Dolor y gloria

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Dolor y gloria
Dolor y gloria.jpg
Antonio Banderas in una scena del film
Titolo originaleDolor y gloria
Lingua originalespagnolo
Paese di produzioneSpagna
Anno2019
Rapporto1,85 : 1
Generedrammatico
RegiaPedro Almodóvar
SoggettoPedro Almodóvar
SceneggiaturaPedro Almodóvar
ProduttoreAgustín Almodóvar, Esther García
Casa di produzioneEl Deseo
Distribuzione in italianoWarner Bros.
FotografiaJosé Luis Alcaine
MontaggioTeresa Font
MusicheAlberto Iglesias
ScenografiaAntxón Gómez
CostumiPaola Torres
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Dolor y gloria è un film del 2019 scritto e diretto da Pedro Almodóvar.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Salvador Mallo è un regista ormai in declino che ricorda con nostalgia tutta la sua vita: l'infanzia, quando la famiglia si trasferì a Paterna in cerca di una vita migliore; il primo grande amore a Madrid durante gli anni ottanta e il successivo dolore per la sua perdita; la consolazione nella scoperta della scrittura e l'amore per il cinema e il teatro che lo hanno aiutato a colmare un vuoto esistenziale.

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Il primo trailer è stato diffuso online il 31 gennaio 2019, accompagnato dal brano di Pino Donaggio Come sinfonia interpretato da Mina.[1] Il 18 aprile è uscito il nuovo trailer in italiano.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato distribuito nelle sale cinematografiche spagnole il 22 marzo 2019 da Sony Pictures Releasing.[2] Verrà presentato in concorso alla 72ª edizione del Festival di Cannes.[3]

In Italia, il film verrà distribuito dalla Warner Bros. a partire dal 17 maggio 2019.[4]

Espedienti narrativi[modifica | modifica wikitesto]

Il ventiduesimo film di Pedro Almodóvar rappresenta un ampio affresco autobiografico della vita del regista spagnolo. Lo stesso Almodóvar ha sostenuto, nel corso della presentazione del film al Festival di Cannes, che il "tasso di autobiografia [che] c'è in Dolor y gloria [...] sul fronte dei fatti è il 40 per cento, ma per quello che riguarda un livello più profondo, si tratta del 100 per cento" [5]. Almodóvar immerge completamente il protagonista del film, Salvador Mallo, in quelle che sono state le sue esperienze di vita realmente vissute: "In tutti i posti dove il personaggio di Antonio [Banderas, ndr] è stato, ci sono stato anche io, la casa di Salvador è una copia della mia, ci sono i miei mobili, i miei quadri, tutto quello che nel film non ho vissuto potrei però averlo vissuto" [5].

Il regista spagnolo nega comunque di aver fatto uso di eroina o di aver pronunciato alcune frasi nei confronti della madre, come fa invece Salvador Mallo nella pellicola. Dolor y gloria è in definitiva un film catartico per Almodóvar, il quale ribadisce il potere salvifico che il cinema ha avuto in tutta la sua vita: "Sia il personaggio che io viviamo il grande problema di credere di non poter vivere senza il cinema, proviamo il grande senso di smarrimento che può venire dalla crisi di ispirazione e anche dalla sensazione di non poter tornare sul set per dolori fisici e la depressione. È la mia paura più grande, convivo con questo fantasma. Quando nel monologo lui dice 'il cinema mi ha salvato' è esattamente quello che è successo a me" [5].

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 'Dolor y gloria', il trailer del nuovo film di Pedro Almodóvar, repubblica.it. URL consultato il 5 febbraio 2019.
  2. ^ (EN) Sony to Release Almodovar’s ‘Pain & Glory’ in Spain (EXCLUSIVE), variety.com. URL consultato il 5 febbraio 2019.
  3. ^ (EN) Peter Debruge, Cannes: 2019 lineup includes Terrence Malick, Pedro Almodóvar, four films by women, variety.com, 18 aprile 2019. URL consultato il 18 aprile 2019.
  4. ^ Marica Lancellotti, Dolor y Gloria: la data di uscita italiana del film di Almodóvar, su Movieplayer.it, 18 aprile 2019. URL consultato il 18 aprile 2019.
  5. ^ a b c Cannes, Almodóvar e 'Dolor y Gloria': "Il mio film una dichiarazione d'amore per il cinema. E per me stesso", su Repubblica.it, 15 maggio 2019. URL consultato il 16 maggio 2019.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]