Domenico Colombo

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Domenico Colombo (14181499 o 1500) è stato un artigiano e mercante italiano, padre di Cristoforo Colombo e Bartolomeo Colombo.

Le notizie anagrafiche non sono molto attendibili, atteso che non vi sono documenti che indichino esattamente la sua data di nascita e di morte, poiché, all'epoca, non si tenevano ancora registri delle nascite e delle morti, i quali furono ordinati, dal Concilio di Trento, intorno alla metà del Cinquecento. I dati biografici sono ricavati quindi da fonti eterogenee, ad esempio da atti notarili, contratti, capitolazioni (una sorta di capitolati), nei quali compare il nome o il cognome, spesso dissimili da quello convenzionalmente usato nella storiografia.

Le origini della famiglia[modifica | modifica sorgente]

Sulle origini geografiche della famiglia Colombo sono state effettuate numerose ricerche, che sono poi giunte a risultati diversi e contrastanti. Una prima teoria afferma che i genitori di Cristoforo Colombo abitavano in un luogo detto Terrarossa, poco distante da Nervi, nella Val Fontanabuona. Domenico era, dunque, cittadino genovese, abitante nella Parrocchia di San Stefano, con la moglie Susanna Fontanarossa. Secondo questa ricostruzione, sembrerebbe fuori di dubbio che Domenico, padre di Cristoforo (futuro Ammiraglio), tessitore di panni di lana, abbia vissuto a lungo in Fontanabuona, lasciando la casa paterna, quando morì suo padre, tra il 1440 ed il 1444.

Di conseguenza, anche Cristoforo, nato nel 1447-1451, nacque dove abitava il capo famiglia all'epoca: in Fontanabuona, dove esiste ancora oggi la casa in cui nacque Cristoforo, che porta il nome di Casa dei Colombo, e si trova in un gruppo di case chiamato Terrarossa Superiore, ed il luogo dove esisteva il follo di Domenico Colombo, per la follatura dei panni di lana. Le origini piacentine di Domenico sono sostenute sulla base di alcuni atti notarili, stipulati presso il notaio piacentino Giacomo Cucheria, datati il 5 aprile 1443.

In essi, si dice sia che Domenico Colombo è il padre di Cristoforo e che Cristoforo è il fratello maggiore di Bartolomeo, sia che sempre Domenico, che già in quel periodo risiedeva a Genova, era figlio di Giovanni, abitante nella villa di Pradello, e che padre di questo Giovanni fu un certo Bartolino Colombo, che fondò il Fedecommesso delle Terre di Pradello, da lui dichiarate inalienabili fuori della discendenza Colombo.

Alcuni storici ritengono possibile conciliare le pretese genovesi con quelle piacentine. Domenico sarebbe nato effettivamente a Genova, o nel suo territorio, ma sarebbe figlio di genitori provenienti dal Piacentino. Data l'assenza di documenti certi, molti storici nel passato avevano già notato che le "famiglie Colombo", aventi un figlio Cristoforo ed un padre Domenico, sono più di una, con diversa madre, esercitanti diversi mestieri, aventi diversa ricchezza, con diversa origine, con diversa residenza.

La famiglia Colombo[modifica | modifica sorgente]

Domenico fu fratello di Franceschino, Giacomo (dietro esplicita richiesta del Marchese Guglielmo VIII Paleologo e Principe dell'Impero al Papa Paolo II, ottenne l'investitura a vescovo titolare di Betlemme) e Bertino (fiancheggiava il Marchese Teodoro, per mare e per terra, nella conquista di Savona, sicché, nel 1419, venne definito espressamente famigliare del Marchese e quindi Paleologo), imparentato con l'aristocratica famiglia di Teodoro II del Monferrato, fu presunto padre del grande navigatore Cristoforo Colombo. Lo zio di Domenico, Nicolino Colombo, fratello di Lancia, si trasferì a Cogoleto, nel 1376, e cambiò nome, da Nicolino a Domenico, originando il ramo tipicamente corsaro dei Colombo di Cogoleto. Nicolino Colombo ebbe due figli accertati, Cristoforo e Bartolomeo, di cui anche questo Cristoforo, cugino del Navigatore, fu corsaro Ammiraglio.

La vita[modifica | modifica sorgente]

Gli affari di Domenico, che era cardatore e lanaiolo, procedevano con alterne fortune. Aveva aperto una taverna a Savona, trafficando anche con la lana e viaggiando continuamente. Si industriava anche nel commercio dei vini e di altri generi alimentari, nonché nella compravendita di ase e terreni. Quando si trovava in difficoltà, era aiutato economicamente da Cristoforo. Domenico era anche quello che oggi si definirebbe un attivista politico, impegnato in una lotta tra famiglie genovesi potenti, guelfe e ghibelline, che parteggiavano per la Francia o per la Spagna.

Così, ogni mutamento politico lo coinvolgeva, positivamente o negativamente, secondo le vittorie o le sconfitte dei Fragoso, alleati degli Spìnola e dei Doria, protetti dalla Casa francese degli Angiò e nemici dei Fieschi, degli Adorno e dei Grimaldi, protetti dal Regno di Castiglia. Domenico, in uno dei suoi momenti più favorevoli, fu nominato custode della Porta dell'Olivella, affittò una casa nel quartiere di Pretoria, dentro le mura di Genova, e un terreno di proprietà dei monaci di Santo Stefano, in via dell'Olivella. Probabilmente, fu lì dove nacque Cristoforo, nel 1451. Domenico cambiò nuovamente di casa, quando il partito, al quale apparteneva, cominciò a perder terreno, affittandone una ad un centinaio di metri verso il centro, nel Vicolo Diritto, nel quartiere di Ponticello, vicino alla Porta di Sant'Andrea, chiamata anche Porta Soprana. In questa casa, Domenico vi morì, nel 1499 o 1500.

I figli[modifica | modifica sorgente]

Sposato con Susanna Fontanarossa, Domenico ebbe da lei cinque figli, ma solo tre furono riconosciuti legittimi, negli accertamenti istruttori relativi alla causa per il maggiorasco di Cristoforo Colombo: Cristoforo, appunto, e poi Bartolomeo, cartografo, e Diego, equivalente spagnolo di Giacomo.

Santo Domingo[modifica | modifica sorgente]

L'isola di Santo Domingo fu così chiamata, dall'Ammiraglio, in memoria di suo padre Domenico, Domingo in spagnolo.

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