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Disco fonografico

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Dischi in vinile

Il disco fonografico è un supporto di registrazione audio inventato da Emile Berliner e introdotto nel 1888.

I primi dischi fonografici erano di gommalacca e venivano chiamati 78 giri per la sua velocità di rotazione a 78 giri al minuto. Nel 1948 furono introdotti i dischi in vinile, dei quali la principale differenza è che sono prodotti in PVC, rendendo obsoleti i dischi a 78 giri.

I dischi fonografici funzionavano mediante un solco a forma di spirale di Archimede. La forma di tale solco veniva modulata con il segnale da registrare e ne riproduceva più o meno fedelmente l'andamento.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I 78 giri[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: 78 giri.
Disco dimostrativo Columbia Double Disc Record (primo disco a doppia faccia), 1914

Berliner concepì il disco a piastra circolare come supporto audio all'interno di giocattoli parlanti. Fino al 1894 il disco fu dunque utilizzato unicamente a questo scopo. In quell'anno Berliner iniziò a produrre autonomamente dischi sotto l'etichetta Berliner Gramophon, entrando in concorrenza con i cilindri per fonografo prodotti da Edison; fu allora che fissò la velocità dei suoi dischi "intorno ai 70 giri al minuto". Alla fine del XIX secolo e nei primi anni del XX, tuttavia, la velocità dei dischi non era ancora univoca per tutti i dischi prodotti dalle varie case discografiche. Solo nel 1925 la velocità del disco fu ufficialmente standardizzata a 78 giri (o meglio, a 78,26) al minuto.

I primi dischi a 78 giri erano incisi su una sola facciata; successivamente la Columbia iniziò a produrre 78 giri con doppia facciata, denominati "Columbia Double disc record".

Le prime incisioni a 78 giri erano effettuate senza microfoni e senza energia elettrica ma con soli strumenti meccanici; famose etichette che incisero con questa tecnica furono la Columbia americana e la Società Italiana Fonotipia. Successivamente nelle sale di incisione entrarono i microfoni elettrici ma sempre corroborati da strumentazioni meccaniche. Infine, negli anni cinquanta, le incisioni dei 78 giri erano completamente elettriche e di qualità audiofonica assai migliore. La grande diffusione dei 78 giri si ebbe nell'immediato dopoguerra, dal 1946 al 1955, moltissime erano le aziende Italiane ed estere che incidevano a 78 giri. Nel panorama Italiano vi era la società Carisch (che distribuiva anche la Odeon, la Pathé, la Parlophon, la Vis Radio) poi vi era la Cetra, la Fonodisco Italiano Trevisan Milano (Fonit), la RCA Italiana (Italo-Americana), la Voce del Padrone, la Durium-Telefunken (Italo-Tedesca), la Compagnia Generale del Disco (CGD appartenuta al cantante Teddy Reno).

Gli ultimi dischi a 78 giri risalgono alla prima metà degli anni sessanta, ma si tratta per lo più di prodotti sudamericani o asiatici.

Esempi di dischi 78 giri di origine Congolese

I dischi a 78 giri non sono incisi secondo gli attuali standard RIAA (come i 33 giri e 45 giri), pertanto il loro suono risulta particolare.

I dischi in gommalacca vennero soppiantati negli anni cinquanta dai dischi in vinile, realizzati in PVC che, grazie alle migliori caratteristiche tecniche del materiale di supporto ed alla diversa tecnica di incisione, avevano caratteristiche superiori di fedeltà e durata.

I dischi in vinile[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Disco in vinile.

Nel 1948 furono introdotti i dischi in vinile, i quali presentano un solco di dimensione minore e consentono una maggiore durata di registrazione, riuscendo a raggiungere nei 33 giri 25-30 minuti a facciata.

Funzionamento[modifica | modifica wikitesto]

I dischi a 78 giri e i primi dischi microsolco erano registrati con il segnale di un solo canale, erano perciò detti monofonici. Negli anni trenta venne ideata una tecnica che permetteva di registrare contemporaneamente due segnali su un'unica traccia sfruttando il movimento verticale e quello orizzontale dello stilo. Registrando il segnale di somma (destro + sinistro) con movimenti orizzontali e il segnale di differenza con movimenti verticali fu possibile riprodurre i due canali necessari ad una riproduzione stereofonica mantenendo comunque la compatibilità col vecchio formato monofonico. Tale tecnologia non fu commercializzata fino agli anni sessanta e si affermò solo nel corso degli anni settanta.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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