Dognipelo

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Dognipelo viene scoperta dal re. Illustrazione di Henry Justice Ford (1892).

Allerleirauh ("Dognipelo") è una fiaba popolare tedesca, resa celebre dalla versione che ne fu fatta dai fratelli Grimm. Dalla seconda edizione del 1819, è registrata come fiaba numero 65[1], mentre nel sistema di classificazione ATU è indicata come numero 510B, "Peau d'Asne".

La storia[modifica | modifica wikitesto]

Un re promette alla moglie morente che, nel caso dovesse risposarsi, lo farà solo con una donna bella quanto lei. I suoi consiglieri lo spingono a cercare in fretta una candidata, ma l'unica che soddisfi il requisito è la figlia, e il re decide di sposarla lo stesso. La fanciulla cerca di ritardare il matrimonio chiedendo tre vestiti, uno dorato come il Sole, uno argenteo come la Luna e uno splendente come le stelle, ma il re riesce a procurarglieli tutti. Allora domanda un mantello confezionato con le pelli di tutti gli animali e gli uccelli del regno, confidando che il padre fallirà, ma di nuovo le sue speranze vengono disattese. Così, la notte prima del matrimonio, decide di fuggire, sporcandosi di fuliggine e indossando il mantello di pelli per nascondersi, e portando con sé, in un guscio di noce, i tre vestiti e tre oggetti d'oro: un anello, un fuso e un aspo. La principessa si addormenta nella cavità di un albero e la mattina dopo viene trovata dai cacciatori del re del regno vicino. Mossi a pietà, questi acconsentono a darle un posto nelle cucine, dove, a causa del suo mantello, viene chiamata "Dognipelo".

Una sera, il re organizza un ballo, a cui Dognipelo partecipa indossando il vestito dorato. Il monarca si innamora di lei, ma, al termine delle danze, la ragazza fugge e si copre di nuovo con il suo travestimento di pellicce e fuliggine. Tornata in cucina, il cuoco le ordina di preparare la zuppa per il re e Dognipelo ci fa cadere dentro appositamente l'anello d'oro. Interrogati dal sovrano su come ci sia finito dentro, sia lei che il cuoco dichiarano di non saperlo. Durante un ballo successivo, la ragazza si presenta con il vestito argenteo, ma fugge di nuovo; poco dopo, nella zuppa del re viene ritrovato il fuso, e anche questa volta nessuno sa come ci sia finito.

La sera del terzo ballo, Dognipelo si presenta indossando il vestito splendente come le stelle. Il re ordina che le danze durino di più e le infila al dito un anello d'oro senza che lei se ne accorga. Tornata in cucina in ritardo, la fanciulla non ha tempo di cambiarsi, così copre l'abito con il mantello e prepara la zuppa, facendoci cadere dentro l'aspo. Chiamata dal re per essere interrogata su come ci sia finito dentro, il sovrano vede l'anello e il mantello cade a terra, rivelando il vestito splendente come le stelle. Scoperta la sua identità, il re la sposa e vivono felicemente per il resto della vita.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

L'originaria stesura manoscritta di Jacob Grimm è fondata su una narrazione nel romanzo Schilly, di Karl Nehrlich. Ne fu influenzata anche la prima edizione del 1812, che per il resto proviene dalla tradizione orale, trasmessa da Dortchen Wild. Nel 1816, Albert Ludwig Grimm creò una versione, Brunnenhold und Brunnenstark, rifacendosi ai fratelli Grimm, della quale a loro volta risentirono le edizioni successive di questi ultimi.

Riguardo alle fonti, la nota al testo dei Grimm segnala, accanto a quella dell'Assia che udirono dalla Wild, una variante di Paderborn (presumibilmente raccolta dai von Haxthausen). In questa, la fanciulla scappa indossando il mantello sopra i tre vestiti e dorme in cima a un alto albero per paura delle bestie selvagge, venendo trovata dai taglialegna del re, che abbattono la pianta facendo in modo che cada senza ferirla. Portata al castello per servire nelle cucine, prepara una zuppa tanto buona che il re le chiede di sedersi tutti i giorni vicino a lui per spidocchiarlo, finché, avendo intravisto la manica del vestito splendente come le stelle, le fa strappare il mantello di pelli. In un'altra variante ancora, «dei dintorni di Paderborn», Dognipelo si fa passare per muta. Un giorno il re la colpisce con una frusta, strappando il mantello di pelli e rivelando il vestito dorato sottostante. In entrambe le versioni, il padre della ragazza viene punito: è egli stesso a pronunciare la sentenza che non potrà più regnare. In una versione ulteriore (da Schilly del Nehrlich), la protagonista viene scacciata dalla matrigna, perché Dognipelo (e non la sorellastra) ha avuto in dono un anello da un principe straniero, anello che, alla corte di quest'ultimo, verrà trovato sotto il pane bianco (cfr. la fiaba 93) o nel brodo (Musäus 2, 188).[1] In una leggenda delle Fær Øer, il re sposerà solo colei cui starà la taglia delle vesti della moglie defunta (Sagabibliothek 2, 481).

