Diotto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Il Diotto (IPA: /di'ɔtto/) è il festeggiamento della fondazione di Scarperia, avvenuta il 7 settembre 1306. Il Diotto (dal volgare die octo, ovvero giorno otto) si svolge l'8 settembre di ogni anno in onore della Natività della Madonna.[1]

Palio del Diotto[modifica | modifica wikitesto]

Il Palio fa parte dei festeggiamenti e consiste in una gara tra quattro rioni suddivisa in cinque discipline: lancio dei coltelli, corsa sui mattoni, tiro alla fune, corsa nelle bigonce e palo della cuccagna. È una rievocazione storica molto amata dagli abitanti di Scarperia che ammirano la sfilata dei figuranti e tifano per un rione. Dopo lo calar del Sole, il corteo storico scarperiese esce dal Palazzo dei Vicari e si dirige verso Porta Fiorentina, dove incontra quello della Repubblica di Firenze. Risalito il centro storico a suono di tamburi, squillo di chiarine e volteggi di bandiere, gli armati, i nobili, i gonfalonieri e i rioni entrano nella piazza centrale del paese, Piazza dei Vicari, dove si svolgeranno i giochi di gagliardia. A seguito del giuramento del Vicario entrante, avverrà la disputa del Palio.[2]

I rioni[modifica | modifica wikitesto]

I rioni in cui il paese è suddiviso sono:

  • Rossi di Castel San Barnaba
  • Bianchi di Santa Croce e Fagna
  • Blu di Senni, Birilli e Crocioni
  • Gialli di Rosine
  • Neri di Ponzalla
  • Viola di San Gavino e Topo
  • Verdi di Sant'Agata
  • Rosa di San Clemente
  • Celesti di Marcoiano
  • Grigi di Cerliano
  • Arancioni di Poggio Savelli
  • Granata di La Torre e Petrona
  • Bianco-Verdi di Montaccianico

I rioni finalisti che si contendono il Palio l'8 settembre sono quattro, pertanto sono necessarie delle eliminatorie per determinare quali saranno i tre rioni che sfideranno quello detentore, già in finale di diritto. Le eliminatorie si svolgono tipicamente una decina di giorni prima del Diotto, con gli stessi giochi e le stesse modalità, ma senza la presenza del Corteo storico fiorentino.

La Lega dei Rioni, organismo nato a seguito del Diotto 2001, ha formato la divisione attuale dei rioni scarperiesi, che tengono conto di ampliamenti dell'abitato, di frazioni e località facenti parte del paese. Ha il compito di dirimere eventuali questioni inerenti le squadre che si contendono il Palio, fornisce le attrezzature di allenamento fondamentali per le nuove leve, infondendo voglia e spirito di appartenenza successivamente ad un periodo nel quale questo era divenuto fiacco.

Ogni rione si identifica tramite un gonfalone recante uno stemma e il colore di appartenenza.
Il legame ad un colore e quindi ad un rione non è lo stesso delle contrade del Palio di Siena: è possibile cambiare schieramento nel corso del tempo e parteggiare per un rione non significa necessariamente vivere in quella porzione di paese.

La storia del Palio[modifica | modifica wikitesto]

Si hanno notizie di festeggiamenti e giochi in onore del Vicario entrante dal quindicesimo secolo. Con il giuramento alla Repubblica Fiorentina[3], tutto il paese si mobilitava per accogliere il nuovo reggente e nella cittadella fortificata era festa grande. Sono documentate giostre con cavalli, prove di forza quali tiro alla fune, braccio di ferro, incontri di lotta. L'otto settembre è sempre stato motivo di celebrazioni a Scarperia: nel 1906, per i seicento anni dalla fondazione, si svolse una parata con la banda.

Nel secondo dopoguerra il carattere dei festeggiamenti mutò in quello attuale, ovvero di rievocazione storica. Nel 1954 si tenne l'incontro tra Francesco I de' Medici e Bianca Cappello con i rispettivi cortei. L'evento riscosse un grande successo e vennero ripetute libere interpretazioni di fatti storici, ambientandoli all'interno della cinta muraria scarperiese - quale nel 1955 la visita di Niccolò Machiavelli per riorganizzare la guarnigione della "terra nova".

