Doedicurus clavicaudatus

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Doedicurus clavicaudatus
Doedicurus BW.jpg
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Classe Mammalia
Superordine Xenarthra
Ordine Cingulata
Famiglia Glyptodontidae
Genere Doedicurus
Specie Doedicurus clavicaudatus
Nomenclatura binomiale
Doedicurus clavicaudatus
Owen, 1847

Il dedicuro (Doedicurus clavicaudatus, Owen 1847) è una specie estinta di mammifero, imparentato alla lontana con gli attuali armadilli. I suoi resti sono stati rinvenuti in Sudamerica in terreni risalenti al Pleistocene.

Una coda - mazzafrusto[modifica | modifica wikitesto]

Al contrario degli armadilli, che hanno una corazza formata da elementi mobili che permettono all'animale di appallottolarsi, il dedicuro e i suoi parenti (i gliptodontidi) possedevano un vero e proprio scudo osseo formato da elementi fusi tra di loro, che lo rendevano rigido e totalmente impenetrabile. Anche la testa era fornita di una sorta di "elmo" osseo, mentre le zampe, prive di protezione, erano corte e potevano essere ripiegate sotto il corpo in caso di tentativi di predazione.

Coda di Doedicurus, sprovvista degli spuntoni.

Ma l'aspetto più sorprendente dell'intero animale era costituito dalla coda: questa era sì corazzata, ma era anche dotata di una specie di "clava" munita di punte allungate, simile al mazzafrusto usato dai cavalieri medievali. Questa struttura veniva agitata come deterrente nei confronti dei predatori, ad esempio i branchi di lupi e le tigri dai denti a sciabola, molto comuni nelle pianure pleistoceniche. Il dedicuro poteva inoltre contare sulla sua mole: alto 1,5 metri, lungo oltre 4 metri e pesante due tonnellate, questo animale era senza dubbio virtualmente impossibile da attaccare.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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