Inoltre i Grimm citano lo Zingerle, p. 231, la fiaba n. 48 del Meier, la n. 10 dalle Märchen für die Jugend (Fiabe pella gioventú) del Pröhle, Cenerentola, Pelle d'asino del Perrault, la Doralice (1, 4) dello Straparola, L'orsa (Lo cunto de li cunti, 2, 6), e die Kaisertochter im Schweinestall (La figliuola dell'imperatore nel porcile), n. 3 dello Schott (nella parlata dei Valacchi di Moravia[2]).

Oltre alle varianti richiamate del Basile e del Perrault, Hans-Jörg Uther cita Straparola, Piacevoli notti, 1, 4, e Die Nymphe des Brunnens (La ninfa del pozzo) (1783), da Volksmährchen der Deutschen (Fiabe popolari dei tedeschi) di Johann Karl August Musäus. Che un re vedovo intenda sposare la propria figlia si ritrova sovente come motivo autonomo, a partire dal sec. XII, nella letteratura occidentale. Matilde, figlia d'Enrico III, chiede al demonio d'imbruttirla, per non doverlo sposare. Fiabe dei Grimm dalla struttura simile (21, 71a[3]) spiegano diversamente la fuga della protagonista.[4]

Varianti[modifica | modifica wikitesto]

Una variante del finale, raccolta da ignoto presumibilmente fra il 1812 e il 1815, venne riportata dai Grimm, con modifiche, nel volume delle note.[5]

Il tema principale è simile a L'orsa (Lo cunto de li cunti, sesta novella della seconda giornata) di Giovan Battista Basile. Storie simili sono anche Maria di legno di Italo Calvino (Fiabe italiane) e Doralice di Giovanni Francesco Straparola, nella quale il padre insegue incessantemente la figlia.

Si veda anche Aschenpüster mit der Wünschelgerte nel Neues deutsches Märchenbuch, raccolta di fiabe tedesche di Ludwig Bechstein.

Adattamenti[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

  • Princezna se zlatou hvězdou (La principessa con la stella dorata), film cecoslovacco del 1959 con Marie Kyselková. Nella pellicola, la principessa Lada, la cui fronte è adornata da una stella dorata, scappa indossando un mantello di pelli di topo datole dalla balia, per evitare che il malvagio re Kazisvět, da lei rifiutato, scateni una guerra.
  • Allerleirauh, cortometraggio svizzero del 1974 con Maresa Hörbiger. Qui la principessa è una donna prelevata dalle guardie contro la propria volontà per sposare il sovrano.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