Verso la fine degli anni cinquanta la forma variò in una disputa di un palio che succedeva al corteo storico e suggellava l'insediamento del nuovo Vicario. I giochi di allora rispecchiavano la possenza dei fisici di chi faceva lavori pesanti ed erano svolti perlopiù da uomini anziché da ragazzi: tirate di fune che duravano minuti, bracci di ferro estenuanti e palo della cuccagna, che era unto con del grasso e impegnava nella salita tutta la squadra in una vera e propria torre umana.

Dal 1969 i giochi di gagliardia sono cambiati in quelli attuali, unendo alla forza fisica qualità come la destrezza e la rapidità.[4]

Corteo storico[modifica | modifica wikitesto]

«State attenti al comando!
Badate a voi, le armi in pugno!
Presentate le vostre armi! Salutate!

Rimettetevi, le armi a terra!
Riposatevi sulle vostre armi!
Gridate con me: "Viva Fiorenza e Scarperia!"»

(Capitano di Guardia del Distretto e del Contado fiorentino, cerimonia del Saluto alla Voce.
I figuranti armati mostrano rispetto al Vicario entrante e al proprio seguito. Ogni ordine è scandito dal rullo dei tamburi ed il saluto viene rimarcato da un colpo di colubrina
)

La sfilata di personaggi in costume cinquecentesco ha sempre avuto grande fascino ed ha conosciuto un progressivo arricchimento degli abiti ed un costante aumento dei figuranti.
Se negli anni '50 e '60 del ventesimo secolo, il Corteo storico scarperiese doveva chiedere in prestito gli abiti all'omologo fiorentino, con il passare del tempo la bellezza dei vestiti, le finiture dei tessuti e la partecipazione sono cresciuti a dismisura. È stato nel 1992 quando Scarperia si è dotata di un Corteggio proprio.
Durante la sfilata, in occasione del Diotto, si possono ammirare molti costumi, di seguito elencati in ordine di apparizione:[5]

  • I Sergenti degli otto di guardia e balìa, magistratura fiorentina a guardia dell'ordine pubblico, corredati di armatura, elmo piumato e spada.
  • Il Gonfaloniere, vestito di panno bianco bordato di rosso e recante appunto il gonfalone di Scarperia. Simbolo del paese è il giglio bottonato rosso in campo bianco identico a quello fiorentino, ma privo degli stami - in quanto solo la Repubblica di Firenze poteva generare e quindi riprodurlo.[6]
  • Gli Alabardieri, soldati a piedi armati ovviamente di alabarda. Hanno corpetto in cuoio ed elmo piumato.
  • I Vicari, uscente ed entrante, il cui abito - l'uno nero, l'altro bordeaux - in velluto alla caviglia è riccamente adornato da passamaneria, pietre preziose, intarsi di stoffe pregiate ed ori. Portano un mantello, cappello con coda e sono accompagnati dalle loro Madonne. Figure centrali del Corteo storico nonché del Vicariato, assistono ai giochi di gagliardia. Il Vicario entrante presta giuramento alla Repubblica Fiorentina su pubblica piazza ed assegna il palio al rione vincitore. Quello uscente decreta l'inizio dei giochi.
  • L'Abate, che ha con sé la Sacra Bibbia, veste una tunica con cappuccio grigio tortora e sandali.
  • L'Araldo, storicamente di lignaggio nobile, era un alto ufficiale che aveva i compiti di banditore, maestro delle cerimonie di corte e di descrivere i blasoni. Presiede al giuramento del Vicario entrante e lo informa dei suoi possedimenti leggendo la grida. Il suo abito è in velluto ed è armato di spadino.
  • I Notai, supporto per il Vicario, recano il Libro delle Leggi e le Pergamene. I loro costumi sono sontuosi, in panno con le tonalità del verde e del marrone, lunghi alla caviglia, corredati di mantello e cappello con coda.
  • I Nobili e le rispettive Madonne, i cui costumi in raso, seta, broccato e velluto ingentiliscono e dipingono il Corteggio, che altrimenti avrebbe un carattere prettamente marziale. Gli Onorandi Messeri erano signori di alto rango o stretti collaboratori dei Vicari, le Leggiadre Madonne erano e sono tutt'ora ammirate per la bellezza e l'eleganza dell'incedere, lo sfarzo dei tessuti e le perle, gli ori e tutti quegli accessori che incorniciano le acconciature.
    Una volta raggiunto il palco da cui seguono il Palio, ricevono il Saluto alla Voce dei figuranti schierati in Piazza dei Vicari.
  • Le Guardie di Palazzo, primo baluardo a difesa del Palazzo dei Vicari, dentro il quale vivevano. Le loro mansioni erano l'organizzazione dei turni di guardia o avvistamento dalla torre e la scorta al Vicario nelle uscite, che proteggevano con la lunga picca di cui erano armati. Il costume è in panno verde militare, con brache a sboffo e collare metallico. Portano un cappello piumato.

