Djenné

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Djenné
comune urbano[1]
Djenné – Veduta
Localizzazione
Stato Mali Mali
Regione Mopti
Circondario Djenné
Territorio
Coordinate 13°54′16″N 4°33′36″W / 13.904444°N 4.56°W13.904444; -4.56 (Djenné)Coordinate: 13°54′16″N 4°33′36″W / 13.904444°N 4.56°W13.904444; -4.56 (Djenné)
Altitudine 273 m s.l.m.
Superficie 302[2] km²
Abitanti 32 944[3] (2009)
Densità 109,09 ab./km²
Altre informazioni
Fuso orario UTC+0
Cartografia
Mappa di localizzazione: Mali
Djenné
Djenné
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Città antica di Djenné
(EN) Old Towns of Djenné
Great Mosque of Djenné 1.jpg
Tipo Culturali
Criterio (iii) , (iv)
Pericolo dal 2016
Riconosciuto dal 1988
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Djenné è un comune urbano del Mali, capoluogo del circondario omonimo, nella regione di Mopti. Il nome significa "La città di fango".

Situata ad ovest del Fiume Bani (il Fiume Niger scorre diversi chilometri a nord-ovest), è una città di grande interesse storico e commerciale, famosa per le sue architetture di mattoni di fango, tra cui notevole è la Grande moschea, ricostruita nel 1907. Nel passato, Djenné fu un centro di commercio e cultura, e fu conquistata un gran numero di volte a partire dalla sua fondazione. Il suo centro storico è stato designato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1988.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Djenné fu fondata circa nel 300 dai Bozo in un sito chiamato Djenné-Jeno, 1.5 km a monte del fiume. Il suo sito venne spostato nel 1043 o nel XIII secolo, quando la città fu convertita all'Islam. Questo incrementò la sua importanza come mercato e base per i commerci transahariani, e rivaleggiò presto con Timbuctu.

Djenné, nonostante la sua vicinanza, non fu mai parte dell'Impero Mali. Fu una città-stato indipendente protetta dalle sue mura e dal Delta del Niger in Mali. Secondo le leggende, l'Impero Mali tentò di conquistare Djenné 99 volte prima di arrendersi. Djenné non fu quindi conquistata fino al 1453, quando l'Impero Songhai sotto Sonni Ali la prese. Si dice che l'assedio di Djenné fosse durato 7 mesi e 7 giorni culminando con la morte del re della città e della sua definitiva capitolazione. La vedova della città sposò Sonni Ali, e ricominciò la pace. Nel 1591, il Marocco conquistò la città dopo aver distrutto l'influenza Songhai nella regione. Nel XVII secolo, Djenné divenne un prospero centro di commerci e istruzione. La carovane da Djenné frequentarono città commerciali a sud come Begho, Bono Manso e Bonduku.

La città fece parti di parecchi altri stati. Djenné fu parte del Regno Segou dal 1670 al 1818 e dell'Impero Massina sotto il regnante Fulani Amaddou Lobbo dal 1818 al 1893. Alla fine, i Francesi conquistarono la città quell'anno. Durante questo periodo, declinarono i commerci e la città perse parte della sua importanza.

Il Vaso di terracotta di Djenné e tutti gli altri prodotti di terracotta mostrano l'unica cultura di Djenné.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Oggi, Djenné è un centro agricolo e del commercio di pesci, caffè e noccioline. È conosciuta per il suo importante mercato di lunedì.

Siti[modifica | modifica wikitesto]

Le maggiori attrazioni includono la tomba di Tupama Djenepo, che fu sacrificato, secondo una leggenda, alla fondazione della città. Importante anche ciò che rimane di Jenné-Jeno, una città più grande esistita dal III secolo a.C. fino al XIII secolo.

In Djenné è degno di attenzione il fatto che diventa un'isola quando il fiume Bani cresce alla fine della stagione delle piogge.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti di Djenné in gran parte parlano una lingua Songhai, una variazione chiamata Djenné Chiini, ma le lingue parlate riflettono anche la diversità dell'area. I villaggi attorno Djenné parlano anche Bozo, Fulfulde o Bambara.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Legge 99-035 del 10 agosto 1999 che stabilisce l'istituzione di circondari e regioni (PDF), Presidenza della Repubblica del Mali. URL consultato il 22 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 9 marzo 2012).
  2. ^ (FR) Scheda del P.S.A. su Djenné (PDF), csa-mali.org. URL consultato il 14-05-2010 (archiviato dall'url originale il 2 giugno 2012).
  3. ^ (FR) Risultati provvisori del censimento 2009 forniti dall'INSTAT-Institut National de la Statistique (PDF), instat.gov.ml. URL consultato il 14-05-2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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