Donatella Mazzoleni

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Donatella Mazzoleni

Donatella Mazzoleni (Firenze, 14 maggio 1943) è un'architetta, professoressa universitaria e artista italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a Firenze da Francesco Mazzoleni (ingegnere) e da Alma de Cindio naturalista. La famiglia ritorna a Napoli nel 1944 dove Donatella Mazzoleni ottiene, nel 1961, la maturità classica al Liceo classico statale Umberto I. Si iscrive alla facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Si laurea nel 1967 con la tesi “Progetto di struttura programmata: primo stadio di sviluppo di un centro di attrezzature direzionali nel comprensorio napoletano” (relatori Giulio De Luca e Aldo Loris Rossi), una tesina storica sulle megastrutture e l’architettura utopica, una tesina scientifica sulle superfici a doppia curvatura (relatore Salvatore Di Pasquale). Molteplici le esperienze interdisciplinari nei campi dell’antropologia e della psicologia dello spazio (anni 60-80) e dell’ecologia ambientale (anni 80-90). Inizia la sua carriera universitaria nel 1968 presso la facoltà di Architettura dell'Università Federico II di Napoli, dove ottiene la cattedra di progettazione architettonica. In ambito accademico svolge lavori di ricerca e costruisce relazioni internazionali con università europee, americane, asiatiche, australiane, e del Medio Oriente. Parallelamente, svolge anche attività progettuale in ambiti specifici.[1]

Lascia l’università nel 2011 per dedicarsi all'attività di ricerca e alla sperimentazione artistica.

Attualmente svolge attività libera nei campi della ricerca, dell’architettura e delle arti.

L'insegnamento e la ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Inizia la carriera universitaria nel 1968 presso l’Università Federico II di Napoli, nel 1975 ottiene il primo incarico di insegnamento in composizione architettonica. Il suo orientamento verso l’architettura organica era in contrapposizione al Razionalismo italiano, prevalente in quegli anni nella scuola napoletana.

Ottiene, nel 1999, la cattedra di professore ordinario in progettazione architettonica e tiene corsi di Museografia, Progettazione architettonica per il Sud del Mondo, di Sviluppo del pensiero creativo in Architettura.[2]. È membro dell’Accademia Pontaniana dal 1982.[3] Dal 1986 al 2011 svolge lavori didattici e di ricerca anche a livello internazionale ed è stata responsabile dei progetti di internazionalizzazione della Facoltà di Architettura e membro della Commissione Internazionalizzazione di Ateneo dell’Università Federico II di Napoli. Nel decennio 1985-1995 organizza convegni internazionali: La città e l'immaginario 1985; La Bellezza dell'Architettura 1990, Il recupero delle aree dismesse 1992; Identità e differenza in architettura. L’architettura come linguaggio di pace 1995.

Nel 1986 è stata visiting professor in U.S.A. presso l'Università della Carolina del Nord a Charlotte U.S.A. Dal 1992 al 2011 è stata responsabile di una rete Erasmus-Socrates ed ha insegnato presso Università tecnica di Graz; presso la Bauhaus-Universität Weimar; presso la Robert Gordon University di Aberdeen; presso la Escuela Técnica Superior de Arquitectura de la Universidad de Granada; presso la Scuola Estiva dell’Università di Zagabria, Orebic, Konavle.

Dal 1994 al 1998 ha svolto programmi di ricerca con le università della Cina: Università Tongji, Tsinghua University.Tianjin University di Tianjin.

Nel 1995 ha tenuto seminari presso la Queensland University Brisbane, Australia. Dal 2000 al 2011 è promotrice di una collaborazione internazionale sul confronto interculturale con università dell’est europeo, dei paesi arabi e dell’India sul tema “Architettura come linguaggio di pace”[4]

Dal 2003 al 2005 è coordinatrice dell’Unità Operativa “Architettura delle città e dei paesaggi” nel Centro di Competenza della Regione Campania AMRA (Analisi e monitoraggio del Rischio Ambientale). Dal 2005 al 2011 è promotrice e coordinatrice di programmi bilaterali di didattica e ricerca con il Rizvi College of Architecture in Mumbai in India ed il Palestine Polytechnic di Hebron.

