Discomagic Records

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Discomagic Records
Stato Italia Italia
Fondazione 1982
Fondata da Severo Lombardoni
Chiusura 1997
Sede principale Milano via Mecenate, 78/A
Settore Musicale
Prodotti dischi

La Discomagic Records è stata una etichetta discografica e casa di produzione italiana, operativa dal 1982 al 1997.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondata da Severo Lombardoni all'inizio degli anni ottanta, è stata un'etichetta italiana dedicata al genere Italo disco; molto popolare nel corso degli anni ottanta,[2] la sua distribuzione si espanse anche all`estero[3]. Ha gestito più di 100 sotto-etichette specializzate in un singolo genere musicale.

La sua sede si trovava a Milano, al primo piano di un palazzo in via Mecenate 78/A[4]. Nell'edificio che - al secondo piano - la ospitava, è rimasto operativo, al piano rialzato, lo storico bar e trattoria ("Bar Mecenate") dove anche gli artisti dell'epoca sostavano. La peculiarità della struttura consisteva nel fatto che, per salire agli studi, era necessario passare quasi "attraverso" il bar. Il palazzo era inoltre decorato da un orologio a muro con i segni zodiacali, da sempre privo di lancette e non funzionante. L'insegna della Discomagic - a semplici caratteri rossi su sfondo bianco - era un grosso laminato (ora rimosso) attaccato al cornicione del palazzo.

All'etichetta era legata anche una casa di edizioni musicali interna, la Lombardoni (dal cognome del proprietario), al piano terra rialzato dello stesso stabile. I suoi maggiori successi furono Don't Cry Tonight di Savage, Happy Children di P. Lion e Dolce vita di Ryan Paris: tutte e tre del 1983. Come spesso accade, mentre Lombardoni affiancò alla casa madre una serie di altre attività commerciali legate al mondo musicale, la Discomagic, in quanto tale, registrò nel corso degli anni svariate sublabels per produrre dischi di generi differenti, e stamparli su licenza, salvo poi distribuirli sempre tramite Discomagic.

Cessò le attività proprie nel 1997 a causa di gravi problemi finanziari complessivi della concatenazione di aziende aperte da Lombardoni; venne acquisita dal gruppo tedesco ZYX Music[5]. Alcune etichette minori vennero invece acquistate dalla Saifam. Gli uffici vennero progressivamente smantellati mentre le etichette hanno continuato ad essere utilizzate dalla proprietaria ZYX per distribuire - soprattutto in formato digitale - compilation ed artisti minori.[6]

Sottoetichette (parziale)[7][modifica | modifica wikitesto]

  • Academy Records
  • Amsterdam Records
  • Atlantide Music
  • High Energy
  • Magic Service
  • Pinocchio
  • Radiorama Productions
  • Sunshine Record
  • Ufficio Invenzioni Records
  • Academy Records
  • Atomic Records
  • Biba Records
  • Blood Records
  • Clown
  • Cocaine Records
  • Disc-O-Very Records
  • Discomagic Oldies
  • Disco Magic UK
  • Dream Records
  • Eurobeat Records
  • Euroenergy
  • Finzy Records
  • Fiorella Records
  • Fly Music
  • Groove Groove Melody
  • Havana Productions
  • Hole Records
  • Hot Records
  • House Of Music
  • Italian Company Records
  • Juke Box Records
  • Leader Records
  • Lombardoni Publishings
  • London Records Productions
  • Macho Records
  • Market Records
  • Modern Music Productions
  • On The Road
  • One Records
  • Out
  • RA - RE Productions
  • Radiorama Productions
  • Ram Productions
  • Scorpio Records
  • Sensation Records
  • Speed Records
  • Stargo Records
  • Technology
  • Trash Records
  • World Energy Music

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Verrina, Francesco Cataldo, Disco Magic, the Empire of Severo Lombardoni, in The History of Italo Disco, Kriterius/Lulu Editore, 2015, pp. pagg. 299-308, ISBN 9781291752885.
  2. ^ Addio a Severo Lombardoni, re della italo dance - Bergamo News, su BergamoNews, 14 febbraio 2012. URL consultato il 04 novembre 2016.
  3. ^ Disco Equipment, in Billboard, Vol. 97, Nr. 51, 21 dicembre 1985, pp. I-IV, I-VII.
  4. ^ (EN) Discomagic Records, su Discogs, Zink Media.
  5. ^ Cataldo Verrina, Francesco, The History of Italo Disco, Lulu.com, 2015, p. 300, ISBN 9781291752885.
  6. ^ Discomagic Records, su Discogs. URL consultato il 04 novembre 2016.
  7. ^ Discomagic Records, su Discogs. URL consultato il 04 novembre 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]