Doom Eternal

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Doom Eternal
videogioco
Doom Eternal Logo.png
Logo del videogioco.
PiattaformaMicrosoft Windows, PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch, Xbox Series X, PlayStation 5, Google Stadia
Data di pubblicazionePC, PS4, Stadia, XONE:
Mondo/non specificato 20 marzo 2020

Nintendo Switch:
Mondo/non specificato 8 dicembre 2020
PS5, XSX:
Mondo/non specificato 29 giugno 2021

GenereSparatutto in prima persona
OrigineStati Uniti
Sviluppoid Software
PubblicazioneBethesda Softworks
DirezioneHugo Martin, Marty Stratton
MusicheMick Gordon
Periferiche di inputGamepad, tastiera, DualShock 4
Motore graficoid Tech 7
Distribuzione digitaleSteam, Bethesda.net
SerieDoom
Preceduto daDoom

Doom Eternal è un videogioco di genere di sparatutto in prima persona, FPS, nonché il sequel di Doom. Annunciato durante la conferenza di Bethesda all'E3 2018, Doom Eternal è sviluppato da id Software per sistemi operativi Microsoft Windows, per la piattaforma di streaming Google Stadia e console PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch[1], Xbox Series X e PlayStation 5.[2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

«Contro tutto il male che l’inferno può evocare, tutta la crudeltà che l’umanità può produrre, abbiamo deciso che manderemo... soltanto te... Falli a pezzi finché non sarà finita!»

(Frase di apertura di DOOM Eternal)

Sono passati 8 mesi dagli eventi del capitolo precedente. Le forze dell'Inferno hanno iniziato a invadere la Terra, sterminandone il 60% della popolazione anche grazie alla corrotta Union Aerospace Corporation, controllata da adoratori dei demoni che hanno sempre cercato durante la loro campagna di screditare e sminuire il Doom Slayer, poiché molta gente, vedendo la sua forza impareggiabile nell'abbattere orde intere di demoni quando iniziò l'invasione sulla Terra, ha iniziato ad adorarlo, soprannominandolo il Distruttore. Solo il Dottor Hayden, che pure aveva tradito lo Slayer alla fine del capitolo precedente, si è opposto all’orda di demoni, fondando l’ARC (la resistenza umana). La missione del protagonista è quella di eliminare i tre Sacerdoti Infernali messi a capo dei demoni dalla Khan Maykr, un essere angelico il cui scopo è quello di sacrificare la Terra e gli esseri umani al fine di far prosperare il suo mondo natio, Urdak. Dopo il trailer iniziale, in cui si vede lo Slayer imbracciare il fucile all’interno di una fortezza orbitante mentre ascolta le richieste d’aiuto dei sopravvissuti umani, il gioco inizia all’interno di una prigione demoniaca, dove lo Slayer trova ed uccide il primo Sacerdote Deag Nilox a New York.

La Khan Maykr ammonisce lo Slayer di tenersi lontano dai Sacerdoti e quindi teletrasporta i restanti due in località ignote per salvarli, costringendo il Doom Slayer a cercarli. VEGA, che controlla la fortezza, indirizza lo Slayer presso Exultia, città abbandonata delle Sentinelle, per recuperare un dispositivo, denominato “localizzatore celestiale”, dalla stanza del trono di Re Novik. Il re, comparso come ologramma, ammonisce lo Slayer di non interferire con qualcosa di più grande di lui. Lo Slayer però, che pure in segno di rispetto si era inchinato di fronte al re, decide di proseguire la propria ricerca dei Sacerdoti Infernali, prelevando ugualmente il localizzatore, seppur non funzionante. Exultia è collegata all’Inferno tramite un portale e qui lo Slayer trova una Sentinella volutamente esiliatasi, in quanto, per salvare il proprio figlio rapito dai demoni, ha stretto un patto con i demoni e tradito i propri compagni. Il “Traditore”, al tempo Comandante Valen, dona quindi il proprio localizzatore allo Slayer, insieme ad un pugnale con il quale lo prega di uccidere il cuore del figlio, per dare finalmente pace alla sua anima e liberarla dal controllo demoniaco.

