Discussione:Alberto Cavaciocchi

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avviso non neutralità[modifica wikitesto]

[@ Stefanferr] in quanto apportatore principale dei contenuti, gradirei in primo luogo un ampliamento (critico) della parte avuta a Caporetto, ma non c'è gran alternativa pratica all'avviso

Letta al volo la voce, confesso di conoscere poco guerra di Libia e altre attività precedenti alla WWI. Aldilà di aggettivi sparsi come "apprezzato" (da chi? almeno una citazione in nota) la trattazione del suo ruolo come comandante del IV C.a. nella battaglia di Caporetto, questione essenziale, mi pare infatti vaporosa. Quasi un passarci sopra in nome del fatto che fu uno dei capri espiatori della Commissione. Se le responsabilità furono affibbiate con criteri un po' di comodo non vuol dire che non ci siano state e che Cavaciocchi vada trattato come un completo innocente: così non compare in tutti i testi recenti che ho letto.

Aldilà della storica frase di Gadda ("I generali tedeschi devono essere meno cavaciocchi dei nostri" o giù di lì) le testimonianze che ho potuto leggere in molte opere concordano sulla sua fondamentale "assenza": fu il generale di corpo d'armata che rimase per più tempo al suo posto sul fronte dell'Isonzo, se non ricordo male, eppure non fece nulla o quasi. Per non dire di ciò che invece fece il "famigerato" Boccacci (anche qui, sul giudizio ai tempi si esagerò ma la verità non doveva essere tanto distante).

La nota "Le sue truppe si difesero strenuamente, fino all'ultimo uomo, nel tentativo di difendere la sponda sinistra dell'Isonzo. Non esente da errori durante l'azione di comando, tuttavia egli fu, forse, l'unico generale che non riversò accuse sui suoi soldati per la sconfitta patita, al contrario degli Alti Comandi" poi cosa sarebbe? Circa le sue azioni durante la battaglia, basta solo leggere quanto riportato nella voce generale. Più in generale, non era solito relazionarsi con la truppa come Badoglio (per quanto per calcolo). Vogliamo attribuire il coraggio dei suoi uomini e in generale della truppa italiana (di certo eccezionale rispetto al trattamento che riceveva e alla misera considerazione che ne avevano gli alti ufficiali) a doti di comando o carisma particolari? Non traspaiono per nulla, quantomeno sul fronte dell'Isonzo.

La stessa Treccani che usa toni elogiativi per le operazioni sull'Adamello sulla parte di Caporetto ci va già pesante. Se trovate non sia un'impressione solo mia, possiamo sistemare la questione?--Shivanarayana (msg) 14:58, 6 giu 2019 (CEST)

[@ Shivanarayana]:Ciao, sono fuori da WP da un po' di tempo, e non so quando potrò rientrarvi, pur lavorando di tanto in tanto ad alcune voci. Non entro nel merito sul perché hai considerato la voce non neutrale, ma voglio rispondere su alcuni quesiti da te posti. Sinceramente ho lavorato alla voce in questione facendo ricerche, e consultando testi, di cui uno edito qualche anno fa scritto da lui e revisionato ad un altro scrittore. Rispondo a memoria per quanto riguarda le responsabilità di Caporetto, e la stragrande colpa è di Badoglio, così come ammesso da Cadorna, e del suo tentativo di intrappolare l'offensiva austro-tedesca nella cosidetta "stretta di Saga". Basti ricordare che egli, così come gli alti comandi italiani, era perfettamente a conoscenza dell'imminente attacco, ed ordinò al suo comandante dell'artiglieria, il colonnello Cannonniere (sembra un eufemismo), di aprire il fuoco di controbatteria solo su sua disposizione diretta. Il povero colonnello aspettò invano tale ordine, in quanto le linee telefoniche italiane furono distrutte subito (nessuna di quelle del XXVII Corpo d'Armata era stata interrata), e quando fu aperto il fuoco il tiro fu troppo debole, inutile e frammentario. Inoltre il nuovo gas utilizzato durante l'attacco uccise immediatamente moltissimi soldati italiani, e l'avanzata nemica fu rapidissima e travolse le nostre posizioni. L'artiglieria dal IV Corpo d'armata entrò subito in azione, e i suoi soldati resistettero più che poterono.

Badoglio venne salvato dalle sue responsabilità direttamente dal nuovo comandante in capo del Regio Esercito Armando Diaz, che lo aveva nominato sottocapo di stato maggiore, e non tollerò alcuna intromissione della Commissione d'Inchiesta. Per quanto ho potuto leggere nessuno dei generali italiani si relazionò mai apertamente con la truppa. Cadorna, pur chiedendosi e chiedendo per iscritto ai suoi subordinati se in coscienza si era fatto tutto il possibile per evitare il malcontento dei soldati, non esitò a ricorrere alle fucilazioni e anche alla decimazione, avvallando sempre (ed alcune volte esigendo) le condanne a morte sul campo fatte eseguire dai propri comandanti, sia di corpo d'armata, di divisione e perfino di reggimento. Per quanto riguarda le accuse di vigliaccheria ai soldati, Cavacciocchi non ne rivolse mai, anzi ne prese poi le difese, ed esse vennero rivolte apertamente da Cadorna in un suo ordine del giorno che recitava circa così, i reparti della II Armata vilmente arresisi al nemico senza considerare i morti al proprio posto di combattimento uccisi dal fosgene, contro il quale le maschere antigas in dotazione alla truppa erano assolutamente inefficaci. Cavaciocchi avrà anche delle responsabilità su Caporetto, ma sono infinitamente minori rispetto a Badoglio in primis, e a Capello in seconda, in quale era comandante della II Armata, la più potente in forza al Regio Esercito a quell'epoca.

Apprezzata di Cavaciocchi fu indubbiamente la sua opera come scrittore di cose militari, autore di un buon numero di libri, articoli e riviste. Ciao!--Stefanferr (msg) 19:54, 12 giu 2019 (CEST)