Il Corteo storico di Scarperia è affiancato da quello fiorentino: i figuranti sfilano in una lunga colonna per le vie del centro, fino a disporsi in Piazza dei Vicari. Dopo il Saluto, assistono alla disputa del Palio e i Musici di Firenze accompagnano i Bandierai degli Uffizi nelle esibizioni che si alternano ai giochi di gagliardia. Al termine del Palio, i Musici della Signoria eseguono l'Inno alla Vittoria in onore del rione vincitore.

Bandierai e Musici di Castel San Barnaba[modifica | modifica wikitesto]

Vero e proprio fiore all'occhiello[7] del Corteo, sono un gruppo di recente composizione (1999), ma fondamentale sia per inquadrare storicamente l'evento, che per conferire alla sfilata movimento e ritmo.[8]
Nel Medioevo e nel Rinascimento, per trasmettere gli ordini ai reparti in battaglia si usavano segnali tramite bandiere fatte ondeggiare e lanciate in aria. Gli alfieri portavano il vessillo e lo sventolavano in segno di vittoria. Così i tamburini, parte integrante delle milizie, con i cambi di ritmo e cadenza intimavano attacchi repentini o ritirate. Erano la colonna sonora di ogni evento pubblico o privato. All'interno del Corteo storico dànno il passo agli altri figuranti e battono il ritmo per le esibizioni dei Bandierai. Oltre ai timpani, ai rullanti, ai volteggi delle bandiere, completano la coreografia i fiati: le chiarine si esibiscono all'apertura della porta d'ingresso del Palazzo e durante le dimostrazioni dei Bandierai, l'ottavina addolcisce con il suo suono acuto l'aria militare. Il Mazziere dirige e dà il tempo al gruppo dei Musici con l'aiuto di una mazza.
I Bandierai hanno corsetti alla coscia in velluto rosso e rifiniture color oro, calze nei due colori del vicariato (bianco e rosso), cintura e stivali in cuoio. Le bandiere riportano su fondo bianco fiamme rosse e oro con il giglio di Scarperia. I Musici vestono in velluto rosso e intramezzi color oro, cappello rosso, calze bianche, cintura e stivali in cuoio.

Il "Cencio"[modifica | modifica wikitesto]

Il Palio, che viene consegnato dal Vicario in premio al rione vincitore, indica il drappo dipinto e per estensione la competizione stessa. Riprodotto per la prima volta nel 1985, negli anni è stato pitturato[9] con immagini a tema ed ogni anno compete in bellezza, dettagli e ricercatezza con i precedenti. È dipinto su stoffa e rifinito con passamaneria.
Tutte le squadre tentano ogni anno di vincerlo ed il rione che se lo aggiudica lo custodisce gelosamente. Durante la sfilata del Corteo storico, è il capitano del rione detentore che porta in Piazza dei Vicari il Palio da assegnare.