VEGA localizza quindi il secondo Sacerdote Deag Ranak in una fortezza nell'Artico, sede del culto demoniaco, dove il Doom Slayer uccide le guardie del corpo dello stregone (Doom Hunters, demoni cibernetici creati appositamente per sconfiggere lo Slayer) e decapita lo stesso. La Kahn Maykr appare quindi nella Fortezza di cui corrompe i sistemi essendo la stessa fortezza di costruzione Maykr ed avvisa lo Slayer di tenersi lontano dal terzo prete, Deag Grav, che viene spostato in un posto sicuro non localizzabile per continuare l’opera di invasione demoniaca.

VEGA, avendo perso il segnale del terzo Sacerdote, suggerisce allo Slayer di cercare il dottor Hayden, in quanto lui è l'unico che può sapere dove la Kahn Maykr può avere nascosto Deag Grav. Prima, però, lo Slayer dovrà recarsi nel cuore dell'Europa Centrale, dove Vega ha riscontrato un aumento dell'attività demoniaca nel sito della prima invasione, denominato Super Nido di Sangue. Il protagonista distrugge il Nido mettendo un forte freno all'avanzata demoniaca. L'eroe a questo punto può recarsi nel quartier generale della resistenza umana (ARC) per recuperare il Crogiolo Infernale (lo stesso con il quale erano stati chiusi i 3 pozzi di Argent D'Nur in DOOM 2016) e i resti semidistrutti del corpo robotico di Samuel Hayden che riuscirà a localizzare l'ultimo Sacerdote. Qui, nella sala comando, lo Slayer conosce lo Stagista, che sarà poi la sua guida nei capitoli delle espansioni DLC. Nel corso del livello, lo Slayer recupera i frammenti di registrazioni di una scienziata dell’ARC, la dottoressa Elena Richardson, che dapprima non crede che lo Slayer abbia poteri sovraumani avendo un gruppo sanguigno umano, ma poi, continuando le analisi, si convince dei suoi poteri quasi divini e ammette che egli è l’unica arma che gli umani hanno contro i Demoni, arrivando quindi a definirlo “Doom”.

«Lunga vita all'arrivo del Distruttore. E' giunto il momento dello Slayer»

(Registrazione di Elena Richardson.)

Dopo aver sconfitto un Marauder, ex Sentinella corrotta dal potere demoniaco, lo Slayer collega la mente di Hayden al Mainframe della sua nave e qui il professore informa il protagonista che l'ultimo stregone si trova nell'antica città di Sentinel Prime, accessibile tramite un portale solo dalla città perduta di Hebeth, vicina al nucleo di Marte. Quindi l'unica cosa da fare è recarsi su Phobos dove ha sede una stazione da battaglia umana della UAC assediata dai demoni, utilizzare il gigantesco BFG 10.000 orbitale e fare un buco enorme sulla superficie del pianeta rosso fino al nucleo. Trovato il portale e arrivato su Sentinel Prime, dove lo Slayer viene accolto con tutti gli onori che spettano ad una Sentinella, lo Slayer arriva ad un'arena, dove un demone invicibile (il Gladiatore) è posto a guardia del terzo Sacerdote. Durante il tragitto verso l'arena, lo Slayer ha dei flashback che rivelano le sue origini. Si scopre infatti che lo Slayer è a tutti gli effetti il Doomguy, ritrovato gravemente ferito ai confini di Sentinel Prime e, dopo una prova di combattimento nell'arena, arruolato nel corpo delle Sentinelle. Tuttavia, si scopre anche che lo Slayer è la causa involontaria dell'alleanza tra la Kahn Maykr e i demoni, in quanto è proprio lo Slayer a parlare dei tanti demoni che lui deve uccidere, e la Kahn Maykr decide quindi di saperne di più.

