Dongo (Italia)

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Dongo
comune
Dongo – Stemma
Dongo – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
SindacoGiovanni Muolo (Uniti per Dongo) dal 26-05-2019
Territorio
Coordinate46°07′47.96″N 9°16′54.08″E / 46.12999°N 9.28169°E46.12999; 9.28169 (Dongo)Coordinate: 46°07′47.96″N 9°16′54.08″E / 46.12999°N 9.28169°E46.12999; 9.28169 (Dongo)
Altitudine208 m s.l.m.
Superficie7,04 km²
Abitanti3 394[1] (31-7-2017)
Densità482,1 ab./km²
FrazioniBarbignano, Mossanzonico, Villagio Falk, Martinico, Campiedi, Ponaga, Pomaro, Mellia, Bersaglio
Comuni confinantiGarzeno, Gravedona ed Uniti, Musso, Pianello del Lario, Stazzona
Altre informazioni
Cod. postale22014
Prefisso0344
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013090
Cod. catastaleD341
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantiDonghesi
PatronoSan Gottardo/S. Stefano
Giorno festivo4 maggio / 26 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Dongo
Dongo
Dongo – Mappa
Posizione del comune di Dongo all'interno della provincia di Como
Sito istituzionale

Dongo (Dùnch in dialetto comasco[2][3], AFI: [ˈdʊŋk]) è un comune italiano di 3.394 abitanti della provincia di Como in Lombardia. Il nome deriva dal latino "aduncum"[senza fonte]. È sito sulla costa nord-occidentale del lago di Como presso la foce del torrente Albano.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese di Dongo sorge alla foce del torrente Albano, lungo il tracciato dell'Antica Via Regina; Dongo si trova anche sull'antico percorso che, attraverso il passo San Jorio, collega il lago di Como alla Val Mesolcina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Da Dongo, in epoca romana, passava la via Regina, strada romana che collegava il porto fluviale di Cremona (la moderna Cremona) con Clavenna (Chiavenna) passando da Mediolanum (Milano).

Un documento del 1465 è il primo a segnalare la presenza nella zona di importanti miniere di ferro. Queste miniere e gli impianti per il trattamento del ferro nel 1771 divennero di proprietà dei fratelli Giacomo e Antonio Mainoni, nativi di Lipsia (Sassonia), che li condussero sino al 1792, quando subentrarono i Rubini, che costruirono il primo altoforno a carbone di legna per la produzione della ghisa. Nel 1839 la società diventerà Rubini-Scalini-Falck, e da essa nascerà l'industria siderurgica Falck[4].

Il 6 settembre 1553, in un'edicola votiva posta sull'argine del fiume Albano, da una statua rappresentante la Vergine col bambino, nota come Madonna del Fiume, sgorgarono alcune lacrime. Venne edificato un santuario in onore della Madonna delle Lacrime (o, come nota nella zona, la Madonna del Miracolo). Il 5 aprile 1614 il santuario venne affidato ai frati minori di san Francesco d'Assisi. Il 21 ottobre 1945, la venerata effigie venne incoronata dall'arcivescovo di Milano cardinale Ildefonso Schuster, a ringraziamento per la conclusione del secondo conflitto mondiale.

All'altezza della piazza Rubini, il 27 aprile 1945 venne catturato dai partigiani Benito Mussolini in fuga da Milano verso la Valtellina; fu ucciso nella frazione di Giulino nel comune di Mezzegra (oggi Tremezzina), il giorno seguente.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Morte di Benito Mussolini.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architettura religiosa[modifica | modifica wikitesto]

Per la storia della diffusione della fede cattolica e degli edifici sacri vedi anche il testo in nota.[8]

Architettura civile[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2017.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 252.
  3. ^ Per il dialetto comasco, si utilizza l'ortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale Famiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letteraria.
  4. ^ pag. 307-308 Italo Scalera, I grandi imprenditori del XIX secolo: centocinquant'anni di storia di Italia, di scoperte, di invenzioni, di impresa, di lavoro, CEDAM, 2011
  5. ^ La chiesa di Santo Stefano
  6. ^ La chiesa di Santa Maria in Martinico
  7. ^ Il Convento della Madonna delle Lacrime
  8. ^ Caprioli et alii, 1986, 45, 83, 123, 127, 129, 132, 176, 177, 178, 185, 212, 240, 269.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Adriano Caprioli, Antonio Rimoldi, Luciano Vaccaro (a cura di), Diocesi di Como, Editrice La Scuola, Brescia 1986.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN126748804 · LCCN (ENn86008569 · GND (DE4816174-3 · BNF (FRcb144459316 (data) · WorldCat Identities (ENn86-008569
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