Composizione delle squadre[modifica | modifica wikitesto]

Le squadre che si contendono il Palio si compongono di sei elementi e un capitano non giocatore, il cui compito è quello di rappresentare il rione ed assistere ai sorteggi; a giochi iniziati gli uomini scesi in piazza non potranno in nessun caso essere sostituiti da riserve. Qualora vi fossero infortuni o squalifiche, la squadra prenderà parte ai giochi seguenti senza il giocatore indisponibile. I componenti delle squadre dovranno avere compiuto 16 anni ed essere residenti nel Comune di Scarperia secondo i confini al 31/12/2013.

I rioni sono facilmente riconoscibili per il colore delle casacche, delle strisce sui pantaloni e dei calzini. L'abbigliamento è agreste e comodo, per facilitare i movimenti durante le discipline del Palio. Le scarpe antiscivolo marroni sono di tela resistente, così da garantire la sicurezza dei giocatori.
I capitani hanno un vestito di velluto con gonna corta, il cui colore principale è quello del rione di appartenenza al quale se ne aggiunge uno di contrasto. Hanno cappello piumato, stivali e cintura in cuoio.
I portabandiera, la cui funzione durante il Diotto è appunto quella di reggere il vessillo rionale, portano un vestito smanicato a gonna in velluto marrone, con camicia e calze del colore del rione. Hanno cappello piumato, stivali e cintura in cuoio.

Giudici e Maestro di Campo[modifica | modifica wikitesto]

Gli arbitri super partes del Palio sono cinque giudicanti, tra i quali il Maestro di Campo, il cui giudizio è insindacabile. Assicurano il corretto svolgimento delle prove e comminano eventuali squalifiche. Dànno il via alle gare e stabiliscono l'ordine di arrivo.
Negli anni del vicariato erano ufficiali e sottufficiali di fanteria e cavalleria. Il loro costume è di raso, indossano fusciacca rossa e stivali di cuoio. Portano alla cintola uno spadino.

Punteggi[modifica | modifica wikitesto]

Per ogni gioco del Palio sono assegnati:

  • 4 punti al primo classificato
  • 3 punti al secondo
  • 2 punti al terzo
  • 1 punto al quarto

Il rione che totalizza zero punti al Lancio dei Coltelli o che negli altri giochi viene retrocesso all'ultimo posto, verrà accreditato di 1 punto. Il rione che viene squalificato in un gioco poiché decide di non volerlo portare a termine o si macchia di infrazioni gravi e volontarie otterrà 0 punti.

I giochi di gagliardia[modifica | modifica wikitesto]

I giochi hanno origine agreste e sono la genuina espressione della forte gente scarperiese, che nel lavoro artigianale ed in quello nei campi ha sempre profuso energia e talento. Questi, in ordine di svolgimento, sono:

  • Lancio dei coltelli
  • Corsa sui mattoni
  • Tiro alla fune
  • Corsa nelle bigonce
  • Palo della cuccagna

Lancio dei coltelli[modifica | modifica wikitesto]

Un componente per squadra dovrà lanciare sei coltelli verso una sagoma disegnata su un tabellone di legno da una distanza minima di 4 metri. Sarà considerato valido il coltello con la punta piantata. Il bersaglio prevede tre cerchi concentrici i cui punteggi sono: 5 punti cerchio rosso, 3 punti cerchio giallo, 1 punto cerchio verde (il più esterno), 0 punti fuori dal cerchio verde. Il coltello che tocca la striscia prende il punteggio del cerchio inferiore.

Corsa sui mattoni[modifica | modifica wikitesto]

Gara a staffetta, partecipano 4 componenti per squadra. I rioni gareggiano contemporaneamente. Ogni concorrente dovrà effettuare un'intera "piazza" di gioco correndo su tre mattoni pieni in laterizio. La gara terminerà quando il quarto frazionista porterà i tre mattoni nel "quadrato" completando la quarta frazione. Sono a disposizione cinque mattoni (due supplementari da utilizzare in caso di rottura o usura), non è consentito poggiare il piede a terra né tre volte il tallone, pena la ripartenza del frazionista.

