Diocesi di Parenzo e Pola

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Diocesi di Parenzo e Pola
Dioecesis Parentina et Polensis
Chiesa latina
Poreč019.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Fiume
Vescovo Dražen Kutleša
Vescovi emeriti Anton Bogetić, Ivan Milovan
Sacerdoti 107 di cui 91 secolari e 16 regolari
1.537 battezzati per sacerdote
Religiosi 51 uomini, 33 donne
Diaconi 1 permanenti
Abitanti 210.114
Battezzati 164.480 (78,3% del totale)
Superficie 2.839 km² in Croazia
Parrocchie 135 (9 vicariati)
Erezione III secolo (Parenzo)
VI secolo (Pola)
Rito romano
Cattedrale Assunzione di Maria (Parenzo)
Concattedrali Assunzione di Maria (Pola)
Santi patroni San Mauro (Parenzo)
San Tommaso (Pola)
Indirizzo Prilaz Jurja Dobrile 3, 52440 Poreč/Parenzo, Hrvatska
Sito web www.biskupija-porecko-pulska.hr
Dati dall'Annuario pontificio 2014 (ch · gc?)
Chiesa cattolica in Croazia
La concattedrale dell'Assunzione della Beata Vergine Maria a Pola.

La diocesi di Parenzo e Pola (in latino: Dioecesis Parentina et Polensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Fiume. Nel 2013 contava 164.480 battezzati su 210.114 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Dražen Kutleša.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende tutta la Regione istriana, che corrisponde a gran parte dell'Istria croata.

Sede vescovile è la città di Parenzo, dove si trova la cattedrale dell'Assunzione della Beata Vergine Maria, più nota come Basilica Eufrasiana, dal nome del vescovo Eufrasio (530-560) che ne ordinò la costruzione. A Pola si trova la concattedrale dell'Assunzione della Beata Vergine Maria.

Il territorio si estende su 2.839 km² ed è suddiviso in 135 parrocchie, raggruppate in 9 decanati: Buie, Pinguente, Parenzo, Pisino, Pedena, Rovigno, Albona, Dignano e Pola.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Diocesi di Parenzo[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi di Parenzo fu eretta attorno III secolo e fu a lungo suffraganea del patriarcato di Aquileia.

I vescovi di Parenzo assunsero il potere temporale dal 933, anno in cui iniziarono ad intitolarsi conti di Orsera. Nel corso del X secolo alcune donazioni estesero i possedimenti vescovili a circa venti feudi. Questa autorità durò per poco: nel 1081 l'imperatore Enrico IV infeudò dell'intero vescovado il patriarca di Aquileia.

Il 10 maggio 1434 la diocesi fu unita a quella di Cittanova con la bolla Cunctis orbis di papa Eugenio IV. Tuttavia, la diocesi di Cittanova rimase soggetta al suo vescovo fino alla morte di lui e l'unione fu abolita nel 1448.

Nel 1784 la diocesi acquisiva le nove parrocchie del territorio di Pinguente, già comprese nella diocesi di Trieste.

Con la soppressione del patriarcato di Aquileia (1751), Parenzo divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Udine. Tra il 1788 e il 1807 fu sottoposta all'arcidiocesi di Lubiana. Nel 1819 passò al patriarcato di Venezia.

Diocesi di Pola[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi di Pola, istituita nel VI secolo, fu originariamente suffraganea dell'arcidiocesi di Ravenna. Dall'inizio del VII secolo dipese dal patriarcato di Grado, quindi entrò, come Parenzo, a far parte della provincia ecclesiastica del patriarcato di Aquileia (1028).

Anche i vescovi di Pola ebbero il titolo di conti: nel 1028 la diocesi di Pola ricevette in feudo dall'imperatore Corrado II il Salico tutta la parte meridionale dell'Istria, compresa Fiume. Altre donazioni si ebbero nei secoli successivi.

Il 16 ottobre 1787 Pola cedette alla diocesi di Segna l'arcidiaconato di Fiume. Nel 1794 perse Chersano e di Castua a favore di Trieste.

Con la soppressione del patriarcato di Aquileia, Pola seguì le stesse sorti di Parenzo, divenendo prima suffraganea dell'arcidiocesi di Udine, quindi dell'arcidiocesi di Lubiana, infine del patriarcato di Venezia.

Diocesi di Parenzo e Pola[modifica | modifica wikitesto]

Il 30 luglio 1828 con la bolla Beati Locum Petri di papa Leone XII le due istituzioni sono state unite e la nuova diocesi ha assunto il nome attuale.

Il 27 luglio 1830 per effetto della bolla Insuper eminenti Apostolicae dignitatis di papa Pio VIII divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Gorizia.

Il 27 giugno 1969 la diocesi è entrata a far parte della provincia ecclesiastica di Fiume.