  • Le fiabe son fantasia (グリム名作劇場 Grimm meisaku gekijou?, anime, 1987), episodio 2x11. In questa versione, intitolata Millepelli in italiano, la protagonista è restia ad accettare l'amore del principe a causa dei trascorsi con il proprio padre, e puntualmente fugge da ogni festa tormentata dai ricordi. Durante il terzo ballo, viene aggiunta una principessa rivale: Millepelli, vedendola con l'amato, ne rimane addolorata e torna in cucina. A questo punto il cuoco, per la prima volta, le chiede di preparare una zuppa: la giovane, convinta che il principe si stia per sposare, fa cadere nella pietanza il proprio anello per avere un pretesto per rivederlo.
  • Storyteller (The Storyteller, serie TV, 1988), episodio 7 con Alison Doody e James Wilby. Qui la principessa è la più giovane e bella di tre figlie e viene chiamata "Sapsorrow" dalle sorelle crudeli. Il matrimonio è una conseguenza dell'editto reale, che stabilisce che solo colei al cui dito calzerà l'anello della regina defunta potrà sposare il re. Il mantello di pelli viene confezionato dagli amici animali della fanciulla mentre il consigliere reale procura i tre abiti. Arrivata al castello di un arrogante principe, Sapsorrow viene soprannominata "Straggletag" a causa del proprio aspetto selvatico. Il riconoscimento della sua identità avviene come in Cenerentola: andandosene dall'ultimo ballo, la giovane perde una scarpetta e viene indetto un bando per trovare colei a cui calzerà. Il mantello viene rimosso dagli animali solo dopo aver ricevuto la promessa, da parte del principe, che la sposerà nonostante l'aspetto sporco e dimesso.
  • Simsalagrimm (Simsala Grimm, serie animata, 2010), episodio 3x02. In questa versione, intitolata erroneamente Pelle d'asino in italiano, la principessa si chiama Emily e deve sposare il malvagio consigliere Sylvester. Gli oggetti d'oro che porta con sé sono un anello e un piccolo flauto, mentre l'urgenza di far capire al re Finn la sua vera identità è dovuta all'arrivo a palazzo di Sylvester, che inizia a sospettare chi si nasconda sotto il mantello.
  • Le più belle fiabe dei fratelli Grimm (Sechs auf einen Streich, serie TV, 2011), episodio 5x04 con Henriette Confurius e André Kaczmarczyk. Qui la principessa si chiama Lotte e il re Jakob capisce la sua identità già dopo il secondo ballo. La terza festa serve solo come conferma dei suoi sospetti.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

  • Il bacio della strega (Kissing the Witch), romanzo di Emma Donoghue (1997)[6].
  • Pelzmantel: A Medieval Tale, romanzo di K. A. Laity (2003). Qui la principessa Hallgerd scappa insieme alla balia Nanna, dietro alla quale si nasconde la strega centenaria Carae Mná. Viene inoltre aggiunto come antagonista Thomas, il consigliere del re, in realtà un potente mago nemico di Nanna[7].
  • Allerleirauh, romanzo di Jane Yolen (2011). In questa versione il re sposa la figlia, da lui plagiata, e la ragazza muore di parto come sua madre. La fine della storia suggerisce che anche la figlia della principessa subirà la stessa sorte della madre, quando sarà diventata maggiorenne[8].
  • Le fiabe dei Grimm per grandi e piccoli, raccolta di Philip Pullman (2012). La fiaba è semplicemente trascritta, ma nel commento l'autore propone un ampliamento del finale, in cui il padre della fanciulla ricompare e cerca di violentarla. Fermato dalle guardie, viene impiccato e le sue braccia tagliate. La notte successiva, le braccia cercano di strangolare il marito di Dognipelo, ma la giovane riesce a bruciarle[9].
  • Allerleirauh, romanzo di Chantal Gadoury (2017)[10].

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Jacob e Wilheim Grimm, Allerleirauh, Household Tales. URL consultato il 25 novembre 2014.
  2. ^ (DE) Albert Schott, Rumänische Volkserzählungen aus dem Banat, a cura di Rolf Wilhelm Brednich e altri, Bucarest, 1973.
  3. ^ Prinzessin Mäusehaut, la n. 71 della prima edizione del 1812.
  4. ^ (DE) Hans-Jörg Uther, Handbuch zu den „Kinder- und Hausmärchen“ der Brüder Grimm. Entstehung, Wirkung, Interpretation, Berlino/New York, de Gruyter, 2008, pp. 158-161, ISBN 978-3-11-019441-8.
  5. ^ (DE) Jacob Grimm, Willhelm Grimm, Märchen aus dem Nachlass der Brüder Grimm, a cura di Heinz Rölleke, 5ª ed., Treviri, WVT Wissenschaftlicher Verlag Trier, 2001, pp. 59–60, 110-111, ISBN 3-88476-471-3.
  6. ^ Donoghue Emma - Il bacio della strega[collegamento interrotto], 15 luglio 2007. URL consultato il 9 dicembre 2014.
  7. ^ (EN) Dahti Blanchard, Fiction in Review: Pelzmantel, A Medieval Tale, Matrifocus, 2005.
  8. ^ (EN) Helen Pilinovsky, Donkeyskin, Deerskin, Allerleirauh, The Reality of the Fairy Tale, Endicott Studio.
  9. ^ Simonetta Fiori, Né regole né censure: così Pullman riscrive i Grimm, su ricerca.repubblica.it, 15 dicembre 2013. URL consultato il 27 novembre 2014.
  10. ^ (EN) Allerleirauh by Chantal Gadoury, Goodreads.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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