Discussioni progetto:Editoria

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AiutoE - Pietro Ienca[modifica wikitesto]

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--Viaggiatore in solitaria a disposizione 15:18, 2 gen 2019 (CET)

Il Vecchio Nerd[modifica wikitesto]

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--SurdusVII 16:20, 3 gen 2019 (CET)

Avviso[modifica wikitesto]

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--Lucauniverso Prego? 14:35, 24 gen 2019 (CET)

Categoria:Case editrici universitarie italiane[modifica wikitesto]

Alla vostra cortese attenzione, gentili utenti ho bisogno di una delucidazione in merito.

Nella fattispecie, talune case editrici universitarie non comparivano più in elenco poiché la voce ad essa relativa fu incorporata (sovente perché succinte) in quella dell'ateneo di riferimento.
Orbene, per recuperarle e rimediare ho inserito il link alla categoria all'interno del "redirect": questo perché se attuato nella voce dell'ateneo nell'elenco in categoria non risulterebbe il nome della casa editrice bensì quello dell'università; facendo leva sul fatto che - benché solitamente non si categorizzi un redirect - esistono purtuttavia delle eccezioni, alle quali codesta credo appartenga (vedasi: Wikipedia:Redirect#Categorizzare un redirect). Chiedo cortesemente se tale implementazione è corretta o meno, così da regolarmi per le eventuali venture. Ringrazio tutti in anticipo per l'aiuto, cordialità --BOSS.mattia (msg) 13:48, 28 gen 2019 (CET)

In generale si può fare, e personalmente nel caso in specie lo trovo utile. Non è però una pratica molto comune nella Wikipedia in italiano. Nemo 17:48, 28 gen 2019 (CET)
Perfetto Nemo, ti ringrazio per la risposta! Resto in attesa qualora altri vogliano esprimersi. --BOSS.mattia (msg) 20:45, 28 gen 2019 (CET)

[ Rientro] Sullo stesso tema, sarebbe da chiarire un concetto, ossia: in tale categoria van collocate soltanto quelle che sono delle university press (come presumo; quindi lista tutto sommato limitata) oppure vi si indicano tutte le case editrici che abbiano pubblicato testi accademici/universitari e/o hanno/abbiano avuto collaborazioni con esse (in tal caso la lista aumenterebbe).
Sto cercando di razionalizzare la categoria; altrimenti sarebbe da crearne una ulteriore e separare le due casistiche, invero, ben differenti. Grazie per l'aiuto e buon weekend --BOSS.mattia (msg) 18:49, 2 feb 2019 (CET)

