesse scene di lotta, azione e scenari pirotecnici[9]. Al fine di rimanere il più possibile entro i costi stabiliti per la produzione, Marshall ha preferito ridurre al minimo l'uso della grafica computerizzata per attenersi al "cinema della vecchia scuola"[1]. Nonostante queste precauzioni, numerose scene sono state eliminate in montaggio o tagliate dal copione finale per evitare lo sbordamento, compresa una sequenza di attacchi aerei a un castello medievale.[14]

Dopo aver lavorato con Marshall in Dog Soldiers e The Descent, Simon Bowles torna come scenografo. Paul Hyett, specialista del trucco prostetico e facciale, che aveva collaborato anche in The Descent, ha contribuito alla produzione ricercando il trucco giusto da collaudare per rappresentare le vittime del virus Reaper, anche studiando effetti di malattie sessualmente trasmissibili.[15]

Promozione[modifica | modifica sorgente]

All'edizione 2007 del Comic-Con di San Diego, il film è stato oggetto di una sezione promozionale comprendente di trailer, locandine e visione di scene escluse dal montaggio finale.[16]

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Per la sua corsa cinematografica, il film era originariamente destinato ad essere distribuito da Focus Features sotto Rogue Pictures, ma all'inizio del 2008 la compagnia trasferì Doomsday e altri titoli agli Universal Studios per una migliore uscita internazionale su larga scala e una più ampia commercializzazione.[17]

Il film è uscito nei cinema di Canada e Stati Uniti il 14 marzo 2008 in 1.936 sale cinematografiche, per un incasso di 4.926.565 £ il primo fine settimana, aprendo al settimo posto, in quella che il sito Box Office Mojo ha definito una "apertura non riuscita".[18][19] Alla fine di un breve corsa nordamericana durata solamente 28 giorni, il film ha incassato nei due Paesi un totale di 11.008.770 $.[18]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Marshall chiarisce fin dall'inizio i suoi tributi. La parola "now" (oggi) all'inizio del film è scritta con i medesimi caratteri già utilizzati da John Carpenter nell'intro del suo Fuga da Los Angeles. Anche l'anno della narrazione costituisce un piccolo tributo. 2013 nel film di Carpenter, 2023 in quello di Marshall.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d (EN) Steve Biodrowski. Interview: Neil Marshall Directs "Doomsday". Cinefantastique, 07-03-2008.
  2. ^ a b (EN) Rich Cline. Neil Marshall's 10 Post-Apocalyptic Picks. Rotten Tomatoes, 06-05-2008. In caso di link interrotto, visionabile qui.
  3. ^ (EN) Patrick Lee. Marshall's Doomsday Recalls '80s Films. Sci Fi Wire, 29-07-2007.
  4. ^ (EN) Justine Elias. 'Doomsday' has apocalypse wow. Daily News, 08-03-2008.
  5. ^ (EN) Ryan Rotten. Exclusive Interview: Neil Marshall. ShockTillYouDrop, 14-08-2007.
  6. ^ (EN) Adam Dawtrey. 'Doomsday' at Rogue. Variety, 06-10-2005.
  7. ^ (EN) Borys Kit. Mitra prepares for 'Doomsday' with Marshall. The Hollywood Reporter, 15-11-2006.
  8. ^ a b (EN) Coreena Ford. From Doomsday to Hollywood. Sunday Sun, 10-06-2007.
  9. ^ a b (EN) Gina Piccalo. Neil Marshall imagines a wild 'Doomsday'. Los Angeles Times, 13-03-2008.
  10. ^ (EN) Bob Hoskins Joins Marshall's Doomsday. ComingSoon, 29-01-2007.
  11. ^ (EN) Steve Pratt. Wall of death. The Northern Echo, 10-05-2008.
  12. ^ a b (EN) Claire Black. Killer location. The Scotsman, 03-05-2008.
  13. ^ (EN) Alan Roden. Action film shot in Blackness. The Scotsman, 02-05-2007.
  14. ^ (EN) Ryan Rotten. EXCL: Doom-Sayer Neil Marshall. Shock Till You Drop, 10-03-2008.
  15. ^ (EN) Doomsday director's gory vision. BBC, 23-08-2007.
  16. ^ (EN) Alex Billington. Neil Marshall's Doomsday debut at Comic-Con!. First Showing, 28-07-2007.
  17. ^ (EN) Dade Hayes Rogue marketing moves to Universal. Variety, 15-10-2007.
  18. ^ a b Scheda su Doomsday (2008) di Box Office Mojo.
  19. ^ (EN) Brandon Gray. 'Horton' Hits It Big. Box Office Mojo, 17-03-2008.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]