Tiro alla fune[modifica | modifica wikitesto]

Partecipano tutti e sei i componenti della squadra. I rioni si affrontano a coppie, prima le semifinali in due manches a piazze invertite (in quanto la piazza ha una pendenza che avvantaggia una delle squadre contendenti, verrà lanciata una monetina per il sorteggio) quindi le finali terzo/quarto e primo/secondo posto. Nel caso si renda necessaria la terza manche (la bella), si sorteggerà la piazza tramite lancio della monetina. Per vincere una manche la squadra dovrà portare dalla propria parte un legaccio di stoffa collocato a distanze fissate sulla fune. Il canapo non può essere legato, ma è consentito all'ultimo componente di farlo passare attorno alla vita.

Corsa nelle bigonce[modifica | modifica wikitesto]

Gara a staffetta, partecipano tutti i componenti della squadra: due saranno gli appoggi per introdursi ed uscire dalla bigoncia, quattro i corridori. I rioni gareggiano contemporaneamente. Al via un frazionista si introduce nella bigoncia aiutato dalle "torri", deve percorrere l'intera "piazza" di gioco, quindi uscire per permettere al successivo corridore di fare lo stesso. Le "torri" hanno facoltà di toccare la bigoncia per le operazioni di uscita/entrata dei frazionisti esclusivamente restando all'esterno del campo di gara, mentre l'ultimo frazionista determinerà la conclusione della gara nel momento in cui i suoi piedi saranno all'interno del "quadrato". Pena squalifica della squadra, è vietata la corsa all'indietro (spalle all'arrivo). Alla seconda falsa partenza di squadra, questa sarà squalificata.
La bigoncia è un recipiente troncoconico di doghe in legno usato per pestare l'uva vendemmiata. Viene tolto il fondo per permettere ai frazionisti la corsa, pur con la limitazione delle dimensioni esigue.

Palo della cuccagna[modifica | modifica wikitesto]

Un partecipante per squadra ("palista") dovrà salire fino ad un'asta posta nei pressi della vetta del palo, staccare una bandierina - che simboleggia la cuccagna - e quindi portarla al Maestro di Campo posto al centro della piazza, equidistante dai pali. I rioni gareggiano due alla volta, in una manche singola, mentre i pali vengono sorteggiati tramite monetina. Quindi si procederà a finali terzo/quarto e primo/secondo posto, sorteggiando anche in questo caso tramite lancio della monetina il palo che ciascun palista dovrà salire. Ogni stile di salita ritenuto troppo pericoloso o a cosiddetta "scimmia" (busto staccato dal palo con gambe e braccia protese) comporterà la squalifica della squadra per questa prova. Il palo di legno non viene unto o insaponato, ma le sue dimensioni e l'altezza lo rendono il gioco più difficile del Palio.

Spareggio[modifica | modifica wikitesto]

Qualora due o più squadre si trovino a pari punti dopo i cinque giochi di gagliardia, si provvederà a decidere quella vincitrice per mezzo del Lancio dei Coltelli. In caso di ulteriore parità saranno lanciate serie di tre coltelli fino a che un rione risulterà vincitore.

Albo d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Per mancanza di informazioni, documenti e testimonianze inconfutabili, i palii antecedenti il 1975 non sono inseriti in questo albo. Per quanto riguarda la parte vincitrice, invece, fa fede solamente il colore, in quanto i rioni sono stati modificati negli anni.

