Dodici Giorni di Natale

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Dodici Giorni di Natale
Tipo di festareligiosa
Datadal 25 dicembre al 5 gennaio (o dal 26 dicembre al 6 gennaio)
ReligioneCristianesimo
Feste correlateNatale, Santo Stefano, Santi Innocenti, Epifania
Tradizioni religiosePresepe
Tradizioni profaneAlbero di Natale, agrifoglio, vischio, wassailing, caccia allo scricciolo, ecc.
Data d'istituzione567 d.C.

I cosiddetti Dodici Giorni (o Dodici Notti) costituiscono, come stabilito nel 567 dal Concilio di Tours[1][2], il periodo religioso e festivo che intercorre tra il Natale (25 dicembre) e l'Epifania (6 gennaio) solitamente considerata il Tredicesimo Giorno (ma - dato che il calcolo può differire da Paese a Paese - talvolta anche il dodicesimo, se si inizia a contare dal 26 dicembre[3]).

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Gli studiosi di folclore hanno spesso attribuito ai Dodici Giorni di Natale un'origine pagana, derivata da festività germaniche.[1] Pare però si tratti più semplicemente di un tentativo della Chiesa di unire il Natale all'Epifania.[1]

Prescrizioni religiose[modifica | modifica wikitesto]

Secondo le prescrizioni religiose, il Dodici Giorni di Natale dovrebbero essere un periodo di astensione dal lavoro e dal divertimento.[3]

Superstizioni e tradizioni popolari legate al periodo[modifica | modifica wikitesto]

Al periodo sono legate molte tradizioni e superstizioni popolari.[1][3]

In Germania, le dodici notte del periodo vengono chiamate Zwölf Rau(c)hnächte, ovvero "Dodici notti fumose", notti caratterizzate dalla comparsa di spiriti maligni, dai quali bisognava difendersi con maschere, rumore e, appunto, accensione di suffumigi (da cui il termine).[3]

Sempre in ambito germanico, si credeva inoltre che in queste notti facesse la sua comparsa la cosiddetta "schiera furente" guidata dal dio Odino. [1]

In Grecia fanno invece la loro comparsa i mostri noti come kallikantzaroi.[4]

In alcune zone dell'Inghilterra, dove pure si riteneva che si trattasse di un periodo infestato dagli spiriti maligni, vigeva, per questo motivo, il divieto di filare.[5]

I Dodici Giorni di Natale nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Miles, Clement A., Storia del Natale tra riti pagani e cristiani [Christmas in Ritual and Traditions, Christian and Pagan], ed. italiana a cura di Laura Mazzolini, Odoya, Bologna, 2010, p.173
  2. ^ Bowler, Gerry, Dizionario universale del Natale [The World Encyclopedia of Christmas], ed. italiana a cura di C. Corvino ed E. Petoia, Newton & Compton, Roma, 2003, p. 122
  3. ^ a b c d Bowler, Gerry, op. cit., p. 123
  4. ^ Bowler, Gerry, op. cit., p. 204
  5. ^ Miles, Clement A., op. cit., p. 174
  6. ^ Bowler, Gerry, op. cit., pp. 336-337
  7. ^ (EN) The Twelve Days of Christmas, The Hymns and Carols of Christmas. URL consultato il 27 dicembre 2015.