Don Giovanni d'Austria (1629-1679)

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don Juan José de Austria
Anonimo, ritratto di Don Giovanni d'Austria
Anonimo, ritratto di Don Giovanni d'Austria
7 aprile 1629 - 17 settembre 1679
Nato a Madrid
Morto a Madrid
Cause della morte ignota, sospetti di avvelenamento
Luogo di sepoltura Monastero dell'Escorial
Dati militari
Paese servito Spagna
Forza armata Tercio
Corpo marina, fanteria
Anni di servizio dal 1646 al 1663
Guerre Rivoluzione Napoletana
Guerra franco-spagnola
Guerra di restaurazione portoghese
Battaglie Assedio di Barcellona
Battaglia di Valenciennes
Battaglia delle Dune
Comandante di Armata delle Fiandre

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Don Juan José de Austria, italianizzato in don Giovanni d'Austria (Madrid, 7 aprile 1629Madrid, 17 settembre 1679), è stato un condottiero e politico spagnolo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio illegittimo di Filippo IV di Spagna, sua madre era María Calderón[1], una famosa attrice, che si ritirò in un convento dopo la sua nascita.

Crebbe a León presso una donna di condizioni modeste che probabilmente ignorava il lignaggio del pupillo per quanto questi ricevette la migliore educazione a Ocaña nei pressi di Toledo[2][3].

Nel 1642, il re lo riconobbe ufficialmente come suo figlio ed il principe iniziò la sua carriera politica in qualità di rappresentante militare degli interessi del padre.

Infatti, Don Giovanni fu inviato nel 1647 a Napoli con una squadra navale e un corpo di spedizione per reprimere la Repubblica Napoletana costituitasi a seguito dell'insurrezione di Masaniello: in un primo momento si limitò ad assediare la città e ad infiltrare agenti, aspettando che il sostegno popolare verso i governanti filo francesi[4], poi, ottenuta la cacciata dei promotori della rivolta, entrò nella città restaurando il viceregno.

L'anno seguente, esauriti i focolai di rivolta, Don Giovanni fu inviato in Sicilia come viceré da cui partì, nel 1651, per guidare un corpo di spedizione in Catalogna allo scopo di riconquistare Barcellona, l'unica città importante della Catalogna ad essere rimasta fedele alla Sollevazione del 1640. Dopo un lungo assedio, nell'ottobre del 1652, la città si arrese e don Giovanni poté adottare una saggia politica di pacificazione per la quale fu a lungo ricordato.

In entrambe le occasioni fu aiutato anche dalle proprie qualità umane: la simpatia, la personalità brillante, anche l'aspetto fisico, gli occhi luminosi ed i capelli corvini, contribuirono a fare del principe una figura apprezzata dalla popolazione.

Nel 1656, Filippo IV, gli conferì il titolo di governatore dei Paesi Bassi spagnoli e di comandante dell'Armata dell'Armata delle Fiandre, dove ottenne alcuni allori militari come la vittoria nella Battaglia di Valenciennes dove il suo esercito, numericamente inferiore, colse di sorpresa l'armata francese dI Duca di Turenne; in questo scontro si distinse anche per doti di coraggio personale dato che guidò personalmente la cavalleria spagnola.

Due anni dopo, invece, la sorte si capovolse in quanto il visconte di Turenne, con l'appoggio delle truppe di Oliver Cromwell, sconfissero l'Armata di Fiandra presso Dunkerque, nonostante i consigli del Conte di Condé e l'estremo coraggio dei soldati.

Conclusasi la Guerra franco spagnola, tra il 1661 e 1662, combatté contro i portoghesi in Estremadura dove colse alcuni limitati successi sebbene le truppe spagnole, mal equipaggiate, con un morale assai basso ed irregolarmente pagate, non dessero sufficientemente affidamento.

Infatti, quando Don Giovanni invase l'Algarve, nel 1663, le forze portoghesi, rafforzate da un corpo di spedizione inglese, sotto il comando di Frederick Schomberg, sconfissero le truppe spagnole ad Estremoz.

Nonostante la sconfitta, non perse l'appoggio del padre ma trovò un fiero oppositore nella regina Marianna d'Austria, madre del Infante Carlo II di Spagna, l'unico figlio superstite legittimo del re ed ella fece sì che Don Giovanni fosse rimosso dal comando ed inviato alla sua magione a Consuegra.

Dopo la morte di Filippo IV nel 1665 Don Giovanni divenne il capo riconosciuto dell'opposizione al governo della regina vedova e del suo valido, il gesuita tedesco Johann Eberhard Nidhard.

Stemma di Don Juan José de Austria.

A seguito dell'assassino di un servo, Don Giovanni, approfittando dei contraccolpi del Trattato di Lisbona e delle sconfitte nella Guerra di Devoluzione, si mise alla testa di una rivolta di Aragona e Catalogna, ottenendo l'espulsione di Nithard il 25 febbraio 1669.

A seguito del colpo di stato, Don Giovanni fu, però, costretto ad accontentarsi del vicereame di Aragona ed al gesuita successe Fernando de Valenzuela, I Marchese di Villasierra.

Il governo di Valenzuela fu mediocre e, nel 1677, Don Giovanni, con l'appoggio del sovrano e della nobiltà, esiliò Valenzuela e divenne primo ministro. Il suo governo non durò a lungo poiché Don Giovanni morì, forse per veleno[5], il 17 settembre 1679.

Il suo nome occupa un posto di rilievo nel Popish Plot di Titus Oates nel 1678: infatti, Oates imprudentemente affermò di aver incontrato Don Giovanni a Madrid. Interrogato a sua volta dal re Carlo II d'Inghilterra, sbagliò a descriverne l'aspetto, venendo corretto dallo stesso sovrano che aveva conosciuto don Giovanni nel 1656. Divenne allora chiaro che le accuse di complotto addotte da Oates erano false.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Detta popolarmente La Calderona
  2. ^ Rodriguez, Ignacio Ruiz.. 2007. Don Juan José de Austria en la monarquia hispanica: Entre La Politica, El Poder Y La Intriga Madrid: Dykinson
  3. ^ Un esempio di come il Conte Duca di Olivares fosse riuscito riuscito a mantenere il segreto dell'esistenza di figlio illegittimi del sovrano è raccontato nel capitolo intitolato "A Sprig of the House of Austria" nella raccolta di saggi di Hume %20L'anno%20dopo%20la%20Armada%5D%20(1896). L'Anno dopo l'Armada (1896)
  4. ^ Enrico II di Lorena, duca di Guisa era stato invitato dai rivoltosi ad assumere la guida della repubblica ma ben presto perse l'appoggio popolare a causa della sua politica apertamente favorevole alla Francia.
  5. ^ Hume, Martin Andrew Sharp. 1896. The year after the Armada: and other historical studies. New York: Macmillan, p. 292.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Viceré di Napoli Successore Arms of the King of Spain as Monarch of Naples and Sicily (1598-1665).svg
Rodrigo Ponce de León 16481648 Iñigo Vélez de Guevara
Predecessore Viceré di Sicilia Successore Arms of the King of Spain as Monarch of Naples and Sicily (1598-1665).svg
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