Nel 2008 tiene la conferenza “l’Architettura e le sue meraviglie” nel ciclo “Come alla Corte di Federico” dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.[5] Nello stesso anno tiene un corso di lezioni magistrali presso l’Istituto per gli Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli.

Nel 2010 insegna presso il corso estivo internazionale dell’IUAV (Istituto universitario di architettura di Venezia).[6]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Progetto utopico Città Struttura, Materiale Abitabile (con Aldo Loris Rossi) 1969-70

La sua esperienza progettuale in architettura è caratterizzata dall'intreccio tra ricerca teorica e sperimentazione progettuale e comprende progetti utopici e progetti architettonici e urbani. Macchine “utopiche”, Microarchitettura, Dialoghi con l’arte, Dialoghi con la storia, Giardini (Cosmologie), Nuclei di rifondazione urbana sono le figure intorno alle quali il suo lavoro ruota con l’intenzione di salvaguardare e di custodire dell’architettura proprio l’Arché, così spesso dimenticata e rimossa a favore del lavoro di tectura.[7]

La sua attività di ricerca in architettura nasce dall'esperienza “utopica” nell'ambito dell’Architettura radicale degli anni '60. La collaborazione professionale e il matrimonio (1967-1982) con Aldo Loris Rossi coincidono con un periodo di intense ricerche nel campo dell’architettura utopica e sperimentazioni linguistiche d’avanguardia: il progetto utopico “Città struttura, Materiale abitabile” (con Aldo Loris Rossi e la consulenza di Salvatore Di Pasquale) ottiene il “nombre d’or” al Grand Prix International d’Urbanisme et d’Architecture Construction et Urbanisme da una giuria di cui partecipavano tra altri Jacob B. Bakema, Jurgen Joedicke, Louis Kahn, Henri Lefebvre, Robert Le Ricolais, Paul Maimont, Jean Prouvé, Bruno Zevi.[8]

Testimonianza dell’attività professionale svolta negli anni 60-70 assieme ad Aldo Loris Rossi è la Chiesa di S. Maria della Libera e SS. Redentore – Portici (in provincia di Napoli)[9]

L’iniziale impronta utopica resta riconoscibile nel lavoro svolto successivamente con attenzione alla relazione arte-vita e al “significato” dei linguaggi dell’architettura.[10]

L’esperienza megastrutturale viene chiusa negli anni ‘80 con una svolta verso il tema opposto della “microarchitettura”, illustrata nei libri Tessiture. Architetture dello spazio interno 1989 e Diario di lavoro 1993.[11]

Casa Comunale e Piazza Civica. La costruzione della macchina solare Montella 1989
Serra Scientifica dell'Orto Botanico di Napoli 1993
Oikos Mousikòs. Spazio per l'ascolto del silenzio. Abazia di Fonte Avellana 2005
Grande Serra Desertica Orto Botanico di Portici 2013

La riflessione sul significato dell’architettura viene approfondita a molteplici livelli su più temi: il saggio "Per una simbolica dell'ambiente" 1978; i libri "Spazio e comportamento" 1974 Metapolis; "Strutture e storia di una grande città", 1983; "La città e l'immaginario" 1985.[7] Il lavoro progettuale viene esercitato in allestimenti di mostre d'arte in sedi monumentali e museali concepiti in relazione con l’iconologia delle opere esposte. Il lavoro progettuale si estende anche ai temi del giardino e dell’architettura del paesaggio, con particolare attenzione ai valori simbolici.[12] L’idea-progetto “Jardin Européen” ottiene menzione speciale per la concezione simbolica al Concorso Internazionale A.P.R.I.A. Parigi 1989. I progetti di restauro e nuove serre per l’Orto botanico di Portici (1989) e per l’Orto botanico di Napoli (1993) sviluppano temi archetipici dell’Hortus conclusus e del Labirinto.[7]

Negli anni 80 è fra i promotori del CIU Comitato Interdisciplinare Universitario per la ricostruzione post-sismica dell’Irpinia.[13] e nel 1989 vince il concorso nazionale per la progettazione della nuova sede del Comune di Montella (AV)[14] con un progetto concepito come grande macchina solare, fondato sul recupero del valore cosmologico dell’identità urbana, che anticipa i temi della bioecocompatibilità ambientale.[15]

Nel 1999 su invito dell’UNESCO partecipa con un gruppo di architette italiane e berbere al concorso “Les plazas mediteranéennes pour les femmes et la paix - concours d’architecture pour l’amenagement de la place de l’emir Abdelkader à Alger”.

