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Dongo (Italia)

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Dongo
comune
Dongo – Stemma
Il comune di Dongo
Il comune di Dongo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
Sindaco Mauro Robba (Uniti per Dongo) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 46°08′N 9°17′E / 46.133333°N 9.283333°E46.133333; 9.283333 (Dongo)Coordinate: 46°08′N 9°17′E / 46.133333°N 9.283333°E46.133333; 9.283333 (Dongo)
Altitudine 208 m s.l.m.
Superficie 7,04 km²
Abitanti 3 491[1] (31-12-2010)
Densità 495,88 ab./km²
Frazioni Mossanzonico
Comuni confinanti Garzeno, Gravedona ed Uniti, Musso, Pianello del Lario, Stazzona
Altre informazioni
Cod. postale 22014
Prefisso 0344
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 013090
Cod. catastale D341
Targa CO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti donghesi
Patrono Santo Stefano
Giorno festivo 26 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Dongo
Dongo
Posizione del comune di Dongo all'interno della provincia di Como
Posizione del comune di Dongo all'interno della provincia di Como
Sito istituzionale

Dongo (Dung in dialetto laghée[2], pronuncia fonetica IPA: /ˈduːŋk/) è un comune italiano di 3.471 abitanti della provincia di Como in Lombardia. Il nome deriva dal latino "aduncum".[senza fonte] È sito sulla costa nord-occidentale del Lago di Como presso la foce del torrente Albano.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese di Dongo sorge alla foce del torrente Albano, lungo il tracciato dell'Antica Via Regina; Dongo si trova anche sull'antico percorso che, attraverso il Passo San Jorio, collega il lago di Como alla Val Mesolcina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Un documento del 1465 è il primo a segnalare la presenza nella zona di importanti miniere di ferro. Queste miniere e gli impianti per il trattamento del ferro nel 1771 divennero di proprietà di Pietro Rubini, che nel 1789 costruì' il primo altoforno a carbone di legna per la produzione della ghisa, nel 1839 la società diventerà Rubini Scalini Falck, da cui nascerà' l'industria siderurgica Falck[3].

Il 6 settembre 1553, in un'edicola votiva posta sull'argine del fiume Albano, rappresentante la Vergine col bambino, nota come Madonna del Fiume, sgorgarono alcune Lacrime. Da allora venne edificato un Santuario in onore della Madonna delle Lacrime (o, come nota nella zona, la Madonna del Miracolo). Il 5 aprile 1614 il santuario venne affidato ai frati minori di san Francesco d'Assisi, che ancora oggi la custodiscono. Il 21 ottobre 1945, la venerata effige venne incoronata dall'Arcivescovo di Milano Cardinale Ildefonso Schuster, a ringraziamento per la conclusione del secondo conflitto bellico mondiale.

All'altezza della Piazzetta Rubini venne catturato dai partigiani Benito Mussolini il 27 aprile 1945 in fuga da Milano verso la Valtellina; fu ucciso nella frazione di Giulino nel comune di Mezzegra (oggi Tremezzina), il giorno seguente.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Morte di Mussolini.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Per la storia della diffusione della fede cattolica e degli edifici sacri vedi anche[4]

Architettura religiosa[modifica | modifica wikitesto]

Architettura civile[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Persone legate a Dongo[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 252.
  3. ^ pag. 307-308 Italo Scalera, I grandi imprenditori del XIX secolo: centocinquant'anni di storia di Italia, di scoperte, di invenzioni, di impresa, di lavoro, CEDAM, 2011
  4. ^ Caprioli et alii, 1986, 45, 83, 123, 127, 129, 132, 176, 177, 178, 185, 212, 240, 269.
  5. ^ La chiesa di Santo Stefano
  6. ^ La chiesa di Santa Maria in Martinico
  7. ^ Il Convento della Madonna delle Lacrime
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Adriano Caprioli, Antonio Rimoldi, Luciano Vaccaro (a cura di), Diocesi di Como, Editrice La Scuola, Brescia 1986.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN122713443 · GND: (DE4816174-3 · BNF: (FRcb144459316 (data)
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