L'eroe, dopo aver ucciso il Gladiatore uccide Deag Grav e pone fine all'invasione sulla terra, essendo però espulso dal corpo delle Sentinelle controllate dalla Khan Maykr, per aver sparso il sangue di una Sentinella, anche se corrotta dai demoni, sul suolo sacro della città, perdendone quindi sovranità. Lo Slayer ritorna sulla sua nave, ma qui trova la Kahn Maykr che disattiva tutti i sistemi, rendendo la nave inutilizzabile per impedire al Doom Slayer di intralciare ulteriormente i loro piani. Infatti ora come ultima risorsa Khan Maykr intende resuscitare l'Icon of Sin per distruggere l'umanità controllandolo attraverso il cuore del figlio morto del "Traditore". Utilizzando le energie latenti del Crogiolo recuperato nel quartier generale dell'ARC lo Slayer però riesce a ripristinare l’energia della fortezza, in una sorta di strano scherzo del destino, visto che per riattivare la nave e poter eliminare la minaccia demoniaca dalla terra ha avuto bisogno del crogiolo, pura energia demoniaca. Il dottor Hayden lo informa poi che per uccidere l’Icon of Sin è necessario che lo Slayer recuperi il proprio crogiolo, unica arma in grado di fermare il Titano. Lo Slayer deve quindi recarsi a Taras Nabad, città caduta delle Sentinelle, dove il suo crogiolo è ancora conficcato nel Titano che attaccò la città nel passato, in una dura battaglia tra Sentinelle e Demoni.

In un flashback si scopre che un misterioso personaggio, chiamato il "Serafino", durante la battaglia, usando un macchinario di tecnologia Maykr (chiamato Divinity Machine, ovvero "Macchina della Divinità”), ha reso il Doomguy immortale, creando lo Slayer. Raccogliendo i documenti sparsi per il mondo di gioco, si viene a sapere che il Serafino sembra essere anch'egli un Maykr che, scoprendo la corruzione che affliggeva la sua razza e il patto oscuro che la Khan Maykr fece con le forze del male, scelse di rendere sovrumano lo Slayer affinché fermasse tutto questo, comprendendo che egli è quello della profezia che avrebbe fermato le forze dell'inferno, benché consapevole che ciò avrebbe segnato la fine del suo popolo. Si scopre infatti che origine di tutte le cose è un’entità chiamata il Padre, che ha conferito ai Maykr l'enorme conoscenza di cui dispongono, che però col passare del tempo si sono progressivamente corrotti. Il Padre improvvisamente scomparì, lasciando i Maykr privi del loro creatore e soggetti alla Transfigurazione, ossia un inarrestabile processo di trasformazione e decadimento. Con il crogiolo nuovamente in suo possesso, lo Slayer deve recarsi ad Urdak, nel mondo dei Maykr per interrompere il risveglio dell'Icona del peccato. Il portale per Urdak si trova nella città infernale di Nekravol, dove viene rivelato che l'energia Argent viene sintetizzata dalle anime delle vittime dell'inferno, grazie ad un accordo tra i Maykr e il Signore Oscuro, e trasmessa ad Urdak. Si scopre anche che i Maykr, soggetti alla “transfigurazione”, hanno bisogno dell'energia Argent, unica energia che blocca il processo. Sfruttando quindi il trasmettitore di Nevrakol lo Slayer riesce a farsi teletrasportare nel regno Maykr e ad interrompere il rituale di controllo della Icon of Sin distruggendo il cuore del figlio del Traditore con il pugnale datogli da quest'ultimo, liberandone l'anima contenutavi, ma rendendo l'Icona del peccato incontrollabile e permettendo a quest'ultima di fuggire sulla Terra.

Inoltre il risveglio fuori controllo del Titano Infernale in questa realtà ha rotto il sacro sigillo di Urdak, che impediva ai demoni di mettere piede nel mondo dei Maykr, motivo per cui i demoni adesso possono finalmente attraversare il portale e infestare Urdak. L'eroe deve quindi tornare sulla Terra per porre fine all'invasione demoniaca uccidendo l'Icona del peccato, riattivando un portale che conduce direttamente sulla terra con l’aiuto di Vega, che, collegatosi alle apparecchiature Maykr, scopre di essere lui stesso il “Padre”. Prima di attraversare il portale che condurrà sulla terra ha il confronto finale con la Khan Maykr che si conclude con la morte di quest'ultima. L’eroe ritorna quindi sulla terra e si lancia al duello finale con l'Icon of Sin che si risolve con la sua distruzione grazie al potere del Crogiolo. Con la sua missione compiuta il Doom Slayer si allontana lentamente mentre viene mostrato il sistema solare irrimediabilmente devastato con in sottofondo la voce del capo delle Sentinelle Re Novik, il quale afferma che la lotta dello Slayer è 'eterna'.