Contemporaneamente continua la produzione scientifica, incentrata sull'edificio architettonico (Palazzi di Napoli, coedizione Rizzoli International, Venezia/New York 1999), e sull'approfondimento dei temi dell’immaginario architettonico: Domus. Pittura e architettura d’illusione nella casa romana, EBS Arsenale, in coedizioni francese, tedesca, americana, russa, 2004, ma anche sui temi dell’identità ambientale (Rischio sismico, paesaggio, architettura. L’Irpinia, 2005) affrontati anche nel confronto interdisciplinare e interculturale (Identità e differenze in architettura. Spazi per l’incontro multietnico, 2002; Architettura come linguaggio di pace, edizione italo-inglese-araba 2005; La città psicotica/The Psychotic City, 2016; Historic Centres and Identity. Enhancement and Restoration between Italy and Palestine. The Case of Hebron 2018).

Nel 2003 progetta la nuova Grande Serra Desertica per l’Orto Botanico di Portici[16] in cui riprende temi dell’architettura utopica settecentesca di Boullée, Ledoux. Nel 2007 progetta il Monastero Buddhista a Pomaia.

Un nuovo filone di ricerca si apre dagli anni ’90 sui rapporti tra architettura e musica e diventa tema dominante della riflessione teorica e progettuale (Architettura e Musica, Collegium Scriptorium Fontis Avellanae, 2003; progetto di Spazio per l’ascolto del silenzio e una meditazione sul sacro per tutte le religioni, Monastero di Fonte Avellana e di sperimentazioni artistiche che porteranno a sconfinare in campi altri rispetto all'architettura (progetti di Tabulae Musicales; Tabula Musicalis Neapolitana 2005-2013; Tabula Musicalis, 2016).

Nel 2019 lancia Omphalòs, idea di progetto per la trasformazione delle griglie di aerazione della metropolitana di Napoli in strumenti musicali urbani.

Progetti di architettura[modifica | modifica wikitesto]

Progetti utopici

  • Città-Struttura (con Aldo Loris Rossi) (1970)
  • Giardino cosmologico per un rito laico di celebrazione della morte (1994)
  • Giardino Cosmologico per il Rito della Morte in Cina (1994)
  • Oikos Mousikòs. Spazio per l’ascolto del silenzio (meditazione sul sacro comune a tutte le religioni) del Monastero di Fonte Avellana (2005)

Microarchitetture

  • Negozio La Bancarellina, Napoli (1986)
  • Negozio Vega Baby, Napoli (1989)
  • Tomba della famiglia Giannini, Santeramo in Colle (1990)

Architetture urbane

  • Recupero del Rione Terra a Pozzuoli (con Aldo Loris Rossi, Ezio De Felice ed altri) (1975)
  • Nuova Casa Comunale e Piazza Civica di Montella (1989-2019)
  • Sistemazione del complesso delle piazze Bartoli Moscariello a Montella (1991)
  • La place dediée aux femmes et à la paix à Alger, Restructuration de la Place de l’Emir Abdelkader (su invito dell’UNESCO e del Gouvernorat du Grand Alger) (1999)
  • Monastero buddhista e recupero di una cava dismessa a Pomaia (2007)
  • Omphalòs, rete di strumenti musicali urbani, Napoli (2019)

Giardini e architetture del paesaggio

  • Giardini sul Monte Echia, Napoli (1979)
  • Parco archeologico e restauro dell'Anfiteatro romano di Aquinum (1988)
  • “Jardin Européen” (Menzione Speciale per la Concezione Simbolica al Concorso Internazionale A.P.R.I.A., Paris-Dunquerke) (1989)
  • Restauro e nuove serre dell'Orto botanico di Portici (1988-1992)
  • Restauro e nuove serre dell'Orto botanico di Napoli (1993)
  • Grande Serra Desertica per l’Orto Botanico di Portici (2004)
  • Giardino pensile con orologio solare, Casa M, Napoli (2017-2020)