Il 17 ottobre 1977, in forza della bolla Prioribus saeculi di papa Paolo VI, la diocesi incorporò i territori delle diocesi di Trieste e di Capodistria che, dalla fine della seconda guerra mondiale, si trovavano in territorio jugoslavo nella Repubblica Socialista di Croazia, e che al termine del conflitto erano stati dati in amministrazione ai vescovi di Parenzo e Pola.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Parenzo[modifica | modifica wikitesto]

  • San Mauro † (III secolo)
  • Eufrasio † (circa 530 - circa 560)
  • Elia † [2]
  • Giovanni I † (prima del 571/577[3] - dopo il 590)
  • Raschivo (o Catelino o Ratelino) † [4]
  • Angelo (o Agnello) † (menzionato nel 610)
  • Aureliano † (menzionato nel 680)[5]
  • Staurazio † (menzionato nell'804)
  • Lorenzo †
  • Giuliano †
  • Domenico †
  • Antonio I †
  • Pasino (o Passivo) †
  • Flendemano †
  • Eripeto (o Eriperto) †
  • Andrea I † [6]
  • Adamo † (prima di marzo 956 - dopo giugno 983)
  • Andrea II † (prima di ottobre 991 - dopo marzo 1010)
  • Sigimbaldo † (prima di novembre 1015 - dopo agosto 1017)
  • Engelmaro † (prima di agosto 1028 - dopo settembre 1040)
  • Arno (o Arpo) † (menzionato nel 1045)
  • Orso † (menzionato nel 1050 ?)
  • Adelmaro † (menzionato nel 1060)
  • Cadolo † (menzionato nel 1075 ?)
  • Pagano I † (menzionato nel 1082 ?)
  • Bertoldo † (menzionato nel 1114)
  • Ferongo † (menzionato nel 1120 ?)
  • Rodemondo † (menzionato nel 1131 ?)
  • Vincenzo † (menzionato nel 1146 ?)[7]
  • Uberto † (prima di dicembre 1158 - circa 1174)
  • Pietro I † (1174 - dopo ottobre 1194)
  • Giovanni II † (? - circa 1200)
  • Fulcherio † (prima di ottobre 1200 - dopo maggio 1216)[8]
  • Adalberto † (1219 - dopo il 1240)
  • Pagano II † (1243 - dopo il 1247)
  • Giovanni III † (dicembre 1249 - dopo luglio 1252)
  • Ottone † (prima di aprile 1256 - dopo luglio 1280)
  • Bonifacio † (prima del 14 dicembre 1282 - dopo il 16 agosto 1305 deceduto)
  • Giuliano Natale, O.S.B. † (prima dell'8 giugno 1306 - prima di agosto 1309)
  • Graziadio, O.Carm. † (prima di novembre 1310 - dopo 9 maggio 1327[9] deceduto)
  • Giovanni Gottoli de Sordello, O.P. † (20 giugno 1328 - 1367[10] deceduto)
  • Gilberto Zorzi, O.P. † (2 luglio 1367 - 4 marzo 1388 nominato vescovo di Eraclea)
  • Giovanni Lombardo, O.Carm. † (giugno 1388 - 21 marzo 1415 deceduto)
  • Fantino Valaresso † (28 aprile 1415 - 5 dicembre 1425 nominato arcivescovo di Creta)
  • Daniele Scotto de' Rampi † (7 gennaio 1426 - 7 gennaio 1433 nominato vescovo di Concordia)
  • Angelo Cavazza † (7 gennaio 1433 - 11 aprile 1440 nominato vescovo di Traù)
  • Giovanni VI † (11 aprile 1440 - 6 gennaio 1457 deceduto)
  • Placido Pavanello, O.S.B.Vall. † (24 gennaio 1457 - 5 novembre 1464 nominato vescovo di Torcello)
  • Francesco Morosini † (14 novembre 1464 - 3 ottobre 1471 deceduto)
  • Bartolomeo Barbarigo † (11 ottobre 1471 - dopo il 3 giugno 1475 deceduto)
  • Silvestro Quirini † (31 gennaio 1476 - circa ottobre 1476 deceduto)
  • Niccolò Franco † (23 ottobre 1476 - 21 febbraio 1485 nominato vescovo di Treviso)
  • Tommaso Catanei (o Colleoni), O.P. † (4 marzo 1485 - 12 dicembre 1485 nominato vescovo di Cervia)
  • Giovanni Antonio Pavaro † (14 marzo 1487 - 20 febbraio 1500 deceduto)
  • Alvise Tasso † (24 febbraio 1500 - 16 gennaio 1516 nominato vescovo di Recanati)
  • Girolamo Campeggi † (17 marzo 1516 - 1533 dimesso)
  • Giovanni Campeggi † (28 maggio 1537 - 6 maggio 1553 nominato arcivescovo di Bologna)
  • Pietro Gritti † (17 maggio 1553 - 9 febbraio 1573 deceduto)
  • Cesare Nores † (9 febbraio 1573 - 12 dicembre 1597 deceduto)
  • Giovanni Lippomano † (8 luglio 1598 - dopo il 9 giugno 1608 dimesso)
  • Leonardo Tritonio † (9 febbraio 1609 - 15 giugno 1631 deceduto)
  • Ruggero Tritonio † (1º febbraio 1632 - 25 luglio 1644 deceduto)
  • Giambattista Battista Del Giudice † (1644 - 24 gennaio 1666 deceduto)
  • Niccolò Petronio Caldana † (16 marzo 1667 - 1670 deceduto)
  • Alessandro Adelasio, C.R.L. † (1º luglio 1671 - agosto 1711 deceduto)
  • Antonio Vaira † (2 marzo 1712 - 12 luglio 1717 nominato vescovo di Adria)
  • Pietro Grassi † (14 marzo 1718 - 16 marzo 1731 deceduto)
  • Vincenzo Maria Mazzoleni, O.P. † (21 maggio 1731 - 16 dicembre 1741 deceduto)
  • Gaspare Negri † (22 gennaio 1742 - gennaio 1778 deceduto)
  • Francesco Polesini † (1º giugno 1778 - 9 gennaio 1819 deceduto)
    • Sede vacante (1819-1827)