Modalità di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Il gioco continua l'enfasi del suo predecessore sul combattimento frenetico, incoraggiando il giocatore ad attaccare aggressivamente i nemici per acquisire salute e munizioni. Il giocatore ha accesso a varie armi da fuoco, come il fucile a pompa, la doppietta, il cannone pesante, il lanciarazzi, il fucile al plasma e la Ballista. Possono anche essere usate armi da mischia come la motosega, la spada energetica "Lama del Crogiolo" e una lama retrattile sul braccio sinistro; quest'ultima offre l'opportunità di una più ampia varietà di esecuzioni "gloriose" rapide e violente. Il Super Shotgun ora è dotato di un "gancio da macellaio", che fionda il giocatore verso un nemico, funzionando come un rampino sia in scenari di combattimento e ambientali. Gli armamenti, inclusi missili, lanciagranate e lanciafiamme possono anche essere attaccati all'armatura del Doom Slayer. Verranno inoltre introdotte nuove meccaniche di movimento come arrampicarsi sui muri e gli scatti. Il direttore creativo Hugo Martin ha dichiarato che ci saranno il doppio dei tipi di demoni visti nel primo reboot, con nuovi nemici, come il Razziatore e il Doom Hunter, mentre altri saranno anche reintrodotti dai precedenti capitoli della serie, come l'Elementale del dolore, l'Arachnotron e l'Arch-vile. È stato, inoltre, implementato un nuovo sistema chiamato "distruttibilità dei demoni", in cui i corpi dei nemici mostrano deterioramenti quando subiscono danni. Il gioco sarà caratterizzato da una modalità multiplayer asimmetrica chiamata "Invasione", in cui i giocatori possono unirsi alle campagne per giocatore singolo di altri, combattendo contro di loro impersonando i demoni. Questa modalità può essere disattivata dai giocatori che desiderano giocare da soli. Oltre a Invasione, il gioco presenta altre modalità multiplayer standard.

The Ancient Gods (DLC)[modifica | modifica wikitesto]

The Ancient Gods (Gli Antichi Dei) è un contenuto scaricabile in due parti di Doom Eternal. Annunciato durante il QuakeCon 2020, il DLC segue la storia principale poco dopo gli eventi accaduti in esso, è gratuito per i possessori del Pass Anno 1 o dell’edizione Deluxe, questi DLC possono essere anche acquistati in versione Stand-alone[3] da chi non ha il gioco base.

  • Parte Uno: Oltre al seguito della storia include diversi contenuti:
    • le mappe: UAC Atlantica, Blood Swamps, The Holt
    • le rune: Desperate Punch, Take Back, Break Blast
    • i costumi: Makyr Slayer, Industrial Espionage, Wetland Warrior, Blood Slayer
    • icone e badge giocatore, disponibile dal 20 ottobre 2020.[4]
  • Parte Due: continuo della storia parte uno
    • le mappe: The World Spear, Reclaimed Earth, Immora
    • nuove armi: Sentinel Hammer, Super Shotgun MeatHook Grapple Points
    • i costumi: World Spear, Survivor, Hellforged, Barbarian Slayer Master
    • nuovo boss finale, icone, disponibile dal 18 marzo 2021.[5]

Ancient Gods - Part 1[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima parte dell'espansione, la storia riprende poco dopo la fine della campagna principale.

Ci si ritrova nel quartiere generale della Resistenza contro i demoni, "l'Arca" (da cui appunto il nome della compagnia, "A.R.C."), una nave da guerra situata in mezzo all'oceano, in modo da non essere facilmente attaccabile dalle forze demoniache. Il personale dell'ARC è intento a preparare il portale per il trasferimento dello Slayer, che qui appare intento a preparare il suo equipaggiamento per la battaglia. Lo Slayer viene quindi inviato in una vecchia base oceanica della UAC, dove Samuel Hayden (la cui coscienza si è scaricata nella tuta dello Slayer dopo che VEGA è rimasto su Urdak) informa l'eroe dell'obiettivo della missione: recuperare la chiave per la camera del Serafino. Quest'ultimo è infatti l'unico che possa aiutare a risolvere la situazione.

Lo Slayer recupera quindi la chiave della camera e, sopravvissuto all'autodistruzione della struttura, raggiunge la parte sottomarina della struttura, dove si trova la camera. Appena raggiunta quest'ultima, lo Slayer inserisce la chiave nel terminale Maykr lì presente, mentre il Dr. Hayden scarica la sua coscienza nel corpo del Serafino, affermando di essere lì per aiutare, "come ha sempre fatto".