Edifici di cura

  • Studi per uno spazio per psicoterapie di gruppo, Complesso Ospedaliero Universitario dell’Università degli Studi di Napoli Federico II nell'area di Cappella Cangiani (1981)
  • Adeguamento ai criteri di biocompatibilità e architettura degli interni dell’edificio n.7 del Complesso Ospedaliero Universitario dell’Università degli Studi di Napoli Federico II nell'area di Cappella Cangiani (1996)

Allestimenti di mostre

Interventi in edifici monumentali

Architetture d’interni

Negli ultimi anni la sua attività si è concentrata principalmente sull'intersezione dei linguaggi dell’architettura, delle arti e della musica. Prodotto specifico di queste ricerche sono le Tabulae Musicales, opere pittorico-plastico-musicali che intendono rappresentare i paesaggi in modo archetipico, secondo i principi della Sinestesia e della Polisemia, per mostrare l’immagine del mondo e far ascoltare il suono immaginario del mondo dei siti di fondazione delle antiche città. Il prototipo di questi lavori è la Tabula Musicalis Neapolitana (2005-2012) presentata da Aldo Masullo a Napoli al Museo e Certosa di San Martino nel 2016.[18]

Opere d'arte

Tabula Musicalis Neapolitana 2005-2013
Napoli da Nord, olio su tela 2012
  • Napoli da Nord olio su tela (2012)
  • Tabula Musicalis Neapolitana olio su tela con apparato sonoro (2005-2013)
  • Silenzio arenaria scolpita (2013)
  • Sirena terracotta dipinta (2015)
  • Disco solare olio su tavola (2015)
  • Polittico del Nord, dell’Est, del Sud e dell’Ovest olio su tela (2017)
  • Terra e Acqua olio su tela (2017)
  • Nodi e labirinti serie in terracotta e rame (2018-2019)
  • Il Corpo di Napoli olio su tela (2019)
  • Arie serie di multipli a stampa (2018-2019)