Quasi esclusivamente cose non enciclopediche (soprattuto per quanto riguarda l'Italia)... La seconda categoria consiste per lo più di tipografie (degnissime, per carità)... la prima, di università che hanno deciso di assumere in proprio il ruolo di tipografia. La tradizione di grandi e prestigiose case editrici universitarie direi che è limitata al mondo anglosassone, e anche lì le case veramente rilevanti mi paiono veramente poche. --Pop Op 21:25, 7 feb 2019 (CET)
Ti ringrazio per essere intervenuto e per le informazioni. Mi servirebbe, tuttavia, un consiglio diciamo "pratico" poiché talune di queste voci sono presenti sul progetto e mi faciliterebbe il compito di categorizzarle in qualche maniera e di discernere le casistiche. Non voglio trarre deduzioni potenzialmente erronee, dunque [@ Popop] ti chiedo direttamente se sei dell'opinione di porle tutte quante nella medesima categoria (quindi includervi tutte quelle che abbiano pubblicato testi universitari/accademici e/o abbiano collaborato con atenei) oppure averne un'ulteriore ad hoc per le sole case editrici riconducibili direttamente agli atenei. Grazie per l'aiuto --BOSS.mattia (msg) 21:34, 7 feb 2019 (CET)
(informazioni è una parola grossa, per ora ho tirato fuori solo opinioni personali senza fonte... ;) Sempre secondo me, comunque, le case editrici universitarie (university press) meritano una categoria a sè (ma continuo a credere che siano pochissime quelle che meritano una voce; certo, qualche riga nella voce dell'ateneo ci può stare). Per il resto, non so, mi pare strano dividere le case editrici per tipo, certo, ci possono essere case editrici altamente specializzate, ma se una casa editrice pubblica di tutto, dove la metti? Direi che la categoria "Categoria:Case editrici per tipo" andrebbe rivista, ma sinceramente non saprei nemmeno come iniziare... --Pop Op 21:47, 7 feb 2019 (CET)
Francamente, non vedo affatto una demarcazione così netta tra le case editrici univertarie oppure no. Ce ne sono diverse che pubblicano sia letteratura accademica che didattica ma anche saggistica e narrativa in contemporanea, in percentuali variabili, anche di anno in anno. Dove stabiliamo la linea di demarcazione? Il 50% delle monografie? L'80%? Dell'ultimo anno? Degli ultimi 5 o 10 anni? E poi le percentuali di che cosa? Le edizioni pubblicate? Oppure sui volumi di stampa? Dove prendere dei dati aggiornati sui volumi di stampa? Anche le dispense universitarie oppure solo le pubblicazioni scientifiche? Includiamo anche i testi propedeutici nei corsi universitari? Includiamo riviste periodiche e con che peso? Ogni rivista ad ogni uscita mensile ha il peso di una monografia? E le raccolte? E le ristampe ragionate/commentate? Skyfall (msg) 22:09, 7 feb 2019 (CET)
Ringrazio entrambi [@ Popop, Skyfall] per esservi addentrati nel merito del mio quesito; nel frattempo mi accorgo d'essere stato un poco frettoloso forse poco chiaro e, credo, di poter rimediare ponendovi esempi pratici di voci esistenti e cui caratteristica (almeno una basilare) sia immediata da discernere.
Orbene, abbiamo quelle che possiamo definire - piu o meno propriamente - university press quali Vita e Pensiero (casa editrice), Firenze University Press, Lateran University Press, Edicusano ove è fulgido esempio poiché istituite in seno all'ateneo medesimo e/o ove il legame sia palese, diretto, esclusivo.
Oppure - seconda casistica - case editrici che abbiano pubblicato testi accademici/universitari e/o abbiano avuto collaborazioni con uno o piu atenei pur essendo soggetti terzi ad essi estranei/non riconducibili, es: FrancoAngeli, PAGEPress Publications, Il melangolo, Aracne Editrice, Editoriale Scientifica.
Grazie nuovamente per l'attenzione --BOSS.mattia (msg) 01:22, 8 feb 2019 (CET)
Te ne propongo una più difficile: Edizioni Pendragon. Edita principalmente saggistica e narrativa di qualità (nella voce guarda la sfilza dei premi che hanno vinto i romanzi che ha edito), ma alcuni suoi autori sono professori universitari o ricercatori (es. qui) e, come capita spesso, tali libri finiscono per diventare obbligatori nei loro corsi (es. qui). --Skyfall (msg) 01:35, 8 feb 2019 (CET)
In realtà è di facile e immediata collocazione (nell'ipotetica dicotomia da me esposta) ,quella citata viene a ritrovarsi nella seconda casistica poiché pubblica testi universitari, cura riviste ecc, ha collaborazioni con docenti universitari, Ma non è istituita in seno (o da) ad una specifica università (vedasi prima casistica). --BOSS.mattia (msg) 01:57, 8 feb 2019 (CET)
La seconda casistica è problematica, in quanto ha confini alquanto sfumati. Le pubblicazioni accademiche possono essere scarse (assolutamente una minoranza) e incostanti, le collaborazioni con le università iniziano, terminano, riprendono e, soprattutto, posso essere di carattere privato con i professori che desiderano pubblicare i propri libri, o per tramite di fondazioni o tramite il patrocinio di enti (la prima che mi viene in mente: la casa editrice il Ponte, ormai defunta da molti anni, che pubblicava anche privati a pagamento, ma tra i suoi principali clienti aveva la fondazione di una Cassa di Risparmio che istituiva premi letterari e poi pubblicava i vincitori, ed inoltre pubblicava sistematicamente i lavori accademici di diversi studiosi, purché trattassero argomenti inerenti al territorio della Cassa di Risparmio, tipo gli studi e il restauro di conservazione e restauro di rovine e palazzi gentilizi, le ricerche sul gotico quattrocentesco riminese, sugli artisti barocchi romagnoli e marchigiani, sul restauro di pale d'altare, su scavi archeologici nell'appennino tosco-emiliano ecc.) Viceversa, la prima casistica è molto meno problematica, ma è piuttosto ridotta. --Skyfall (msg) 18:02, 8 feb 2019 (CET)
Bene [@ Skyfall], venendo ora al nocciolo della questione: considerata la categoria in esame dato che già esiste e utilizzata, sei del parere di lasciarvi indicate soltanto quelle che ho ipotizzato e chiamato "prima casistica" oppure no? (perché in fondo è questo l'effetto pratico di razionalizzazione e aggiornamento che sto facendo: devo sapere cosa lasciarvi e cosa no) Grazie per l'intervento --BOSS.mattia (msg) 21:16, 8 feb 2019 (CET)
Sarei propenso per considerare solo la prima casistica, ma non per questioni ideologiche, bensì per praticità: perché se si volesse adottare una interpretazione in senso lato di casa editrice univertaria (ossia la seconda casistica), ci si espone al rischio di controversie e disquisizioni senza fine su quali includere e quali no. --Skyfall (msg) 21:33, 8 feb 2019 (CET)
(conflitt) Per me d'accordo a tenere solo quele di proprietà universitaria. Qualunque (o quasi) altra casa editrice seria avrà pubblicato almeno una volta un testo scientifico no? ;) --Pop Op 21:36, 8 feb 2019 (CET)
Ringrazio nuovamente entrambi. Alla fine, appoggiate quanto sostenevo (forse non fui chiaro appieno), pertanto nei prossimi giorni provvederò a lasciare elencate in questa categoria le sole "university press" come mio intento sin all'origine. L.eventuale seconda l ho soltanto ipotizzata qualora qualcuno avesse avuto da ridire o altro sostenendo che quelle rientranti nell'altra casistica sarebbero state"orfane" di categoria. Infine, si giunse alla comprensione/chiarezza grazie! In ogni caso, se servisse, resto a disposizione --BOSS.mattia (msg) 01:20, 9 feb 2019 (CET)