Rivelato quindi che Samuel Hayden è egli stesso il Serafino, informa lo Slayer di aver saputo chi fosse fin dal primo momento, e di averlo sottoposto alla Divinity Machine per un preciso motivo, proponendogli quindi di offrire qualcosa in cambio "servendo gli Dei ancora una volta".

Tornati entrambi sull'Arca, il Serafino "Samur Maykr" mostra però segni di malessere, e afferma che per lui è iniziato il processo di "Trasfigurazione", per la cui interruzione ha bisogno dell'aiuto del suo padrone, il Padre. Ordina perciò allo Slayer di recuperarne la "Sfera Vitale" dal Santuario (luogo dove tutte le Sfere Vitali dei Maykr giacciono dopo la loro morte), posto sopra le Paludi Infernali. Poiché Samur Maykr non può seguire lo Slayer nel tragitto, in quanto è proibito ai Maykr di accedere alla dimensione infernale, sarà il giovane Stagista (incontrato la prima volta nella missione di recupero del corpo robotico di Hayden nella campagna base) a guidare lo Slayer attraverso le paludi. Arrivato appena sotto il Santuario e completata la "Sfida di Maligog", ci si trova al cospetto appunto del Titano Maligog, che "innalza" lo Slayer fino al Santuario. Qui, il Serafino gli chiede di raccogliere la Sfera Vitale del Padre, sostenendo che egli lo salverà, ma intravedendo strane intenzioni negli atteggiamenti del Serafino, stritola la Sfera Vitale del Padre distruggendola, impedendo che quest'ultimo possa avere nuovamente una forma fisica e accelerando la trasfigurazione di Samur Maykr, condannandolo inevitabilmente.

Raccogliendo le varie voci del Codex nel corso del gioco infatti, si scopre che il Padre, quando aveva forma fisica, aveva affrontato e sconfitto suo figlio Davoth, ovvero il Dark Lord (Signore Oscuro dei Demoni) quando questi aveva iniziato una crociata di conquista di potere per sopravvalere sul suo creatore, condannando però la sua dimensione, Jakkad, alla corruzione trasformandola nell'Inferno che ora è. Il Padre però si era rivelato incapace di uccidere il proprio figlio, e perciò si era limitato solo a prelevarne la Sfera Vitale e sigillare Urdak e le restanti dimensioni per evitare che i demoni potessero invaderle, senza però riuscirvi a pieno.

È possibile quindi intuire che lo Slayer, intenzionato a eliminare tutti i demoni, abbia voluto distruggere la Sfera Vitale del Padre per evitare che questi gli impedisca di uccidere il Signore Oscuro, ostacolandolo nella sua missione.

Al Santuario, infatti, lo Slayer raccoglie quindi la Sfera Vitale del Dark Lord (uguale a quella del Padre in dimensione, ma di un colore rosso intenso). Abbandonato il Serafino e tornato sull'Arca, dopo che tutto il personale fugge alla vista della Sfera Vitale di Davoth, lo Slayer ottiene l'aiuto del suo fedele "fan", lo Stagista, ora unico rimasto al suo fianco. Quest'ultimo comprende le vere intenzioni dello Slayer, ovvero portare la Sfera Vitale del Dark Lord su Urdak, nella Sala della Vita, dove potrà conferire una nuova forma fisica al suo peggior nemico, garantendosi perciò l'opportunità di ucciderlo definitivamente. Lo stagista apre quindi il portale per Urdak, incitando poi il suo idolo chiamandolo "Doomguy".

Dopo aver attraversato parte di Urdak, lo Slayer si ritrova però nuovamente davanti il Serafino, che una volta terminato violentemente il processo di Trasfigurazione, si tramuta in un essere demoniaco alato, che attacca l'eroe con l'ausilio di altri demoni, di cui talvolta prende possesso. Terminato lo scontro con lo Slayer vincente, questi si appresta a uccidere il suo ex alleato, venendo però fermato dal Padre, che presente ora solamente come entità spirituale, teletrasporta Samur Maykr in un posto ignoto, spiegando allo Slayer che "non serve che uccida il suo servo fedele".

