Discussione:In claris non fit interpretatio

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Questo principio parte però dalla premessa che ci sia un punto oggettivo nella norma stessa. Nella realtà, nonostante si cerchi di aderire il più possibile ad un significato ritenuto intrinseco alla norma, ciò non accade puntualmente. Nel momento in cui si va ad applicare la norma scritta (che ricalca una fattispecie astratta del concetto che essa stessa vuole rappresentare) ad un fatto concreto (momento reale ed unico), si opera già allora un’interpretazione e un adattamento, che seppur non vistoso (escludendo l’analogia legis e ancor meno iuris), è pur sempre atto di soggettività personale (a carico del giudice o del giurisperito che si trova ad operare tra piano formale e reale). Da questo nascono infatti le discussioni sulla dicotomia disposizione-norma.