Nome di una testata[modifica wikitesto]

Ciao a tutti, sono capitato sulla voce relativa a questa testata: Arte. Mensile di Arte, Cultura, Informazione. Ho pensato: che titolo lungo! Per sincerarmi, sono andato sul sito web ed ho visto una copertina. "ARTE" è scritto in grande, mentre il resto è molto più piccolo: assomiglia a un classico sottotitolo. Ho pensato: forse chi ha creato la voce ha pensato che intitolandola "Arte", semplicemente, ci sarebbero stati problemi di disambiguità. Allora risolviamo la questione: ribattezziamola Arte (rivista) o Arte (periodico). Cosa ne pensate? --Sentruper (msg) 15:37, 5 feb 2019 (CET)

Penso, allo stato attuale, sia prematuro lo spostamento poiché son da valutare i prerequisiti di enciclopedicità della stessa e ovviare alla mancanza di fonti terze adeguate. --BOSS.mattia (msg) 17:47, 5 feb 2019 (CET)
Punto di vista legittimo. Domanda: lo sai quante sono le voci che hanno bisogno di fonti adeguate? Al momento in cui scrivo sono 142 218. Eppure sono regolarmente presenti nell'enciclopedia.--Sentruper (msg) 16:25, 6 feb 2019 (CET)
Attenzione coi paragoni e confronti, soprattutto tra voci di wikipedia :) meglio rifarsi sempre direttamente ai principi/criteri del progetto; inoltre, la mancanza di fonti è cosa diversa dalla non sussistenza di rilevanza enciclopedica (benché talvolta una voce possa peccare d'ambedue). La presenza di voci non soddisfacenti i criteri di enciclopedicità esposti non dovrebbe essere prerogativa per giustificarne la presenza e/o creazione di nuove (potrebbero essere: non state scovate; in fase di cancellazione; create da poco; e molteplici altre casistiche). Un approccio corretto - consci delle linee guida e dei limiti d'una voce osservata in un dato momento - potrebbe essere porvi rimedio e/o sollecitare altri utenti, in modo da apportare migliorie alla voce e integrandovi le dovute fonti terze. --BOSS.mattia (msg) 19:32, 6 feb 2019 (CET)
Dimenticavo: nella mia precedente non ho mai sostenuto di "cancellare" la voce; sostenevo bensì il fatto che, prima di pensare a spostarla/rinominarla, sussistono altri elementi prioritari sulla stessa a cui ovviare e su cui intervenire --BOSS.mattia (msg) 19:34, 6 feb 2019 (CET)

Hardcover vs Brossura[modifica wikitesto]

La voce Brossura è collegata tramite wikidata d:Q193955, al corrispettivo inglese en:Hardcover; dalla descrizione della voce brossura, mi sembra si stia invece parlando di quest'altro tipo di rilegatura en:Paperback, ovvero d:Q193934 che non ha un corrispettivo in (IT) . Sto sbagliando?--Flazaza (msg) 18:46, 8 feb 2019 (CET)

Non stai sbagliando, hai ragione [1]. --Pop Op 19:10, 8 feb 2019 (CET)
Nelle librerie online viene spesso chiamata "copertina rigida" --Postcrosser (msg) 19:40, 10 feb 2019 (CET)
Non ci metto la mano sul fuoco ma ho l'impressione che quello sia un anglicismo recente e che storicamente si dica cartonato insieme ai francesi. Nemo 09:57, 11 feb 2019 (CET)
A proposito dei francesi, ho l'impressione che le pagine linkate all'istanza d:Q193955 non siano del tutto a posto. A differenza della stragrande maggioranza delle edizioni linguistiche di Wikipedia, quella francese parla di reliure (rilegatura, "alla francese"), anziché di livre cartonné (libro cartonato). --Skyfall (msg) 14:40, 11 feb 2019 (CET)