Vescovi di Pola[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Parenzo e Pola[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2013 su una popolazione di 210.114 persone contava 164.480 battezzati, corrispondenti al 78,3% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 140.000 140.000 100,0 99 78 21 1.414 28 162 53
1970 100.718 133.570 75,4 55 46 9 1.831 10 70 63
1980 146.245 172.925 84,6 105 92 13 1.392 15 42 130
1990 139.628 192.935 72,4 101 88 13 1.382 14 34 137
1999 170.530 210.613 81,0 101 88 13 1.688 52 37 134
2000 173.705 213.288 81,4 100 87 13 1.737 52 35 134
2001 179.329 219.100 81,8 104 91 13 1.724 52 36 134
2002 178.518 216.834 82,3 99 87 12 1.803 48 35 134
2003 161.132 206.344 78,1 108 91 17 1.491 52 36 134
2004 168.699 208.717 80,8 108 91 17 1.562 49 34 134
2013 164.480 210.114 78,3 107 91 16 1.537 1 51 33 135

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mappa della diocesi e dei decanati.
  2. ^ Non esiste documento che attesti l'esistenza storica del vescovo Elia; il suo nome appare, dopo Eufrasio, solo in una lista di 29 vescovi parentini inserita nel cosiddetto "diploma eufrasiano", falso storico dell'VIII secolo.
  3. ^ Secondo Lanzoni la data del concilio di Grado è incerta, mentre per Babudri la data sicura è quella del 579.
  4. ^ Menzionato nel "diploma eufrasiano" come successore di Giovanni; non documentato storicamente.
  5. ^ Assente nel "diploma eufrasiano", è tra i firmatari del sinodo romano del 680.
  6. ^ I vescovi da Lorenzo ad Andrea sono menzionati, nello stesso ordine, nel "diploma eufrasiano"; di questi otto vescovi tuttavia non esiste documentazione storica.
  7. ^ I vescovi da Arno a Vincenzo sono menzionati, nello stesso ordine, nel "diploma eufrasiano"; tuttavia, ad eccezione di Arno, di Adelmaro e di Bertoldo, nessuno degli altri è documentato storicamente; le date con un punto interrogativo sono quelle ipotetiche riferite da Babudri (pp. 215-216).
  8. ^ Fulcherio è l'ultimo vescovo menzionato nel "diploma eufrasiano.
  9. ^ La sede era vacante nel mese di marzo 1328.
  10. ^ La sede era vacante il 18 marzo 1367.
  11. ^ Antonio è il primo vescovo documentato di Pola, menzionato nell'epistolario di Cassiodoro, dove si parla anche di un decessor et predecessor Antonii; tra questi predecessori di Antonio, alcune cronotassi tradizionali inseriscono Venerio, che tuttavia, secondo Lanzoni, fu vescovo di Spello in Umbria.
  12. ^ Documentato da un diploma riconosciuto oggi come spurio; il nome tuttavia potrebbe riferirsi ad un vescovo realmente esistito.
  13. ^ Dopo Adriano, Ughelli inserisce il nome di Massimo, chiamato da altri autori Massenzio, che secondo Lanzoni non fu vescovo di Pola, ma di Zuglio nella Carnia

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Per la cronotassi di Parenzo[modifica | modifica wikitesto]

Per la cronotassi di Pola[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN305534767
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