Domus del chirurgo

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Domus del chirurgo
Domus del chirurgo Rimini.JPG
Domus del chirurgo
CiviltàCiviltà romana
Localizzazione
StatoItalia Italia
ComuneRimini
Amministrazione
Visitabilevisitabile
Mappa di localizzazione

Coordinate: 44°03′44.64″N 12°34′05.16″E / 44.0624°N 12.5681°E44.0624; 12.5681

La domus del chirurgo è un'abitazione romana della seconda metà del II secolo, scoperta nel 1989 a Rimini in piazza Luigi Ferrari, e aperta al pubblico il 7 dicembre 2007. Al suo interno è stata rinvenuta una delle serie più complete di strumenti chirurgici di età romana, oggi conservata al Museo della città di Rimini.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il nome con cui è nota, "casa del chirurgo", si deve all'importante corredo chirurgico rinvenuto: da una mensola originariamente posta sulla parete era caduta una scatola di bronzo, da cui si era rovesciato un gruppo di strumenti in ferro e bronzo utilizzati dal medico per i suoi interventi, pinze, bisturi, scalpelli, sonde e altri attrezzi, nonché bilance e misurini di bronzo; e ancora vasetti in terracotta, e un gruppo di vetri ormai irriconoscibili, pertinenti a fiale e ad altri contenitori di uso farmaceutico.

Le stanze della domus si affacciavano tutte su un lungo corridoio che serviva da disimpegno e raccordo tra i diversi vani, e che a sua volta dava su un cortile. All'interno c'era una stanza che serviva al medico per visitare e operare i pazienti, più una taberna medica che fungeva da ambulatorio e che dava sul cortile. Tra i vani è stata identificata anche la sala da pranzo, il triclinio, e la camera da letto, il cubicolo. La cucina e la piccola dispensa erano invece situate al secondo piano della domus.

La ristrutturazione della domus risale agli ultimi anni del II secolo o ai primi decenni del III. Venne abbandonata repentinamente, e mai più occupata, in seguito a un incendio che la distrusse completamente; in mezzo alle macerie formatesi col crollo del secondo piano furono trovate circa 80 monete romane, quasi tutte d'argento, la più recente delle quali è databile tra il 253 e il 258; la distruzione si può far risalire a questi anni, o di poco posteriori.

La Domus da altra angolazione

Il chirurgo[modifica | modifica wikitesto]

Si suppone che il nome del medico fosse Eutyches (Eutiche) grazie all'iscrizione sul muro della sua Taberna Medica "Eutyches Homo Bonus", e che fosse un medico militare di origine orientale.

Dai ritrovamenti archeologici, dai mosaici, dalle decorazioni e dalle numerose scritte in greco ritrovate sul vasellame, si ipotizza che Eutyches fosse di origine greca, oltre ad essere un amante del bello. A confermare l'origine ellenica di Eutyches c'è anche il piede della statua di Ermarco, filosofo discepolo di Epicuro, ritrovata nel giardino.

Scoperta[modifica | modifica wikitesto]

Durante la rimozione di una pianta l'escavatore che stava operando andò per errore troppo a fondo e scoprì un mosaico a 1,5 metri sotto terra. Successivamente lo segnalò al Dipartimento di Storia Culture Civiltà di Bologna e si procedette agli scavi. L'attuale struttura che contiene i resti della domus e che consente al pubblico di vederla camminando su piattaforme sospese, è stata aperta nel 2007. I lavori hanno subito le critiche da parte di associazioni ambientalistiche, contrarie all'abbattimento di alberi per consentire gli scavi archeologici, che arrivarono a consegnare il "Premio Attila" all'amministrazione comunale[1].

Reperti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

All'interno della domus sono stati ritrovati centinaia di reperti archeologici: ferri chirurgici, vasellame da cucina e monete, oltre a una lunga serie di decorazioni e mosaici.

Gli strumenti chirurgici ritrovati a Rimini rappresentano a oggi la più ricca collezione chirurgica antica al mondo, per varietà e numero degli oggetti: si tratta infatti di circa 150 pezzi utilizzati per intervenire su ferite e traumi ossei, più una serie di vasetti utilizzati per la preparazione e la conservazione dei medicinali. Nel corredo chirurgico spiccano vari bisturi, sonde, pinzette, tenaglie odontoiatriche, leve ortopediche, un trapano a bracci mobili e diversi ferri utilizzati per esportare calcoli urinari. La tipologia dei ferri chirurgici indica che il chirurgo riminese era specializzato in professione medica militare.

Uno dei ritrovamenti più importanti è stato quello del Cucchiaio di Diocle, un pezzo unico al mondo, che serviva per estrarre le punte di freccia conficcate nel corpo umano. Si tratta di un arnese composto da un manico di ferro che termina con una lamina a forma di cucchiaio, forata al centro, in modo da bloccare ed estrarre la freccia. Veniva utilizzato in particolare dai medici che operavano sul campo di battaglia.

Mosaici e affreschi[modifica | modifica wikitesto]

Mosaico "Orfeo tra gli animali"

Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce una lunga serie di mosaici ancora intatti e di affreschi policromi.

Tra i mosaici spicca quello di Orfeo tra gli animali, ritrovato nella taberna medica, che vede al centro dell'opera il celebre musico circondato da animali in ascolto. I mosaici sono stati realizzati prevalentemente con la tecnica dell'opus tessellatum e dell'opus reticulatum.

Nel triclinium è stato invece ritrovato un pannello di pasta di vetro dove su sfondo blu sono stati raffigurati 3 animali marini: un delfino, un'orata e uno sgombro.

I numerosi mosaici ritrovati sono oggi conservati nella sezione archeologica del Museo della città di Rimini.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ALBERI ABBATTUTI PER LA DOMUS: PER WWF E AN. LIB. LA GIUNTA DA PREMIO ATTILA, su newsrimini.it, 23 luglio 2004. URL consultato il 14 aprile 2016.

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