Mostre collettive e personali

Scritti[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Terzo premio ex-aequo IV Concorso Nazionale IN/ARCH Domosic "Per un'idea architettonica", Roma (1968);
  • "Nombre d'or" Grand Prix International d'Urbanisme et d'Architecture 1969/70 "Recherche pour une ville nouvelle", Cannes - Parigi, Francia (con Aldo Loris Rossi); (1970);
  • Primo premio al Concorso Nazionale per il recupero del Rione Terra a Pozzuoli (con Aldo Loris Rossi, Ezio De Felice ed altri) (1975);
  • Mention spéciale pour la conception symbolique au Concours International "Jardin Européen", A.P.R.I.A., Parigi, Dunkerque, France (1989);
  • Primo premio al Concorso Nazionale per le nuove sedi del Comune di Montella e della Comunità Montana Terminio Cervialto, Italia (1989);
  • Invito dell’UNESCO al concorso "Les plazas mediteranéennes pour les femmes et la paix - concours d’architecture pour l’amenagement de la place de l’emir Abdelkader à Alger" (1999);
  • "International Professional of the Year 2005", International Biographical Centre, Cambridge U.K. (2004)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Donatella Mazzoleni - Academia.edu
  2. ^ Copia archiviata, su federica.unina.it. URL consultato il 6 maggio 2020 (archiviato dall'url originale il 13 marzo 2019).
  3. ^ I soci dal 1944 M-Z - Accademia Pontaniana
  4. ^ https://researchgate.net/publication/26502825_Conference_Competition_Announcements-IAHH_2008.
  5. ^ Università degli Studi di Napoli Federico II "Come alla corte di Federico ovvero Parlando e riparlando di scienza", quaderni di COINOR, 2008, ISBN 978 88 7893 017 9 pp 35-45
  6. ^ Copia archiviata, su iuav.it. URL consultato il 6 maggio 2020 (archiviato dall'url originale il 24 dicembre 2010).
  7. ^ a b c Angelo Trimarco "Architettura in forma di diario" in Donatella Mazzoleni. Diario di lavoro, Anfione Zeto, quaderni di lavoro Pagus Edizioni, 1994 pp 13-15
  8. ^ Aldo Loris Rossi (1933-2018) - Giornale dell'ArchitetturaGiornale dell'Architettura | Periodico in edizione multimediale
  9. ^ http://architetturecontemporanee.beniculturali.it/architetture/index.php.
  10. ^ Margherita Petranzan, "Analogie" in Donatella Mazzoleni. Diario di lavoro, Anfione Zeto, quaderni di lavoro Pagus Edizioni, 1994 pp 139-143
  11. ^ Giacomo Marramao, "Limina" in Donatella Mazzoleni. Diario di lavoro, Anfione Zeto, quaderni di lavoro Pagus Edizioni 1994 pp 9-12
  12. ^ Simonetta Poggiali, "Il vuoto e le cose. Conversazione con Donatella Mazzoleni" in AA.VV., Le lingue di Napoli, Napoli, Cronopio, 1994 pp 133-154
  13. ^ http:amracenter.com/doc/pubblicazioni/rischio_sismico_irpinia.pdf
  14. ^ http://architetturecontemporanee.beniculturali.it/architetture/index.php
  15. ^ Pasquale Belfiore, "Frammenti di qualità architettonica. Percorsi dell’età postmoderna 1958-1995" in: Alda Croce, Fulvio Tessitore, Domenico Conte, Napoli e la Campania nel Novecento. Diario di un secolo, Vol. II, Napoli, Liguori, 2006, pp 167-19, 978 88 2073 7948; Pasquale Belfiore, "Una nuova identità: la nuova sede del Comune e la piazza civica di Montella", in Ananke n. 64, 2011 pp 122-127; Stefano Volpe, La Nuova Casa Comunale di Montella, MoCa Press, 2013.
  16. ^ https://centromusa.it/it/centro-musa-portici/progetti.html
  17. ^ Salvatore Di Liello, Pasquale Rossi, "Le Cattedrali della Campania", Milano, Federico Motta, 2003, pp 35, 54-59.
  18. ^ https://napoli.repubblica.it/cronaca/2016/06/17/news/museo_di_san_martino_ecco_la_tavola_strozzi_del_terzo_millennio-142206975/
  19. ^ https://beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_415157868.html

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michel Ragon, Histoire mondiale de l'architecture et de l'urbanisme modernes, Tournai, Casterman, 1972
  • AA.VV., Documenta 5, Kassel, 1972, ISBN 2203235136
  • Henri Lefebvre, Espace et politique, Parigi 1972
  • Reiner Banham, Age of the Masters, HarperCollins Publishers, 1975, pp 3, 168,ISBN 9780064300643
  • K. Styrna-Bartkowiczowa, T. Przemyslam Szafer, EkologianSrodowiska Mieszkaniowego, Wroclaw-Warsawa 1977
  • Lara Vinca Masini (a cura di), Topologia e morfogenesi, La Biennale di Venezia, 1978
  • Giulia Villone Betocchi (a cura di), Il contributo della psicologia in situazioni di emergenza, Salerno, Palladio, 1982
  • Paola Coppola Pignatelli, Spazio e immaginario. Maschile e femminile in architettura, Roma, Officina, 1982
  • AA.VV., Venti progetti per il futuro del Lingotto, Torino, Etas Libri, 1984 pp 6, 224
  • Erica Carter, James Donald, Judith Squires (ed) Space & Place. Theories of Identity and Location, Lawrence & Wishart, London, 1993, pp xiii, xiv, ISBN 0853157758
  • AA.VV., Le lingue di Napoli, Napoli, Cronopio, 1994
  • Pasquale Belfiore, Benedetto Gravagnuolo Napoli, Architettura e Urbanistica del Novecento, Bari, Laterza, 1994, ISBN 9788842044550
  • Pasquale Belfiore, Terremoto 1980. Appunti di viaggio nella ricostruzione, in S/Montaggi, d’Architettura n.24, 2004

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