Diocesi di Siedlce

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Diocesi di Siedlce
Dioecesis Siedlecensis
Chiesa latina
Katedra w Siedlcach.JPG
Suffraganea dell' arcidiocesi di Lublino
Mappa della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Kazimierz Gurda
Sacerdoti 668 di cui 594 secolari e 74 regolari
1.058 battezzati per sacerdote
Religiosi 92 uomini, 297 donne
Abitanti 716.300
Battezzati 707.100 (98,7% del totale)
Superficie 11.440 km² in Polonia
Parrocchie 247
Erezione 30 giugno 1818
Rito romano
Indirizzo ul. Pilsudskiego 62, 08-110 Siedlce, Polska
Sito web www.diecezja.siedlce.pl
Dati dall'Annuario pontificio 2018 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Polonia
Il santuario mariano di Kodeń

La diocesi di Siedlce (in latino: Dioecesis Siedlecensis) è una sede della Chiesa cattolica in Polonia suffraganea dell'arcidiocesi di Lublino. Nel 2017 contava 707.100 battezzati su 716.300 abitanti. È retta dal vescovo Kazimierz Gurda.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende la parte orientale del Voivodato della Masovia e la parte settentrionale del voivodato di Lublino.

Sede vescovile è la città di Siedlce, dove si trova la cattedrale dell'Immacolata Concezione di Maria Vergine.

Il territorio è suddiviso in 25 decanati e in 247 parrocchie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi di Podlachia o di Janów fu eretta il 30 giugno 1818 da papa Pio VII con la bolla Ex imposita nobis. Il territorio fu ricavato dalla diocesi di Brest e Podlachia che era stata eretta nel 1404 e soppressa nel 1797 dallo zar. A questo territorio si aggiunsero alcune parrocchie scorporate dalle diocesi di Poznań, di Płock, di Cracovia, di Luc'k e di Chełm.

Il vescovo Jan Marceli Gutkowski fu considerato dalle autorità russe un nemico degli zar. Fu chiesto alla Santa Sede di rimuovere il vescovo dalla sua diocesi, ma la Santa Sede non volle acconsentire alla richiesta del governo russo e si limitò a consigliare al vescovo prudenza nella corrispondenza. Allora Nicola I ordinò l'arresto del vescovo, che avvenne la notte tra il 28 e il 29 aprile 1840 e fu deportato nel governatorato di Mogilëv. Fu informata la Santa Sede, che protestò due volte. Seguirono lunghe trattative tra la Curia romana e il governo russo, al termine delle quali papa Gregorio XVI indirizzò al vescovo un breve in cui consigliò al vescovo di dimettersi per il bene della diocesi, che non poteva più governare. Il vescovo volle accettare il consiglio del papa e il 19 novembre 1842 rinunciò alla diocesi. Fu rilasciato e dal 1843 visse in esilio a Leopoli, mentre la sede di Janów rimase vacante fino al 1856.[1]

Il 22 maggio 1867 la diocesi fu soppressa dallo zar Alessandro II e il suo territorio fu aggregato alla diocesi di Lublino. La soppressione non fu mai riconosciuta dalla Santa Sede: gli accordi del 24 dicembre 1882 stabilirono che la diocesi di Podlachia o Janów fosse data in amministrazione ai vescovi di Lublino.[2]

Appena terminata la prima guerra mondiale, Roma si affrettò a nominare un nuovo vescovo per la sede di Podlachia, il 24 settembre 1918. La sede è stata traslata da Janów a Siedlce da papa Pio XI con la bolla Pro recto et utili del 25 gennaio 1924 e il 28 ottobre 1925 ha assunto il nome attuale in forza della bolla Vixdum Poloniae unitas del medesimo papa.