Entrato quindi nella Sala della Vita, lo Slayer quindi consegna la Sfera Vitale in suo possesso ad altri due Serafini lì presenti, che iniziano il processo di creazione del corpo.

Il Padre, nel mentre, spiega allo Slayer che "il Dark Lord è il più potente tra tutti i demoni. Non un semplice soldato, ma un vero guerriero. L'unico che tutti i demoni temano davvero tra loro".

Non appena il processo è completato, si scopre che il Davoth ha le stesse somiglianze dello Slayer, ne condivide il marchio sulla schiena e si differenzia per i suoi occhi rossi, l'essere quasi completamente tatuato con simboli demoniaci e la presenza di un inserto metallico nel suo petto in cui si intravede la sua Sfera Vitale.

La prima parte del dlc si conclude con questa sconcertante visione, accompagnata dalla voce del Padre che descrive il Signore Oscuro allo Slayer con la frase: "Sei Tu, nel Loro mondo!".

Ancient Gods - Part 2[modifica | modifica wikitesto]

La seconda espansione inizia esattamente dove finisce la prima, con lo Slayer che, dopo aver utilizzando la Sfera Vitale del Signore Oscuro, vuole attaccare ed uccidere Davoth, cosa però impossibile in quanto su Urdak, nel Luminarium, lo spargimento di sangue è vietato. Pertanto l'incontro si conclude con il Dark Lord che attraversa un portale, dicendo allo Slayer che se vuole ucciderlo dovrà recarsi ad Immora, città infernale dove Davoth lo aspetterà.

Con il Serafino Samur (l'ex Dottor Hayden) ormai scomparso, lo Slayer viene guidato nel suo viaggio verso Immora dallo stagista dell'ARC e dal Padre.

L'unico accesso conosciuto per la città infernale si trova sulla Terra, attraverso il Portale di Divum.

Per attivare il portale, però, è necessario recuperare un cristallo custodito dagli Spettri degli antichi dei. Il cristallo si trova all'interno della World Spear nella città di Argent D'Nur. Lo slayer quindi si reca ad Argent D'Nur, dove dovrà accendere la fiamma della Torcia dei Re, il che servirà per far conoscere a tutte le Sentinelle ancora libere che qualcuno ha intenzione di entrare nella World Spear.

Nel corso del primo livello ("World Spear") lo Slayer incontrerà il Comandante Valen (il "Traditore") che, finalmente in pace dato che l'anima di suo figlio è stata liberata dopo che lo Slayer aveva pugnalato il cuore con cui la Kahn Maykr cercava di risvegliare l'Icon of Sin, cede allo Slayer il Martello delle Sentinelle, arma che servirà allo Slayer per stordire i nemici ed ottenere munizioni ed equipaggiamenti.

Al termine del livello lo Slayer entrerà nella World Spear, che si scopre essere una astronave aliena caduta sulla Terra moltissimi anni prima con un urto fortissimo, e liberando gli Spiriti degli antichi dei. Leggendo i Codex non è chiaro se gli Spiriti fossero entità già presenti sulla terra liberatesi dopo la caduta della World Spear o se, al contrario, questi fossero i passeggeri alieni dell'astronave. All'interno dell'astronave lo Slayer recupera il Cristallo, che è sorvegliato da 5 Spiriti dalle sembianze Maykrs.

Con il cristallo lo Slayer si reca nuovamente sulla terra per attraversare il Portale di Divum che lo condurrà ad Immora.

Il secondo livello ("Terra Reclamata") vede lo Slayer attraversare una città dove la natura ha riconquistato gli spazi distrutti dai demoni, fino ad un laboratorio al cui interno si trova il Portale, utilizzato in passato proprio dal Signore Oscuro per andare e venire sulla terra.

Attraverso il portale lo Slayer arriva ad Immora, giusto in tempo per scoprire che le Sentinelle, guidate dal Comandante Valen, hanno deciso di seguire lo Slayer ed attaccare Immora.

La città di Immora è circondata da montagne con un sistema di protezione delle sue mura. Lo Slayer quindi procede fino a far breccia nelle mura della città per fare ingresso, finalmente, nel cuore di Immora.

