Dizionario della lingua italiana (Tommaseo)

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Il Dizionario della Lingua Italiana di Nicolò Tommaseo e Bernardo Bellini, detto brevemente anche Tommaseo-Bellini[1] è il più importante dizionario della lingua italiana prodotto durante il Risorgimento italiano.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'opera ha una storia lunga e complessa, e nasce dall'interesse sempre vivo che il Tommaseo ebbe per la lingua e per la lessicografia in particolare. Ancora sedicenne, abbozzava delle Regole necessarie alla facitura di un lessico latino rimaste incompiute, ma è negli anni del primo soggiorno fiorentino che questo suo interesse diventa organico e concreto.

Verso il 1827, procuratasi una copia dell'edizione 1806 del Vocabolario della Crusca, cominciò ad interfoliarla con pagine fitte di appunti, e nel 1830 pubblicò il Dizionario dei Sinonimi della Lingua Italiana, opera che fece apprezzare al grande pubblico le sue capacità linguistiche e che ebbe per svariati decenni continue ristampe.

Fu probabilmente sulla scia di questo successo che nel 1835 l'editore torinese Luigi Pomba contattò il Tommaseo per una nuova e più importante opera lessicografica.

Passarono più di vent'anni prima che l'opera avesse effettivamente inizio. Nel 1853, il Guigoni, che aveva temporaneamente affiancato il Pomba nell'impresa, definì meglio il taglio del lavoro (che doveva essere un "Vocabolario Generale") e nel 1856 fu firmato il contratto.

La stesura vera e propria iniziò nel 1857 e proseguì per quasi un ventennio, articolandosi in otto volumi, apparsi tra il 1861 e il 1874.

Il Tommaseo morì nel 1874, e spettò a Giuseppe Meini portare a compimento gli ultimi due volumi:

« dalla voce Si in poi (dove rimase il TOMMASEO), il Dizionario, bene o male che sia condotto (non spetta a me giudicare), è tutta opera mia. »

È un verosimile vocabolario dell'uso per gli anni 1860/70; presenta un lemmario molto ampio che attesta tutto il patrimonio della tradizione, corredato di citazioni di autori del Settecento/Ottocento, tra cui Ugo Foscolo, Giacomo Leopardi e Alessandro Manzoni, e allargando così il canone degli "auctores" che l'Accademia della Crusca aveva fissato.

Un illustre fruitore del Dizionario fu Gabriele D'Annunzio[2].

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Altra caratteristica importante è la ricca fraseologia di esempi, che il Tommaseo inventò a tavolino per documentare gli usi vivi; inoltre ci sono molte attestazioni di lemmi tecnico-scientifici, frutto di un lavoro d'équipe, in cui hanno dato il proprio contributo una pluralità di collaboratori ad hoc per ogni materia. Proprio per questo l'opera è in parte disarmonica, particolarmente nelle voci polisemiche.

Al Tommaseo è stato inoltre rimproverato di essere intervenuto con commenti personali alle citazioni di alcuni autori, tra cui Leopardi.

Nel 2004 è stata prodotta dalla Zanichelli un'edizione in CD-ROM del Vocabolario (ISBN 8808077292).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Alberto Arbasino, Genius Loci in Certi romanzi (Torino, Einaudi, 1977). Versione digitale in The Edinburgh Journal of Gadda Studies pp. 339-71 [1]
  2. ^ Luperini, Cataldi, Marchiani, Marchese, La letteratura come dialogo (Palermo, G.B. Palumbo editore, 2009) , p.304.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]