  • 1975 Bianchi
  • 1976 Blu
  • 1977 Rossi
  • 1978 Rossi
  • 1979 Rossi
  • 1980 Bianchi
  • 1981 Rossi
  • 1982 Rossi
  • 1983 Rossi
  • 1984 Bianchi
  • 1985 Rosa
  • 1986 Gialli
  • 1987 Rossi
  • 1988 Rosa
  • 1989 Gialli
  • 1990 Rossi1
  • 1991 Viola
  • 1992 Viola
  • 1993 Viola
  • 1994 Viola
  • 1995 Viola
  • 1996 Neri
  • 1997 Viola
  • 1998 Viola
  • 1999 Viola
  • 2000 Rosa
  • 2001 Viola
  • 2002 Viola
  • 2003 Viola
  • 2004 Viola
  • 2005 Viola
  • 2006 Neri
  • 2007 Viola
  • 2008 Viola
  • 2009 Viola
  • 2010 Neri
  • 2011 Neri
  • 2012 Bianchi
  • 2013 Neri
  • 2014 Neri
  • 2015 Neri
  • 2016 Neri
  • 2017 Rossi
  • 2018 Neri
  • 2019 Bianchi
  • 2020 Non disputato2

1 Il palio del 1990 ha visto gareggiare soltanto tre rioni dentro la palestra comunale per inagibiltà di Piazza dei Vicari.

2 Palio non disputato a causa della pandemia di Covid-19.

Diottino[modifica | modifica wikitesto]

È il Palio dei ragazzi e si affianca ai festeggiamenti del Diotto. L'intero evento è dedicato e realizzato dagli under 14. Sfilano in Corteo, si esibiscono con le bandiere e si cimentano nei giochi di gagliardia. Questi ultimi sono leggermente diversi rispetto al Palio vero e proprio, per assicurarsi che i giovanissimi possano divertirsi senza farsi male: il lancio dei coltelli è identico, ma la corsa sui mattoni si svolge su tavolette di legno, il tiro alla fune prevede una cordicella, la quarta prova è la corsa nei sacchi e il palo della cuccagna ha l'asta posta più in basso. Inoltre la piazza di gioco è accorciata.
Al rione vincitore, così come per gli adulti, viene assegnato un Palio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Festeggiamenti del Diotto, su prolocoscarperia.it, 2011. URL consultato il 10 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 22 agosto 2018).
  2. ^ La rappresentazione si basa su riferimenti storici certi ed è riconosciuta a livello nazionale ed europeo. Ogni costume è stato realizzato in seguito a studi sull’epoca, i modelli, le stoffe, gli accessori e le rifiniture, senza tralasciare i minimi particolari. Nei libri di storia e di storia dell'arte è stata ricercata la più stretta somiglianza con quanto poteva esserci nel Rinascimento scarperiese.
  3. ^ Storicamente il nuovo Vicario prometteva fedeltà a Firenze all'interno dell'Oratorio della Madonna di Piazza. Nella rievocazione, questo rito avviene al cospetto del Corteo al gran completo.
  4. ^ Negli anni la qualità e la spettacolarità dei giochi di gagliardia è aumentata, verso un agonismo paragonabile a quello di uno sport professionistico. Le esibizioni nelle discipline del Palio sono state esportate anche lontano dalle mura scarperiesi, per celebrazioni quali la Festa del mandorlo in fiore di Agrigento o il Palio Marinaro dell'Argentario a Porto Santo Stefano e all'estero, a Laguiole, comune gemellato con Scarperia.
  5. ^ Corteo storico di Scarperia, su diottoscarperia.it, 2010. URL consultato il 17 agosto 2018.
  6. ^ Il diritto ad avere lo stesso gonfalone fu guadagnato nel 1351, quando l'allora Castel San Barnaba si oppose con successo per 55 giorni alle truppe milanesi di Giovanni Visconti da Oleggio.
  7. ^ Sono richiestissime durante tutto l'anno le esibizioni dei Bandierai e Musici di Castel San Barnaba in ambito italiano e continentale, quali ad esempio le trasferte in Germania, Francia e Belgio.
  8. ^ Bandierai e Musici di Castel San Barnaba, su castelsanbarnaba.it. URL consultato il 18 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 22 agosto 2018).
  9. ^ Il gruppo de "I Solidi", che ha realizzato per venti anni il Palio, ha scelto temi storici, geometrici e di attualità. È stato composto da giovani scarperiesi, quindi sostituito da pittori locali.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Il Palio del Diotto, Firenze, Edifir-Edizioni Firenze, 2006, ISBN 88-7970-285-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]