Negli anni venti e trenta il vescovo Henryk Ignacy Przeździecki intraprese un'iniziativa per la conversione degli ortodossi al cattolicesimo, approfittando di favorevoli circostanze politiche e della crisi della Chiesa ortodossa in Polonia. Con l'appoggio iniziale del nunzio apostolico in Polonia Achille Ratti (il futuro papa Pio XI) e la collaborazione dei gesuiti di rito bizantino, seguendo l'istruzione Zelum amplitudinis riuscì ad avere già nel 1927 14 parrocchie di rito bizantino-slavo. Nel 1931 la Santa Sede nominò il vescovo ucraino Mykola Čarneckyj come ordinario per i fedeli di rito bizantino-slavo (detti neouniati), ma i contrasti sorti sulla base del concordato con la Polonia gli permisero di esercitare solo l'incarico di visitatore apostolico. Durante la Seconda guerra mondiale molte parrocchie neouniate furono soppresse o fecero ritorno alla Chiesa ortodossa. Nel 1947 rimanevano in territorio polacco quattro parrocchie, che scomparvero negli anni seguenti a causa del trasferimento forzato degli abitanti. È rimasta soltanto la parrocchia di Kostomłoty, anche se i fedeli neouniati sono presenti in altre zone della Polonia.

Il 25 marzo 1992, nell'ambito della riorganizzazione delle diocesi polacche voluta da papa Giovanni Paolo II con la bolla Totus tuus Poloniae populus, ha ceduto una porzione di territorio a vantaggio della diocesi di Drohiczyn e contestualmente è divenuta suffraganea dell'arcidiocesi di Lublino.

Nel 2007 al vescovo di Siedlce sono stati affidati anche i fedeli della Chiesa cattolica di rito bizantino-slavo in Polonia, con giurisdizione sulla parrocchia di Kostomłoty.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

  • Feliks Łukasz Lewiński † (29 marzo 1819 - 5 aprile 1825 deceduto)
  • Jan Marceli Gutkowski † (3 luglio 1826 - 19 maggio 1842 dimesso)[3]
    • Sede vacante (1842-1856)
  • Piotr Paweł Beniamin Szymański † (18 settembre 1856 - 15 gennaio 1868 deceduto)
    • Sede vacante (1868-1918)
  • Henryk Ignacy Przeździecki † (24 settembre 1918 - 9 maggio 1939 deceduto)
    • Sede vacante (1939-1946)
  • Ignacy Swirski † (12 aprile 1946 - 25 marzo 1968 deceduto)
  • Jan Mazur † (24 ottobre 1968 - 25 marzo 1996 ritirato)
  • Jan Wiktor Nowak † (25 marzo 1996 - 25 marzo 2002 deceduto)
  • Zbigniew Kiernikowski (28 marzo 2002 - 16 aprile 2014 nominato vescovo di Legnica)
  • Kazimierz Gurda, dal 16 aprile 2014

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2017 su una popolazione di 716.300 persone contava 707.100 battezzati, corrispondenti al 98,7% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 738.268 784.300 94,1 355 328 27 2.079 49 306 246
1970 ? 771.940 ? 512 473 39 ? 77 495 242
1980 816.482 886.282 92,1 492 447 45 1.659 63 486 244
1990 857.194 881.237 97,3 550 503 47 1.558 65 440 265
1999 726.947 743.721 97,7 595 540 55 1.221 77 347 241
2000 736.904 757.152 97,3 607 555 52 1.214 74 374 242
2001 742.809 756.562 98,2 623 565 58 1.192 80 383 243
2002 737.367 751.555 98,1 632 576 56 1.166 79 377 243
2003 739.699 751.127 98,5 638 582 56 1.159 85 355 243
2004 741.185 752.692 98,5 611 550 61 1.213 75 337 242
2010 724.675 736.014 98,5 658 592 66 1.101 86 300 244
2014 714.630 726.100 98,4 660 593 67 1.082 87 299 245
2017 707.100 716.300 98,7 668 594 74 1.058 92 297 247

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (PL) Storia della diocesi, dal sito ufficiale della diocesi
  2. ^ Angelo Mercati, (a cura di) Raccolta di concordati su materie ecclesiastiche tra la Santa Sede e le autorità civili, Roma 1919, p. 1016.
  3. ^ Nominato arcivescovo titolare di Marcianopoli il 18 settembre 1856.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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