La città infernale si presenta, contrariamente alle classiche ambientazioni infernali con fiumi di lava e fuoco e fiamme ovunque, come una città tecnologicamente avanzata. Lo stesso Stagista si stupisce di come Immora non sia mai stata descritta per come realmente è. Man mano che lo Slayer si avvicina al Signore Oscuro, si addentrerà sempre più in una città che presenta diverse analogie con Urdak, che potrebbe essere considerata a tutti gli effetti come una sua copia.

Al termine del livello lo Slayer attraversa un portale che lo condurrà direttamente allo scontro finale con il Signore Oscuro.

Durante lo scontro finale lo Slayer apprenderà di essere stato ingannato dal Padre e dal Serafino, suo braccio destro. Infatti, contrariamente a quanto lo Slayer aveva sempre creduto, il vero creatore di tutto l'universo non è mai stato il Padre, ma Davoth, il signore oscuro. Immora è la capitale del primo mondo, Jekkad, divenuto in seguito l'inferno. E con ciò si spiega come mai Jekkad fosse l'unico mondo dal quale era possibile accedere a tutti gli altri mondi.

Anche il Padre, quindi, è una creazione di Davoth, contro il quale si rivolterà fino ad imprigionarlo nelle mura di Immora. Si intuisce, quindi, che la rimozione del Padre ad opera del Serafino (e la sua trasformazione in Vega) era dovuta al timore della vendetta del vero creatore, Davoth. Il tradimento del Padre e quindi delle creazioni di Davoth, ha determinato il decadimento di Immora e la trasformazione di Jekkad nell'inferno.

Davoth, desideroso di vendetta contro tutte le sue creature, si scaglia contro lo Slayer, ma al termine di una lunga lotta lo Slayer ha la meglio ed uccide Davoth. La morte di Davoth, nella sua forma fisica, ha l'effetto di uccidere istantaneamente tutti i demoni al di fuori dell'inferno, in qualsiasi dimensione essi si trovino.

Tuttavia, dato che anche lo Slayer è stato creato da Davoth, la morte di quest'ultimo determina la perdita di coscienza dello Slayer, che viene quindi imprigionato nel Santuario (dove lo stesso Slayer aveva distrutto la Sfera Vitale del Padre e recuperato quella del SIgnore Oscuro) in un sarcofago dai Maykrs, alla presenza degli Spiriti. Si intuisce che lo Slayer non è morto, ma soltanto immobilizzato, perché il gioco termina con la frase "possa il sangue sulla tua spada non asciugarsi mai, e possiamo noi non avere più bisogno ancora di te".

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Il gioco è stato sviluppato da id Software con la versione di Nintendo Switch sviluppata da Panic Button. Marty Stratton e Hugo Martin tornano entrambi a dirigere il gioco. Il gioco è il primo a essere sviluppato con il motore id Tech 7, che presenta dieci volte meglio il dettaglio geometrico e la fedeltà delle texture dell'id Tech 6. Secondo Stratton, il team puntava a creare un "Universo di Doom", con ambienti più grandi e più variegati da far esplorare ai giocatori, tra cui l'"Inferno sulla Terra". A differenza del suo predecessore, id Software sta sviluppando la componente multiplayer del gioco internamente invece di affidarla allo sviluppatore multiplayer del gioco precedente Certain Affinity, con l'obiettivo di rendere l'esperienza più "social" e "connessa" con la campagna per giocatore singolo. Il team ha deciso di rimuovere la modalità SnapMap e riassegnare la propria risorsa per sviluppare contenuti scaricabili dal post-lancio della campagna. Bethesda Softworks ha annunciato il gioco all'Electronic Entertainment Expo 2018, con il primo filmato di gameplay svelato al QuakeCon 2018. Il gioco sarà rilasciato per Microsoft Windows, PlayStation 4, Nintendo Switch e Xbox One. A comporre la colonna sonora del gioco è presente Mick Gordon, già compositore della colonna sonora di Killer Instinct e Doom (videogioco 2016).

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Valutazioni professionali
Testata Versione Giudizio
Metacritic (media al 30-01-2020) PC 88/100[6]
PS4 87/100[7]
XONE 88/100[8]
Destructoid PS4 8.5/10[9]
EGM Tutte 4/5 stelle[10]
Game Informer XONE 9.25/10[11]
GamesRadar+ Tutte 3.5/5 stelle[12]
Jeuxvideo.com Tutte 18/20[13]
PC Games Tutte 9/10[14]
PCGamesN Tutte 9/10[15]
VG247 Tutte 4/5 stelle[16]
VideoGamer.com Tutte 8/10[17]

Doom Eternal è stato accolto dalla critica specializzata con favore[9][10][12][16].

