Donne sull'orlo di una crisi di nervi

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Donne sull'orlo di una crisi di nervi
Donnesullorlo.JPG
Pepa in una scena del film
Titolo originaleMujeres al borde de un ataque de nervios
Lingua originalespagnolo
Paese di produzioneSpagna
Anno1988
Durata90 min
Generecommedia
RegiaPedro Almodóvar
SoggettoPedro Almodóvar
SceneggiaturaPedro Almodóvar
ProduttorePedro Almodóvar
FotografiaJosé Luis Alcaine
MontaggioJosè Salcedo
MusicheBernardo Bonezzi
ScenografiaFélix Murcia
CostumiJosé María De Cossío, Humberto Cornejo
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Donne sull'orlo di una crisi di nervi (Mujeres al borde de un ataque de nervios) è un film del 1988 scritto e diretto da Pedro Almodóvar, liberamente ispirato da La voce umana di Jean Cocteau. Il film uscì nelle sale spagnole il 23 marzo 1988. In Italia debuttò sugli schermi, nel settembre dello stesso anno, in occasione della 45ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, dove venne presentato in concorso.

Ha ottenuto 5 premi Goya su 15 candidature, è stato candidato all'Oscar al miglior film straniero.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La doppiatrice cinematografica Pepa riceve un messaggio d'addio in segreteria telefonica da Iván, suo compagno nella vita e nel lavoro. In tutti i modi cerca di contattarlo per dirgli che è incinta, ma scopre che sta per partire per Stoccolma. Pepa pensa che vada via con la moglie Lucía, mentre la moglie sospetta il contrario; Iván invece ha un'altra amante, l'avvocatessa Paulina Morales.

Durante l'arco della giornata Pepa riceve nel suo appartamento, un attico che vuole affittare, diverse visite: la sua amica Candela, in fuga e in cerca d'aiuto dopo aver ospitato a casa sua dei terroristi; Carlos, figlio di Iván, con la sua fidanzata Marisa, casualmente venuti a vedere l'appartamento; Lucía, moglie di Iván e madre di Carlos; una coppia di poliziotti che indagano sui terroristi insospettiti da una telefonata anonima; il tecnico che deve riparare il telefono che Pepa aveva precedentemente gettato dalla finestra.

Lucía va quindi all'aeroporto armata di pistola con l'intenzione di uccidere Iván, ma Pepa, dopo aver tentato inutilmente di dissuaderla, riesce a disarmarla e a salvare la vita di Iván. Finalmente può parlargli, ma dopo tutto quello che è accaduto è esausta e decide che quello che doveva dirgli non è più importante, torna a casa e continua la sua vita senza di lui.

Collegamenti ad altri film di Almodóvar[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 il regista omaggia se stesso nel film Gli abbracci spezzati. Infatti i protagonisti sono un regista ed un'attrice (interpretati da Lluís Homar e Penélope Cruz) che girano un film intitolato Chicas y maletas (Ragazze e valigie), una sorta di parodia di Donne sull'orlo di una crisi di nervi. Appare anche Rossy de Palma, che però questa volta interpreta la pazza ex-moglie di Iván.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Pedro Almodóvar ha lavorato per dieci anni per la compagnia telefonica nazionale spagnola. Egli considera questo film una feroce critica contro il telefono e la segreteria telefonica che in realtà aiutano i bugiardi.[1]
  • Il regista ha dato questa definizione al film: "Una commedia sofisticata, molto sentimentale. Qualunque stramberia appare verosimile se implica dei sentimenti. L'emozione sentimentale è sempre il miglior veicolo per raccontare qualunque storia. E l'allegria, ovviamente, lo stavo dimenticando. Perché da una commedia, di qualunque tipo essa sia, deve traspirare allegria".[1]
  • La canzone sui titoli di testa "Soy infeliz" è interpretata da Lola Beltrán.
  • Il film che viene doppiato in alcune scene è Johnny Guitar.
  • Nel 1989 Jane Fonda acquisisce i diritti per un remake americano. Il film, che avrebbe dovuto avere lei come protagonista e Herbert Ross come regista, non verrà mai realizzato.[2]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Booklet del DVD
  2. ^ Maria Pia Fusco, Sull'orlo... Così Pedro Almodovar sconvolse Hollywood, la Repubblica, 8 giugno 1989. URL consultato il 12 novembre 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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