Diocesi di Garba

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Garba
Sede vescovile titolare
Dioecesis Garbensis
Chiesa latina
Vescovo titolareLuis Manuel López Alfaro
Istituita1925
StatoAlgeria
Diocesi soppressa di Garba
Eretta?
Soppressa?
Dati dall'annuario pontificio
Sedi titolari cattoliche

La diocesi di Garba (in latino: Dioecesis Garbensis) è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Garba, identificabile con le rovine di Aïn-Garb nell'odierna Algeria, è un'antica sede episcopale della provincia romana di Numidia.

Sono tre i vescovi documentati di Garba. Al concilio donatista di Cirta del 305, convocato sotto la presidenza di Secondo di Tigisi, per procedere alla consacrazione del nuovo vescovo locale, Silvano, prese parte il vescovo Vittore di Garba, che non dovette, come altri suoi colleghi, difendersi dalle accuse di aver bruciato i libri sacri durante la persecuzione del 303. Lo stesso vescovo, in una data imprecisata prima del 314, fu inviato come rappresentante dei donatisti a Roma, presso la corte papale.[1]

Alla conferenza di Cartagine del 411, che vide riuniti assieme i vescovi cattolici e donatisti dell'Africa romana, doveva partecipare il donatista Felice, che tuttavia non poté essere presente a causa di malattia; dette mandato al vescovo Marziale di Idicra di firmare gli atti al posto suo; la sede non aveva in quell'occasione nessun vescovo cattolico.[2]

Terzo vescovo noto è un altro Felice, il cui nome si trova al 102º posto nella lista dei vescovi della Numidia convocati a Cartagine dal re vandalo Unerico nel 484; Felice era già deceduto all'epoca della redazione di questa lista.[3]

Dal 1925 Garba è annoverata tra le sedi vescovili titolari della Chiesa cattolica; dal 6 giugno 2020 il vescovo titolare è Luis Manuel López Alfaro, vescovo ausiliare di San Cristóbal de Las Casas.

Cronotassi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi residenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Felice II † (prima del 484)

Vescovi titolari[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mandouze, Prosopographie de l'Afrique chrétienne, p. 1153-1154, Victor 3.
  2. ^ Mandouze, Prosopographie de l'Afrique chrétienne, p. 423, Felix 37.
  3. ^ Mandouze, Prosopographie de l'Afrique chrétienne, p. 437, Felix 77.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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