Data Premio Categoria Risultato Fonte
16 novembre 2018 Golden Joystick Awards Gioco più atteso Candidato [18]
2019 Game Critics Awards Miglior Gioco PC Vincitore/trice [19]
Miglior Gioco d'Azione Vincitore/trice [19]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Simone Tagliaferri, DOOM Eternal annunciato all'E3 2018, in Multiplayer.it, 11 giugno 2018. URL consultato il 12 settembre 2018.
  2. ^ Upgrading DOOM Eternal to Next Gen, su Bethesda.net. URL consultato il 13 giugno 2021.
  3. ^ DOOM Eternal: trailer, dettagli e data dell'espansione The Ancient Gods Parte 1 - News Google Stadia, Nintendo Switch, PC, Playstation 4, Xbox One, su Console-Tribe, 27 agosto 2020. URL consultato il 16 settembre 2020.
  4. ^ The Ancient Gods Parte Uno - DOOM Eternal: L’inizio della fine - Recensione, su Gameplay Café by Tanzen & Friends, 27 ottobre 2020. URL consultato il 19 marzo 2021.
  5. ^ DOOM Eternal The Ancient Gods Parte 2 Recensione – L'atto finale dello Slayer | Vigamus Magazine, su vigamusmagazine.com, 19 marzo 2021. URL consultato il 19 marzo 2021.
  6. ^ (EN) Doom Eternal for PC Reviews, su Metacritic, CBS Interactive. URL consultato il 17 marzo 2020.
  7. ^ (EN) Doom Eternal for PlayStation 4 Reviews, su Metacritic, CBS Interactive. URL consultato il 17 marzo 2020.
  8. ^ (EN) Doom Eternal for Xbox One Reviews, su Metacritic, CBS Interactive. URL consultato il 17 marzo 2020.
  9. ^ a b (EN) Chris Carter, Review: Doom Eternal, su Destructoid, 17 marzo 2020. URL consultato il 20 marzo 2020.
  10. ^ a b (EN) Michael Goroff, Doom Eternal review, su EGM, 17 marzo 2020. URL consultato il 20 marzo 2020.
  11. ^ (EN) Andrew Reiner, Doom Eternal Review – Bloody Brilliant, su Game Informer, GameStop, 18 marzo 2020. URL consultato il 18 marzo 2020.
  12. ^ a b (EN) Josh West, Doom Eternal review: "Screams at you to move faster and to fight harder, and you can do nothing but obey", su gamesradar, 17 marzo 2020. URL consultato il 20 marzo 2020.
  13. ^ (FR) L'avis de Panthaa, Doom Eternal : Au sommet du fast-FPS, su Jeuxvideo.com, Webedia, 17 marzo 2020. URL consultato il 17 marzo 2020.
  14. ^ (DE) Richard Scott-Jones, Doom Eternal im Test mit Video: Brutal schnell und höllisch gut!, su PC Games, Network N, 18 marzo 2020. URL consultato il 18 marzo 2020.
  15. ^ (EN) Felix Schütz, Doom Eternal PC review – purifying, cathartic violence, su PCGamesN, Computec Media AG, 17 marzo 2020. URL consultato il 17 marzo 2020.
  16. ^ a b (EN) Doom Eternal review - cathartic combat, passable platforming, and stupid swimming, su VG247, 17 marzo 2020. URL consultato il 20 marzo 2020.
  17. ^ (EN) Josh Wise, Doom Eternal review, su VideoGamer.com, 17 marzo 2020. URL consultato il 17 marzo 2020.
  18. ^ (EN) Tom Hoggins, Golden Joysticks 2018 nominees announced, voting open now, in The Telegraph, 24 settembre 2018. URL consultato il 30 ottobre 2018.
  19. ^ a b (EN) Eddie Makuch, Final Fantasy 7 Remake Wins Best Of Show At E3 2019 Game Critics Awards, in GameSpot, 28 giugno 2019. URL consultato il 29 giugno 2019.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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